{"id":64482,"date":"2009-05-19T14:56:00","date_gmt":"2009-05-19T12:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64482"},"modified":"2017-11-03T15:38:55","modified_gmt":"2017-11-03T14:38:55","slug":"ciampi-un-nucleo-davanguardia-per-portare-leuropa-fuori-dalla-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/05\/ciampi-un-nucleo-davanguardia-per-portare-leuropa-fuori-dalla-crisi\/","title":{"rendered":"Ciampi: un nucleo d\u2019avanguardia per portare l\u2019Europa fuori dalla crisi"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 arrivato il momento di dare sostanza a quell\u2019avanguardia europea di cui tanto si \u00e8 parlato in questi ultimi anni. Un gruppo di Stati determinati a non lasciarsi frenare dalle esitazioni di singoli paesi pu\u00f2 lanciare nuove iniziative e colmare il fossato fra istituzioni e cittadini. Per affrontare la grave crisi economica di oggi &#8211; sottolinea in questa conversazione con <i>AffarInternazionali<\/i> il Presidente Carlo Azeglio Ciampi &#8211; \u00e8 urgente eliminare l&#8217;asimmetria tra una politica monetaria comune, esercitata da una istituzione federale come la Banca centrale europea, e una politica economica che soffre sempre di pi\u00f9 di scarso coordinamento.<\/p>\n<p><b>Presidente, lei ha assistito a diversi momenti di crisi del processo di costruzione europea. Pensa che l\u2019Unione possa superare le secche in cui \u00e8 arenata oggi?<\/b><br \/>\nL\u2019evoluzione verso posizioni unitarie \u00e8 un processo in continua evoluzione, attraverso il quale gli Stati membri identificano l\u2019esistenza di interessi comuni, ne verificano l\u2019applicabilit\u00e0, ne decidono l\u2019esecuzione attraverso l\u2019adozione di politiche e regole comuni. L\u2019Unione europea \u00e8 sempre progredita attraverso fasi alterne di accelerazione e di decelerazione. In questo momento, l\u2019Unione europea sembra essersi fermata: non soltanto per le difficolt\u00e0 incontrate dal processo di ratifica del Trattato di Lisbona; ma anche per la frammentazione del processo decisionale, per la mancanza di visione strategica, per l\u2019incapacit\u00e0 di dare compiutezza al concetto di interesse europeo e di definire i compiti che \u00e8 chiamata a svolgere. Eppure, in nessun\u2019altra epoca storica gli Stati europei sono stati messi, come in questi anni, di fronte alla limitatezza, <i>uti singuli<\/i>, dei loro mezzi ed alla prospettiva della loro insufficienza: la pace, la sicurezza, il benessere, la solidariet\u00e0, la qualit\u00e0 della vita possono essere difesi solo in una prospettiva europea.<\/p>\n<p><b>Cosa fare dunque affinch\u00e9 l\u2019Unione europea ritrovi la propria rotta originaria?<\/b><br \/>\nIstituzioni efficaci sono una condizione necessaria ma non sufficiente. Occorrono stimoli, iniziative, politiche corrispondenti ai comuni interessi di tutti gli europei; occorre un grande scatto in avanti legato al benessere materiale e spirituale dei nostri cittadini. Il XXI secolo pu\u00f2 essere veramente l\u2019ora dell\u2019Europa a condizione di reagire alla letargia, far valere l\u2019utilit\u00e0 dell\u2019Europa, radicare la convinzione che solo un\u2019Europa forte tutela gli interessi dei cittadini europei, respingere gli istinti malvagi dei nazionalismi. Questo significa anche ridimensionare il ricorso al metodo intergovernativo che rallenta pericolosamente l\u2019inclinazione e la predisposizione a soluzioni comuni.<\/p>\n<p><b>Per rilanciare il progetto europeo non \u00e8 forse necessario creare un gruppo di avanguardia? <\/b><br \/>\nS\u00ec, \u00e8 arrivato il momento di dare sostanza a quell\u2019avanguardia europea di cui tanto si \u00e8 parlato in questi ultimi anni. Un gruppo di Stati determinati a non lasciarsi frenare dalle esitazioni e dalle contraddizioni di singoli Paesi pu\u00f2, attraverso il meccanismo delle cooperazioni rafforzate, lanciare nuove iniziative, attuarle, colmare il fossato fra costituzioni e cittadini, consolidare l\u2019autorevolezza dell\u2019Europa nel mondo: fermo rimanendo che queste iniziative non sono chiuse, ma aperte a tutti gli Stati che desiderano farne parte. Il superamento degli interessi corporativi e degli egoismi che tanti danni hanno inferto all\u2019Europa non \u00e8 facile. L\u2019Unione europea fatica ad arrendersi all\u2019evidenza che sono necessarie nuove cessioni di sovranit\u00e0, che occorre imboccare la strada di una rafforzata coesione.