{"id":64383,"date":"2008-10-17T14:25:30","date_gmt":"2008-10-17T12:25:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64383"},"modified":"2017-11-03T15:39:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:28","slug":"un-ponte-tecnologico-verso-il-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/10\/un-ponte-tecnologico-verso-il-futuro\/","title":{"rendered":"Un ponte tecnologico verso il futuro"},"content":{"rendered":"<p>La partecipazione industriale italiana al programma a guida americana F-35 Joint Strike Fighter, destinato a produrre ed acquisire una nuova linea di velivoli da attacco al suolo, ha subito un\u2019accelerazione grazie alla firma tra Alenia Aeronautica e Lockheed Martin di un primo contratto per la Low Rate Initial Production (Lrip) delle ali del velivolo, che sar\u00e0 utilizzato dalle aeronautiche di Stati Uniti, Gran Bretagna, Italia, Canada, Olanda, Turchia, Danimarca, Norvegia e Australia.<\/p>\n<p>Nei prossimi mesi il Governo e il Parlamento italiano dovranno prendere importanti decisioni in merito al futuro del programma: dovranno essere infatti definiti gli stanziamenti pluriennali per l\u2019acquisizione da parte delle Forze Armate della flotta di F-35 e per le infrastrutture necessarie per una effettiva partecipazione industriale italiana, in particolare con la costruzione nell\u2019aeroporto militare di Cameri, in Piemonte, della linea d\u2019assemblaggio (Final Assembly and Check Out, Faco), che agir\u00e0 anche da centro per la manutenzione (Maintenance, Repair, Overhaul and Upgrade, Mrou).<\/p>\n<p>Al fine di valutare l\u2019impatto di tali scelte, l\u2019Istituto Affari Internazionali ha recentemente presentato in un <a href=\"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/Convegni\/JSF-F35_081006.pdf\" target=\"blank\"><b><u>convegno<\/u><\/b><\/a> uno studio su \u201c<a href=\"http:\/\/www.iai.it\/sections\/pubblicazioni\/iai_quaderni\/Indici\/quaderno_31.htm\" target=\"blank\"><b><u>Il programma F-35 &#8211; JSF e l\u2019Europa<\/u><\/b><\/a>\u201d.<\/p>\n<p><b>L\u2019aspetto politico internazionale<\/b><br \/>\nLa scelta di partecipare al programma Jsf \u00e8 frutto di un accordo politico bipartisan che si \u00e8 consolidato nell\u2019ultimo decennio, grazie al sostegno di governi e maggioranze parlamentari differenti, di centro destra e di centro sinistra.<\/p>\n<p>Partecipare al Jsf significa, infatti, proseguire sulla strada di una sempre pi\u00f9 necessaria interoperabilit\u00e0 a livello transatlantico ed europeo, fattore indispensabile per il mantenimento della solidariet\u00e0 e solidit\u00e0 degli strumenti di difesa occidentali.<\/p>\n<p>L\u2019aspetto transatlantico \u00e8 evidente: il rafforzamento del vincolo bilaterale con gli Stati Uniti e l\u2019Alleanza Atlantica sono un obiettivo importante per la coesione di uno dei due pilastri su cui si basa la politica di difesa italiana.<\/p>\n<p>Lo sviluppo dell\u2019ambito europeo del programma \u00e8 invece presente solo in nuce, nell\u2019ambito dell\u2019accordo fra Italia e Paesi Bassi, ed \u00e8 un ambito su cui sar\u00e0 necessario focalizzare gli sforzi governativi e parlamentari a livello internazionale, al fine di raggiungere quella massa critica necessaria per garantire un significativo ritorno di natura tecnologica.<\/p>\n<p>Il centro Faco di Cameri, in virt\u00f9 anche dell\u2019accordo sottoscritto con l\u2019Olanda in merito alla \u201cdivisione del lavoro\u201d per quanto riguarda avionica e motoristica, si pone anche come importante passo verso un maggiore coordinamento europeo all\u2019interno della cooperazione transatlantica. Uno sforzo congiunto europeo dovrebbe puntare a ottenere un maggiore trasferimento di tecnologie sensibili da parte degli Stati Uniti, mettere in comune le capacit\u00e0 europee e dividere cos\u00ec i costi, costruire un \u201cEuropean Footprint\u201d, base tecnologia e modello di organizzativo per future cooperazioni europee nell\u2019ambito dei programmi d\u2019armamento.<\/p>\n<p>Ci si dovr\u00e0, quindi, impegnare per promuovere con forza la multilateralizzazione dell\u2019accordo bilaterale in essere, ponendolo alla base della strategia di europeizzazione del programma.