{"id":64469,"date":"2008-11-05T13:32:48","date_gmt":"2008-11-05T12:32:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64469"},"modified":"2017-11-03T15:39:24","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:24","slug":"obama-di-fronte-alla-sfida-russa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/11\/obama-di-fronte-alla-sfida-russa\/","title":{"rendered":"Obama di fronte alla sfida russa"},"content":{"rendered":"<p>A soli dieci mesi di distanza dal suo insediamento, Barack Obama si trover\u00e0 a dover celebrare il ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino e della fine della guerra fredda. Il bilancio di questo periodo non si pu\u00f2 dire sia linearmente positivo. Da un lato, l\u2019Europa \u201cwhole and free\u201d \u00e8 stata pi\u00f9 o meno realizzata con l\u2019ingresso nell\u2019Ue e nella Nato dei paesi europei dell\u2019ex blocco sovietico; dall\u2019altro, con il principale avversario della guerra fredda, la Russia post-sovietica, i rapporti sono restati in una sorta di limbo.<\/p>\n<p><b>Percezioni asimmetriche<\/b><br \/>\nLa Russia non \u00e8 oggi per gli Stati Uniti n\u00e9 un alleato, n\u00e9 un partner, n\u00e9 un vero nemico; lo stesso pi\u00f9 o meno vale da parte russa nei riguardi degli Stati Uniti. Ma resta una chiara asimmetria nelle percezioni reciproche: mentre gli Stati Uniti hanno dopo la fine della guerra fredda e dell\u2019Urss fortemente ridimensionato il peso relativo della Russia nella loro politica estera, per la Russia, invece (colpa in parte anche dell\u2019Europa), gli Stati Uniti restano il parametro principale con cui Mosca misura il proprio status di potenza.<\/p>\n<p>Alla base di questa asimmetria c\u2019\u00e8 il grande malinteso con cui si \u00e8 conclusa la guerra fredda: gli Stati Uniti ritengono di averla vinta, la Russia crede di non averla persa, ma di avervi \u2018spontaneamente\u2019 rinunciato. La Russia ha quindi pensato di poter rivendicare in questi anni uno status di potenza paritario, pi\u00f9 o meno invariato rispetto al periodo sovietico, mentre gli Stati Uniti \u2018vincitori\u2019 si sono sentiti legittimati a comandare sul piano internazionale l\u2019espansione dell\u2019ordine democratico occidentale, non pi\u00f9 e non tanto questa volta contro la Russia, ma \u2018a prescindere\u2019 da quest\u2019ultima. Questo malinteso di fondo e il gap nelle percezioni reciproche sono alla base dei continui zig-zag nei rapporti russo-americani e del loro peggioramento particolarmente negli ultimi quattro anni, peggioramento iniziato con le rivoluzioni colorate in Georgia e Ucraina e culminato con la pi\u00f9 recente crisi caucasica. Soprattutto, per\u00f2, essi hanno impedito al rapporto tra i due paesi di maturare, di superare la logica del XX secolo ed adattarsi alla realt\u00e0 del XXI secolo.<\/p>\n<p><b>Un nuovo indirizzo strategico<\/b><br \/>\n\u00c8 questo il punto da cui dovr\u00e0 partire Obama: come far evolvere un rapporto tra due potenze non pi\u00f9 nemiche che \u00e8 rimasto bloccato a causa dei veti psicologici reciproci. La sfida principale sar\u00e0 di proporre un nuovo \u2018indirizzo strategico\u2019 alla relazione Russia-Usa aggiornato alla realt\u00e0 complessa del sistema internazionale attuale. Le due prime presidenze americane del post-guerra fredda hanno tra le altre cose entrambe avuto il limite di impegnare la Russia limitatamente, di volta in volta e secondo le necessit\u00e0, sui singoli temi, dal Kosovo all\u2019Iran alla guerra al terrorismo, senza avere un paradigma strategico complessivo in grado di orientare e dare senso al rapporto con Mosca.<\/p>\n<p>Il primo tentativo di superare questo tipo di approccio era stato abbozzato al Vertice di Sochi nell\u2019aprile scorso con l\u2019intesa tra Buh e Putin su una \u2018cornice\u2019 del rapporto strategico tra i due paesi: ma \u00e8 stato un tentativo troppo tardivo, realizzato con una presidenza \u2018lame duck\u2019 e presto archiviato dalla scoppio della guerra nel Caucaso. Non deve sorprendere quindi che la Russia, fino a Sochi considerata un \u2018derivato\u2019 della nuova agenda internazionale, abbia occupato uno spazio marginale nella campagna elettorale americana. La crisi caucasica ha solo parzialmente risvegliato l\u2019attenzione nei suoi confonti. Ha soprattutto omologato il linguaggio critico dei due candidati, mentre nei mesi precedenti McCain si era distinto per un linguaggio pi\u00f9 da \u201cfalco\u201d rispetto a Obama.