{"id":64445,"date":"2008-11-19T13:05:42","date_gmt":"2008-11-19T12:05:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64445"},"modified":"2017-11-03T15:39:21","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:21","slug":"le-speranze-dellafghanistan-in-attesa-dellamministrazione-obama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/11\/le-speranze-dellafghanistan-in-attesa-dellamministrazione-obama\/","title":{"rendered":"Le speranze dell\u2019Afghanistan in attesa dell\u2019amministrazione Obama"},"content":{"rendered":"<p>In Afghanistan la guerriglia talibana pu\u00f2 essere sconfitta e la democratizzazione fare reali passi avanti, ma \u00e8 necessario che la comunit\u00e0 internazionale dia un sostegno ben pi\u00f9 ampio e consistente alle strutture dello Stato. \u00c8 il messaggio lanciato da Rangeen Dadfar Spanta, ministro degli Esteri afgano, in un discorso pronunciato alla London School of Economics a margine degli incontri tra la delegazione guidata dal presidente Hamid Karzai e il governo britannico.<\/p>\n<p><b>La necessit\u00e0 di un \u201ccomprehensive approach\u201d<\/b><br \/>\nSecondo Spanta la grande maggioranza degli afgani \u00e8 dalla parte del governo mentre il sostegno per i talebani e\u2019 minimo: il problema \u00e8 che le strutture statali non riescono a garantire la sicurezza e i servizi essenziali per la popolazione. \u201cI talebani non sono forti, \u00e8 lo stato afgano che \u00e8 debole\u201d, ha affermato Spanta. Di qui la necessit\u00e0 di un approccio a ampio spettro che miri a porre rimedio alla drammatica mancanza di istruzione e infrastrutture in Afghanistan, un paese che, quando erano al potere i talibani, non era, secondo Spanta, semplicemente uno stato fallito, ma \u201cuno stato distrutto fino alle fondamenta\u201d.<\/p>\n<p>Questo approccio deve tradursi nell\u2019impegno per lo sviluppo, condizione essenziale per affrontare problemi come il narcotraffico, ma anche puntare al coinvolgimento pi\u00f9 ampio possibile delle forze politiche afgane, comprese quelle di opposizione. Barack Obama si \u00e8 impegnato a incrementare di un miliardo di dollari gli aiuti non militari degli Stati Uniti all\u2019Afghanistan, con l\u2019obiettivo tra l\u2019altro di sviluppare un\u2019agricoltura alternativa a quella basata sul papavero e di sostenere la costruzione del sistema giudiziario. Spanta ha affermato di confidare che Obama aumenter\u00e0 l\u2019impegno in Afghanistan come leader degli Stati Uniti e del mondo democratico.<\/p>\n<p><b>L\u2019azione della Nato: addestramento e \u201csurge\u201d<\/b><br \/>\nAl tempo stesso, secondo Spanta l\u2019azione militare rimane di importanza primaria. Che in Afghanistan lo sviluppo economico dipenda dalla sicurezza, e viceversa, \u00e8 testimoniato dal fatto che la pi\u00f9 grande e rischiosa operazione militare compiuta dalle truppe britanniche nel paese sia stato il trasporto delle turbine necessarie per costruire una centrale idroelettrica ad Helmand che una volta in funzione raddoppierebbe l\u2019elettricit\u00e0 fornita alla provincia. I talebani hanno attaccato ripetutamente il contingente a guardia della diga per impedire un tale sviluppo della regione. L\u2019operazione \u00e8 stata un successo, ma una parte della stampa britannica ha lamentato il fatto che i ragazzi britannici \u201cmuoiano per difendere una diga afgana\u201d.<\/p>\n<p>La Gran Bretagna \u00e8 l\u2019unico paese europeo della Nato, insieme all&#8217;Olanda, con un contingente impegnato in massicci combattimenti contro i talebani. Ma per quanto ancora l&#8217;opinione pubblica sar\u00e0 disposta ad accettare il sacrificio dei suoi militari in assenza di una ragionevole prospettiva di vittoria? \u00c8 un problema che assilla anche altri membri della Nato, ed \u00e8 ben presente al governo afgano. Non a caso nel suo discorso alla <i>London School of Economics <\/i>Spanta ha posto particolare enfasi sull\u2019obiettivo di accelerare l\u2019assunzione da parte di esercito e polizia afgani della responsabilit\u00e0 per la sicurezza del paese. Per raggiungere questo obiettivo il Ministro ha chiesto alla comunit\u00e0 internazionale un maggiore sforzo per l&#8217;equipaggiamento e l&#8217;addestramento delle forze di sicurezza afgane. Senza un consolidamento dell&#8217;esercito e della polizia nazionale un ritiro della Nato \u00e8 difficilmente immaginabile.<\/p>\n<p>Inoltre, il governo afgano ha chiesto un aumento delle truppe alleate per garantire lo svolgimento delle elezioni politiche nel 2009, in particolare nel sud e nell\u2019est del paese. Obama si \u00e8 impegnato a inviare altre due brigate americane entro la prossima primavera, e a chiedere agli alleati europei di aumentare la loro presenza militare. Il ministro degli Esteri britannico Miliband ha per\u00f2 ribadito che la Gran Bretagna, che ha gi\u00e0 8.100 soldati nel paese e ha subito 124 caduti dall\u2019inizio della missione, non pu\u00f2 mandare altre truppe e toccher\u00e0 quindi agli altri alleati della Nato provvedere alla pi\u00f9 equa ripartizione degli oneri e delle responsabilit\u00e0 chiesta insistentemente dagli americani.