{"id":64466,"date":"2008-11-18T13:30:10","date_gmt":"2008-11-18T12:30:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64466"},"modified":"2017-11-03T15:39:22","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:22","slug":"il-nuovo-orizzonte-strategico-dellunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/11\/il-nuovo-orizzonte-strategico-dellunione-europea\/","title":{"rendered":"Il nuovo orizzonte strategico dell\u2019Unione europea"},"content":{"rendered":"<p>A cinque anni dall\u2019adozione della Strategia di Sicurezza Europea (European Security Strategy, Ess) l\u2019Istituto di Studi Strategici dell\u2019Unione Europea (EU ISS) ha promosso una serie di seminari con la partecipazione dei principali esperti europei di politica estera e di sicurezza per fare il punto sullo stato di attuazione della strategia e proporre possibili miglioramenti o integrazioni. In occasione del Consiglio di dicembre 2007 i capi di Stato e di Governo dell\u2019Ue avevano infatti chiesto all\u2019Alto Rappresentante per la Pesc, Javier Solana, di presentare al Consiglio europeo, che si terr\u00e0 il prossimo dicembre, una serie di proposte per aggiornare la Ess.<\/p>\n<p><b>Le nuove sfide per l\u2019Ue e il multilateralismo<\/b><br \/>\nDagli incontri che si sono svolti tra i think tanks europei negli ultimi mesi \u00e8 emerso un consenso pressoch\u00e9 unanime sulla generale validit\u00e0 dell\u2019approccio e dei valori di fondo della Ess. Sono tuttavia state segnalate alcune problematiche di sicurezza che, assenti o quasi dal documento del 2003, sembrano caratterizzare invece l\u2019attuale scenario europeo, come il riscaldamento climatico, il riemergere di competizioni territoriali e le questioni legate all\u2019energia e al cyberspazio. Queste nuove sfide vanno peraltro inserite nel nuovo contesto geostrategico determinatosi con gli allargamenti dell\u2019Ue del 2004 e 2007. Infine, nel perseguire l\u2019obiettivo del \u201cmultilateralismo efficace\u201d, l\u2019Ue non pu\u00f2 non tenere conto dell\u2019emergere di nuovi centri di potere politico ed economico ad est, come la Russia, la Cina e l\u2019India.<\/p>\n<p>Se dunque l\u2019approccio e i valori di fondo del documento strategico europeo restano validi, alcune preoccupazioni tendono a prendere il sopravvento su altre, com\u2019\u00e8 naturale in un momento di grande fluidit\u00e0 delle relazioni internazionali. Si avverte in particolare l\u2019esigenza di una definizione pi\u00f9 precisa e realistica del rapporto tra gli interessi strategici e le risorse disponibili: \u00e8 questo uno degli aspetti principali su cui si misurer\u00e0 la capacit\u00e0 di adattamento e proiezione esterna dell\u2019Unione nei prossimi anni.<\/p>\n<p>Il comportamento assertivo di alcune potenze (come ad esempio quello della Russia in occasione del recente conflitto georgiano) e l\u2019approccio unilateralista dell\u2019amministrazione americana uscente hanno messo l\u2019Ue di fronte a difficili dilemmi politici creando anche preoccupanti divisioni al suo interno. Le crescenti dinamiche multipolari preoccupano, ma il rischio pi\u00f9 serio \u00e8 che prevalga una logica di scontro che renda sempre pi\u00f9 difficile la cooperazione multilaterale. Data la sua natura e i suoi interessi, l\u2019Ue \u00e8 strutturalmente incline ad agire all\u2019interno delle istituzioni multilaterali, e a promuovere la partecipazione di altri attori internazionali anche attraverso una riforma delle stesse. A livello multilaterale l\u2019Ue dovrebbe riproporre come temi prioritari la sicurezza energetica e i cambiamenti climatici che, pi\u00f9 di altri, richiedono l\u2019adozione di misure urgenti.<\/p>\n<p><b>La Politica europea di vicinato e la Pesd<\/b><br \/>\nNegli incontri promossi dall\u2019EU-ISS si \u00e8 anche discusso del futuro della Politica europea di vicinato (Pev). Uno dei suoi punti di forza, \u00e8 stato sottolineato, sta nel rapporto quasi \u201cconsequenziale\u201d che la lega all\u2019allargamento. Rimane per\u00f2 aperta la questione se si debba adottare verso i paesi ad est dell\u2019Unione un approccio diverso da quello verso i paesi a sud. Un forte accento \u00e8 stato posto sull\u2019importante ruolo che l\u2019Ue pu\u00f2 svolgere nella prevenzione e risoluzione dei conflitti nel vicinato non solo per dare all\u2019area maggiore stabilit\u00e0, ma anche per favorirvi processi di democratizzazione.