{"id":64484,"date":"2009-07-07T14:58:26","date_gmt":"2009-07-07T12:58:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64484"},"modified":"2017-11-03T15:38:46","modified_gmt":"2017-11-03T14:38:46","slug":"il-vertice-dellaquila-tra-attese-e-obiettivi-realistici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/07\/il-vertice-dellaquila-tra-attese-e-obiettivi-realistici\/","title":{"rendered":"Il Vertice dell&#8217;Aquila tra attese e obiettivi realistici"},"content":{"rendered":"<p><i><span style=\"font-size: xx-small;\">Pubblicato anche su <a href=\"http:\/\/www.nelmerito.com\/\" target=\"_blank\"><u>nelMerito.com<\/u><\/a> <\/span><\/i><br \/>\nNon sappiamo se il G8 dell\u2019Aquila sar\u00e0 l\u2019ultimo vertice dei grandi del mondo a svolgersi in questo formato. \u00c8 molto probabile, tuttavia, che quella in corso sar\u00e0 l\u2019ultima presidenza italiana di questo forum mondiale, almeno per come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi. Futuri allargamenti e riforme stanno infatti diventando sempre pi\u00f9 urgenti e inevitabili. In un contesto cos\u00ec transitorio il vertice dell\u2019Aquila verr\u00e0 ricordato come un passo avanti sulla via dell\u2019integrazione delle economie emergenti, ma non segner\u00e0 probabilmente un momento di svolta nel difficile processo di riforma della governance mondiale. La controversa questione dell\u2019allargamento del G8 rimarr\u00e0 in agenda sia durante la presidenza canadese del 2010 sia, probabilmente, durante quella francese del 2011.<\/p>\n<p><b>L\u2019ombra del G20 di Pittsburgh<\/b><br \/>\nSia gli Stati Uniti che i paesi asiatici, tra cui soprattutto la Cina, non puntano sul vertice italiano per l\u2019approvazione della tanto evocata riforma dell\u2019architettura economica mondiale. Il fatto \u00e8 che l\u2019amministrazione Obama ha gi\u00e0 fissato, con ampio anticipo rispetto allo svolgimento del G8 dell\u2019Aquila, la prossima riunione del G20 (che si terr\u00e0 a Pittsburgh a settembre), in cui l\u2019Asia giocher\u00e0 un ruolo da comprimaria. Il rischio \u00e8 che la riunione nel capoluogo abruzzese si connoti pi\u00f9 come un passaggio tra due riunioni del G20 (quello di Londra dello scorso aprile e quello del prossimo settembre) che come un appuntamento rilevante per s\u00e9.<\/p>\n<p>Mancando un consenso su ampiezza e modalit\u00e0 dell\u2019allargamento, la tre giorni dell\u2019Aquila si svolger\u00e0 secondo uno schema a \u201cgeometrie variabili\u201d: il formato \u00e8 determinato dall\u2019argomento in discussione e non viceversa, come spesso in passato. Una scelta che, tuttavia, non potr\u00e0 essere rinnovata a lungo, viste le crescenti obiezioni dei paesi emergenti su chi sia titolato a scegliere sia l\u2019agenda che gli invitati: a dare le carte, in futuro, non potranno essere pi\u00f9 solo i membri del G8, sempre meno rappresentativi degli equilibri economici mondiali.<\/p>\n<p>Se in campo economico l\u2019ombra del G20 ridimensiona le aspettative del vertice dell\u2019Aquila, sono attesi importanti accordi in campo ambientale e in quello della sicurezza alimentare.<\/p>\n<p><b>Il rinvio della nuova \u201cBretton Woods\u201d<\/b><br \/>\nL\u2019ambizione della Presidenza italiana di concludere il vertice dell\u2019Aquila con un accordo sui nuovi \u201cprincipi\u201d dell\u2019economia mondiale \u00e8 stata molto ridimensionata. Slitter\u00e0 infatti l\u2019approvazione del codice delle nuove norme che dovranno regolare la vita finanziaria ed economica del futuro (i <i>Global standards<\/i>), su cui la presidenza italiana aveva molto puntato. Se Italia e Francia sono riuscite a far maturare su questo terreno un <i>consensus <\/i>europeo, convincendo anche la Germania, le resistenze dei paesi asiatici hanno indotto la pur favorevole amministrazione americana a rinviare le decisioni in questo ambito a Pittsburgh, se non oltre.<\/p>\n<p>A L\u2019Aquila verr\u00e0 invece approvato, come base per una discussione pi\u00f9 ampia, il &#8220;Lecce Framework&#8221;, documento licenziato dai ministri economici del G8 lo scorso giugno: un ampio set di nuove regole riguardanti la <i>corporate governance<\/i>, l\u2019integrit\u00e0 dei mercati, la regolamentazione e la sorveglianza finanziaria, la cooperazione in materia di tassazione e trasparenza delle politiche macroeconomiche e dei dati. Poich\u00e9 il vertice dell\u2019Aquila discuter\u00e0 anche l\u2019impostazione della crescita futura su basi pi\u00f9 equilibrate, la presidenza italiana sta lavorando affinch\u00e9 i principi contenuti nel \u201cLecce Framework\u201d vengano inclusi nella <i>Carta per la crescita sostenibile <\/i>di cui si sta occupando la Germania, sempre in vista del G20 di Pittsburgh.