{"id":64398,"date":"2009-07-02T14:39:00","date_gmt":"2009-07-02T12:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64398"},"modified":"2017-11-03T15:38:48","modified_gmt":"2017-11-03T14:38:48","slug":"in-vista-del-vertice-obama-medvedev-la-russia-rilancia-il-multipolarismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/07\/in-vista-del-vertice-obama-medvedev-la-russia-rilancia-il-multipolarismo\/","title":{"rendered":"In vista del vertice Obama-Medvedev la Russia rilancia il multipolarismo"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;imminente visita ufficiale del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama in Russia e\u2019 stata preceduta da un crescente attivismo di Mosca sulla scena internazionale. In particolare, il Cremlino ha intrapreso una serie di iniziative volte al rafforzamento del ruolo regionale della Russia che rispondono alla visione di un sistema internazionale basato sul principio della multipolarit\u00e0. Mosca rivendica infatti il diritto di consolidare attorno a s\u00e9 uno dei poli del nuovo ordine delle relazioni internazionali in nome di un definitivo superamento dell&#8217;unipolarismo. Nella visione russa ciascun polo si differenzier\u00e0 per collocazione geografica e per le risorse di potere (economia, riserve energetiche, forza militare) su cui potr\u00e0 fare affidamento e risponder\u00e0 a interessi e obiettivi peculiari. I poli potranno cooperare, ma non interferire fra loro perch\u00e9 ciascuno avr\u00e0 proprie regole e criteri di comportamento.<\/p>\n<p>Il polo che vede al centro la Russia \u00e8 costituito dallo spazio post-sovietico, attualmente oggetto di una crescente competizione con attori \u2018esterni\u2019, che Mosca considera degli intrusi: Stati Uniti (piano per estendere la Nato, sostegno alla \u2018rivoluzione delle rose\u2019 in Georgia e in quella \u2018arancione\u2019 in Ucraina, progetto di scudo antimissile in Repubblica Ceca e Polonia); Ue (Politica europea di vicinato con il rafforzamento della dimensione orientale, accordo Ue-Ucraina per modernizzare la rete dei gasdotti, piano per la costruzione del gasdotto Nabucco che punta a fornire l\u2019Europa sudorientale attraverso la Turchia, scavalcando perci\u00f2 Russia e Ucraina); e addirittura Cina (diverse iniziative per creare una sfera di influenza in Asia Centrale, compreso il recente stanziamento di un fondo di 10 miliardi per sostenere i paesi pi\u00f9 colpiti dalla crisi finanziaria come Turkmenistan e Kazakistan).<\/p>\n<p><b>L&#8217;abbandono dei negoziati Omc<\/b><br \/>\nIn questo quadro di crescente attivismo l\u2019atto pi\u00f9 sorprendente \u00e8 l\u2019annuncio da parte del primo ministro russo Vladimir Putin (16 giugno) dell\u2019interruzione, dopo sedici anni di trattative, dei negoziati per l&#8217;adesione all\u2019Organizzazione mondiale per il commercio (Omc). Mosca li riprender\u00e0, insieme a Bielorussia e Kazakistan, con cui sta creando un&#8217;unione doganale (dovrebbe entrare in funzione dal 1\u00b0 gennaio 2010). Sebbene il peso della Federazione russa nell&#8217;interscambio internazionale sia significativo &#8211; contribuisce per circa il 3% al commercio mondiale e per il 3,3% al Pil mondiale &#8211; la Russia rimane tuttavia l&#8217;ultima grande economia dei paesi emergenti ancora fuori dall&#8217;Omc (la Cina vi ha aderito nel dicembre del 2001, mentre l&#8217;India e il Brasile vi sono entrati ancor prima, nel gennaio del 1995). La Russia ha gi\u00e0 ottemperato per il 90% alle richieste per l\u2019ammissione all&#8217;Omc (il Kazakistan solo il per 70% e la Bielorussia appena per il 10%). La decisione di interrompere le trattative non mira quindi certo a accelerare i tempi, gi\u00e0 insolitamente lunghi, dell\u2019adesione. Sembra piuttosto avere lo scopo di sgombrare dal tavolo dei colloqui con gli americani una questione, quella dell&#8217;ammissione all&#8217;Omc, su cui \u00e8 solo Washington a poter fare concessioni.<\/p>\n<p>D&#8217;altronde il ritiro dai negoziati per l&#8217;adesione all&#8217;Omc non \u00e8 almeno temporaneamente svantaggioso per la Russia: petrolio e gas, che sono in minima parte coperti dall\u2019Omc, costituiscono i 2\/3 del suo export, e le imposte doganali sull\u2019importazione di automobili usate e sull\u2019esportazione di legname potrebbero essere incrementate con maggiore libert\u00e0. Inoltre, c&#8217;\u00e8 una crescente opposizione interna all&#8217;entrata nell&#8217;Omc a causa degli effetti negativi che la concorrenza straniera potrebbe sortire su alcuni comparti industriali in un momento in cui la produzione industriale \u00e8 in forte flessione. I <i>siloviki<\/i> guidati dal vice primo ministro, Igor Sechin, premono per un \u2018svolta\u2019 statalista, anti-americana che contempli anche l\u2019abbandono del dollaro nelle transazioni energetiche.