{"id":64415,"date":"2008-09-22T15:07:09","date_gmt":"2008-09-22T13:07:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64415"},"modified":"2017-11-03T15:39:30","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:30","slug":"il-ritorno-della-mano-visibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/09\/il-ritorno-della-mano-visibile\/","title":{"rendered":"Il ritorno della \u2018mano visibile\u2019"},"content":{"rendered":"<p><i><span style=\"font-size: xx-small;\">Pubblicato anche su <a href=\"http:\/\/www.nelmerito.com\/\" target=\"_blank\"><u>nelMerito.com<\/u><\/a> <\/span><\/i><br \/>\nLa peggiore crisi finanziaria dopo gli anni \u201930 ha spinto il Governo americano a proporre un piano di salvataggio del sistema finanziario senza precedenti. Il suo esito finale \u00e8 tutt\u2019altro che scontato e difficile oggi da valutare. \u00c8 comunque certo che condizioner\u00e0 le sorti dei mercati finanziari di tutto il resto del mondo e per un lungo periodo.<br \/>\nSono stati, soprattutto, i drammatici avvenimenti delle ultime due settimane e la quasi certezza di essere ormai a un passo dal completo collasso del sistema finanziario americano a convincere l\u2019Amministrazione Bush, d\u2019intesa con la Federal Reserve, ad annunciare un pacchetto di misure d\u2018emergenza a breve e medio termine, di cui la pi\u00f9 rilevante \u00e8 l\u2019imponente intervento diretto a salvare e cercare di stabilizzare il sistema finanziario. Per quanto trapelato fino ad oggi \u2013 i dettagli operativi saranno messi a punto in questi giorni \u2013 si tratta della reazione di un maxi-fondo pubblico dove far confluire nei prossimi due anni le attivit\u00e0 finanziarie illiquide \u2013 i cosiddetti titoli \u2018tossici\u2018 &#8211; detenuti oggi nei bilanci delle societ\u00e0 finanziarie e delle banche, per poi cercare di smaltirli nel tempo allorch\u00e9 i mercati si saranno ripresi e saranno in grado di riassorbirli.<\/p>\n<p>Si pensa cos\u00ec di alleggerire le istituzioni finanziarie di questi pesanti fardelli e metterle in condizione di ripartire e operare a favore dell\u2019economia. La prossima settimana il Congresso si dovrebbe riunire per approvare le nuove misure. Il costo stimato degli acquisti \u00e8 davvero enorme e si aggirerebbe intorno a 700 miliardi di dollari secondo la richiesta avanzata dal Ministro del Tesoro al Congresso alla fine della scorsa settimana. Si tratterebbe di un nuovo pesante aggravio per il debito pubblico americano &#8211; che con gli ultimi salvataggi \u00e8 salito a circa l\u201980 per cento del Pil &#8211; che verrebbe poi riversato sui contribuenti americani sotto forma di tasse o di maggiore inflazione.<\/p>\n<p><b>Il maxi-salvataggio americano<\/b><br \/>\nIl primo commento da fare \u00e8 che si tratta certamente di un passo necessario, che va nella giusta direzione, come dimostrano anche le prime reazioni euforiche di Wall Street e delle borse di tutto il mondo in questi giorni. Soprattutto, perch\u00e9 serve a placare l\u2019incertezza e la paralisi che dominano oggi i mercati. \u00c8 arrivato molto tardi, semmai, dopo che in tutti questi mesi Henry Paulson e Ben Bernanke, i titolari del Tesoro e della Federal Reserve, avevano continuato ad agire caso per caso, in interventi e salvataggi ad hoc, del tutto privi di un disegno coerente e nell\u2019illusione che gli operatori privati ce l\u2019avrebbero fatta da soli con l\u2019aiuto di tassi di interesse pi\u00f9 bassi e di liquidit\u00e0 pi\u00f9 abbondante. Le misure annunciate, viceversa, riconoscono la necessit\u00e0 di un approccio di sistema nei confronti di una crisi che ormai da tempo aveva assunto natura sistemica. \u00c8 una soluzione, d\u2019altra parte, che era stata proposta gi\u00e0 molti mesi fa dall\u2019ex presidente della Federal Reserve Paul Volcker insieme ad altri economisti, allorch\u00e9 erano gi\u00e0 evidenti la gravit\u00e0 degli eventi e i rischi di una crescente instabilit\u00e0 finanziaria.