{"id":64389,"date":"2009-03-17T14:30:14","date_gmt":"2009-03-17T13:30:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64389"},"modified":"2017-11-03T15:39:05","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:05","slug":"il-vero-bilancio-italiano-della-difesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/03\/il-vero-bilancio-italiano-della-difesa\/","title":{"rendered":"Il vero bilancio italiano della difesa"},"content":{"rendered":"<p>Quanto spende veramente l\u2019Italia per la difesa? A prima vista la risposta sembrerebbe facile, grazie alla disponibilit\u00e0 della \u201cNota aggiuntiva allo stato di previsione per la Difesa 2009\u201d, finalmente resa pubblica sul sito del Ministero della Difesa. In realt\u00e0, questo fondamentale documento di base, legato all\u2019approvazione della Legge Finanziaria, che per il 2009 recepisce le modifiche introdotte gi\u00e0 dal decreto legge del 25 giugno 2008, va correttamente interpretato. A seconda che vengano compresi o meno (e in che misura) la spesa per le forze di polizia militare, le pensioni, i fondi non compresi nel bilancio del Ministero della Difesa, il risultato finale cambia radicalmente.<\/p>\n<p>Ancor pi\u00f9 complessa risulta la comparazione internazionale, poich\u00e9 non c\u2019\u00e8 una definizione contabile standardizzata; alcune analisi sono poi viziate da impliciti o espliciti obiettivi politici, poich\u00e9 tese a dimostrare che si spende troppo, come fanno i siti antimilitaristi, o troppo poco, come sottolinea da anni ormai la Difesa, evitando per\u00f2 di affrontare il problema centrale della qualit\u00e0 della spesa.<\/p>\n<p>Con il termine \u201cspesa per la difesa nel 2009\u201d (<a href=\"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/Economia_difesa\/Tabelle-grafici-IT-2009.pdf\" target=\"blank\"><b><u>Economia e industria della difesa: tabelle e grafici<\/u><\/b><\/a>, edizione 2009) si intende la spesa prevista per l\u2019anno a valori correnti in euro, effettivamente disponibile per produrre sicurezza esterna nel corso dell\u2019anno di riferimento e in quelli futuri, anche attraverso operazioni internazionali di carattere prevalentemente militare.<\/p>\n<p>Data questa definizione, si escludono le seguenti voci incluse nel bilancio del Ministero della Difesa: le pensioni (provvisorie, di ausiliaria e definitive), le forze anche di carattere militare che per\u00f2 conducono operazioni di sicurezza interna (la maggior parte dei Carabinieri), le spese sostenute dalla Difesa, ma riguardanti altre amministrazioni ed altre funzioni (ad esempio, l\u2019approvvigionamento idrico delle isole).<\/p>\n<p>Si includono invece, oltre alla cosiddetta Funzione Difesa, le spese per le missioni internazionali per la parte riguardante le Forze Armate e altri fondi presso altri dicasteri che siano connessi con la produzione di sicurezza esterna, quali i fondi presso il Ministero dello Sviluppo Economico per la parte relativa ai programmi d\u2019investimento e di ricerca e sviluppo (R&amp;S) in materiali di cui beneficia anche la difesa.<\/p>\n<p>Dal bilancio di previsione del Ministero della Difesa per il 2009, di 20.294 milioni di euro, vanno sottratti gli impegni relativi alle funzioni esterne (116 milioni), alle pensioni provvisorie (231 milioni), e a quella parte del corpo dei Carabinieri che svolge prevalentemente funzioni di sicurezza interna, stimata nel 92,5% del totale, in quanto si stima che su un totale di 110.000 uomini, gli effettivi disponibili per le missioni di difesa esterna siano 8.300, pari al solo 7,5% della forza complessiva.<\/p>\n<p>In sostanza, alla tradizionale Funzione Difesa, pari a 14.340 milioni di euro, vanno aggiunti 414 milioni stimati, relativi ai Carabinieri impiegabili in funzione di polizia militare e in missioni internazionali. A ci\u00f2 si aggiungono una stima di 1.240 milioni di euro (data dal raddoppiamento dell\u2019autorizzazione attuale prevista per il solo primo semestre 2009 secondo la Legge n.12\/09), relativi alla componente militare del fondo missioni internazionali presso il Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze.<\/p>\n<p>Si sottraggono invece i 179 milioni di spesa per i costi di ammodernamento dei radar necessari per liberare le frequenze del <i>Worldwide Interoperability for Microwave Access<\/i> (WIMAX, la tecnologia usata dalla Marina militare che consente l&#8217;accesso a reti di telecomunicazioni a banda larga e senza fili).