{"id":64610,"date":"2008-06-30T16:30:32","date_gmt":"2008-06-30T14:30:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64610"},"modified":"2017-11-03T15:40:40","modified_gmt":"2017-11-03T14:40:40","slug":"uccisione-nicola-calipari-vicenda-davvero-conclusa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/06\/uccisione-nicola-calipari-vicenda-davvero-conclusa\/","title":{"rendered":"Uccisione di Nicola Calipari: una vicenda davvero conclusa?"},"content":{"rendered":"<p>A leggere gli articoli della stampa quotidiana dopo la sentenza della Corte di Cassazione, che ha stabilito l\u2019assenza di giurisdizione del giudice italiano per l\u2019uccisione di Nicola Calipari, la vicenda sembrerebbe definitivamente chiusa. Occorre invece prendere atto che la sentenza della Cassazione dovrebbe costituire il punto di partenza per una riconsiderazione del diritto applicabile ai contingenti militari all\u2019estero. E per possibili azioni del governo italiano a tutela dei propri interessi e di quelli dei connazionali coinvolti in incidenti del genere.<\/p>\n<p><b>La Commissione d\u2019inchiesta<\/b><br \/>\n\u00c8 bene riassumere l\u2019iter politico-giudiziario della questione e proporre una rilettura scevra da polemiche politiche.<\/p>\n<p>I fatti sono noti. Calipari fu ucciso il 4 marzo 2005 ad un posto di blocco mobile installato dagli americani mentre si dirigeva, insieme all\u2019autista della Toyota ed alla giornalista Giuliana Sgrena, all\u2019aeroporto di Bagdad. Venne istituita, su insistenza italiana, una commissione d\u2019inchiesta, che non pu\u00f2 a stretto rigore essere definita congiunta o paritaria, poich\u00e9 si \u00e8 proceduto secondo le regole dell\u2019esercito degli Stati Uniti e i due membri italiani figuravano piuttosto come invitati, che come membri a pieno titolo di una commissione internazionale d\u2019inchiesta. Comunque la commissione non pot\u00e9 concludere i lavori in modo unanime, poich\u00e9 gli Stati Uniti, pur esprimendo il proprio rincrescimento, addossavano la responsabilit\u00e0 dell\u2019incidente agli italiani, mentre i membri italiani la addossavano agli Stati Uniti, pur escludendo che si fosse trattato di un\u2019azione dolosa. Conclusioni fatte proprie dal Governo Berlusconi, nella persona del Presidente del Consiglio, secondo cui l\u2019assenza di dolo non avrebbe escluso affatto la colpa, ascrivibile a negligenza, a imprudenza o anche a semplice imperizia.<\/p>\n<p><b>Immunit\u00e0 organica<\/b><br \/>\nLa questione \u00e8 approdata alla III sezione della Corte di Assise di Roma. Mario Lozano, il soldato americano che aveva aperto il fuoco, non si \u00e8 presentato in giudizio e la Corte ha proceduto in contumacia. Gli Stati Uniti si sono ben guardati dal cooperare con le autorit\u00e0 giudiziarie italiane. Esiste tra Italia e Stati Uniti un Trattato sulla mutua assistenza in materia penale, corredato di un Protocollo aggiuntivo del 1982. Ma questi strumenti consentono allo Stato richiesto (nel caso concreto gli Stati Uniti) di negare l\u2019assistenza quando l\u2019esecuzione della richiesta possa compromettere la sicurezza dello Stato oppure quando si tratti di un reato militare. La Corte d\u2019Assise si \u00e8 pronunciata per l\u2019insussistenza della giurisdizione italiana (25 ottobre 2007). La sentenza \u00e8 stata confermata dalla Cassazione (19 giugno 2008).