{"id":64464,"date":"2008-10-29T13:28:27","date_gmt":"2008-10-29T12:28:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64464"},"modified":"2017-11-03T15:39:26","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:26","slug":"spazio-lincognita-dei-fondi-pubblici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/10\/spazio-lincognita-dei-fondi-pubblici\/","title":{"rendered":"Spazio, l\u2019incognita dei fondi pubblici"},"content":{"rendered":"<p>La notte del 25 ottobre l\u2019Italia ha mandato in orbita, dalla base californiana di Vandenberg, il terzo satellite della costellazione <a href=\"http:\/\/it.youtube.com\/watch?v=luXcQajoWSE\" target=\"blank\"><b><u>Cosmo-SkyMed<\/u><\/b><\/a>, programma italiano che vede coinvolti l\u2019Agenzia spaziale italiana (Asi), il Ministero della Difesa e Finmeccanica. I frutti di questo importante investimento rischiano tuttavia di non essere raccolti nel lungo periodo, a meno che non si pensi da ora a garantire le risorse per la continuazione del programma, ovvero per lo sviluppo e il lancio della seconda generazione di Cosmo SkyMed.<\/p>\n<p><b>Finalit\u00e0 civili e militari <\/b><br \/>\nIl programma Cosmo SkyMed per l\u2019osservazione globale della terra prevede una costellazione di 4 satelliti con tecnologia radar ad apertura sintetica (Sar) che, diversamente dai satelliti ottici, garantiscono una visione della terra anche in assenza di luce (notte) e in qualsiasi condizione metereologica (presenza di nubi). Anche se la costellazione non \u00e8 completa, i due satelliti lanciati fino ad ora erano operativi gi\u00e0 dal mese di agosto e hanno fornito 900 immagini al giorno. Con il terzo satellite in orbita le immagini saliranno a 1.350, mentre con l\u2019ultimo lancio previsto nel 2010, la costellazione sar\u00e0 completa.<\/p>\n<p>Cosmo SkyMed \u00e8 inoltre il primo programma di osservazione che nasce \u201cduale\u201d: \u00e8 stato infatti pensato e realizzato per usi sia civili (tra cui la prevenzione e la gestione dei disastri ambientali, il controllo degli oceani e delle coste, delle risorse agricole e forestali nonch\u00e9 degli edifici, l\u2019esplorazione geologica) sia militare. L\u2019Unione Europea, per mezzo del Centro satellitare europeo (Eusc) di Torrej\u00f2n (Madrid), sta infatti negoziando con l\u2019Italia un accordo per l\u2019utilizzo di immagini classificate di Cosmo SkyMed a sostegno delle operazioni Pesc\/Pesd dell\u2019Unione. Il carattere duale di Cosmo non \u00e8 di poco conto, se si considerano le difficolt\u00e0 che una tale condivisione comporta (sicurezza del dato nella fase di ricezione, elaborazione e distribuzione, per esempio).<\/p>\n<p>Responsabile della realizzazione di Cosmo SkyMed \u00e8 una cordata di Pmi italiane con a capo Thales Alenia Space, industria di Finmeccanica per un terzo, in joint-venture con la francese Thales, mentre la societ\u00e0 Telespazio, per due terzi di Finmeccanica e un terzo di Thales, \u00e8 responsabile dei segmenti di terra e della gestione del programma, ossia della ricezione e l\u2019elaborazione delle immagini (attraverso il centro del Fucino, vicino all\u2019Aquila). Il finanziamento di Cosmo SkyMed (del costo di 1,2 miliardi di euro circa, fino ad ora) \u00e8 stato sostenuto sia dall\u2019Agenzia spaziale italiana (finanziata dal Ministero della Ricerca) che dal Ministero della Difesa. La dualit\u00e0 si riflette, infatti, non solo nelle sue applicazioni, ma anche nel suo finanziamento, aspetto fondamentale vista la scarsit\u00e0 di risorse per entrambi i Ministeri.<\/p>\n<p><b>Il nocciolo della continuit\u00e0<\/b><br \/>\nLa vita operativa dei satelliti Cosmo \u00e8 per\u00f2 breve: tra 5-10 anni i satelliti dovranno essere sostituiti, e il finanziamento necessario deve quindi essere gi\u00e0 sull\u2019agenda dei responsabili politici e industriali. A questo scopo, L\u2019Asi e Telespazio, in joint-venture, hanno creato la societ\u00e0 e-Geos per la commercializzazione delle immagini per applicazioni civili. I ricavi della vendita dovrebbero contribuire al finanziamento per la continuazione del programma. Il mercato per l\u2019osservazione della terra \u00e8 stato stimato in 2,5 miliardi di euro, di cui meno di 1 miliardo per l\u2019osservazione via satellite, e di questi solo 400 milioni per l\u2019osservazione da satelliti radar &#8211; cifra che non arriva a coprire neanche met\u00e0 dell\u2019investimento attuato.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile dunque che la commercializzazione dei dati arrivi a coprire l\u2019investimento futuro, a meno che non si trovino nuovi mercati fino ad ora non considerati. Ci\u00f2 sarebbe possibile dato che le capacit\u00e0 e le applicazioni di Cosmo SkyMed sono nuove nel panorama commerciale (costellazione di satelliti &#8211; e quindi rivisitazione frequente &#8211; con tecnologia Sar). Uno studio in tal senso potrebbe aiutare le amministrazioni e le industrie ad immaginare nuovi utilizzi di tali immagini e ad individuare nuovi utenti finali privati disposti a comprare i dati di Cosmo.