<\/p>\n<p>Per quel che riguarda la Politica europea di sicurezza e difesa (Pesd), un ostacolo principale, di cui si \u00e8 molto discusso negli ultimi mesi, \u00e8 la mancanza di un\u2019adeguata leadership politica. In questo senso \u00e8 valutata positivamente la prospettiva di una \u201ccooperazione strutturata permanente\u201d che, sotto la guida di pochi paesi <i>willing and able<\/i>, dia impulso alla politica di difesa europea. Suscita notevole interesse anche la possibilit\u00e0 di creare un Quartier Generale Operativo a Bruxelles che consenta all\u2019Ue di condurre autonomamente le missioni Pesd. Vi \u00e8 poi un largo consenso sulla necessit\u00e0 di mettere in comune le risorse per il rafforzamento delle industrie europee della difesa. \u00c8 stata infine sottolineata l\u2019importanza del continuo sviluppo di capacit\u00e0 civili per la gestione delle crisi, ma anche di un maggior coordinamento tra la politica di difesa e le altre politiche dell\u2019Unione, come la sicurezza interna e il monitoraggio dei confini.<\/p>\n<p><b>La volont\u00e0 politica ad agire insieme <\/b><br \/>\nDalla riflessione in corso sulla Strategia di Sicurezza Europea emerge, dunque, una sostanziale riconferma della validit\u00e0 generale del documento, del suo approccio, e dei principi e valori cui si ispira, ma anche la diffusa convinzione che occorra al contempo \u201caffinarne il tiro\u201d in relazione all\u2019evoluzione dello scenario internazionale. Per l\u2019Unione la sfida \u00e8 molto impegnativa: deve riuscire a stabilire priorit\u00e0 condivise, ma tenendo conto delle concrete \u2013 e limitate &#8211; capacit\u00e0 di cui dispone. Serve innanzitutto la ferma volont\u00e0 politica di \u201cdialogare insieme sugli interessi comuni e le opzioni strategiche\u201d, come recita una delle principali raccomandazioni conclusive dell\u2019ultimo seminario, che si \u00e8 svolto a Parigi. Purtroppo, come mostrano le esitazioni di fronte alla recente crisi finanziaria, si tratta di un compito tutt\u2019altro che facile a causa delle forti resistenze ad adottare risposte collettive ed integrate anzich\u00e9 puramente nazionali.<\/p>\n<p>Vedi anche:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.iss.europa.eu\/fileadmin\/fichiers\/pdf\/seminars\/2008\/Revising_the_ESS__Report_by_Prof._Silvestri_.pdf\" target=\"blank\"><b><u>Paper presentato dallo Iai sulla revisione della ESS<\/u><\/b><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.iss.europa.eu\/fileadmin\/fichiers\/pdf\/seminars\/2008\/Rome_Seminar_Report.pdf\" target=\"blank\"><b><u>Rapporto del seminario di Roma<\/u><\/b><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.iss.europa.eu\/fileadmin\/fichiers\/pdf\/seminars\/2008\/Natolin_Seminar_Report.pdf\" target=\"blank\"><b><u>Rapporto del seminario di Natolin <\/u><\/b><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.iss.europa.eu\/fileadmin\/fichiers\/pdf\/seminars\/ESS_seminar_reports\/Helsinki_Seminar_Report.pdf\" target=\"blank\"><b><u>Rapporto del seminario di Helsinki <\/u><\/b><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.iss.europa.eu\/fileadmin\/fichiers\/pdf\/seminars\/2008\/Paris_report_DH_241008.pdf\" target=\"blank\"><b><u>Rapporto del seminario di Parigi (conclusivo)<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cinque anni dall\u2019adozione della Strategia di Sicurezza Europea (European Security Strategy, Ess) l\u2019Istituto di Studi Strategici dell\u2019Unione Europea (EU ISS) ha promosso una serie di seminari con la partecipazione dei principali esperti europei di politica estera e di sicurezza per fare il punto sullo stato di attuazione della strategia e proporre possibili miglioramenti o [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[82],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64466"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64466"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64466\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64467,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64466\/revisions\/64467"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64466"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64466"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64466"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}