{"id":64606,"date":"2008-11-03T16:27:20","date_gmt":"2008-11-03T15:27:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64606"},"modified":"2017-11-03T15:39:25","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:25","slug":"la-germania-deve-risarcire-le-vittime-delle-stragi-naziste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/11\/la-germania-deve-risarcire-le-vittime-delle-stragi-naziste\/","title":{"rendered":"La Germania deve risarcire le vittime delle stragi naziste?"},"content":{"rendered":"<p>La magistratura, compresa quella militare, ha riaperto i dossier sulle stragi perpetrate dai soldati della Wermacht dopo l\u20198 settembre 1943 e le sentenze, ormai numerose, hanno sollevato un dibattito tra gli storici per determinare se sia giusto porre di nuovo sul tappeto episodi ormai consegnati alla memoria. Problema quanto mai attuale, come dimostra l\u2019interesse suscitato dal film sulla <b>strage di S. Anna di Stazzema<\/b> del regista americano Spike Lee e i dibattiti in radio e televisione che sono seguiti.<\/p>\n<p><b>Si pu\u00f2 procedere contro la Germania?<\/b><br \/>\nLa questione ha sollevato anche un dibattito tra i giuristi dei due paesi interessati, Italia e Germania. Mentre i giuristi tedeschi si sono, con qualche isolata, ma autorevole eccezione, schierati a favore dell\u2019improcedibilit\u00e0 di azioni giudiziarie contro la Germania, i pochi giuristi italiani che si sono pronunciati sono divisi tra chi, come il sottoscritto, argomenta che si possa procedere contro la Germania e chi, invece, afferma che, per motivi tecnico-giuridici, la questione non possa pi\u00f9 essere sollevata.<\/p>\n<p>Ormai i processi contro i responsabili delle stragi sono diventati un caso politico, che rischia di turbare i rapporti, peraltro ottimi, tra Italia e Germania. Siamo di fronte ad una controversia internazionale e la Germania non nasconde il proposito di deferirla alla Corte internazionale di giustizia (una possibilit\u00e0 concreta come ha anticipato l\u2019Ansa il 1\u00b0 novembre riprendendo indiscrezioni di <i>Der Spiegel<\/i>) o ad altra istanza arbitrale. \u00c8 ovvio che se i nostri giudici pronunciano una sentenza che viola il diritto internazionale, l\u2019Italia \u00e8 responsabile. \u00c8 naturale quindi che la nostra diplomazia e il Ministro degli affari esteri Frattini, che rilasci\u00f2 in proposito un\u2019<b>intervista alla <i>Sueddeutsche Zeitung<\/i><\/b> lo scorso 20 giugno, siano preoccupati. Ma in Italia, come in altre democrazie del mondo, vige il principio della separazione dei poteri e la magistratura giudica in piena indipendenza, senza interferenze da parte dell\u2019esecutivo.<\/p>\n<p>L\u2019ultima pronuncia \u00e8 quella della Cassazione Penale, in data 21 ottobre 2008, che ha confermato la sentenza della Corte Militare di Appello di Roma, che a sua volta aveva riconosciuto conforme a diritto la sentenza del Tribunale Militare di La Spezia di condanna all\u2019ergastolo di uno dei responsabili della strage di Civitella (Arezzo), disponendo il <b>risarcimento del danno a favore dei familiari<\/b>, in solido con la Germania.<\/p>\n<p>La pronuncia della Cassazione fa seguito ad una serie di tredici ordinanze del 29 maggio 2008 con cui la Cassazione ha disposto che la Germania non possa invocare l\u2019immunit\u00e0 dalla giurisdizione. Ma non basta: la Cassazione ha confermato una sentenza della Corte d\u2019Appello di Firenze, che aveva riconosciuto una sentenza greca di condanna dello stato tedesco per massacri compiuti durante la II guerra mondiale in Grecia. Poich\u00e9 le corti greche non hanno concesso l\u2019esecuzione della sentenza in quel paese, ne \u00e8 stata chiesta l\u2019esecuzione in Italia, con la conseguente iscrizione di ipoteca giudiziale su Villa Vigoni, una propriet\u00e0 della Germania adibita a scopi culturali. In verit\u00e0 l\u2019importo della sentenza di condanna non \u00e8 cospicuo essendo limitato alle spese di giudizio. Ma quello che interessa \u00e8 il principio affermato dalla Cassazione: la Germania non pu\u00f2 invocare l\u2019immunit\u00e0 dalla giurisdizione.