<\/p>\n<p><b>Il problema delle vittime civili e il ruolo del Pakistan<\/b><br \/>\nAltri due temi delicati sono al centro del triangolo Kabul-Londra-Washington: le vittime civili delle azioni Nato, e i raid contro le basi dei talebani in Pakistan. Sul primo punto, Karzai gi\u00e0 nel congratularsi con Obama per la sua vittoria aveva chiesto un immediato impegno per la riduzione delle vittime civili dei bombardamenti Nato. A Londra Spanta ha annunciato che si stanno negoziando \u201caccordi tecnici\u201d con la Nato e le altre forze della coalizione internazionale per ridurre il numero delle vittime civili, ma ha anche onestamente ammesso che \u201cazzerarlo, in una guerra, \u00e8 impossibile\u201d.<\/p>\n<p>Sul secondo punto, aveva destato scalpore la promessa di Obama di colpire unilateralmente gli affiliati ad Al-Quaeda in territorio pachistano se le forze di Islamabad non saranno capaci di farlo. Spanta ha usato toni decisamente concilianti e ottimistici verso i vicini pachistani, sottolineando che i due paesi sono spinti a cooperare dalla forte interdipendenza economica e politica e dalla comune minaccia del terrorismo. Secondo Spanta, il governo civile di Islamabad sta lentamente acquisendo maggiore controllo sulle forze armate del paese. Il problema del Pakistan \u00e8 reso ancora pi\u00f9 acuto dal fatto che la maggior parte delle forniture alle forze Nato e al governo afgano \u2013 mezzi, carburante, materiali \u2013 arriva attraverso il Pakistan passando per il Khyber Pass, dove gli agguati talebani ai convogli sono molto frequenti.<\/p>\n<p><b>\u201cLa democrazia in Afghanistan \u00e8 possibile\u201d<\/b><br \/>\nUn altro tema su cui Spanta ha insistito \u00e8 che \u00e8 possibile costruire uno stato funzionante e democratico in Afghanistan. Dal 2001, ha sottolineato, sono stati fatti importanti progressi: la tradizionale struttura tribale del potere \u00e8 meno forte che in passato e gli sforzi per sostituire le regole tribali con regole giuridiche e politiche incontrano un ampio consenso; si sono tenute le prime elezioni pacifiche e democratiche della storia afgana per eleggere presidente e parlamento; la societ\u00e0 civile \u00e8 pi\u00f9 forte, con pi\u00f9 di 400 giornali indipendenti, un\u2019attiva partecipazione delle donne specie nelle citt\u00e0; grandi miglioramenti si sono avuti nel campo dell\u2019istruzione, come mostra il notevole aumento del numero di studenti; differenti orientamenti politici emergono tra le forze moderate, segno che si sta consolidando un effettivo pluralismo.<\/p>\n<p>A Spanta \u00e8 stato per\u00f2 obiettato che in Afghanistan si pu\u00f2 essere ancora condannati a 20 anni di reclusione per reati di opinione, come accaduto recentemente a Parwez Kambakhsh, un giovane giornalista accusato di blasfemia. Il ministro ha ammesso che l\u2019Afghanistan deve affrontare seri problemi sul terreno dei diritti umani. Proprio per questo, ha affermato, c\u2019\u00e8 bisogno del sostegno della comunit\u00e0 internazionale contro coloro che rifiutano lo stato di diritto e il pluralismo. E si \u00e8 detto \u201csicuro\u201d che alla fine dell\u2019iter giudiziario Kambakhsh sar\u00e0 liberato, aggiungendo che Karzai sostiene la sua posizione perch\u00e9 \u201cquesta \u00e8 una battaglia tra le forze del passato e quelle del progresso, una battaglia che combatteremo\u201d. Una riprova che, sebbene importanti passi avanti siano stati fatti, l\u2019Afghanistan \u00e8 una societ\u00e0 in transizione o, per dir meglio, ancora in bilico tra una situazione caratterizzata dal predominio delle milizie e delle trib\u00f9 e il difficile tentativo di introdurre alcuni principi fondamentali dello stato di diritto. \u00c8 una trasformazione che sar\u00e0 possibile solo se i paesi impegnati nella missione internazionale riusciranno nei prossimi mesi a mettere a punto una strategia che, accanto allo sforzo militare, preveda una pi\u00f9 robusta e ampia azione per il rafforzamento degli organi di governo e la ricostruzione delle infrastrutture.<\/p>\n<p>Sul tema si veda anche:<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=146\" target=\"blank\"><b><u>Come cambiare l\u2019impegno italiano in Medio Oriente senza litigare con l\u2019America<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=479\" target=\"blank\"><b><u>Afghanistan Opium Winter Rapid Assessment Survey 2007<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Afghanistan la guerriglia talibana pu\u00f2 essere sconfitta e la democratizzazione fare reali passi avanti, ma \u00e8 necessario che la comunit\u00e0 internazionale dia un sostegno ben pi\u00f9 ampio e consistente alle strutture dello Stato. \u00c8 il messaggio lanciato da Rangeen Dadfar Spanta, ministro degli Esteri afgano, in un discorso pronunciato alla London School of Economics [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[68,102,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64445"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64445"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64445\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64446,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64445\/revisions\/64446"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64445"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64445"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64445"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}