{"id":64400,"date":"2008-07-10T14:41:43","date_gmt":"2008-07-10T12:41:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64400"},"modified":"2017-11-03T15:40:38","modified_gmt":"2017-11-03T14:40:38","slug":"fondo-monetario-internazionale-presente-e-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/07\/fondo-monetario-internazionale-presente-e-futuro\/","title":{"rendered":"Fondo monetario internazionale: presente e futuro"},"content":{"rendered":"<p>Gli eventi della finanza mondiale dell\u2019ultimo anno hanno condotto a una brusca flessione nella lunga espansione dell\u2019economia del mondo che perdurava, ininterrotta, dal 2003. L\u2019attuale fase, gravida di rischi e incertezze, rende pi\u00f9 manifesti alcuni irrisolti problemi di governo del sistema monetario e finanziario internazionale.<\/p>\n<p><b>Instabilit\u00e0 crescente<\/b><br \/>\nCon l\u2019affermarsi della globalizzazione finanziaria e il parallelo polarizzarsi dei rapporti di cambio verso poche aree monetarie (dollaro, euro, yen), il sistema \u00e8 divenuto pi\u00f9 instabile. In regime di fluttuazione dei cambi e in assenza di coordinamento delle politiche monetarie, gli investitori, privati e ufficiali, rivedono continuamente la composizione del proprio portafoglio, per riflettere il variare delle aspettative su cambi e tassi di interesse. Ne deriva una volatilit\u00e0 di fondo delle relazioni di cambio tra le principali valute, accresciuta dalla sofisticatezza degli strumenti creati con l\u2019innovazione finanziaria, e dall\u2019incapacit\u00e0 degli intermediari di gestire i rischi connessi con questi strumenti.<\/p>\n<p>La risposta della comunit\u00e0 internazionale a questi problemi di instabilit\u00e0 si \u00e8 articolata lungo una variet\u00e0 di direttrici, sul piano nazionale e non. Ma \u00e8 stata nei fatti insufficiente.<\/p>\n<p>Oggi urge rafforzare la cooperazione fra i paesi di rilevanza sistemica, al di l\u00e0 delle configurazioni consolidatesi (G7\/G8). Due gli obiettivi principali: 1) evitare persistenti disallineamenti nei cambi, in modo da moderare le fluttuazioni tra le valute chiave prima che queste divengano eccessive; 2) valutare le ripercussioni internazionali delle politiche perseguite dai principali paesi e l\u2019evolversi delle condizioni dei mercati finanziari mondiali.<\/p>\n<p>Il ruolo del Fondo monetario Internazionale Il Fondo monetario Internazionale (Fmi) rappresenta, assieme al <i>Financial Stability Forum <\/i>(FSF), la prima sede in cui questa cooperazione pu\u00f2 svolgersi. Entrambe le istituzioni, infatti, offrono un luogo naturale di analisi e di stimolo all\u2019azione per i maggiori attori dell\u2019economia mondiale.<\/p>\n<p>Dalla nascita nel 1944 l\u2019Fmi ha ampliato la sua <i>membership <\/i>dagli originari 40 agli attuali 184 paesi. Le sue tradizionali funzioni (\u201csorveglianza\u201d, attivit\u00e0 di prestito e assistenza tecnica) sono mutate nel corso del tempo. La \u201csorveglianza\u201d ha subito i mutamenti pi\u00f9 radicali. Alla luce delle crisi finanziarie della fine degli anni novanta e dell\u2019attenzione pi\u00f9 marcata sul settore finanziario dell\u2019economia, essa si \u00e8 estesa dal campo pi\u00f9 tradizionale delle politiche macroeconomiche a quello dell\u2019adozione e osservanza di codici di buona condotta in materia di vigilanza sul sistema bancario, di regole di mercato, di trasparenza delle informazioni statistiche. La funzione finanziaria, invece, ha continuato a imperniarsi sulla originaria struttura di \u201ccooperativa di credito\u201d del Fondo. In sostanza, il capitale sottoscritto dai paesi membri (le \u201cquote\u201d) \u00e8 impiegato per erogare prestiti a membri in difficolt\u00e0 di bilancia dei pagamenti; le principali innovazioni in questo campo hanno riguardato la creazione di nuovi strumenti di assistenza finanziaria. Negli anni, lo stock di credito dell\u2019Fmi ai paesi membri ha oscillato attorno a un trend che \u00e8 rimasto crescente fino all\u2019inizio degli anni \u201990; i picchi testimoniano l\u2019avvicendarsi di crisi che hanno investito diverse categorie di paesi: prima quelli industriali, colpiti dai rincari del petrolio negli anni settanta, poi quelli emergenti, che hanno sofferto di crisi del debito estero negli anni ottanta, e soprattutto di turbolenze dal lato dei movimenti di capitale negli anni novanta.