{"id":64515,"date":"2008-06-30T16:36:54","date_gmt":"2008-06-30T14:36:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64515"},"modified":"2017-11-03T15:40:40","modified_gmt":"2017-11-03T14:40:40","slug":"verso-il-vertice-della-maddalena-scenari-per-il-g8","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/06\/verso-il-vertice-della-maddalena-scenari-per-il-g8\/","title":{"rendered":"Verso il vertice della Maddalena: scenari per il G8"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2009 la presidenza a rotazione del Gruppo degli Otto, o G8, spetter\u00e0 all\u2019Italia. Sar\u00e0 un impegno cruciale per la nostra diplomazia che avr\u00e0 il compito di coordinare e promuovere una complessa e articolata agenda di iniziative internazionali. In gioco sono il ruolo e l\u2019immagine internazionale dell\u2019Italia.<\/p>\n<p><b>Le sfide del vertice del G8 di Hokkaido<\/b><br \/>\nNato come club ristretto e informale per la discussione di problematiche prevalentemente economiche tra i leader dei principali paesi industrializzati, il G8 ha progressivamente assunto compiti crescenti e oggi rappresenta il forum principale nel quale vengono impostate le strategie comuni per fare fronte alle sfide globali. Il prossimo vertice dei capi di Stato e di governo del G8, che si svolger\u00e0 a Hokkaido, in Giappone, dal 7 al 9 luglio vedr\u00e0 gli otto leader a confronto sui temi caldi del momento: i cambiamenti climatici e i problemi ambientali, le crisi che hanno interessato alcune economie a partire da quella degli Stati Uniti, il dilemma del sottosviluppo e del rilancio dell\u2019Africa, la lotta alla pandemie. A questi temi, oramai da tempo all\u2019attenzione dei grandi della terra, si \u00e8 aggiunta la questione del vertiginoso aumento dei prezzi delle risorse alimentari ed energetiche, che rappresenta un fattore fortemente destabilizzante.<\/p>\n<p>L\u2019insieme di questi problemi si proietter\u00e0 anche sul G8 del 2009, che si terr\u00e0 nell\u2019isola della Maddalena sotto presidenza italiana. Un <a href=\"http:\/\/www.senato.it\/documenti\/repository\/lavori\/affariinternazionali\/approfondimenti\/g8%20per%20sito.pdf\" target=\"blank\"><b><u>recente studio dello IAI per il Senato<\/u><\/b><\/a> fornisce, in vista del vertice italiano, un inquadramento dei principali problemi dell\u2019agenda del G8 nonch\u00e9 un esame delle sue prospettive di pi\u00f9 lungo termine.<\/p>\n<p>Nel <a href=\"http:\/\/www.mofa.go.jp\/announce\/pm\/fukuda\/address0806.html\" target=\"blank\"><b><u>discorso pronunciato al recente vertice FAO di Roma<\/u><\/b><\/a>, il primo ministro giapponese Fukuda ha ribadito che il vertice di Hokkaido cercher\u00e0 di sviluppare, in linea con le indicazioni fornite dal Segretario generale dell\u2019Onu, un confronto ad ampio spettro su mercati finanziari, commercio, sviluppo, cambiamenti climatici ed energia, soffermandosi sulle modalit\u00e0 attraverso cui questi fattori influenzano la crescita del prezzi alimentari. Vi \u00e8 una chiara volont\u00e0 di dare un segnale alla comunit\u00e0 internazionale ed \u00e8 probabile che anche il vertice italiano punter\u00e0 su questo obiettivo.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 comprendere se il G8 si limiter\u00e0 a svolgere solo una funzione di indirizzo o se adotter\u00e0 delle decisioni pratiche che comportino un concreto impegno politico e finanziario. Vi \u00e8 innanzitutto il problema dell\u2019accrescimento dello sforzo finanziario per la lotta alle pandemie e in particolare all\u2019Aids. Sul fronte politico da pi\u00f9 parti si auspica la definizione, in ambito G8, di un nuovo accordo quadro sul clima che sostituisca il protocollo di Kyoto.<\/p>\n<p>Molto dipender\u00e0 per\u00f2 dallo spirito cooperativo dei membri del G8, tra i quali sussistono una serie di tensioni. Vi \u00e8 una notevole incertezza innanzitutto sui rapporti tra Russia e Stati Uniti, che \u00e8 accentuata dalla campagna elettorale americana in corso. Non sono da sottovalutare nemmeno le divergenze tra i partner europei: ad esempio, nel recente vertice di Kobe dei ministri dell\u2019Ambiente si \u00e8 registrato un contrasto tra Italia e Germania sulle linee guida del post-Kyoto.