<\/p>\n<p>I pi\u00f9 critici hanno definito il \u201cLecce Framework\u201d un compendio di linee guida gi\u00e0 esistenti, troppo esteso per essere efficace e privo di forza vincolante, che rischia di sovrapporsi al lavoro del <i>Financial Stability Board<\/i>, presieduto dal governatore della Banca d&#8217;Italia Mario Draghi. Ma il ministro dell\u2019economia italiano Giulio Tremonti ha molto insistito su un contributo che mettesse in rilievo anche gli aspetti etici, oltre che tecnici, delle nuove regole globali.<\/p>\n<p><b>Le svolte su clima e sicurezza alimentare<\/b><br \/>\nPi\u00f9 aperta \u00e8 invece la partita sul contrasto ai cambiamenti climatici. All\u2019Aquila, nell\u2019ambito del <i>Major Economies Forum <\/i>presieduto da Barack Obama e Silvio Berlusconi (che comprende ben 17 paesi), si cercher\u00e0 di definire un accordo quadro sui principi degli interventi da attuare in questo campo. Il vertice sar\u00e0 un primo momento della verit\u00e0 in vista dell\u2019importante Conferenza dell\u2019Onu che si terr\u00e0 a dicembre a Copenaghen per l\u2019avvio dei negoziati sul trattato che dovrebbe succedere al protocollo di Kyoto (entrato in vigore solo nel 2005). Un accordo tra europei e americani avrebbe un duplice obiettivo: aiutare Obama a superare le forti resistenze del Senato americano alle proposte di riduzione di emissioni inquinanti; ottenere un preciso impegno da India, Cina, Brasile e Sud Africa, senza il quale \u00e8 tecnicamente impossibile qualunque avanzamento al riguardo. Dall\u2019Aquila potrebbe emergere il forte segnale di svolta chiesto a gran voce dagli europei.<\/p>\n<p>Il risultato pi\u00f9 importante del vertice sar\u00e0 invece l\u2019annunciato lancio de <i>L\u2019Aquila Food Security Initiative<\/i>: lo stanziamento di dodici miliardi di dollari (promosso prevalentemente da Stati Uniti e Giappone) nei prossimi tre anni per lo sviluppo del settore agricolo nei paesi emergenti. L\u2019iniziativa dei paesi del G8 inverte la logica degli investimenti seguita negli ultimi vent\u2019anni, passando dalla mera assistenza alimentare alla creazione di infrastrutture di pi\u00f9 lungo termine prevalentemente in campo agricolo. Raddoppiando, con questa scelta, gli investimenti gi\u00e0 decisi nel G8 giapponese dello scorso anno, i Grandi del mondo intendono arginare gli effetti della recessione mondiale sulle aree meno sviluppate: secondo recentissimi dati dell\u2019Onu l\u2019innalzamento dei prezzi dovuto alla crisi economica ha gi\u00e0 spinto pi\u00f9 di novanta milioni di persone sotto la soglia della povert\u00e0 estrema. Oltre che dal punto di vista umanitario, la sicurezza alimentare, viene sempre pi\u00f9 considerata un elemento fondamentale della lotta al terrorismo internazionale e alle altre forme di violenza sociale.<\/p>\n<p><b>L\u2019urgenza di un cambio di passo <\/b><br \/>\nNonostante l\u2019indiscutibile impegno della presidenza italiana, il G8 dell\u2019Aquila non lenir\u00e0 la sensazione di crescente inefficacia che accompagna queste sempre pi\u00f9 frequenti kermesse internazionali. La recessione economica rende, inoltre, sempre pi\u00f9 urgente una riforma del governo economico globale che le troppe esitazioni sull\u2019allargamento del G8 non aiutano a risolvere. Formule ibride, come quella delle geometrie variabili adottate anche a L\u2019Aquila, non forniscono risposte all\u2019altezza della sfida. \u00c8 opportuno che l\u2019Italia sfrutti i prossimi mesi per compattare ulteriormente il fronte europeo e fare in modo che il G20 di Pittsburgh non riveda, ma anzi ratifichi, gli accordi maturati a l&#8217;Aquila. A partire da quello sui <i>Global standards<\/i>. E facendo attenzione a non farsi schiacciare dal nuovo asse tra Stati Uniti e Cina, che in quella sede si manifester\u00e0 con maggiore evidenza. Nella consapevolezza che il tempo, ed i rinvii, giocano nettamente a proprio sfavore.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>R. Alcaro: <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1184\" target=\"blank\"><b><u>L&#8217;incerto passaggio di consegne tra G8 e G20<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>B. Voltolini: <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1183\" target=\"blank\"><b><u>Quale ruolo per il G2?<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato anche su nelMerito.com Non sappiamo se il G8 dell\u2019Aquila sar\u00e0 l\u2019ultimo vertice dei grandi del mondo a svolgersi in questo formato. \u00c8 molto probabile, tuttavia, che quella in corso sar\u00e0 l\u2019ultima presidenza italiana di questo forum mondiale, almeno per come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi. 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