<\/p>\n<p><b>\u00c8 d\u2019accordo con quanti sostengono che la crisi finanziaria possa anche costituire \u201cun\u2019opportunit\u00e0\u201d per l\u2019Europa? <\/b><br \/>\nLa crisi finanziaria ci ha fatto prendere atto dell\u2019enorme vantaggio per l\u2019Europa di disporre di una moneta unica e di una politica monetaria capaci di fronteggiare gli shocks, interni ed esterni. I 16 governi dell\u2019area Euro si sono accordati, con logica sopranazionale, sulle politiche da mettere in atto per ricapitalizzare il sistema bancario, per garantire i finanziamenti a medio termine e per rimuovere i titoli tossici dai bilanci bancari, decisioni che sono diventate punto di riferimento per il G-20. La Bce \u00e8 intervenuta tempestivamente ed incisivamente. Non \u00e8 un caso che i paesi che non hanno ancora adottato la moneta unica abbiano riconsiderato i vantaggi dell\u2019euro, emersi evidenti nella fase pi\u00f9 acuta della crisi finanziaria. Alcuni hanno gi\u00e0 chiesto di entrare. La moneta comune e la Bce non bastano per\u00f2 da sole a difendere il mercato interno e ad assicurare le condizioni necessarie per la crescita economica. Occorre che l\u2019Europa si dia un governo dell\u2019economia capace di promuovere la crescita del reddito, una sua pi\u00f9 equa ripartizione e migliori opportunit\u00e0 di occupazione. Questo \u00e8 un punto sul quale insisto da sempre: \u00e8 urgente eliminare l&#8217;asimmetria, la &#8220;zoppia&#8221; come l&#8217;ho definita, tra una politica monetaria comune, esercitata da una istituzione federale e una politica economica che soffre di scarso coordinamento.<\/p>\n<p><b>Quali atti concreti si possono compiere in questa direzione?<\/b><br \/>\nLe determinanti su cui la politica economica pi\u00f9 direttamente pu\u00f2 incidere vanno ravvisate, oltre che in una finanza pubblica equilibrata e in servizi pubblici funzionali, in infrastrutture materiali e istituzionali calibrate su una dimensione europea. Su questi punti cruciali \u00e8 chiamata ad agire una politica economica europea che non si limiti al necessario rigore nei saldi di bilancio, ma pratichi anche un crescente coordinamento delle politiche economiche nazionali. Quello che manca oggi all\u2019Europa non \u00e8 la forza economica, ma la volont\u00e0 politica per operare unitariamente. La crisi finanziaria ed economica pu\u00f2 essere la molla per una rinnovata solidariet\u00e0 europea, innanzi tutto fra i paesi della zona euro, per dimostrare che l\u2019Europa concorre a governare gli sviluppi globali e non ne resta vittima. Quando creammo la moneta comune eravamo consapevoli di compiere un rilevante atto politico, non solo monetario. Se i Paesi dell\u2019eurozona saranno capaci di assumere anche il compito di nucleo d\u2019avanguardia in grado di dare nuovo impulso all\u2019Europa, avremo dato alla comunit\u00e0 internazionale il segnale che l\u2019Unione europea \u00e8 in grado di affrontare i problemi con decisione e senso di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Lei, insieme ad altri eminenti europei, ha sottoscritto un appello promosso dallo IAI e da altri quattro centri studi europei per rafforzare la legittimit\u00e0 democratica dell\u2019Unione. Come si pu\u00f2 ridurre la distanza dei cittadini dall\u2019Ue?<\/b><br \/>\nI cittadini europei, presi dalle loro preoccupazioni quotidiane, si mostrano indifferenti verso il futuro del progetto politico europeo. Danno per scontate le conquiste dell\u2019integrazione e tendono a concentrarsi sugli aspetti negativi dei meccanismi comunitari: l\u2019Ue viene vista come un organismo burocratico intento a produrre leggi e regolamenti; viene identificata con la globalizzazione che distrugge posti di lavoro ed annulla singole identit\u00e0; viene, ingiustamente, giudicata parte del problema e non della soluzione.<\/p>\n<p><b>Questo non dipende anche dalla tendenza delle istituzioni europee ad una certa burocratizzazione?