{"id":64570,"date":"2009-07-20T11:51:27","date_gmt":"2009-07-20T09:51:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64570"},"modified":"2017-11-03T15:38:44","modified_gmt":"2017-11-03T14:38:44","slug":"ritorno-dello-nazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/07\/ritorno-dello-nazione\/","title":{"rendered":"Il ritorno dello Stato nazione"},"content":{"rendered":"<p>Le relazioni internazionali attraversano una fase molto complessa, caratterizzata da una serie di criticit\u00e0, instabilit\u00e0 e vere e proprie crisi. Vi \u00e8 ovviamente una crisi economica e finanziaria, la cui durata e i cui effetti di medio-lungo periodo non sono ancora noti, e che contribuiranno a ridisegnare le relazioni di potere tra gli Stati; vi \u00e8 un progressivo senso di disfacimento del sistema internazionale, accentuato tanto dalla presa di coscienza dell\u2019impossibilit\u00e0 di costruire un mondo unipolare, quanto dal fallimento dei tentativi di governance multilaterale, soprattutto se basati sul trasferimento di sovranit\u00e0 verso le organizzazioni sopranazionali.<\/p>\n<p><b>Il piano inclinato dell\u2019Occidente<\/b><br \/>\nSia la crisi economico-finanziaria che quella del sistema politico internazionale sono frutto di una pi\u00f9 strutturale crisi dell\u2019Occidente, che invece di cogliere i dividendi politici della vittoria della guerra fredda, \u00e8 progressivamente scivolato lungo il piano inclinato della globalizzazione economica, finendo per perdere l\u2019egemonia politica proprio nel mentre tentava di omologare il mondo intero in un unico sistema politico-economico. In questo contesto, il processo apparentemente incontrollabile di trasferimento della potenza politica ed economica dall\u2019Occidente verso l\u2019Oriente \u00e8 forse il tratto pi\u00f9 evidente della nuova ed incerta fase delle relazioni internazionali, che a vent\u2019anni dalla caduta del muro di Berlino appaiono ancora lontane dall\u2019aver raggiunto un equilibrio stabile.<\/p>\n<p>Tale instabilit\u00e0 \u00e8 in parte imputabile ai processi d\u2019internazionalizzazione dei sistemi economici nazionali e alla loro incontrollata accelerazione negli anni novanta, che qualcuno ha definito \u201cturboglobalizzazione\u201d. Tale fenomeno si \u00e8 rivelato una vera e propria fase <i>destruens <\/i>delle relazioni internazionali, ideologicamente caratterizzata dal tentativo di passare a forme nuove di sovranit\u00e0 che puntavano al superamento della tradizionale struttura degli Stati sovrani e dell\u2019architettura westfaliana del sistema internazionale.<\/p>\n<p><b>Il ritorno del sistema di Westfalia<\/b><br \/>\nOggi questa visione ideologica delle relazioni internazionali post-guerra fredda \u00e8 stata in buona parte superata a causa dell\u2019effetto combinato del ritorno della dimensione della sicurezza nelle relazioni internazionali (con gli attentati dell\u201911 settembre, l\u2019avvio della guerra al terrorismo e le guerre in Iraq e in Afghanistan) e della crisi economica e finanziaria globale. Uno dei principali elementi di novit\u00e0 da parte di leadership e governi \u00e8 dunque oggi costituito dalla presa di coscienza del carattere di novit\u00e0 evolutiva del sistema delle relazioni internazionali post-globali, o se vogliamo, neo-globali. Una novit\u00e0 che a molti appare gi\u00e0 come un ritorno al passato, al sistema di Westfalia, che forse in realt\u00e0 non \u00e8 stato realmente mai abbandonato, se non nelle intenzioni o nelle ambizioni di molti <i>opinion makers<\/i>.<\/p>\n<p>Infatti, uno degli elementi caratterizzanti questa nuova fase delle relazioni internazionali \u00e8 proprio il palese \u201critorno\u201d degli Stati come attori fondamentali del sistema internazionale, un ritorno che inverte la destrutturazione delle sovranit\u00e0 statuali tipica degli anni novanta. Sono sempre pi\u00f9 numerosi i segnali provenienti da ogni parte del mondo che indicano con chiarezza che siamo in una fase in cui gli Stati riprenderanno il loro posto, qualora lo abbiano mai ceduto, quali attori determinanti. Sia nel bene che nel male sono infatti solo gli Stati che hanno dimostrato di saper dare una risposta al problema della sovranit\u00e0, ovverosia dell\u2019effettivit\u00e0 del controllo del territorio.<\/p>\n<p><b>Per un approccio realista alle relazioni internazionali<\/b><br \/>\nAnche per evidenziare questa necessit\u00e0 di un maggiore realismo nello studio delle relazioni internazionali, al fine di essere meglio \u201cattrezzati\u201d a capire i cambiamenti del sistema internazionale, il taglio del rapporto <i>Fare Italia nel Mondo <\/i>\u00e8 volutamente critico con alcuni approcci esageratamente sovranazionali, internazionalistici o deterministici della politica estera. A questo proposito il rapporto invoca la necessit\u00e0 di costruire un approccio condiviso per mantenere nella giusta considerazione una concezione tradizionale, ma non superata dell\u2019interesse nazionale. Anche in un mondo che viene riconosciuto globale, il rapporto indica un approccio alla globalizzazione di taglio liberal-nazionale che, facendo buon uso dei concetti ancora validi di \u201cestero\u201d e di \u201cconfine\u201d, si differenzi tanto dal protezionismo quanto dal liberismo internazionalista.<\/p>\n<p>L\u2019approccio realista e nazionale alle relazioni internazionali non manca di prendere di mira la stampa estera, studiandone gli attacchi ciclici alla politica interna italiana e leggendoli in funzione del crescente ruolo che, faticosamente, l\u2019Italia sta conquistando nel mondo. Il libro si chiude con un invito ad arginare la filosofia del declino inevitabile del nostro paese e ad occuparsi maggiormente della politica internazionale, dedicando pi\u00f9 risorse all\u2019internazionalizzazione economica, manifestando pi\u00f9 coraggio e consapevolezza nell\u2019inviare i propri militari nelle aree di crisi, intensificando la propria azione di cooperazione allo sviluppo e investendo nell\u2019esportazione della cultura e della lingua italiana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le relazioni internazionali attraversano una fase molto complessa, caratterizzata da una serie di criticit\u00e0, instabilit\u00e0 e vere e proprie crisi. 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