<\/p>\n<p>Oggi l\u2019Fmi \u00e8 una istituzione in forte crisi di identit\u00e0, e nel mezzo di una transizione resa pi\u00f9 difficoltosa dai problemi prodotti, paradossalmente, dalle favorevoli condizioni che hanno caratterizzato l\u2019economia mondiale negli ultimi anni. La domanda di credito da parte dei tradizionali \u201cclienti\u201d del Fondo \u00e8 quasi scomparsa (in valore assoluto, lo stock di prestiti dell\u2019Fmi \u00e8 sceso sotto i livelli dei primi anni ottanta). Poich\u00e9 il reddito netto del Fondo monetario dipende dai prestiti, \u00e8 venuta meno la principale fonte di copertura delle spese. D\u2019altro lato, molti paesi emergenti hanno teso ad accumulare ingenti riserve, anche riflettendo l\u2019obiettivo di svincolarsi dalla tutela finanziaria dell\u2019Fmi. Oggi tali riserve superano di oltre 10 volte la dimensione finanziaria del Fondo; non sono mancate proposte, soprattutto da parte dei paesi asiatici, di utilizzarne una parte per istituire nuovi \u201cfondi monetari regionali\u201d.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 attualmente un consenso a rendere questa istituzione pi\u00f9 autosufficiente e meno esposta alle oscillazioni del credito concesso ai paesi membri. Dal lato delle entrate, le principali opzioni riguardano la vendita sul mercato di una frazione delle riserve auree del Fondo (circa 400 tonnellate), l\u2019investimento di una parte delle quote, e l\u2019adozione di politiche di investimento pi\u00f9 aggressive delle risorse cos\u00ec ottenute. Dal lato delle spese, il nuovo Managing Director si \u00e8 impegnato a operare una forte riduzione nel numero di addetti dell\u2019Fmi (pari a circa 500).<\/p>\n<p><b>Esigenze di riforma<\/b><br \/>\nNel lungo periodo, tuttavia, rimangono irrisolte alcune questioni relative alla \u201cmissione\u201d e alla struttura di governo del Fondo monetario. Queste riguardano il suo ruolo nella prevenzione, gestione e risoluzione delle crisi, e la stessa <i>governante<\/i>. Circa il primo punto, la caduta del credito dell\u2019Fmi riflette anche fattori di ordine strutturale (in particolare, regimi di cambio flessibili, la migliorata qualit\u00e0 delle politiche economiche dei paesi membri, la capacit\u00e0 dei mercati finanziari privati di soddisfare la domanda di credito). Se queste favorevoli circostanze prevalessero anche in futuro, la funzione finanziaria del Fondo, cos\u00ec come \u00e8 stata svolta finora, diverrebbe obsoleta e andrebbe ridimensionata. Le attivit\u00e0 di \u201csorveglianza\u201d tenderebbero, quindi, a prevalere naturalmente su quelle di prestito. Nel campo della sorveglianza alcuni progressi sono stati gi\u00e0 conseguiti, con specifico riferimento a due obiettivi principali: (a) l\u2019individuazione di disallineamenti nei tassi di cambio delle maggiori economie; e (b) il contenimento degli squilibri nelle bilance dei pagamenti. Circa quest\u2019ultimo aspetto, sono giunte a compimento speciali \u201cconsultazioni multilaterali\u201d con le autorit\u00e0 di Stati Uniti, Giappone, area dell\u2019Euro, Cina e Arabia Saudita, volte a sollecitare l\u2019adozione di misure atte a contribuire alla riduzione di detti squilibri.