<\/p>\n<p>Tutto a posto, dunque? Purtroppo no. Gli effetti positivi o meno degli interventi proposti dipenderanno in misura determinante da come verr\u00e0 fatto funzionare il futuro maxi-fondo e dalle scelte che verranno effettuate, nelle prossime settimane e mesi, in tema di modalit\u00e0 del suo finanziamento, prezzi di acquisto delle attivit\u00e0 illiquide da rilevare, capacit\u00e0 di gestione diversificata degli stessi titoli, loro ricollocazione sui mercati, solo per citare alcuni degli aspetti pi\u00f9 rilevanti. \u00c8 vero che si stanno riproponendo oggi alcune misure gi\u00e0 adottate alla fine degli anni &#8217;80 allorch\u00e9 si affront\u00f2 la crisi delle casse di risparmio americane con la creazione di una struttura, chiamata Resolution Trust Corporation (Rtc), che raccolse i titoli delle istituzioni fallite per poi venderli in modo ordinato. Ma quell\u2019esperienza, per quanto positiva, sar\u00e0 una scarsa guida per l\u2019immediato futuro: la scala dell\u2019attuale intervento \u00e8 in effetti molto pi\u00f9 elevata \u2013 secondo alcune stime il costo complessivo potrebbe arrivare fino a millecinquecento miliardi di dollari, pari ad oltre il 10% del Pil americano; e poi il contenuto delle misure proposte \u00e8 profondamente diverso. La Rtc gest\u00ec prevalentemente crediti commerciali, immobiliari mentre oggi si dovranno negoziare titoli di debito estremamente complessi, fatti di strumenti derivati a pi\u00f9 strati, del tutto separati dai rapporti di credito da cui hanno tratto origine.<\/p>\n<p><b>La stabilit\u00e0 finanziaria \u00e8 un bene pubblico<\/b><br \/>\nUna ritrovata stabilit\u00e0 finanziaria dell\u2019economia americana \u00e8 dunque ancora un obiettivo relativamente distante e difficile da raggiungere, perch\u00e9 legato all\u2019interazione virtuosa di pi\u00f9 variabili in un contesto che \u00e8 difficile per tutti oggi prevedere. Tanto pi\u00f9 che gli interventi annunciati in questi giorni si ripromettono di intervenire, al meglio, sugli effetti ultimi della crisi. Restano da affrontare con altrettanta determinazione anche le cause di tutto ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto, se si vorr\u00e0 rimettere in piedi un sistema finanziario stabile in grado di assorbire gli shock.<\/p>\n<p>Non possiamo ricostruire qui le complesse e intricate vicende che hanno portato al collasso dei mercati finanziari. Si pu\u00f2 comunque affermare che l\u2019assoluta inadeguatezza dell\u2019insieme di regole e controlli della finanza americana figura tra le maggiori cause della crisi in corso. Grazie alle varie ondate di liberalizzazioni degli ultimi venti anni, nel sistema finanziario americano hanno convissuto e hanno finito sempre pi\u00f9 per intrecciarsi un sistema bancario tradizionale, soggetto a regole, e un sistema bancario \u2018ombra\u2019, privo per molti versi di regolamentazione, fatto di banche d\u2019investimento e disinvolte societ\u00e0 finanziarie. \u00c8 un intreccio da cui sono scaturiti, anche in virt\u00f9 della politica monetaria oltremodo \u2018accomodante\u2019 dell\u2019era di Alan Greenspan, perversi incentivi e opportunit\u00e0 straordinarie di profitto, legati all\u2019assunzione di rischi sempre pi\u00f9 elevati e incontrollabili, frutto di modelli sofisticatissimi rivelatisi poi del tutto inaffidabili.<\/p>\n<p>Come avvenuto altre volte, tutto \u00e8 sembrato procedere per il meglio finch\u00e9 non \u00e8 esplosa la bolla speculativa (in questo caso pi\u00f9 d\u2019una) e si sono prodotte condizioni di illiquidit\u00e0 e insolvenza di massa. Una situazione di panico e di paralisi dei mercati finanziari a cui \u2013 come ci insegna la storia di questi ultimi due secoli &#8211; solo un massiccio intervento esterno dello Stato \u00e8 in grado a un certo punto di porre riparo. Pur se a costi elevatissimi, ovviamente, per l\u2019intera collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Se c\u2019\u00e8 dunque una lezione da trarre per il futuro \u00e8 quella di archiviare al pi\u00f9 presto \u2013 e si spera per un bel po\u2019di tempo \u2013 l\u2019ideologia dominante di questi anni, ovvero quella di mercati finanziari in grado di autoregolarsi, grazie alla razionalit\u00e0 dei comportamenti di chi vi opera. Se \u00e8 vero che i mercati sono strumenti efficienti per la raccolta e l\u2019allocazione dei capitali, \u00e8 anche vero che il loro funzionamento, in determinate circostanze, pu\u00f2 generare il classico problema di un\u2019azione collettiva \u2013 ampiamente trattato nella letteratura \u2013 per cui scelte autonome e razionali dei singoli attori, nel sommarsi, producono un risultato complessivo del tutto irrazionale e deleterio per la stabilit\u00e0-sopravvivenza dello stesso sistema. La grave crisi finanziaria in corso ne \u00e8 un esempio evidente. Un\u2019efficace regolazione pubblica \u2013 una sorta di \u2018mano visibile\u2019 delle autorit\u00e0 pubbliche &#8211; \u00e8 dunque necessaria per il buon funzionamento dei mercati finanziari proprio perch\u00e9 le forze che vi operano possano svolgere al meglio i loro compiti di selezione e allocazione delle risorse. Tutto ci\u00f2, ovviamente, non perch\u00e9 si possa ambire a eliminare per sempre le crisi finanziarie; ma per cercare di ridurne, soprattutto attraverso l\u2019opera di prevenzione, portata e conseguenze.<\/p>\n<p><b>Regole globali per una finanza globale<\/b><br \/>\nLa finanza americana avr\u00e0 dunque bisogno di radicali e profonde riforme, ed in particolare di un nuovo assetto delle regole e della vigilanza, anche se si vorr\u00e0 cautela per evitare, come reazione alla crisi in corso, un eccesso di regolazione. La nuova regolamentazione, che dovr\u00e0 essere pi\u00f9 severa e meno frammentata, andr\u00e0 estesa alle varie componenti del sistema finanziario, soprattutto a quel sistema bancario \u2018ombra\u2019 che ha potuto operare indisturbato in tutti questi anni appropriandosi di immensi profitti e scaricando sui contribuenti i costi delle cattive gestioni, anche grazie alle connivenze di agenzie di rating che si sono adoperate per esaltare i rischi anzich\u00e9 governarli. Un compito che spetter\u00e0, a questo punto, al nuovo Presidente americano e alla sua nuova Amministrazione.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 auspicabile ma, se si guarda all\u2019economia mondiale nel suo insieme, non sar\u00e0 sufficiente..La finanza \u00e8 oggi un\u2019attivit\u00e0 globale. Anche quest\u2019ultima crisi ha avuto natura e conseguenze mondiali, con rilevanti effetti che si sono prodotti al di fuori dei confini statunitensi, generando pesanti ripercussioni negative su tutto il resto del mondo. Anche perch\u00e9 il sistema di regole che ha accompagnato in questa fase la globalizzazione dei mercati finanziari si \u00e8 rivelato debolissimo, se non del tutto fallimentare. Anch\u2019esso andr\u00e0 rinnovato e rafforzato, anche con la creazione di un\u2019autorit\u00e0 di controllo dotata di poteri sovranazionali; o quantomeno con una cooperazione stretta tra le autorit\u00e0 di sorveglianza delle diverse aree.<\/p>\n<p>Vedremo nei prossimi mesi se gli interessi convergenti di molti paesi riusciranno a premere in questa direzione. In particolare vedremo cosa sapranno proporre i paesi europei, che stanno pagando un costo pesantissimo alla crisi, anche per una carenza di controlli e di vigilanza che ha poco da invidiare agli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Il peso dell\u2019Ue nel sistema finanziario internazionale \u00e8 assai significativo. Malgrado ci\u00f2 il ruolo dell\u2019Europa nel plasmare il sistema di regolazione finanziaria rimane modesto. L\u2019Europa avrebbe sufficiente massa critica non solo per definire standard e regole comuni, ma anche per farli diventare globali se condivisi con gli Usa. La definizione di standard globali sarebbe la migliore premessa per fornire le basi di una gestione pi\u00f9 solida del sistema finanziario internazionale, oltrech\u00e9 per evitare in futuro reazioni protezionistiche e atteggiamenti interventisti sia da parte dei paesi industriali che da parte dei nuovi paesi emergenti. E all\u2019attivit\u00e0 di regolazione dovrebbe affiancarsi una sorveglianza europea pi\u00f9 forte e soprattutto meno frammentata rispetto ad oggi. Tutto ci\u00f2 \u00e8 necessario, se si vorranno mantenere anche in futuro i vantaggi dell\u2019interdipendenza e dell\u2019apertura delle nostre economie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato anche su nelMerito.com La peggiore crisi finanziaria dopo gli anni \u201930 ha spinto il Governo americano a proporre un piano di salvataggio del sistema finanziario senza precedenti. 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