<\/p>\n<p>Ciononostante la Russia ha seguito con particolare attenzione il dibattito elettorale americano, attendendo con ansia il responso del 4 novembre. In passato i russi tendevano tradizionalmente a preferire i candidati repubblicani, perch\u00e9 meno inclini al \u2018lecturing\u2019 su democrazia e diritti umani. L\u2019esperienza neo-cons ha spuntato quest\u2019argomento. Diversi rappresentanti delle elite russe si sono sbilanciati in favore di Obama che per ragioni anagrafiche \u00e8 ritenuto meno condizionato di McCain dal bagaglio della guerra fredda e pi\u00f9 disponibile a voltare pagina.<\/p>\n<p><b>Un nuovo ruolo per la Russia<\/b><br \/>\nUn rapporto Usa-Russia che affondi le sue radici nella realt\u00e0 attuale, anzich\u00e9 nei ricordi della guerra fredda presuppone due cose: che gli Stati Uniti prendano finalmente sul serio la Russia come parte del gruppo di potenze la cui cooperazione resta cruciale per la soluzione dei problemi globali; che la Russia si renda conto che il rapporto bilaterale con Washington non potr\u00e0 ritornare ad avere quella centralit\u00e0 che aveva in passato, ma potr\u00e0 piuttosto ritrovare una sua ragione di essere se sui temi globali la Russia stessa riuscir\u00e0 a diventare un attore positivo, un \u2018problem solver\u2019ed un partner interessante per gli Stati Uniti e l\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Su alcuni di questi temi come disarmo e non proliferazione il rapporto Usa-Russia \u00e8 ancora centrale. I due paesi posseggono il 90% delle testate nucleari e possono dare il \u2018la\u2019 al rilancio dell\u2019agenda sul disarmo nucleare, a partire dal negoziato di un nuovo trattato post-Start 1 (che scadr\u00e0 nel 2009), che \u00e8 anche il presupposto per dare credibilit\u00e0 all\u2019agenda sulla non proliferazione e al regime del Tnp. Anche sulla sicurezza energetica globale Mosca pu\u00f2 essere un punto di riferimento centrale, a condizione che questa problematica venga depoliticizzata da ambo le parti. Su altri temi &#8211; dall\u2019ambiente, al commercio, alla stabilit\u00e0 finanziaria &#8211; la Russia non \u00e8 un player principale, ma \u00e8 comunque interesse degli Usa e dell\u2019Occidente includerla, insieme alle nuove potenze \u2018sovrane\u2019, nel sistema di regole mutilaterali , dall\u2019Omc (dove sarebbe interesse dell\u2019Occidente che la Russia entrasse) al regime post-Kyoto. Un rapporto di tipo nuovo tra Usa e Russia \u00e8 il banco di prova della capacit\u00e0 dell\u2019Occidente di tradurre l\u2019attuale multipolarismo in multilateralismo.<\/p>\n<p>L\u2019Europa \u00e8 la prima ad avere interesse ad un rapporto nuovo tra Mosca e Washington. La Russia \u00e8 diventata uno dei principali fattori di divisione all\u2019interno dell\u2019Unione Europea e di incomprensione nel quadro transatlantico. Pu\u00f2 l\u2019Europa contribuire all\u2019avvio di un dialogo pi\u00f9 ampio e positivo tra Russia e Stati Uniti, meno condizionato dal passato e concentrato sui temi globali? S\u00ec, se l\u2019Europa riuscir\u00e0 a porsi in maniera propositiva per smussare le tensioni regionali, in particolare quelle relative al \u201cvicinato\u201d ex-sovietico, diventato a dismisura la principale area di tensione nei rapporti Russia e Occidente. Proporre soluzioni innovative per una gestione cooperativa del \u2018vicinato\u2019 \u00e8 necessario per eliminare un\u2019inutile distrazione dall\u2019agenda globale sulla quale Russia ed Occidente potranno scoprire di avere pi\u00f9 interessi in comune di quanto oggi si pensi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A soli dieci mesi di distanza dal suo insediamento, Barack Obama si trover\u00e0 a dover celebrare il ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino e della fine della guerra fredda. Il bilancio di questo periodo non si pu\u00f2 dire sia linearmente positivo. 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