{"id":64532,"date":"2009-02-26T16:51:52","date_gmt":"2009-02-26T15:51:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64532"},"modified":"2017-11-03T15:39:07","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:07","slug":"i-rischi-del-protezionismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/02\/i-rischi-del-protezionismo\/","title":{"rendered":"I rischi del protezionismo"},"content":{"rendered":"<p>La decisione del Dipartimento della Difesa americano di riesaminare il programma per l\u2019elicottero US 101 destinato al trasporto presidenziale ha sollevato diffuse preoccupazioni in Italia. Negli Stati Uniti, molti non hanno infatti visto di buon occhio la scelta di una macchina europea per assolvere un compito cos\u00ec prestigioso e delicato, e in questo momento potrebbero trovare maggiore ascolto a causa della crisi economica. Sul piano formale la scelta del DoD \u00e8 ineccepibile. Il programma ha visto quasi raddoppiare il costo preventivato e in un paese serio questo deve necessariamente comportare un riesame per verificarne le ragioni e decidere come proseguire. Va subito chiarito che la macchina di AgustaWestland non \u00e8 in discussione sul piano tecnico e industriale e non lo sarebbe nemmeno sul piano finanziario, se le continue modifiche introdotte negli equipaggiamenti richiesti dal cliente non avessero comportato anche interventi sulla sua configurazione.<\/p>\n<p><b>Esigenze crescenti<\/b><br \/>\n\u00c8 infatti facilmente intuibile che tutto quanto si volesse installare a bordo per assicurare una maggiore protezione e una maggiore efficienza dell\u2019ufficio presidenziale volante, comporterebbe incrementi e diversa distribuzione dei pesi, degli ingombri, delle connessioni, della richiesta di energia, con conseguenti rischi di interferenze elettromagnetiche. Questo richiede irrobustimenti della cellula e, quindi, una maggiore potenza dei motori, il che incide sui consumi e sull\u2019autonomia. In poche parole, una spirale inarrestabile se ad un certo punto qualcuno non interviene.<\/p>\n<p>\u00c8 di fatto uno scontro interno al sistema americano fra parti e amministrazioni diverse, fra industria americana e cliente americano, fra imprese industriali americane. Il gruppo elicotteristico multinazionale AgustaWestland \u00e8, quindi, coinvolto indirettamente, ma si \u00e8 mosso cercando di fornire un adeguato quadro informativo che consentisse di concentrare l\u2019attenzione sui veri nodi.<\/p>\n<p>Innanzi tutto, quasi tre quarti del programma \u00e8 destinato ad essere realizzato sul suolo americano. Una quota di produzione americana pi\u00f9 ridotta, ma significativa, \u00e8 presente anche nelle versioni europee e internazionali dell\u2019elicottero, soprattutto quando viene utilizzato il propulsore americano e, comunque, nell\u2019avionica di bordo. Il <i>prime contractor <\/i>dell\u2019intero programma americano \u00e8 la Lockheed Martin e molta della stessa attivit\u00e0 di AgustaWestland si svolger\u00e0 nei suoi stabilimenti americani. I miglioramenti e i cambiamenti fanno dell\u2019US 101, o V 71 nella denominazione militare, una versione pi\u00f9 nuova e in parte diversa del suo fratello pi\u00f9 anziano, l\u2019AW 101. Non \u00e8, quindi, un prodotto \u201ceuropeo\u201d venduto agli americani, ma un prodotto \u201camericano\u201d su base europea.<\/p>\n<p>In secondo luogo, l\u2019attuale elicottero presidenziale sta giungendo rapidamente al limite della sua vita operativa e non \u00e8 pi\u00f9 in grado di offrire il necessario grado di sicurezza e di efficienza. Ma non ci sono altre macchine all\u2019altezza delle esigenze, a parte l\u2019elicottero italo-inglese. Quindi non esistono altre possibilit\u00e0. Al massimo gli americani, se non riuscissero a contenere il costo del programma, potrebbero decidere di ridurre il numero delle macchine previste (23), ma, per mantenerne un\u2019adeguata disponibilit\u00e0, non potrebbero comunque scendere sotto un certo livello. E dovrebbero sopportare un costo unitario pi\u00f9 elevato, visto che le spese non ricorrenti si distribuirebbero su un quantitativo minore. In pi\u00f9, l\u2019utilizzo degli elicotteri sarebbe in questo caso pi\u00f9 intenso e questo inciderebbe sul <i>life cycle cost<\/i>.<\/p>\n<p><b>Ombre protezionistiche <\/b><br \/>\nMa vi \u00e8 un altro aspetto da considerare, che AgustaWestland e Finmeccanica non hanno sollevato perch\u00e9 non riguardante il profilo industriale, commerciale e finanziario, ma quello politico.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti hanno manifestato in questo decennio una cauta apertura verso la competizione transatlantica. Vi sono stati segnali contraddittori: alla scelta dello stesso US 101, del velivolo da trasporto tattico C27J di Alenia Aeronautica e L-3 o dell\u2019elicottero leggero UH-72 A di Eurocoptere e Sykorsky, si \u00e8 accompagnata la decisione di acquistare l\u2019HH-47 di Boeing come elicottero CSAR-Combat Search and Rescue (sulla base di una valutazione che ha destato grandi perplessit\u00e0 e che alla fine \u00e8 stata annullata).<\/p>\n<p>Ma \u00e8 stato soprattutto l\u2019annullamento della gara per la scelta del tanker, vinta da Airbus e Northrop Grumman con l\u2019A 330, a destare allarme in Europa, perch\u00e9 ha insospettito il momento (poco prima delle elezioni americane) e perch\u00e9 anche in questo caso la superiorit\u00e0 della macchina era attestata dalla vittoria in tutte le gare che si erano svolte fino ad allora (a parte la scelta italiana e giapponese che era avvenuta per\u00f2 all\u2019inizio del decennio) e, infine, perch\u00e9 la campagna lobbistica contro la decisione era stata particolarmente esasperata.<\/p>\n<p>La conseguenza \u00e8 che sono stati aiutati quanti anche in Europa spingono contro l\u2019apertura del mercato ai gruppi industriali americani. Durante la preparazione e la discussione della nuova Direttiva sugli acquisti di prodotti di difesa e sicurezza, vi sono stati precisi tentativi di introdurre clausole protezionistiche o di preferenza europea, tutti rigettati dalla Commissione Europea, dal Consiglio dell\u2019Ue e dallo stesso Parlamento (inevitabilmente il pi\u00f9 sensibile ai sottesi aspetti e interessi sociali ed economici). Il risultato \u00e8 stata una regolamentazione che non contiene elementi \u201cprotezionistici\u201d, ma consente necessariamente agli Stati europei di decidere se accettare o meno competitori non europei. Ed \u00e8 evidente che scelte \u201cprotezionistiche\u201d americane potrebbero innescare analoghe reazioni europee.<\/p>\n<p>Secondo molti osservatori e secondo quanto dichiarato dalla nuova Amministrazione americana, in questi mesi si stanno gettando le basi per un rafforzamento della collaborazione transatlantica. Non va dimenticato che uno dei pilastri \u00e8 rappresentato dalla progressiva costruzione di un mercato bi-continentale reciprocamente aperto. \u00c8 importante che i nostri partner americani comprendano, quindi, che eventuali segnali negativi in questo campo potrebbero avere conseguenze che andrebbero al di l\u00e0 di un semplice, per quanto importante, programma di acquisizione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La decisione del Dipartimento della Difesa americano di riesaminare il programma per l\u2019elicottero US 101 destinato al trasporto presidenziale ha sollevato diffuse preoccupazioni in Italia. 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