<\/p>\n<p>Bench\u00e9 la conclusione della vicenda giudiziaria abbia suscitato comprensibili amarezza e rincrescimento, le decisioni adottate dalle due Corti sono corrette in punto di diritto. Al momento dell\u2019uccisione di Calipari, Lozano era un soldato, cio\u00e8 un organo, degli Stati Uniti, di cui eseguiva gli ordini. In questi casi vige l\u2019immunit\u00e0 organica o funzionale dell\u2019individuo-organo, che non pu\u00f2 essere sottoposto a giudizio in uno Stato straniero. Un giudizio sarebbe stato ammissibile solo se si fosse trattato di un crimine internazionale, il che \u00e8 palesemente da escludere. N\u00e9 gli eredi di Calipari o gli altri due passeggeri della Toyota potrebbero convenire in giudizio gli Stati Uniti in Italia per chiedere il risarcimento dei danni, poich\u00e9 il giudice italiano dovrebbe dichiararsi incompetente: il danno \u00e8 infatti derivato da un\u2019attivit\u00e0 sovrana quale quella relativa alle attivit\u00e0 militari. Ci rendiamo conto dello sconcerto che la soluzione pu\u00f2 suscitare. Ma queste sono le norme di diritto internazionale ed il giudice italiano deve applicarle essendo obbligato da una precisa disposizione costituzionale.<\/p>\n<p><b>Lezione per il futuro<\/b><br \/>\nSi deve quindi considerare definitivamente chiuso il caso? No, occorre riflettere su quello che si pu\u00f2 fare attualmente e su quello che deve essere fatto in futuro.<\/p>\n<p>Il Governo italiano ha escluso il dolo, ma non ha escluso la colpa, affermando che i soldati al posto di blocco hanno agito con negligenza. Il Governo italiano dovrebbe almeno chiedere il risarcimento del danno agli Stati Uniti. Si tratterebbe di un risarcimento sotto un duplice profilo: per il danno arrecato allo Stato italiano per la morte di un proprio funzionario, e per il danno arrecato ai familiari delle vittime e agli altri passeggeri della Toyota. Gli individui non possono agire. Ma lo Stato pu\u00f2 attivarsi! \u00c8 ovvio che una pretesa del genere sarebbe immediatamente respinta dagli Stati Uniti e quindi la volont\u00e0 di coltivare una controversia internazionale resta subordinata all\u2019opportunit\u00e0 politica che, come spesso accade, finisce per prevalere su esigenze individuali. Durante il Governo Prodi i Ministri degli esteri e della giustizia si sono attivati presso gli Usa. Ma non si sa se fu chiesta solo l\u2019estradizione del Lozano, immediatamente respinta, o furono fatti altri passi, ad esempio per ottenere un risarcimento per le vittime.<\/p>\n<p>Ma affinch\u00e9 non si ripeta un nuovo caso Calipari occorre dettare regole chiare quando si partecipa a una coalizione multilaterale.<\/p>\n<p>Come minimo occorre che:<br \/>\n&#8211; gli incidenti tra alleati siano sottoposti ad una commissione d\u2019inchiesta, o ad altro meccanismo,effettivamente paritario, con regole di procedura non unilaterali, ma stabilite dagli Stati partecipanti alla coalizione;<br \/>\n&#8211; siano dettate regole per il riparto delle competenze giurisdizionali tra gli Stati partecipanti alla coalizione (attualmente tali regole esistono solo tra lo Stato inviante e lo Stato nel cui territorio le truppe sono stanziate);<br \/>\n&#8211; siano istituiti meccanismi per il risarcimento dei danni arrecati agli individui, magari sul modello di quelli esistenti nel quadro Nato, in cui si pu\u00f2 chiedere il risarcimento al proprio Stato nazionale, che avr\u00e0 titolo per chiedere il rimborso allo Stato che ha provocato il danno.&lt;br&lt;<br \/>\nLe operazioni multinazionali all\u2019estero richiedono una disciplina priva di ambiguit\u00e0, che si fa ancora attendere. \u00c8 bene che lo Stato italiano se ne faccia promotore prima di imbarcarsi in altre imprese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A leggere gli articoli della stampa quotidiana dopo la sentenza della Corte di Cassazione, che ha stabilito l\u2019assenza di giurisdizione del giudice italiano per l\u2019uccisione di Nicola Calipari, la vicenda sembrerebbe definitivamente chiusa. 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