{"id":64462,"date":"2008-06-26T13:26:45","date_gmt":"2008-06-26T11:26:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64462"},"modified":"2017-11-03T15:40:40","modified_gmt":"2017-11-03T14:40:40","slug":"la-sicurezza-francese-nella-nato-e-nellue-la-nuova-strategia-di-sarkozy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/06\/la-sicurezza-francese-nella-nato-e-nellue-la-nuova-strategia-di-sarkozy\/","title":{"rendered":"La sicurezza francese nella Nato e nell\u2019Ue: la nuova strategia di Sarkozy"},"content":{"rendered":"<p>Nel nuovo ordine \u201cnon-polare\u201d (per riprendere l\u2019espressione di R. Haas sull\u2019ultimo numero di Foreign Affairs) la Francia si interroga sulla sua sicurezza e decide di collocarla all\u2019interno sia dell\u2019Europa che della Nato. Il Trattato di Lisbona e la presidenza di turno dell\u2019Unione dovevano essere lo strumento e il momento ideale, ma l\u2019esito negativo del referendum irlandese costringe Parigi a rivedere il suo programma di presidenza del semestre europeo. Ci\u00f2 nonostante, il Libro Bianco francese per la sicurezza e la difesa nazionale fornisce un impulso importante per perseverare nello sviluppo della Politica Europea di Sicurezza e Difesa (Pesd).<\/p>\n<p><b>La Francia nella nuova stagione internazionale<\/b><br \/>\nSe ha ragione Haas nell\u2019affermare che ci muoviamo verso un mondo in cui convivranno molteplici centri di potere disomogenei per tipologia e peso, la Francia di Sarkozy deve cercare la sua collocazione internazionale in uno scenario che sar\u00e0 sempre pi\u00f9 complesso e incerto.<br \/>\nPresentato da Nicolas Sarkozy il 17 giugno, il nuovo documento strategico, proiettando la Francia nel 2025, affronta la questione partendo da queste considerazioni. Per usare le parole del Presidente francese nel suo discorso di presentazione del Libro Bianco \u00abChaque \u00e9poque historique a un esprit [\u2026] l\u2019esprit du XXI si\u00e8cle c\u2019est la mondialisation. [\u2026] l\u2019incertitude est le d\u00e9fie de la mondialisation [\u2026] l\u2019incertitude est donc le fondement de la nouvelle strat\u00e9gie de la France \u00bb.<\/p>\n<p>Questa riflessione induce ad affrontare insieme questioni di difesa e di sicurezza, due concetti che convergono sempre pi\u00f9 non solo a livello nazionale ma anche a livello europeo. Non solo a livello operativo ed istituzionale, ma anche tecnologico ed industriale. L\u2019incertezza dettata dalla molteplicit\u00e0 di attori e centri di potere sembra inoltre aver spinto la Francia a diluire la sua tradizionale posizione di autonomia nei confronti della propria sicurezza per affidarla ad una gestione un po\u2019 pi\u00f9 collettiva e meno nazionale, un po\u2019 pi\u00f9 transatlantica e meno europea. Parigi sostiene ora che la sua sicurezza \u00e8 meglio garantita se inserita in un doppio contenitore: transatlantico ed europeo. Rientrando nella struttura integrata della Nato (pur se a certe condizioni), Sarkozy spera anche di rendere l\u2019organizzazione transatlantica un po\u2019 pi\u00f9 europea. Nel suo discorso i riferimenti alle decisioni concertate tra Francia e Germania sembrano alludere ad un auspicabile spostamento dell\u2019asse decisionale della Nato verso l\u2019Europa, anche se i leader dei due paesi non sembrano vicini abbastanza da rendere tale suggerimento credibile. IL documento guarda con molta attenzione anche all\u2019Europa e in particolare alla Pesd.<\/p>\n<p><b>Priorit\u00e0 e debolezze della Pesd<\/b><br \/>\nParigi vorrebbe che l\u2019Unione Europea diventasse un attore importante per la sicurezza dei suoi cittadini e per la gestione delle crisi fuori dai confini europei, e per questo propone obiettivi concreti per il rafforzamento della Pesd. Il Libro Bianco identifica delle priorit\u00e0 nel campo della sicurezza: cooperazione nella lotta al terrorismo e alla minaccia cibernetica, rafforzamento della protezione civile europea, coordinamento nella protezione delle risorse energetiche e strategiche.