{"id":64494,"date":"2009-05-20T15:26:04","date_gmt":"2009-05-20T13:26:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64494"},"modified":"2017-11-03T15:38:55","modified_gmt":"2017-11-03T14:38:55","slug":"la-vittoria-dei-comunisti-in-moldova-e-le-ambizioni-di-bucarest-e-mosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/05\/la-vittoria-dei-comunisti-in-moldova-e-le-ambizioni-di-bucarest-e-mosca\/","title":{"rendered":"La vittoria dei comunisti in Moldova e le ambizioni di Bucarest e Mosca"},"content":{"rendered":"<p>Le elezioni legislative del 5 aprile in Moldova hanno visto l\u2019affermazione del Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldova (Pcrm), che ha sfiorato il 50% dei suffragi. Nonostante gli osservatori internazionali abbiano definito la consultazione \u201clibera e pluralista\u201d, l\u2019opposizione ha contestato l\u2019attendibilit\u00e0 dei risultati, creando una grave frattura all\u2019interno delle forze politiche che, unita alle pressioni esterne, rischia di destabilizzare gravemente la regione.<\/p>\n<p>Pur rivendicando l\u2019eredit\u00e0 morale del passato sovietico, il Pcrm non ha mai messo in discussione l\u2019iniziativa privata in economia n\u00e9 il pluralismo politico, un dato evidente se si considera che il sindaco della capitale, Chisinau, \u00e8 uno dei principali esponenti dell\u2019opposizione. Il consenso al Pcrm \u00e8 dovuto principalmente ai buoni risultati ottenuti in materia di stabilit\u00e0 economica. Nonostante l\u2019azione dell\u2019esecutivo sia stata fortemente condizionata dalla scarist\u00e0 delle risorse pubbliche, passi avanti sono stati compiuti nel campo del risanamento economico e il Pil \u00e8 cresciuto del 66% rispetto al 2001, anno dell\u2019insediamento del primo governo targato Pcrm. Al contrario i partiti dell\u2019opposizione non sono riusciti a raccogliersi in un fronte unico, n\u00e9 a raggrupparsi intorno ad una personalit\u00e0 carismatica e sono stati sconfitti per non aver saputo offrire un\u2019alternativa credibile.<\/p>\n<p>Nel complesso i risultati elettorali confermano il quadro politico precedente, ma \u00e8 possibile evidenziare almeno due fattori di discontinuit\u00e0. Il presidente uscente, Vladimir Voronin, ha esaurito i due mandati concessi dalla Costituzione e non sembra intenzionato n\u00e9 a promuovere una riforma costituzionale, n\u00e9 a seguire l\u2019esempio di Putin riservandosi il ruolo di premier. Egli manterr\u00e0 la sua influenza come segretario del Pcrm e presidente dell\u2019assemblea unicamerale, ma sembra orientato a favorire l\u2019emergere di una dirigenza comunista pi\u00f9 giovane.<\/p>\n<p>In secondo luogo per avere la maggioranza qualificata necessaria per l\u2019elezione del nuovo capo dello stato, il Pcrm dovr\u00e0 trovare il sostegno di almeno un deputato dell\u2019opposizione. Si tratta probabilmente di un dato positivo, che potrebbe facilitare il ripristino di un clima di collaborazione tra maggioranza e opposizione.<\/p>\n<p><b>Lo sguardo di Mosca <\/b><br \/>\nIl nuovo governo riserver\u00e0 un\u2019attenzione particolare alle relazioni con l\u2019Unione europea: la Moldova partecipa ai programmi di Partenariato orientale dell\u2019Ue e nei prossimi mesi \u00e8 prevista la negoziazione di un accordo di base tra Chisinau e Bruxelles che permetta di migliorare le relazioni economiche e facilitare la concessione dei visti ai cittadini moldavi. I paesi dell\u2019Ue sono inoltre diventati recentemente il primo mercato per i prodotti moldavi, mentre le rimesse di quanti lavorano in Europa riforniscono il sistema finanziario di valuta pregiata.