<\/b><br \/>\nCertamente si, ma solo in parte. Gli europei vanno aiutati a giudicare l\u2019Europa non solo attraverso il prisma dell\u2019attivit\u00e0 minuta della Commissione, ma anche attraverso la consapevolezza dei benefici incommensurabili apportati dall\u2019Unione europea nella nostra vita e della sua indispensabilit\u00e0 per il nostro futuro. Un rischio incombente \u00e8 rappresentato dalla banalizzazione del grande progetto storico-politico rappresentato dall\u2019Unione europea. Dobbiamo riuscire nell\u2019intento di calare questa realt\u00e0 nella coscienza delle donne e degli uomini europei. \u00c8 un compito non facile ma indispensabile per radicare nei cittadini la consapevolezza che l\u2019Europa, come unit\u00e0 culturale e di valori, costituisce il riferimento costante verso cui orientare ogni singola decisione.<\/p>\n<p><b>Che ruolo pu\u00f2 svolgere il Parlamento europeo per favorire questo processo?<\/b><br \/>\nIl Pe, custode dei valori della democrazia e catalizzatore dell\u2019attenzione sulle sfide del nostro tempo, pu\u00f2, deve, svolgere un ruolo di prima linea nello stimolare le dinamiche dell\u2019integrazione europea, nel favorire il consolidamento di nuove forme di legami e di solidariet\u00e0 nella societ\u00e0 civile da cui dipende, in ultima analisi, il successo del progetto politico europeo. Nel quadro dei grandi temi che animano i suoi dibattiti \u2013 dalla bioetica all\u2019immigrazione, dall\u2019industria all\u2019agricoltura all\u2019ambiente, all\u2019attenzione riservata ai rapporti dell\u2019Unione europea con il sistema delle Nazioni Unite \u2013 il Parlamento europeo ha il compito di dare sostanza e profondit\u00e0 agli interessi europei; nel farlo deve dimostrarsi consapevole delle urgenti attese dei cittadini.<\/p>\n<p><b>La campagna elettorale in corso \u00e8 un\u2019occasione in tal senso?<\/b><br \/>\nLa campagna elettorale per il voto del 6 e 7 giugno offre l\u2019opportunit\u00e0 di un rinnovato e robusto dibattito politico sul futuro dell\u2019Ue: solo cos\u00ec si pu\u00f2 sventare il rischio che essa venga utilizzata come piattaforma per una competizione nazionale. \u00c8 necessario spiegare in maniera chiara ai cittadini l\u2019utilit\u00e0 dell\u2019Unione, stimolare l\u2019Europa dei progetti, perseguire la sussidiariet\u00e0, orientare l\u2019opinione pubblica sulla salvaguardia del modello sociale europeo, sull\u2019obiettivo di fare dell\u2019Europa un protagonista autorevole ed efficace del XXI secolo. \u00c8 importante puntare soprattutto al rafforzamento di un sentimento di comune appartenenza fra tutti i cittadini europei, radicato in una comune eredit\u00e0 storica e culturale. \u00c8 grazie a questo sentimento che ognuno di noi potr\u00e0 spiegare che si pu\u00f2 vivere in Europa solo nella consapevolezza che il futuro di tutti gli europei \u00e8 legato al successo dell\u2019Unione europea: solo nell\u2019ambito di interessi europei condivisi si possono costruire politiche innovative e progetti concreti.<\/p>\n<p><b>In Italia, purtroppo, il dibattito in vista delle elezioni del Parlamento di Strasburgo \u00e8 solo superficialmente orientato sulle priorit\u00e0 europee. Quali dovrebbero essere, a suo avviso, le priorit\u00e0 strategiche dell\u2019Ue nei prossimi anni?<\/b><br \/>\nL\u2019evoluzione delle varie componenti della societ\u00e0 europea sar\u00e0 sempre pi\u00f9 dominata da problemi da risolvere insieme. Solo un\u2019Unione europea capace di un\u2019azione incisiva pu\u00f2 fornire risposte adeguate. Per individuarle occorrono passione civile, idealit\u00e0, capacit\u00e0 di guardare lontano. Occorre poter operare disponendo di un efficiente ordinamento delle istituzioni. \u00c8 prioritario per questo che il Trattato di Lisbona entri in vigore, perch\u00e9 esso contiene disposizioni essenziali al funzionamento e alla governabilit\u00e0 delle istituzioni; \u00e8 la base per perseguire un autentico progetto europeo, cos\u00ec come \u00e8 stato costruito negli ultimi 50 anni. Insieme con il perseguimento dell&#8217;obiettivo di riforma istituzionale, rimane necessario operare per il rafforzamento della coesione europea intorno a politiche efficaci e visibili: il mercato interno; una politica energetica comune; lo spazio di libert\u00e0 e di giustizia; la politica estera e di sicurezza.<\/p>\n<p><b>Come perseguire queste politiche?