<\/p>\n<p>La crisi del comparto <i>subprime <\/i>\u00e8 stata inizialmente sottovalutata sia dal Fondo monetario sia dalle autorit\u00e0 statunitensi. Le sue ramificazioni hanno svelato carenze nei vigenti assetti di sorveglianza e nei meccanismi di valutazione dei prezzi delle attivit\u00e0 finanziarie. Queste disfunzioni impongono la necessit\u00e0 di concentrare il lavoro del Fondo su questioni genuinamente \u201cglobali\u201d e finanziarie e, pi\u00f9 in generale, quella di rivedere l\u2019intera rete di istituzioni e gruppi che lavorano su questi temi (l\u2019Fmi, la Bri, il G10 e il Foro per la Stabilit\u00e0 finanziaria).<\/p>\n<p>Circa la funzione di <i>lending<\/i>, sono state avanzate proposte per istituire \u201csportelli\u201d a carattere assicurativo, in favore di paesi non ancora colpiti da crisi e con \u201cfondamentali\u201d economici solidi. Da un lato, esse richiederebbero un notevole aumento del capitale sociale del Fondo, per soddisfare un fabbisogno finanziario potenzialmente assai elevato; dall\u2019altro, esse sollevano forti perplessit\u00e0 sul piano tecnico. In particolare, vi \u00e8 un\u2019ovvia tensione tra l\u2019obiettivo di impegnarsi <i>ex ante <\/i>a finanziare eventuali crisi future (creando cos\u00ec il rischio di <i>moral hazard <\/i>da parte dei paesi beneficiari) e quello di salvaguardare le risorse, che sono contribuite da tutti i paesi membri. Al momento, tali proposte non hanno riscosso il necessario grado di consenso ed \u00e8 improbabile che vengano attuate.<\/p>\n<p>Circa il governo del Fondo, la finalit\u00e0 che ha ispirato la riforma approvata nell\u2019aprile scorso \u00e8 quella di far s\u00ec che il potere di voto e di direzione dell\u2019istituzione rifletta meglio il mutato peso economico dei paesi membri \u2013 in particolare quello della Cina e di altri paesi emergenti. La riforma ha comportato una riduzione di quasi 3 punti percentuali nel potere di voto dei paesi avanzati, in favore di quelli emergenti e in parte di quelli pi\u00f9 poveri. Quasi due terzi di questa riduzione sono stati a carico dei paesi della Ue, che risultano sovra-rappresentati secondo gli indicatori utilizzati per calcolare i valori di riferimento delle quote.<\/p>\n<p>In prospettiva, la riduzione ulteriore del peso dei singoli paesi europei in seno all\u2019Fmi imporr\u00e0 una revisione dell\u2019attuale assetto, per cui essi sono distribuiti nel Board in otto \u201c<i>constituencies<\/i>\u201d che raggruppano in modo disorganico paesi dell\u2019Ue, dell\u2019Europa e anche esterni all\u2019Europa. Sarebbe auspicabile consolidare i seggi detenuti dai paesi della Ue e potenziare per questa via voce e ruolo della Ue nell\u2019economia mondiale. L\u2019ipotesi di una \u201c<i>constituency<\/i>\u201d di paesi europei \u00e8 la sola praticabile, in assenza di ulteriori progressi nell\u2019unit\u00e0 politica dell\u2019Europa che potrebbero, nel lungo periodo, suggerire una \u201c<i>single chair<\/i>\u201d europea nel Board dell\u2019Fmi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli eventi della finanza mondiale dell\u2019ultimo anno hanno condotto a una brusca flessione nella lunga espansione dell\u2019economia del mondo che perdurava, ininterrotta, dal 2003. L\u2019attuale fase, gravida di rischi e incertezze, rende pi\u00f9 manifesti alcuni irrisolti problemi di governo del sistema monetario e finanziario internazionale. Instabilit\u00e0 crescente Con l\u2019affermarsi della globalizzazione finanziaria e il parallelo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[80],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64400"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64400"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64400\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64401,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64400\/revisions\/64401"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64400"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64400"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64400"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}