<\/p>\n<p>Tuttavia la Moldova \u00e8 legata anche alla Russia da interessi politici ed economici. In particolare la guerra russo-georgiana della scorsa estate ha offerto l\u2019ennesima prova dell\u2019impossibilit\u00e0 di risolvere la questione della Transnistria senza la Russia o contro i suoi interessi e Voronin ha specificato chiaramente che l\u2019avvicinamento all\u2019Ue non \u00e8 \u201cun\u2019opzione geopolitica\u201d per Chisinau. Il nuovo governo far\u00e0 dunque attenzione a mantenere buoni rapporti con Mosca, cercando anche di sviluppare una dimensione multilaterale con i paesi della Csi.<\/p>\n<p>L\u2019azione internazionale del nuovo governo sar\u00e0 dunque probabilmente improntata alla continuit\u00e0. Il Pcrm ha condotto in questi anni una politica estera dinamica, che ha permesso al paese di destreggiarsi tra i vari attori regionali, pur facendo attenzione a non crearsi nemici. \u00c8 emblematico in tal senso che pur essendo membro del Guam (l\u2019accordo regionale tra Georgia, Ucraina, Azerbaijan, Moldavia), Chisinau ha rifiutato di dare a tale gruppo una valenza difensiva: nelle intenzioni degli altri membri, infatti, quest\u2019ultima avrebbe assunto una connotazione specificamente anti-russa. In fin dei conti data la sua composizione etnica e la sua collocazione geografica, per difendere la stessa stabilit\u00e0 interna la Moldova deve necessariamente mantenere un equilibrio tra i vari interessi che si incrociano sul suo territorio.<\/p>\n<p><b>Le ambizioni di Bucarest<\/b><br \/>\nL\u2019esito delle urne \u00e8 stato vissuto come una sconfitta dalla Romania, che per reazione ha deciso di concedere la cittadinanza rumena a circa un milione di moldavi, adducendo a pretesto l\u2019appartenenza della Moldova alla Romania nel periodo tra le due guerre mondiali. Si tratta di un gesto che permette a Bucarest di rivendicare un ruolo da protagonista negli affari moldavi, con la motivazione di dover tutelare i propri cittadini. Le disposizioni riguardanti la cittadinanza sono inoltre applicabili anche ad alcuni territori ucraini in passato appartenuti alla Romania, dato che potrebbe complicare ulteriormente il quadro regionale.<\/p>\n<p>Il presidente rumeno Traian Basescu ha cambiato sensibilmente la politica di Bucarest nei confronti della regione del Mar Nero, una svolta che mira principalmente a limitare l\u2019influenza russa. La Moldova costituisce lo scenario privilegiato in quest\u2019ottica, ma assume anche valenze identitarie per i rumeni, visto che la storiografia rumena continua a rivendicare l\u2019appartenenza del territorio e degli abitanti della Moldova alla nazione rumena.<\/p>\n<p>La politica di Bucarest \u00e8 sintetizzabile nel motto \u201cuna nazione, due stati\u201d. Attraverso la stampa, il controllo di alcune parrocchie moldave da parte della chiesa ortodossa rumena e varie politiche culturali, la Romania cerca con un certo successo di suscitare una coscienza nazionale rumena presso i moldavi. Dal punto di vista politico Bucarest non mira alla semplice annessione, che vari fattori rendono impraticabile, ma ad acquisire una influenza privilegiata su Chisinau, prospettando per il futuro l\u2019adesione della Moldavia all\u2019Ue. In un\u2019ottica nazionalista quest\u2019ultima ipotesi costituirebbe una sorta di riunificazione nazionale dei moldavi alla \u201cmadrepatria\u201d rumena, per il tramite dell\u2019appartenenza dei due stati allo spazio senza frontiere europeo.<\/p>\n<p>I governi del Pcrm sono riusciti a contenere le pressioni di Bucarest, ma le linee direttrici della politica rumena sono condivise, con varie sfumature, dai partiti di opposizione moldavi e ci\u00f2 rappresenta un serio rischio per la stabilit\u00e0 interna della Moldova. In primo luogo la tendenza a vedere nello stato moldavo un secondo stato nazionale rumeno non fa che esacerbare le spinte centrifughe delle minoranze slave e gagauze: non va dimenticato che la Transnistria giustific\u00f2 la secessione proprio con l\u2019esigenza di difendersi dal nazionalismo rumeno, la stessa motivazione avanzata dalla Gagauzia per rivendicare l\u2019autonomia.