<\/p>\n<p><b>Proposte di riforma<\/b><br \/>\nQueste divergenze possono riverberarsi anche sul processo di riforma del G8, sul quale si \u00e8 cominciato a riflettere da tempo. L\u2019esigenza di una trasformazione del G8 \u00e8 largamente sentita sia nel mondo industrializzato che tra i Paesi emergenti. In particolare, sono state avanzate una serie di proposte per adeguare la sua configurazione ai nuovi rapporti di forza a livello internazionale e alle nuove sfide globali, in modo da rafforzarne la legittimit\u00e0 e l\u2019efficacia. Non mancano poi critiche di fondo al G8 da parte di gruppi e movimenti della societ\u00e0 civile, che ne contestano la pretesa di dettare risposte precostituite per problematiche che riguardano tutta la comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>La gamma di soluzioni elaborate variano dall\u2019abolizione del G8 pura e semplice, al suo allargamento a venti Paesi (gli attuali membri del G20, il forum che riunisce i Ministri delle finanze di Paesi del Nord e Sud del mondo, industrializzati, emergenti e in via di sviluppo) e\/o l\u2019inclusione di importanti organizzazioni internazionali (Nazioni Unite) o regionali (Unione Africana).<\/p>\n<p>La strada pi\u00f9 percorribile sembra al momento la creazione di un partenariato permanente tra i membri del G8 &#8211; Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia, Russia e Stati Uniti &#8211; e i maggiori Paesi emergenti delle aree che non vi sono rappresentate e che costituiscono il gruppo 05 (Outreach 5) &#8211; Brasile, Cina, India, Messico e Sud Africa. Forme di dialogo e di collaborazione tra questi due gruppi di Paesi sono gi\u00e0 state avviate a partire dal vertice di Evian del 2004 e soprattutto nel corso del summit di Gleneagles nel 2005.<\/p>\n<p>L\u2019anno scorso a Heiligendamm i membri del G8 hanno deciso di associare in maniera permanente i membri dell\u2019O5 attraverso la creazione di un forum di dialogo continuo (il c.d. Processo di Heilingendamm) che verter\u00e0 su quattro aree principali: promozione dell\u2019innovazione; sviluppo della libert\u00e0 degli investimenti e della <i>corporate social responsibility<\/i>; responsabilit\u00e0 comuni rispetto allo sviluppo dell\u2019Africa; scambio di conoscenze delle tecnologie per combattere il riscaldamento globale.<\/p>\n<p>Tuttavia, restano numerosi dubbi sulla natura e sugli obiettivi del Processo di Heiligendamm. Il dialogo con i paesi dell\u2019O5 resta per ora limitato a poche aree, che toccano soltanto in maniera indiretta questioni come il cambiamento climatico o la stabilit\u00e0 dei mercati finanziari. Inoltre, non \u00e8 chiaro se esso vada interpretato come il primo stadio di un processo graduale di ampliamento del G8 agli O5 \u2013 attraverso la creazione di un G13 \u2013 oppure se la <i>partnership <\/i>con questi Paesi rimarr\u00e0 circoscritta a pochi settori e a forme di partecipazione ad hoc.<\/p>\n<p>Segnali incoraggianti verso l\u2019opzione G13 sono venuti da Nicolas Sarkozy e Gordon Brown nel corso dell\u2019<a href=\"http:\/\/www.number10.gov.uk\/files\/pdf\/UK-FR%20Communique%20270308.pdf\" target=\"blank\"><b><u>incontro bilaterale franco-inglese <\/u><\/b><\/a>, tenutosi a Londra nel marzo 2008. Giappone e Stati Uniti restano invece contrari ad un ampliamento del G8 che includa anche la Cina, sottolineando la necessit\u00e0 di preservare il vertice come gruppo di democrazie che rispettano i principi del libero mercato, del libero commercio e dello stato di diritto. Occorre poi prendere in considerazione le riserve della Cina stessa, che fanno da contrappunto al suo interesse a diventare membro del club dei paesi economicamente pi\u00f9 avanzati e a partecipare al confronto sui grandi temi dell\u2019agenda internazionale. Pechino teme di vedersi assegnato il ruolo di partner minore, in particolare rispetto alla Russia, ma soprattutto di dover farsi carico di politiche macroeconomiche di stabilizzazione che potrebbero rallentare la crescita del Paese. L\u2019Italia ha sostenuto in varie occasioni la necessit\u00e0 di includere le potenze emergenti nelle attivit\u00e0 del G8 al fine di aumentarne l\u2019efficacia e l\u2019obiettivo dell\u2019allargamento rientrava tra le priorit\u00e0 che il passato governo di centro-sinistra aveva cominciato a delineare per la presidenza del G8 del 2009. Un contributo importante a questo dibattito sar\u00e0 fornito dal rapporto finale sui risultati raggiunti dal Processo di Heiligendamm nel corso del biennio 2007-2009, che sar\u00e0 presentato al summit della Maddalena del prossimo anno.<\/p>\n<p>Alla presidenza italiana spetter\u00e0 dunque un ruolo importante: Roma dovr\u00e0 necessariamente concentrarsi sull\u2019agenda concreta del G8, ma \u00e8 opportuno che lo faccia guardando al contempo alle prospettive di riforma e alle potenzialit\u00e0 di pi\u00f9 lungo termine del G8, senza perdere di vista che il sistema di rapporti internazionali \u00e8 in profonda trasformazione e richiede pertanto un ripensamento complessivo degli strumenti e delle istituzioni per la <i>governance <\/i>globale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2009 la presidenza a rotazione del Gruppo degli Otto, o G8, spetter\u00e0 all\u2019Italia. 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