{"id":64504,"date":"2008-09-24T16:21:48","date_gmt":"2008-09-24T14:21:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64504"},"modified":"2017-11-03T15:39:29","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:29","slug":"la-georgia-verso-un-cambio-della-guardia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/09\/la-georgia-verso-un-cambio-della-guardia\/","title":{"rendered":"La Georgia verso un cambio della guardia?"},"content":{"rendered":"<p>Se l\u2019esercito russo si fosse fermato in Ossezia del sud, senza penetrare in profondit\u00e0 in territorio georgiano, probabilmente oggi Saakashvili non sarebbe pi\u00f9 il presidente della Georgia. Mosca ha optato invece per un\u2019invasione del paese facendo cos\u00ec apparire Saakashvili vittima di un\u2019aggressione. Evidentemente mirava non solo e non tanto alle regioni separatiste o al rovesciamento del presidente georgiano, quanto a punire la Georgia e a dimostrare all\u2019Occidente che non gli avrebbe consentito di interferire in quella che considera come una sua zona di influenza.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione internazionale continua comprensibilmente a concentrarsi sui danni provocati dal conflitto, sui problemi della ricostruzione e sugli aiuti esteri di cui il paese ha bisogno. Come reagiranno, per\u00f2, i georgiani quando le truppe russe avranno evacuato il paese? Molto probabilmente cominceranno a chiedersi come mai Saakashvili si sia spinto in una guerra che non aveva nessuna speranza di vincere.<\/p>\n<p>Durante la crisi la quasi totalit\u00e0 dei georgiani si \u00e8 stretta intorno al presidente. David Gamkrelidze, leader del partito d\u2019opposizione \u201cNuovi Diritti\u201d, ha annunciato una \u201cmoratoria\u201d sulla lotta politica contro il governo. \u201cNon c\u2019\u00e8 tempo per controversie politiche interne\u201d, ha affermato, aggiungendo successivamente che sarebbe stato \u201cscorretto\u201d chiedere le dimissioni del Presidente \u201cnei prossimi mesi\u201d. Anche se poi ha cambiato parere e ha chiesto che Saakashvili rassegnasse le dimissioni e che si svolgessero elezioni presidenziali e parlamentari anticipate. Tuttavia ha escluso manifestazioni di protesta.<\/p>\n<p>Anche altri leader dell\u2019opposizione si sono astenuti dal criticare duramente il presidente durante l\u2019aggressione russa. Fanno eccezione due interviste al<i> Financial Times <\/i>rilasciate il 15 agosto da due esponenti di spicco dell\u2019opposizione: Levan Gachechiladze (gi\u00e0 candidato alla presidenza) che ha preannunciato una campagna dell\u2019opposizione per ottenere la convocazione di elezioni \u201cal pi\u00f9 presto\u201d, possibilmente entro due mesi, e Kakha Kukava che ha affermato che \u201cSaakashvili \u00e8 personalmente responsabile dell\u2019operazione militare e per aver cominciato una guerra che non potevamo vincere\u201d. Kukava ha anche dichiarato che, una volta stabilizzata la situazione, i partiti dell\u2019opposizione organizzeranno dimostrazioni per rovesciare il governo. Ma non appena queste interviste sono state riportate dalla tv russa i due politici hanno fatto marcia indietro, sostenendo che il giornale britannico aveva citato le loro dichiarazioni fuori dal loro contesto.