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, la commercializzazione stessa \u00e8 possibile se si garantisce al cliente che il servizio non verr\u00e0 semplicemente e brutalmente interrotto con la fine della vita operativa del satellite. La garanzia di una seconda generazione \u00e8 quindi a sua volta necessaria per coinvolgere un potenziale utente commerciale a scegliere i servizi di Cosmo SkyMed. La doppia relazione che lega i due aspetti porta dunque a concludere che, finch\u00e9 non sar\u00e0 possibile garantire il finanziamento \u2013 anche parziale \u2013 di Cosmo II attraverso servizi commerciali, lo Stato italiano e le industrie dovranno trovare un finanziamento alternativo o quantomeno complementare.<\/p>\n<p>L\u2019Italia non \u00e8 il solo paese europeo ad avere difficolt\u00e0 nella sostituzione futura dei propri assetti spaziali, che divengono sempre pi\u00f9 costosi e le cui funzionalit\u00e0 e applicazioni trovano spesso un quadro di comune interesse europeo (vedi lo <a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/activities\/committees\/studies\/download.do?file=19571\" target=\"blank\"><b><u>studio condotto per il Parlamento Europeo<\/u><\/b><\/a>). La tendenza generale \u00e8 quindi verso il finanziamento collettivo di grandi programmi spaziali, partendo dalla federazione di assetti spaziali nazionali per arrivare \u2013 in un futuro si spera non molto lontano \u2013 alla messa in orbita di satelliti europei per coprire necessit\u00e0 comuni.<\/p>\n<p>Un esempio concreto gi\u00e0 in atto in questo senso \u00e8 il programma Kopernikus (ex Gmes,<a href=\"http:\/\/www.iai.it\/sections\/pubblicazioni\/iai_quaderni\/Indici\/quaderno_32.htm\" target=\"blank\"><b><u> Global Monitoring for Environment and Security<\/u><\/b><\/a>) dell\u2019Agenzia spaziale europea (Esa) e della Commissione europea. I satelliti di Cosmo SkyMed andranno ad integrare, infatti, questa architettura comune. I molteplici servizi che deriveranno dall\u2019utilizzo di Gmes sono oggetto di un vasto progetto di R&amp;S della Commissione chiamato <a href=\"http:\/\/www.fp6-limes.eu\/projectovervi.html\" target=\"blank\"><b><u>Limes<\/u><\/b><\/a> ed hanno la fondamentale caratteristica di rispondere a bisogni comuni europei, consolidando perci\u00f2 l\u2019evoluzione politica dell\u2019Unione e razionalizzando le scarse risorse nazionali.<\/p>\n<p>Naturalmente \u00e8 ancora difficile immaginare una condivisione\/convergenza europea di satelliti per applicazioni militari, vista la natura sensibile dei dati usati a questo fine e lo sviluppo lento e tortuoso di una politica di difesa comune europea. Se l\u2019Unione potr\u00e0 dunque sostituire gli stati nazionali nella messa in orbita di satelliti per usi civili, l\u2019Italia dovr\u00e0 comunque continuare a finanziare i suoi satelliti di osservazione militare. L\u2019Europa non sembra dunque essere la soluzione per il finanziamento di programmi duali.<\/p>\n<p><b>Il finanziamento pubblico<\/b><br \/>\nSe dunque la commercializzazione non sembra poter garantire il finanziamento di Cosmo II, e se esso non potr\u00e0, per via del suo lato duale, essere sostituito da un programma equivalente europeo, non resta che l\u2019investimento pubblico a livello nazionale.<\/p>\n<p>Le previsioni di bilancio sono tutt\u2019altro che felici in questo senso, visto il debole tasso di crescita economica del paese e la tendenza ai tagli di spesa, che rischiano di essere resi ancora pi\u00f9 gravi dalla crisi finanziaria globale. \u00c8 perci\u00f2 importante che i decisori politici prendano fin d\u2019ora in seria considerazione un piano di finanziamento pluriennale per un programma strategico che ha richiesto un importante investimento, ha dato fino ad ora ottimi risultati e non pu\u00f2 esaurirsi in pochi anni. Ne uscirebbero penalizzati il ritorno stesso dell\u2019investimento, le Pmi e le grandi industrie nel loro percorso di sviluppo tecnologico, le amministrazioni che usano Cosmo SkyMed (Ministero della Difesa ma anche Protezione Civile), la sicurezza stessa del cittadino e l\u2019Italia in generale, che perderebbe credibilit\u00e0 e faticherebbe a restare nell\u2019esclusivo club europeo dei \u201cpaesi spaziali\u201d.<\/p>\n<p>Insomma, la seconda generazione di Cosmo SkyMed, peraltro gi\u00e0 allo studio dell\u2019Asi, deve essere garantita: in gioco ci sono interessi italiani di ampio respiro, non solo politici ma anche industriali e di sicurezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notte del 25 ottobre l\u2019Italia ha mandato in orbita, dalla base californiana di Vandenberg, il terzo satellite della costellazione Cosmo-SkyMed, programma italiano che vede coinvolti l\u2019Agenzia spaziale italiana (Asi), il Ministero della Difesa e Finmeccanica. 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