<\/p>\n<p>In secondo luogo l\u2019interventismo rumeno rischia di rendere la Moldova un terreno di scontro permanente tra Bucarest e Mosca. La Russia mantiene un contingente di pi\u00f9 di 1.000 uomini in Transnistria e ha da tempo concesso la cittadinanza a molti degli abitanti locali: non va dimenticato che proprio il rilascio del passaporto russo ha permesso al Cremlino di rivendicare il diritto di ingerenza in Georgia, nell\u2019esigenza di proteggere abkhazi e osseti in possesso della cittadinanza russa. La Russia ha accolto con favore i risultati delle urne e anche se il Pcrm ha attenuato le sue iniziali tendenze russofile, i comunisti rimangono il pi\u00f9 importante interlocutore del Cremlino; i massimi esponenti russi hanno inoltre criticato con vigore le violenze post-elettorali, offrendo un importante sostegno politico alle autorit\u00e0 moldave.<\/p>\n<p>Prevedibilmente nel breve periodo le tensioni diminuiranno e la Romania dovr\u00e0 ridimensionare le proprie ambizioni. Stati Uniti e Ue non hanno interesse ad aprire un nuovo terreno di scontro con Mosca e hanno auspicato il ritorno al dialogo tra Pcrm e opposizione, cos\u00ec come tra Chisinau e Bucarest. In particolare Bruxelles non ha alcuna intenzione di vedersi trascinare da Bucarest in una disputa dal chiaro sapore nazionalista e alcuni paesi membri hanno gi\u00e0 espresso preoccupazione per le conseguenze sui flussi migratori della concessione sbrigativa della cittadinanza rumena ai moldavi.<\/p>\n<p>Tuttavia nel medio-lungo periodo i rapporti tra Bucarest e Chisinau rimarrano tesi. La retorica nazionalista con cui media e dirigenti politici rumeni trattano le questioni moldave non pu\u00f2 che irritare le autorit\u00e0 moldave, divenute ancora pi\u00f9 sospettose in merito alle reali intenzioni di Bucarest in seguito al rifiuto di Basescu di firmare il trattato per la delimitazione della frontiera tra i due paesi.<\/p>\n<p><b>La stabilit\u00e0 a rischio?<\/b><br \/>\nL\u2019attuale crisi politica rappresenta una grave minaccia al desiderio della Moldova di progredire verso la stabilit\u00e0 economica e sociale. La moneta nazionale, del resto, ha subito un sensibile deprezzamento a seguito delle violente proteste post-elettorali, mentre alcuni enti internazionali hanno provveduto ad abbassare il <i>rating <\/i>della Moldova in merito alla sicurezza degli investimenti. Fintantoch\u00e9 la questione rimarr\u00e0 interna alla Moldova, maggioranza e opposizione potranno facilmente ristabilire il dialogo: pur criticando aspramente l\u2019opposizione, il presidente uscente Voronin ha gi\u00e0 mostrato la sua disponibilit\u00e0, conferendo alla commisione elettorale il compito di ricontare le schede e amnistiando quanti erano stati coinvolti nelle violenze di piazza. I partiti di opposizione sono frammentati e, mentre liberali (Plm) e liberal-democratici (Pldm) rifiutano qualsiasi dialogo con le autorit\u00e0, l\u2019Alleanza Nostra Moldavia (Anm) sembra concedere qualche spiraglio alla possibilit\u00e0 di intesa con il Pcrm.<\/p>\n<p>Al contrario se la Russia e la Romania investiranno sulle divisioni etniche e politiche interne per contendersi l\u2019egemonia su Chisinau, rinnovando una contesa secolare, il paese torner\u00e0 facilmente preda di quelle lacerazioni che ha conosciuto nei primi anni \u201990, compromettendo a tempo indeterminato i timidi ma innegabili progressi fatti negli ultimi anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le elezioni legislative del 5 aprile in Moldova hanno visto l\u2019affermazione del Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldova (Pcrm), che ha sfiorato il 50% dei suffragi. 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