<\/p>\n<p>In generale gli oppositori temono che assumendo un atteggiamento critico nei confronti del presidente e del governo in carica siano bollati come \u201ctraditori e agenti della Russia\u201d. Temono inoltre che la situazione possa sfuggire di mano e che la Russia approfitti della destabilizzazione del paese. Di conseguenza quasi tutti i leader dell\u2019opposizione \u2013 incluso l\u2019ex-presidente del Parlamento, Nino Burjanadze \u2013 sostengono che la priorit\u00e0 sia ora il ritiro delle truppe russe, ma che, una volta completato il ritiro, il governo dovr\u00e0 rendere conto di molte \u201cquestioni spinose\u201d. Di recente Burjanadze, in una conferenza stampa tenuta al ritorno a Tbilisi da un lungo viaggio negli Usa e in Europa, ha chiesto un\u2019\u201cindagine seria\u201d per stabilire se sarebbe stato possibile evitare la guerra. Saakashvili, dal canto suo, ha tenuto una riunione di gabinetto in diretta televisiva, dichiarandosi pronto a un\u2019inchiesta \u201ctrasparente\u201d. Ha ribadito inoltre di assumersi \u201cpiena responsabilit\u00e0 per quanto accaduto prima dell\u2019intervento russo e per la ricostruzione del futuro della Georgia\u201d.<\/p>\n<p><b>Soluzioni alternative?<\/b><br \/>\nDegna di menzione \u00e8 anche un\u2019altra affermazione fatta da Burjanadze durante la crisi: \u201cSono pi\u00f9 che sicura di dover svolgere ora un ruolo politico molto attivo nel paese\u201d. Questa affermazione sembra prefigurare un suo imminente rientro sulla scena politica. Alcuni a Mosca l\u2019hanno indicata come un\u2019alternativa accettabile a Saakashvili. Nella sua marcia verso la presidenza, Burjanadze ha tre possibilit\u00e0: creare un proprio partito politico; stringere un\u2019alleanza con alcuni gruppi dell\u2019opposizione (ad es. con il Partito Repubblicano); trovare alleati nella cerchia di Saakashvili e in questo modo spaccare il governo. Finora non si \u00e8 sbilanciata sulla formazione di un proprio partito; \u00e8 un progetto che d\u2019altronde potrebbe non realizzarsi prima del 2010, quando il paese andr\u00e0 alle urne.<\/p>\n<p>Alcuni vedono con favore una candidatura alla presidenza di Irakli Alasania, ambasciatore della Georgia alle Nazioni Unite, che con i discorsi che ha pronunciato durante la crisi si \u00e8 costruito una notevole reputazione sia in patria che all\u2019estero. Era stato anche considerato come un candidato accettabile dal governo <i>de facto <\/i>abkhazo. Si ritiene per\u00f2 che Alasania miri a succedere a Saakashvili solo dopo la fine del mandato di quest\u2019ultimo. In ogni caso, egli non ha avvallato nessuna di queste supposizioni.<\/p>\n<p>Koba Davitashvili, leader del Partito del Popolo, che \u00e8 all\u2019opposizione, ha invocato un governo di unit\u00e0 nazionale, dove siano rappresentate tutte le principali forze politiche. Gachechiladze ha commentato l\u2019iniziativa sostenendo di aver anch\u2019egli proposto a Saakashvili di formare un governo di emergenza con l\u2019incarico di cambiare la legge elettorale, creare emittenti televisive indipendenti, e prevenire una crisi economica. Reagendo a queste pressioni, Saakashvili ha promesso di coinvolgere \u201cl\u2019intero spettro politico e l\u2019opinione pubblica\u201d nella gestione della crisi. Ha in effetti istituito un \u201cconsiglio anti-crisi\u201d per monitorare l\u2019utilizzazione degli aiuti esteri alla Georgia, dandone la presidenza a una figura minore dell\u2019opposizione. I principali partiti di opposizione che non sono rappresentati in parlamento hanno per\u00f2 rifiutato di farne parte. \u00c8 evidente che Saakashvili sta cercando di cooptare l\u2019opposizione e alcuni gruppi sociali proprio per evitare di ritrovarsi di fronte alle \u201cquestioni spinose\u201d a cui egli invece, secondo i suoi avversari, non potr\u00e0 esimersi, prima o poi, di dare una risposta.