<\/p>\n<p>\u00c8 comprensibile quindi il malessere tedesco: non solo la Germania rischia di essere trascinata in giudizio in Italia per i crimini commessi in Italia; ma rischia anche di dover sottostare alle sentenze di condanna pronunciate in altri paesi, di cui viene chiesta l\u2019esecuzione in Italia per l\u2019impossibilit\u00e0 di eseguirla nel paese di origine.<\/p>\n<p><b>La risposta tedesca <\/b><br \/>\nDa parte tedesca vengono mosse tre obiezioni principali:<br \/>\na) Il principio dell\u2019immunit\u00e0 degli stati esteri dalla giurisdizione, per cui uno stato non pu\u00f2 essere convenuto in giudizio di fronte ai tribunali di un altro stato per attivit\u00e0 che rientrano nella sua sfera sovrana, quali indubbiamente sono le attivit\u00e0 belliche;<br \/>\nb) Il Trattato di Pace del 1947, secondo cui l\u2019Italia avrebbe rinunciato a tutte le domande di risarcimento contro la Germania pendenti alla data dell\u20198 maggio 1945 (art.77, comma 4);<br \/>\nc) L\u2019Accordo italo-tedesco del 2 giugno 1961 che dichiara risolte tutte le rivendicazioni per danni occorsi durante il II conflitto mondiale pendenti a tale data.<\/p>\n<p>L\u2019interpretazione tedesca del Trattato di pace del 1947 \u00e8 errata: la Germania, stato sconfitto, non poteva certo pretendere che gli Alleati le riservassero un trattamento di favore. L\u2019Accordo del 1961 dichiara risolte tutte le domande pendenti a quella data, ma non ne inibisce di nuove. Quindi la vera obiezione resta la prima, cio\u00e8 la prescrizione secondo cui gli stati esteri non possono essere convenuti in giudizio per attivit\u00e0 sovrane. Ma la nostra Corte di Cassazione, con una sentenza che le fa onore e costituisce un principio di grande civilt\u00e0 giuridica, ha stabilito nel 2004 che l\u2019immunit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 applicabile quando lo Stato estero si sia reso responsabile della commissione di crimini internazionali, come i crimini di guerra e quelli contro l\u2019umanit\u00e0. La giurisprudenza successiva ha proseguito su questa linea.<\/p>\n<p>Si tratter\u00e0 ora di vedere se le sentenze di condanna della Germania al pagamento del risarcimento dei danni potranno essere eseguite su beni dello stato tedesco, visto che la Germania le ha costantemente contestate. Un percorso difficile, ma non impossibile, qualora il giudice dell\u2019esecuzione volesse proseguire nel solco tracciato dalla storica sentenza del 2004. Il contributo che ha dato la giurisprudenza italiana, il secolo scorso, nel limitare il principio dell\u2019immunit\u00e0 dalla giurisdizione \u00e8 unanimemente riconosciuto e tale indirizzo potrebbe continuare anche nel secolo attuale, quantunque per ora le tesi italiane non abbiano avuto un seguito in altri paesi.<\/p>\n<p>\u00c8 per\u00f2 impensabile che il diritto di accesso alla giustizia per violazioni gravi del diritto internazionale, affermatosi nel nostro paese, sia a senso unico. \u00c8 prevedibile che domande risarcitorie siano avanzate nei confronti dell\u2019Italia, qualora l\u2019Italia si sia a sua volta resa responsabile di violazioni siffatte. Il pensiero corre non tanto alle occupazioni coloniali, che secondo il diritto dell\u2019epoca erano legittime, quanto alle operazioni compiute nei Balcani insieme all\u2019alleato tedesco. I trattati di pace, stipulati dopo la II guerra mondiale, non hanno potuto scrivere la parola fine e pian piano stanno tornando alla luce eventi che sembravano dimenticati o consegnati alla storia, come dimostrano le numerose domande di indennizzo, finora rimaste inascoltate, dei cittadini residenti nei territori occupati dal Giappone.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.esteri.it\/MAE\/IT\/Stampa\/Sala_Stampa\/Interviste\/2008\/06\/20080620_SueddeutscheZeitung.htm?LANG=IT\" target=\"blank\"><b><u>Intervista del Ministro Frattini alla Sueddeutsche Zeitung del 20 giugno 2008<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La magistratura, compresa quella militare, ha riaperto i dossier sulle stragi perpetrate dai soldati della Wermacht dopo l\u20198 settembre 1943 e le sentenze, ormai numerose, hanno sollevato un dibattito tra gli storici per determinare se sia giusto porre di nuovo sul tappeto episodi ormai consegnati alla memoria. 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