{"id":64513,"date":"2008-08-08T16:32:41","date_gmt":"2008-08-08T14:32:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64513"},"modified":"2017-11-03T15:40:31","modified_gmt":"2017-11-03T14:40:31","slug":"italia-razzista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/08\/italia-razzista\/","title":{"rendered":"Italia razzista?"},"content":{"rendered":"<p>Ha destato clamore il rapporto sull\u2019esito della missione speciale condotta a Roma, nel giugno scorso, dal Commissario per i diritti umani (Cdu) del Consiglio d\u2019Europa, <a href=\"https:\/\/wcd.coe.int\/ViewDoc.jsp?Ref=CommDH(2008)18\" target=\"_blank\"><b>Thomas Hammarberg<\/b><\/a>. La stampa e i <i>media<\/i>, in generale, si sono riferiti a presunte \u201ccondanne\u201d europee, confondendo il Consiglio d\u2019Europa con le istituzioni dell\u2019Unione e della Comunit\u00e0 europea. L\u2019immagine che ne esce per il nostro Paese, malgrado errori e \u201cconfusione\u201d, \u00e8 comunque negativa a livello internazionale, anche se il Governo ha prontamente reagito, contestando nel merito il rapporto. Alcuni chiarimenti, in primo luogo sotto il profilo istituzionale e formale, si impongono.<\/p>\n<p><b>Le obiezioni mosse all\u2019Italia<\/b><br \/>\nIl rapporto trae origine da una serie di informazioni pervenute all\u2019ufficio del Cdu in relazione sia a crescenti manifestazioni di ostilit\u00e0 nei confronti della popolazione Rom, sia all\u2019intenzione del governo italiano di adottare nuove misure legislative tese, tra l\u2019altro, a rafforzare i controlli nei confronti dell\u2019immigrazione (con una particolare attenzione a Rom e Sinti). Dopo uno scambio di richieste e informazioni tra il Cdu e le autorit\u00e0 italiane nel maggio scorso, il Cdu decise di effettuare una breve visita in Italia, per meglio comprendere la situazione. Il 19 e 20 giugno 2008 si \u00e8 quindi recato a Roma, dove ha anche visitato alcuni campi Rom alla periferia della citt\u00e0 e, a seguito dei chiarimenti avuti in occasione di incontri con esponenti del mondo istituzionale, della societ\u00e0 civile e dell\u2019associazionismo ha formulato le proprie osservazioni nel rapporto poi pubblicato alla fine di luglio.<\/p>\n<p>Questi i fatti. Nessun dubbio che il Commissario abbia una legittimazione internazionale, essendo un organo del Consiglio d\u2019Europa: organizzazione internazionale nata nel 1949, fondata su uno Statuto, di cui sono membri 47 Paesi europei, 27 dei quali, peraltro, membri dell\u2019Unione europea. Una delle finalit\u00e0 pi\u00f9 importanti del Consiglio d\u2019Europa \u00e8 la protezione dei diritti fondamentali della persona, e pertanto la lotta alle discriminazioni.<\/p>\n<p><b>Rischio xenofobia<\/b><br \/>\nIl rapporto \u00e8 incentrato su alcuni aspetti specifici: a) le azioni volte a combattere il razzismo e la xenofobia; b) la protezione dei diritti fondamentali di Rom e Sinti; c) la protezione dei diritti fondamentali degli immigrati e dei richiedenti asilo; d) la protezione dei diritti fondamentali nel contesto dei rimpatri effettuati in base alla normativa anti-terrorismo. Nel dare atto dell\u2019accresciuta attenzione per la lotta alla discriminazione, attestata in vari rapporti internazionali degli ultimi anni, il Commissario ha tuttavia riscontrato diversi profili di criticit\u00e0, esprimendo preoccupazione per le annunciate modifiche alla normativa sull\u2019immigrazione e l\u2019asilo. Il Cdu ha, in particolare, sottolineato la necessit\u00e0 che dette misure non si traducano in una stigmatizzazione e marginalizzazione degli immigrati (inclusi i Rom) e in un inasprimento del clima nel Paese, con un incremento di fenomeni xenofobi e anti-immigrati. La rilevazione delle impronte digitali di tutti i cittadini di etnia Rom, compresi i minori, l\u2019adozione di misure dettate da esigenze di ordine pubblico, raccolte nel c.d. \u201cpacchetto sicurezza\u201d, la proclamazione dello stato di emergenza su tutto il territorio nazionale, causato dal fenomeno immigratorio, sono ritenuti gli aspetti pi\u00f9 preoccupanti e pregiudizievoli per la tutela dei diritti della persona, non solo in quanto \u201cstraniera\u201d, ma anche in quanto di \u201cetnia diversa\u201d ovvero \u201cminore\u201d.<\/p>\n<p><b>Il ruolo del Commissario per i diritti umani (Cdu)<\/b><br \/>\nPer comprendere il senso e il valore di tale rapporto occorre chiarire il ruolo che il Cdu riveste, all\u2019interno del sistema del Consiglio d\u2019Europa. L\u2019istituzione di tale organismo fu deliberata nel 1999 dal Comitato dei Ministri del Consiglio d\u2019Europa, con l\u2019obiettivo di promuovere la conoscenza e la sensibilit\u00e0 verso la tutela dei diritti umani. Il Cdu \u00e8 eletto dall\u2019Assemblea parlamentare da una rosa di tre personalit\u00e0 indicate dal Comitato dei Ministri, per un periodo non rinnovabile di sei anni.