<\/p>\n<p><b>Dalla parte del Presidente<\/b><br \/>\nQueste \u201cquestioni spinose\u201d sono poste peraltro da gruppi di opposizione guidati da figure nel complesso marginali, senza carisma politico, laddove i georgiani sono ancora alla ricerca di leader forti. Il capo del Partito Repubblicano David Usupashvili ha ammesso che la richiesta di dimissioni del presidente non avrebbe al momento l\u2019appoggio popolare. \u00c8 improbabile pertanto che Saakashvili si trovi in grosse difficolt\u00e0 nel medio termine. Inoltre egli ha ancora frecce al suo arco. Va sottolineato infatti che all\u2019inizio del conflitto egli ha usato tutti i suoi poteri (compresa la propaganda televisiva) per rafforzare la sua posizione. \u201cSupereremo questa sfortuna se rimarremo uniti\u201d \u00e8 stato il suo messaggio principale. Ha fornito anche un rapporto dettagliato su come questa guerra sarebbe stata provocata dalle forze militari russe, concludendo di non aver avuto altra scelta che reagire. Ha inoltre sottolineato che le istituzioni da lui create hanno retto alla prova della crisi: in effetti lo Stato, la polizia, le banche hanno continuato ad operare anche nei momenti pi\u00f9 difficili, anche dopo che l\u2019autostrada che collega l\u2019est con l\u2019ovest della Georgia era stata distrutta; anche il lari, la valuta georgiana, \u00e8 rimasta stabile; le forniture di energia in quasi tutte le aree occupate non si sono interrotte.<\/p>\n<p>I russi stessi hanno dato una mano a Saakashvili. Kukava ha giustamente notato che \u201cquando Medvedev dice che Saakashvili \u00e8 \u201cun cadavere politico\u201d, sa perfettamente che queste affermazioni possono solo rafforzare Saakashvili all\u2019interno della Georgia\u201d. Medvedev \u00e8 andato anche oltre: ha descritto il leader georgiano come una persona \u201cafflitta da una massa di patologie\u201d e che \u201cassume narcotici\u201d. Le autorit\u00e0 russe sembrano non comprendere che, finch\u00e9 continueranno ad insultarlo, Saakashvili apparir\u00e0 come la vittima di un\u2019aggressione, il che pu\u00f2 solo aiutarlo.<\/p>\n<p>Molto dipender\u00e0 dalla risposta occidentale e da chi l\u2019Occidente sceglier\u00e0 di sostenere con i fatti piuttosto che con le parole. Il presidente della fondazione georgiana per gli studi strategici, Alexander Rondeli, ritiene che le probabilit\u00e0 di Saakashvili di rimanere al potere siano \u201cpiuttosto alte\u201d e che \u201cla sua posizione non \u00e8 cos\u00ec debole come sembra ad alcuni\u201d, dato che Washington lo sostiene \u201ccomprendendo che elezioni e un cambio di governo indebolirebbero ulteriormente il paese in un momento in cui esso ha bisogno invece di essere ricostruito\u201d. In effetti non vi sono ancora segnali che gli Usa intendano abbandonare il loro \u201cuomo\u201d: l\u2019offerta incondizionata di aiuti lo dimostra. Il vice-presidente americano Dick Cheney, nel corso della sua visita a Tbilisi il 4 settembre, \u00e8 stato d\u2019altronde molto netto: \u201c[Saakashvili] e il suo governo democraticamente eletto possono continuare a contare sul sostegno e l\u2019assistenza degli Stati Uniti\u201d.<\/p>\n<p>Queste sono le conseguenze a breve termine della crisi russo-georgiana al livello politico locale. Fare previsioni a lungo termine \u00e8 prematuro dal momento che costo ed effetti della guerra non sono ancora del tutto chiari. Infine, finch\u00e9 anche un solo carro armato russo rester\u00e0 in Georgia \u00e8 molto probabile che le \u201cquestioni spinose\u201d che si pongono sia gli attori interni che quelli internazionali restino senza risposta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se l\u2019esercito russo si fosse fermato in Ossezia del sud, senza penetrare in profondit\u00e0 in territorio georgiano, probabilmente oggi Saakashvili non sarebbe pi\u00f9 il presidente della Georgia. Mosca ha optato invece per un\u2019invasione del paese facendo cos\u00ec apparire Saakashvili vittima di un\u2019aggressione. 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