<\/b><br \/>\nLa perdurante asimmetria nelle condizioni di liberalizzazione dei mercati, a cominciare da quelli energetici, dei singoli Stati membri costituisce fonte di preoccupazione: la prosecuzione del processo avviato vent\u2019anni fa con l\u2019atto Unico Europeo deve dunque continuare con la rimozione delle barriere normative tuttora esistenti ed agevolando il processo di fusioni transfrontaliere. La definizione di una politica energetica europea costituisce un\u2019urgente priorit\u00e0. Ancora oggi, le imprese energetiche europee puntano a definire le proprie strategie di approvvigionamento in ordine sparso, cercando di strappare ai propri fornitori russi o mediterranei concessioni che si rivelano poi nella realt\u00e0 di gran lunga inferiori a quelle che l\u2019Europa potrebbe conseguire se operasse in sintonia. Sotto il profilo della sicurezza interna, siamo chiamati ad affrontare in unit\u00e0 d\u2019intenti il contrasto al terrorismo e alla criminalit\u00e0 transnazionale, l\u2019integrazione delle comunit\u00e0 residenti, il controllo dei flussi d\u2019immigrazione illegale. Il rafforzamento della politica estera e di sicurezza \u00e8 indispensabile, affinch\u00e9 l\u2019Europa acquisisca una visione strategica ed unitaria; indirizzata verso obiettivi rappresentativi dei comuni interessi europei.<\/p>\n<p><b>Il nuovo Presidente americano, Barack Obama, sembra voler aprire una nuova stagione di cooperazione transatlantica. Ne potr\u00e0 beneficiare il ruolo internazionale dell\u2019Ue?<\/b><br \/>\nI segnali che provengono dalla nuova Amministrazione americana danno fiducia sulla possibilit\u00e0 di restituire centralit\u00e0 al rapporto transatlantico attraverso una rinnovata collaborazione con l\u2019Europa. Nell\u2019attuale difficile contesto continentale e mondiale, l\u2019Unione europea si pone come esempio di riconciliazione e di superamento degli egoismi, un tutt\u2019uno con democrazia e diritto; \u00e8 chiamata a dare un suo contributo di stabilit\u00e0 e di serenit\u00e0 attraverso politiche che consentano di compiere passi avanti nella risoluzione delle crisi, nello scioglimento dei nodi di un\u2019economia globalizzata.<\/p>\n<p><b>Maggiore reciprocit\u00e0 tra gli alleati, dunque?<\/b><br \/>\nIl rilancio della collaborazione tra i due pilastri \u2013 europeo ed americano \u2013 del polo di stabilit\u00e0 e di progresso rappresentato dall\u2019Occidente emerge come un compito storico. Esso presuppone un pi\u00f9 incisivo impegno unitario europeo cui deve corrispondere, da parte degli Stati Uniti, una maggiore comprensione della complessit\u00e0 del processo d\u2019integrazione europea. Impegno e comprensione sono due facce della stessa medaglia: fanno emergere pi\u00f9 chiaramente le responsabilit\u00e0 che siamo chiamati ad esercitare insieme; conferiscono al partenariato transatlantico, sulla base di una rinnovata disponibilit\u00e0 all\u2019ascolto reciproco, un effettivo valore aggiunto. Una rafforzata coesione nell\u2019ambito dell\u2019Unione europea deve essere indirizzata ad un duplice obiettivo: far avanzare il progetto politico europeo; trasmettere alla nuova Amministrazione americana un messaggio di ottimismo sulla capacit\u00e0 dell\u2019Unione europea di operare in stretta sintonia con gli Stati Uniti.<\/p>\n<p><b>Obama ha proposto una progressiva riduzione degli arsenali nucleari fino ad una loro totale eliminazione. \u00c8 un\u2019idea che ritiene attuabile?<\/b><br \/>\nL\u2019esperienza dell\u2019integrazione europea dimostra che anche gli obiettivi pi\u00f9 ambiziosi possono diventare realt\u00e0. A condizione che la necessit\u00e0 del loro perseguimento si traduca in un impegno concreto. L\u2019Unione europea, una delle manifestazioni pi\u00f9 alte del multilateralismo e del diritto internazionale, \u00e8 sollecitata a parlare con una sola voce per contribuire all\u2019avanzamento di un ordine mondiale portatore di stabilit\u00e0, di sicurezza, di benessere.<\/p>\n<p>Si veda anche:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/call\/call_ITA.pdf\" target=\"blank\"><b><u>Appello: diamo voce ai cittadini europei <\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>Greco: <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1093\" target=\"blank\"><b><u>L\u2019anello mancante della democrazia europea <\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>Bonvicini, Tosato, Matarazzo: <a href=\"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/DocIAI\/IAI0903.pdf\" target=\"blank\"><b><u>I partiti politici europei e la candidatura del Presidente della Commissione<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 arrivato il momento di dare sostanza a quell\u2019avanguardia europea di cui tanto si \u00e8 parlato in questi ultimi anni. 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