<\/p>\n<p>Il Commissario pu\u00f2 effettuare periodiche visite in tutti gli Stati membri, al fine di verificare l&#8217;effettivo stato di attuazione dei diritti umani. Durante queste visite ha colloqui sia con componenti del Governo, sia con Ong o esponenti della societ\u00e0 civile. Sebbene il Commissario sia un organo indipendente, che deve svolgere la propria attivit\u00e0 in modo imparziale, \u00e8 comunque subordinato rispetto alle istituzioni del Consiglio d&#8217;Europa, di cui deve rispettare le competenze. Non pu\u00f2 promuovere ricorsi in relazione a presunte violazioni, ma, se lo ritiene opportuno, trasmette un rapporto al Comitato dei Ministri o all&#8217;Assemblea parlamentare e al Comitato dei Ministri. Nell&#8217;ambito delle proprie competenze, \u00e8 tenuto a rispondere, nei modi ritenuti adeguati, ad eventuali richieste formulate dai predetti organi e deve presentare un rapporto annuale agli stessi. A questi spetter\u00e0, se lo riterranno, adottare risoluzioni o raccomandazioni nei confronti dello Stato, ove siano state riscontrate violazioni o situazioni pregiudizievoli.<\/p>\n<p>Il Commissario \u00e8 estraneo al sistema dell\u2019Unione europea, nel cui contesto un ruolo, sotto certi profili simile, \u00e8 invece svolto dall\u2019Agenzia dell\u2019Unione europea per i diritti fondamentali. Il coordinamento dell\u2019attivit\u00e0 di questa Agenzia dell\u2019Ue con quella del Consiglio d\u2019Europa \u00e8 espressamente auspicato, e proprio un accordo di coordinamento fra Agenzia e Consiglio \u00e8 stato concluso il 18 giugno 2008. Al di l\u00e0 dei rapporti interistituzionali, l\u2019influenza politica reciproca appare in ogni caso indubbia. Tra le premesse di una recente risoluzione del Parlamento europeo, si rinviene infatti l\u2019espresso richiamo alla preoccupazione manifestata dal Segretario generale del Consiglio d\u2019Europa e dal Cdu, in merito al censimento dei Rom; viene menzionato specificamente il <i>memorandum<\/i> (la bozza del rapporto) inviato dal Commissario al Governo italiano; il Presidente del Parlamento viene espressamente incaricato di trasmettere copia della risoluzione al Segretario generale del Consiglio d\u2019Europa e al Cdu. Si aggiunga che da ultimo l\u2019Agenzia, in via autonoma e in epoca di poco successiva al rapporto (il 5 agosto 2008), ha predisposto un rapporto proprio sugli episodi di aggressione avvenuti in Italia nei confronti dei Rom (in particolare a Napoli).<\/p>\n<p><b>Le reazioni italiane<\/b><br \/>\nIl governo italiano aveva formulato, come si \u00e8 detto, delle osservazioni in occasione della bozza del rapporto del Commissario: queste sono pubblicate in un allegato del rapporto, ma forti reazioni politiche si sono registrate quando il rapporto \u00e8 stato reso pubblico nella versione definitiva. La polemica \u00e8 stata anche alimentata dalla \u201cconfusione\u201d cui si \u00e8 fatto cenno: segno di una disinformazione che suscita non poche perplessit\u00e0, i c.d. addetti ai lavori non potendo ignorare la differenza tra la Commissione europea e un \u201cCommissario\u201d membro della stessa, da un lato, e un Commissario europeo per i diritti umani, organo del Consiglio d\u2019Europa, dall\u2019altro lato. L\u2019episodio potrebbe, peraltro, rappresentare l\u2019occasione per sottolineare, e far riflettere sulla mancanza, nel nostro ordinamento, di un\u2019Agenzia o Commissione nazionale per i diritti umani. Le proposte in tal senso non sono mancate in passato (nella scorsa legislatura un testo unificato di quattro proposte era stato approvato dalla Camera e trasmesso al Senato, ma non fu approvato a causa della fine anticipata della legislatura). Un nuovo \u201cslancio\u201d in questa direzione assumerebbe un significato politico, internazionale, di rilievo, rispondendo anche alle reiterate critiche e censure del Comitato delle Nazioni Unite per l\u2019eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ha destato clamore il rapporto sull\u2019esito della missione speciale condotta a Roma, nel giugno scorso, dal Commissario per i diritti umani (Cdu) del Consiglio d\u2019Europa, Thomas Hammarberg. La stampa e i media, in generale, si sono riferiti a presunte \u201ccondanne\u201d europee, confondendo il Consiglio d\u2019Europa con le istituzioni dell\u2019Unione e della Comunit\u00e0 europea. 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