<\/p>\n<p>Tale aspetto richiede decisioni politiche ai massimi livelli, nonch\u00e9 un maggiore coordinamento delle richieste di maggior apertura della controparte americana, rendendo progressivamente meno restrittivo il regime di trasferimento delle informazioni e delle tecnologie, grazie ad accordi transatlantici pi\u00f9 equilibrati.<\/p>\n<p><b>La valenza tecnologica ed industriale<\/b><br \/>\nIl favore politico e militare per il programma \u00e8 rafforzato dalle sue potenziali ricadute economiche, industriali e tecnologiche.<\/p>\n<p>Da parte degli Stati Maggiori vi \u00e8 la consapevolezza che non esistono nel prossimo futuro programmi alternativi a questo velivolo di quinta generazione sviluppato nell\u2019alveo della cooperazione transatlantica. Inoltre, il programma F-35 \u00e8 un indispensabile sbocco, e un ulteriore stimolo, per le capacit\u00e0 industriali e tecnologiche italiane maturate con il programma Eurofighter, nel momento in cui quest\u2019ultimo si avvia a conclusione.<\/p>\n<p>L\u2019F-35 avr\u00e0 ricadute industriali significative per i prossimi 20-30 anni e potrebbe costituire una sorta di \u201cponte\u201d tecnologico verso una futura cooperazione europea nel settore dei velivoli da combattimento senza pilota (Unmanned Combat Aerial Vehicles, Ucav), al momento troppo prematura per rappresentare una seria alternativa al Jsf.<\/p>\n<p>Il nodo centrale della strategia di sviluppo tecnologico ed industriale italiano ed europeo, con i relativi vantaggi per quanto riguarda la sovranit\u00e0 operativa sul velivolo ed il ritorno economico, \u00e8 rappresentato in primo luogo dalla realizzazione del centro Faco\/Mrou di Cameri.<\/p>\n<p>Avere infatti sul proprio territorio nazionale la struttura industriale che si occuper\u00e0 dell\u2019assemblaggio finale del velivolo, e in prospettiva della sua manutenzione durante il suo intero ciclo di vita, consentir\u00e0 sia di sviluppare una pi\u00f9 completa e profonda conoscenza del sistema d\u2019arma sia di massimizzarne il beneficio in termini di trasferimento di tecnologia e di investimenti per l\u2019industria italiana della difesa.<\/p>\n<p><b>Nuovo programma, nuove regole<\/b><br \/>\nPer rendere effettivamente possibile questo importante coinvolgimento italiano, un passo avanti significativo deve giungere dalla revisione della normativa vigente sul controllo dell\u2019esportazione dei sistemi d\u2019arma.<\/p>\n<p>La nuova impostazione di gestione industriale e logistica promossa dal Jsf prevede un elevatissimo livello di internazionalizzazione ed integrazione, incompatibile con una legge sull\u2019export concepita negli anni \u201980 e molto complessa.<\/p>\n<p>Si dovrebbe pertanto differenziare la regolamentazione di riferimento per tali programmi intergovernativi, evitando che il controllo dello stato italiano su s\u00e9 stesso diventi un inutile e insostenibile spreco di risorse in termini di tempo, mezzi e personale, che data l\u2019aumentata complessit\u00e0 e dimensione dei programmi di cooperazione internazionale, ormai mette a rischio la stessa partecipazione delle industrie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La partecipazione industriale italiana al programma a guida americana F-35 Joint Strike Fighter, destinato a produrre ed acquisire una nuova linea di velivoli da attacco al suolo, ha subito un\u2019accelerazione grazie alla firma tra Alenia Aeronautica e Lockheed Martin di un primo contratto per la Low Rate Initial Production (Lrip) delle ali del velivolo, che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[72,96],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64383"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64383"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64383\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64384,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64383\/revisions\/64384"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64383"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64383"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64383"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}