<\/p>\n<p>I fondi controllati dal Ministero dello Sviluppo Economico (Mse) corrispondono a una logica prevalente industriale e di sviluppo tecnologico ed economico, al di fuori del controllo della Difesa, sebbene di essi benefici in larga parte anche lo strumento militare, soprattutto per quanto concerne la sua sostenibilit\u00e0 nel tempo.<\/p>\n<p>La stima dei fondi del Mse di cui beneficia la difesa \u00e8 data da tre macro-aree: una relativa ai fondi per il velivolo Eurofighter (Efa), pari a 888 milioni di euro, una per i programmi Fremm (fregate per la Marina) per 355 milioni e una per i programmi afferenti alla difesa del fondo per i programmi di R&amp;S aeronautici, ad alta tecnologia e duali.<\/p>\n<p>Una parte dei fondi relativi al programma Efa, 420 milioni, \u00e8 determinata dall\u2019attualizzazione di somme che coprono limiti d\u2019impiego pluriennali (mutui pregressi), e pertanto non andrebbero qualificati come nuova spesa, ma piuttosto come copertura straordinaria di spese rinviate in passato a causa delle ristrettezze di bilancio.<\/p>\n<p>Si giunge cos\u00ec ad un saldo complessivo di 17.102 milioni di euro, di cui 10.828 milioni sono spese per il personale (9.566 milioni per i militari e i civili dipendenti della Difesa, 394 milioni per i Carabinieri in funzione di polizia militare, 868 milioni per le indennit\u00e0 suppletive per il personale impiegato in missioni all\u2019estero), 2.280 milioni per le spese di esercizio (di cui 372 si stimano su base storica provenienti dal fondo missioni, pari al 30% di detto fondo), 324 milioni per investimenti in infrastrutture, ed infine 3.046 milioni per investimenti in sistemi, equipaggiamenti e armamenti (inclusi i fondi straordinari per l\u2019Eurofighter, esclusi i 179 milioni di spesa per i costi di ammodernamento dei radar necessari per liberare le frequenze del WIMAX) e 624 milioni di R&amp;S, di cui 224 a carico della Difesa e 400 milioni stimati a carico del Mse.<\/p>\n<p><b>Squilibri interni<\/b><br \/>\nLa comparazione fra i dati 2009 e l\u2019anno precedente, elaborato secondo la stessa metodologia, ci riferisce di una situazione gi\u00e0 grave in ulteriore peggioramento.<\/p>\n<p>La spesa per la difesa complessiva non \u00e8 elevata, rispetto ai principali alleati, ma nemmeno cos\u00ec irrilevante; ci\u00f2 che la rende insostenibile \u00e8 la distribuzione interna, totalmente fuori equilibrio a favore della spesa per il personale, a costo di sempre pi\u00f9 pesanti tagli alle altre voci.<\/p>\n<p>Il personale sale nuovamente a oltre il 60% delle risorse complessive (63,3%, pi\u00f9 750 milioni rispetto dell\u2019anno precedente), per di pi\u00f9 in una situazione in cui la Finanziaria taglia proprio le risorse per nuovi reclutamenti, mettendo le premesse per una forza sempre pi\u00f9 \u201canziana\u201d e quindi meno flessibile; siamo dunque ben lontani dall\u2019obiettivo del 40-45%. In poche parole, ci sarebbe spazio per un recupero di fondi nell\u2019ordine dei 2,5 miliardi di euro, a condizione di non dover pi\u00f9 porre in carico alla difesa qualche decina di migliaia di ufficiali e soprattutto sottufficiali in esubero rispetto alle esigenze reali. Ma per fare ci\u00f2 vi sar\u00e0 bisogno di strumenti legislativi straordinari che al momento il Governo non pare intenzionato ad approvare.<\/p>\n<p>La spesa per investimenti subisce nuovamente tagli per 560 milioni rispetto al 2008 e si regge precariamente su interventi al di fuori del bilancio ordinario, instabili per natura e mal riconducibili ad una situazione di programmazione di lungo periodo.<\/p>\n<p>Ma ad uscirne peggio \u00e8 senza ombra di dubbio la spesa per l\u2019esercizio, essenziale per garantire, tramite l\u2019addestramento e le spese di funzionamento (carburante, etc.), l\u2019effettiva operativit\u00e0 delle forze. Gi\u00e0 avevamo denunciato come i 2.700 milioni previsti nel 2008 risultavano insufficienti per circa un miliardo rispetto alle reali esigenze; il 2009 prevede un ulteriore taglio di 440 milioni, compromettendo cos\u00ec la capacit\u00e0 d\u2019impiego di breve e lungo periodo e degli uomini e dei mezzi.<\/p>\n<p>Senza una decisa sterzata legata al ripensamento complessivo e in tempi rapidissimi del nuovo Modello di Difesa, gi\u00e0 a partire dall\u2019anno prossimo si rischia di compromettere definitivamente l\u2019equilibrio di breve, medio e lungo periodo delle Forze Armate.<\/p>\n<p>Vedi anche:<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=896\" target=\"blank\"><b><u>Una scure che taglia le gambe alla riforma<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quanto spende veramente l\u2019Italia per la difesa? 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