<\/p>\n<p><b>Il ripiegamento regional-continentale<\/b><br \/>\nPi\u00f9 probabile quindi che l\u2019interruzione dei negoziati rifletta un cambiamento delle priorit\u00e0 strategiche di Mosca: dall\u2019obiettivo di integrazione nell\u2019economia internazionale ad un ripiegamento regional-continentale a salvaguardia della propria tradizionale sfera di influenza. Se ne sono avuti diversi segnali nelle ultime settimane. Nell\u2019incontro (14-15 giugno) con gli altri paesi del gruppo dei BRIC (Brasile, India, Cina) la Russia ha richiamato la necessit\u00e0 di \u2018ripensare il sistema finanziario\u2019 riducendo la dipendenza dal dollaro e mettendone in discussione il ruolo di moneta globale. La richiesta di alcuni funzionari americani di poter partecipare ai lavori, come osservatori, \u00e8 stata respinta dai BRIC. Negli stessi giorni, in occasione del meeting dell\u2019Organizzazione di Cooperazione di Shanghai di cui fanno parte Cina, Russia, e quattro repubbliche centroasiatiche (Kazakistan, Kirghizistan, Tajikistan e Uzbekistan), oltre a quattro paesi osservatori (India, Iran, Mongolia e Pakistan), \u00e8 stata ribadita la necessit\u00e0 di procedere ad un nuovo sistema globale per la sicurezza finanziaria all\u2019insegna della de-dollarizzazione. Alla seconda giornata di incontri ha partecipato anche il presidente rieletto dell\u2019Iran Mahmud Ahmadinejad che ha posto l\u2019enfasi sulla \u2018fine dell\u2019epoca degli imperi\u2019. Il summit dell\u2019Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva tenutosi il 14 giugno si \u00e8 concluso con la firma (ad esclusione di Bielorussia e Uzbekistan) di un accordo per la creazione di una forza di intervento rapido.<br \/>\nIl volgersi della Russia verso oriente nella veste di nazione leader non sembra essere in contraddizione con altre proposte avanzate da Mosca (nuova architettura pan-europea di sicurezza, un nuovo quadro giuridico per la cooperazione energetica, riforma del sistema finanziario internazionale), volte a scardinare l\u2019ordine istituzionale generato dalla guerra fredda. Un nuovo sistema multilaterale in cui siano le unit\u00e0 statuali e non le organizzazioni esistenti a stabilire le nuove regole sarebbe infatti pi\u00f9 in linea con una configurazione \u2018polare\u2019 del sistema.<\/p>\n<p><b>Le priorit\u00e0<\/b><br \/>\nNella misura in cui Washington sar\u00e0 disponibile a <i>\u2019resetting\u2019<\/i> le relazioni con Mosca secondo una concezione paritaria del sistema internazionale, la Russia aprir\u00e0 alla cooperazione, bench\u00e9 nella nuova strategia di sicurezza nazionale (resa pubblica il 13 maggio) gli Stati Uniti continuino ad essere identificati come i principali avversari. I primi segnali positivi arrivano dal rilancio del processo di disarmo nucleare. Il Ministro degli esteri russo Sergej Lavrov ha ribadito la disponibilit\u00e0 a ridurre tutti i tipi di vettori nucleari nell\u2019ambito di un nuovo trattato sulla limitazione delle armi atomiche che dovrebbe sostituire lo Start I, che scadr\u00e0 il 5 dicembre 2009. Lo stesso presidente Dmitry Medvedev ha auspicato che il futuro accordo Start I, oltre a essere giuridicamente vincolante, preveda anche la limitazione non soltanto dei vettori, ma anche delle testate, escludendo la possibilit\u00e0 di dislocare armamenti strategici al di fuori dei territori nazionali (evidente riferimento allo scudo antimissile su cui tuttavia l\u2019amministrazione americana pare pi\u00f9 cauta e forse propensa a lavorare con Mosca su un sistema comune di difesa).<\/p>\n<p>In sintonia con una politica estera multivettoriale la Russia ha intensificato i rapporti con aree geografiche e paesi lontani dal suo vicinato &#8211; dalla proposta di una conferenza di pace sul Medioriente da tenersi a Mosca, al rafforzamento delle relazioni con il mondo arabo (partecipazione alla riunione Opec ad Oran, organizzazione del business forum russo-arabo a San Pietroburgo, riconoscimento dello status di osservatore presso l\u2019Organizzazione della conferenza islamica) fino alla visita di inizio giugno di Medvedev in quattro paesi africani: Egitto, Nigeria, Namibia e Angola.<\/p>\n<p>L\u2019agenda di Obama in Russia sar\u00e0 perci\u00f2 molto densa ed ampia ed \u00e8 probabile che le questioni economiche &#8211; le questioni energetiche e ambientali e la nuova architettura finanziaria in vista del G-8 dei giorni successivi &#8211; avranno il sopravvento su quelle di sicurezza.<\/p>\n<p>Intanto alcuni intellettuali russi (si veda per esempio \u2018False Choices For Russia, <i>The Washington Post<\/i>, 9 giugno) mettono in guardia il presidente americano da un eccessivo realismo nei rapporti con Mosca, sottolineando come un simile approccio, che tende ad accantonare le questioni di principio, possa contribuire al perpetrarsi di un autoritarismo conservatore. La sfida maggiore di Obama in Russia sar\u00e0 forse proprio questa: trovare la giusta alchimia fra etica politica e pragmatismo.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/libromese.asp?ID=36\"><b><u>La Russia e l\u2019Occidente, vicini distanti<\/u><\/b><\/a>, di R. Matarazzo<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=980\"><b><u>Obama di fronte alla sfida russa<\/u><\/b><\/a>, di M. Massari<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;imminente visita ufficiale del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama in Russia e\u2019 stata preceduta da un crescente attivismo di Mosca sulla scena internazionale. In particolare, il Cremlino ha intrapreso una serie di iniziative volte al rafforzamento del ruolo regionale della Russia che rispondono alla visione di un sistema internazionale basato sul principio della multipolarit\u00e0. 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