<\/p>\n<p>Riguardo invece alla dimensione della difesa europea, il documento si concentra sugli effettivi e le capacit\u00e0: il raggiungimento di una forza di 60.000 uomini dispiegabili in due o tre teatri diversi contemporaneamente per la durata di un anno, con il conseguente rafforzamento del supporto aero-navale necessario al dispiegamento; lo sviluppo di capacit\u00e0 di pianificazione e comando; l\u2019incremento delle capacit\u00e0 e delle forze civili con il relativo addestramento congiunto.<\/p>\n<p>Grande attenzione \u00e8 dedicata agli investimenti nazionali e europei nel campo dell\u2019Intelligence: la maggiore complessit\u00e0 della situazione internazionale, la frammentazione del potere, il maggiore collegamento tra le due dimensioni della difesa e della sicurezza, richiedono un maggiore sforzo di comprensione, analisi e previsione. Particolare attenzione infine \u00e8 rivolta al settore industriale: si richiama la necessit\u00e0 di rendere il comparto europeo pi\u00f9 competitivo e soprattutto unito, sia nel lato della domanda che dell\u2019offerta, obiettivo da raggiungere anche attraverso il rafforzamento dell\u2019Agenzia Europea di Difesa (Eda).<\/p>\n<p>E\u2019 dunque evidente il desiderio francese di dare un impulso importante alla difesa e alla sicurezza europea, sfruttando l\u2019occasione della presidenza di turno dell\u2019Unione: \u201cLa pr\u00e9sidence fran\u00e7aise de l\u2019Union [\u2026] sera la premi\u00e8re \u00e9tape d\u2019une veritable relance de la defence europeenne pour les prochaines ann\u00e9es\u201d. Il Libro Bianco, oltre a essere un documento strategico per la Francia, \u00e8 dunque anche una dichiarazione programmatica (proprio perch\u00e9 proveniente da uno stato che da sempre \u00e8 motore della dimensione europea di difesa) per un ulteriore sviluppo europeo in questo settore. Il documento \u00e8 stato presentato con tempismo perfetto: a poche settimane dall\u2019inizio della Presidenza francese e qualche giorno dopo il referendum in Irlanda, per non dare altri argomenti a quanti temono la perdita della neutralit\u00e0. Accortezza, purtroppo, rivelatasi vana.<\/p>\n<p><b>Nonostante il \u201cno\u201d di Dublino<\/b><br \/>\nIl \u201cNo\u201d irlandese complica considerevolmente il progetto di rilancio dell\u2019integrazione europea, anche (e soprattutto) nella dimensione della politica estera dell\u2019Unione e della Pesd. L\u2019intoppo frena necessariamente lo slancio francese e costringe Parigi a rivedere le sue priorit\u00e0 per il prossimo semestre, che dovr\u00e0 dedicare a rimettere insieme i cocci del Trattato di Lisbona senza poterne sfruttare le potenzialit\u00e0. Il Libro Bianco tuttavia non si pu\u00f2 modificare, e le mancanze europee che la Francia individua e vorrebbe affrontare restano valide.<\/p>\n<p>Il Libro Bianco ritaglia un posto per la Francia in questo nuovo mondo \u201cnon-polare\u201d, in cui l\u2019Europa, come la Nato, gioca un ruolo essenziale nella tutela della sicurezza. Lo sviluppo della Pesd non pu\u00f2 fermarsi proprio ora che le carte sono sul tavolo, e anche se fuori dal quadro istituzionale europeo, qualche passo in avanti potr\u00e0 essere compiuto. Iniziative come l\u2019Eda, accordi di cooperazione intergovernativi ristretti (Lettera d\u2019Intenti) e i programmi industriali transnazionali europei, cos\u00ec come la clausola di difesa collettiva e di solidariet\u00e0 e l\u2019allargamento della gamma di missioni Ue non spariranno dal panorama europeo e continueranno anzi il loro percorso, cos\u00ec come successe dopo la bocciatura del trattato costituzionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel nuovo ordine \u201cnon-polare\u201d (per riprendere l\u2019espressione di R. Haas sull\u2019ultimo numero di Foreign Affairs) la Francia si interroga sulla sua sicurezza e decide di collocarla all\u2019interno sia dell\u2019Europa che della Nato. 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