{"id":6460,"date":"2007-10-29T00:00:00","date_gmt":"2007-10-28T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-corsa-al-petrolio-dellartico\/"},"modified":"2017-11-03T15:41:17","modified_gmt":"2017-11-03T14:41:17","slug":"la-corsa-al-petrolio-dellartico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/10\/la-corsa-al-petrolio-dellartico\/","title":{"rendered":"La corsa al petrolio dell\u2019Artico"},"content":{"rendered":"<p>Lo scioglimento dei ghiacci dell\u2019Artico ha raggiunto un livello record secondo l\u2019Agenzia Spaziale Europea (Ase), che a met\u00e0 settembre ha presentato pi\u00f9 di 200 immagini che documentano la riduzione della superficie ghiacciata da 2.4 a 1.6 milioni di km quadrati tra il 2005 e il 2007. Ma la fusione dei ghiacci polari dovuta al surriscaldamento globale \u00e8 in realt\u00e0 una tendenza di cui si parla da almeno 20 anni, e che sta adesso innescando una vera e propria corsa all\u2019Artico. <\/p>\n<p>Duplice \u00e8 la posta in gioco: da un lato render\u00e0 navigabile il \u2018leggendario\u2019 passaggio a Nord-Ovest, una rotta di navigazione, che, passando attraverso l\u2019arcipelago artico canadese e proseguendo attraverso lo Stretto di Bering, collega l\u2019Oceano Atlantico all\u2019Oceano Pacifico con un vantaggio di 6 o 7 giorni rispetto al canale di Panama; dall\u2019altro, render\u00e0 accessibili i giacimenti di idrocarburi dell\u2019Oceano Artico, che gode attualmente dello status di acque internazionali, secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982, e che si stima possano contenere tra i 3 e i 16 miliardi di barili di petrolio, o fino al 25 per cento delle riserve inesplorate.<\/p>\n<p><b>Competizione crescente<\/b><br \/>In un contesto internazionale in cui cresce la domanda di idrocarburi, anche per il sempre pi\u00f9 rapido sviluppo economico dell\u2019Asia, e si impenna il prezzo del petrolio, la competizione tra le nazioni subartiche \u2013 Canada, Danimarca, Norvegia, Russia, e Stati Uniti &#8211; si sta surriscaldando. Il terreno del contendere \u00e8 quello della sovranit\u00e0 sulle risorse in questione, che in base alla Convenzione Onu rimane indefinita. <\/p>\n<p>Per il Canada, il cui governo conservatore ha adottato come motto il verso dell\u2019inno nazionale \u201c<i>the true North strong and free<\/i>\u201d, l\u2019Artico \u00e8 una questione strategica fondamentale. A met\u00e0 agosto, il primo ministro canadese Stephen Harper ha compiuto una visita di tre giorni nel territorio artico del Nunavut, durante la quale ha annunciato due progetti militari tesi a sostenere le rivendicazioni di sovranit\u00e0 del Canada sull\u2019Artico. Con un investimento multimilionario, il Governo canadese infatti costruir\u00e0 un centro di addestramento al combattimento in condizioni estreme a Resolute Bay, 600 km a sud del Polo Nord magnetico, e un porto d\u2019altura nel villaggio minerario abbandonato di Nanisivik, all\u2019estremo nord dell\u2019isola di Baffin, che consentir\u00e0 il rifornimento ai vascelli di pattugliamento, attualmente costretti a rientrare nei porti base sulla costa atlantica o pacifica. Inoltre, circa due mesi fa il governo canadese aveva annunciato lo stanziamento di 3,1 miliardi di dollari canadesi (circa 2, 2 miliardi di euro) per la costruzione di 6-8 pattugliatori d\u2019altura di 5\u00b0 classe. <\/p>\n<p>Ma la volont\u00e0 canadese di consolidare il controllo sul passaggio a Nord-Ovest ha radici pi\u00f9 lontane: una disputa territoriale sull\u2019isola di Hans, situata nello stretto di Nares tra l\u2019isola canadese di Ellesmere e la Groenlandia, oppone il Canada alla Danimarca dal lontano 1984, e si \u00e8 riaccesa nel 2005 a seguito di una visita del ministro canadese della Difesa. Inoltre, gli Stati Uniti, che nel 1985 avevano inviato un sottomarino attraverso le acque artiche canadesi senza previa richiesta di autorizzazione, continuano a rivendicarne lo status di acque internazionali, in questo sostenuti dall\u2019Unione Europea. <\/p>\n<p>Per quel che riguarda i fondali artici, invece, il punto \u00e8 che la Convenzione Onu concede la sovranit\u00e0 sulle acque che si estendono fino a un massimo di 200 miglia dalla costa. Di conseguenza vi sono pi\u00f9 di un milione di chilometri quadrati di acque non attribuite, e naturalmente gli appetiti sono molti. Ma su questo versante, come osserva in un\u2019intervista su <i>Le Soleil <\/i>Micheal Byers, professore di diritto internazionale e geopolitica presso la University of British Columbia, il Canada, non disponendo di mezzi rompi-ghiaccio adeguati, sconta un ritardo di una decina di anni rispetto agli altri paesi artici che sono invece pi\u00f9 agguerriti.<\/p>\n<p><b>Rischi ecosistemici<\/b><br \/>Infatti, ai primi di agosto la Russia ha inviato una spedizione sottomarina nelle profondit\u00e0 dell\u2019Oceano Artico finalizzata proprio a raccogliere prove del prolungarsi della piastra continentale russa fino al Polo. Mentre sempre a met\u00e0 agosto si \u00e8 saputo che anche la Danimarca sta organizzando una spedizione a partire dall\u2019isola norvegese di Svalbard al fine di raccogliere prove del prolungarsi fino al Polo della piastra continentale danese a partire dalla Groenlandia.<\/p>\n<p>Le ambizioni canadesi sembrano quindi concentrarsi per ora sul controllo del passaggio a Nord-Ovest e i due progetti annunciati appaiono tesi a consolidare la sovranit\u00e0 di quel paese su entrambi i lembi del passaggio. Inoltre il reclutamento di 900 nuovi Ranger vuole inviare un ulteriore forte segnale a quei paesi che tuttora osteggiano le naturali rivendicazioni canadesi.<\/p>\n<p>Se la potenziale apertura di questa nuova rotta rappresenta una incredibile opportunit\u00e0 per lo sviluppo dei traffici tra Occidente e Oriente, essa rappresenta al contempo una minaccia per l\u2019ecosistema artico e la protezione dell\u2019ambiente circostante, ma, guardando agli equilibri europei, anche una sfida per i porti del Mediterraneo e in particolar modo dell\u2019alto Adriatico, attualmente favoriti dall\u2019esplosione degli scambi con l\u2019Asia rispetto a quelli del Nord-Europa. <\/p>\n<p>D\u2019altro canto, l\u2019eventuale monopolio sugli idrocarburi dell\u2019Artico da parte di un paese terzo verrebbe a esacerbare la vulnerabilit\u00e0 energetica del Continente e solleverebbe inevitabili problemi di sicurezza energetica, in una fase di crescente incertezza della continuit\u00e0 degli approvvigionamenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scioglimento dei ghiacci dell\u2019Artico ha raggiunto un livello record secondo l\u2019Agenzia Spaziale Europea (Ase), che a met\u00e0 settembre ha presentato pi\u00f9 di 200 immagini che documentano la riduzione della superficie ghiacciata da 2.4 a 1.6 milioni di km quadrati tra il 2005 e il 2007. 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