{"id":64638,"date":"2009-04-03T17:09:39","date_gmt":"2009-04-03T15:09:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64638"},"modified":"2017-11-03T15:39:03","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:03","slug":"la-nato-entra-nella-terza-eta-decadenza-rilancio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/04\/la-nato-entra-nella-terza-eta-decadenza-rilancio\/","title":{"rendered":"La Nato entra nella terza et\u00e0. Decadenza o rilancio?"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Alleanza Atlantica ha ormai sessant\u2019anni, e li dimostra. Il vertice convocato per festeggiare quest\u2019anniversario celebra anche l\u2019ingresso nell\u2019Alleanza di due nuovi membri, la Croazia e l\u2019Albania, nonch\u00e9 il ritorno a pieno titolo della Francia nella struttura militare della Nato, ma questi successi di facciata mascherano appena una crescente incertezza strategica. L\u2019espansione dell\u2019Alleanza verso Est ha probabilmente contribuito a consolidare il grande mutamento iniziato con il crollo del muro di Berlino, nel 1989, ma il nodo centrale dei rapporti con la Russia resta irrisolto e i tentativi di ulteriore espansione verso le repubbliche ex-sovietiche sembrano ormai arenati, in Ucraina come in Georgia.<\/p>\n<p>L\u2019impegno della Nato nei Balcani ha messo fine alle guerre di secessione dell\u2019ex-Jugoslavia, ma ha lasciato irrisolti gravi nodi politici come quelli della Serbia, del Kosovo e della Macedonia, e ora sembra destinato ad esaurirsi per morte naturale se, come sembra, si accelerer\u00e0 la tendenza al ritiro unilaterale dei contingenti europei da quelle aree.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 incerto e insoddisfacente si dimostra l\u2019impegno in Afghanistan, dove la Nato, nominalmente, controlla gli oltre 60mila uomini della missione Isaf, senza per\u00f2 riuscire a conseguire i successi sperati. Anche in questo caso la tendenza sembra quella di un progressivo indebolirsi del ruolo della Nato di fronte ad una presenza e ad impegno militare americano sempre pi\u00f9 massiccio e, di fatto, autonomo da Bruxelles.<\/p>\n<p>Barack Obama ha annunciato la sua intenzione di nominare come suo nuovo ambasciatore alla Nato il professor Ivo Daalder (che, durante la presidenza Clinton si era occupato dell\u2019Europa al National Security Council). Il nuovo ambasciatore ha pi\u00f9 volte espresso la sua convinzione che l\u2019Alleanza dovrebbe espandersi su base globale, allargandosi a paesi come il Giappone, l\u2019Australia e la Nuova Zelanda, perdendo cos\u00ec la sua caratterizzazione europea per puntare a diventare una sorta di braccio armato (e forse anche, se necessario, di contraltare) delle Nazioni Unite. Non molti in Europa condividono questa impostazione, ma essa ha quanto meno il pregio di offrire alla Nato un futuro strategicamente significativo ed ambizioso.<\/p>\n<p>Il rischio opposto \u00e8 quello che la Nato, in parte per rispondere ai timori anti-russi dei membri provenienti dall\u2019ex-blocco comunista, e in parte per rispondere alla posizione sempre pi\u00f9 assertiva del Cremlino, finisca per perdersi in una sorta di grottesca replica del suo vecchio ruolo di baluardo contro la minaccia russa. Con la differenza che oggi tale minaccia \u00e8 molto meno credibile ed immanente di ieri e che i rapporti bilaterali con Mosca di gran parte degli alleati, inclusa Washington, sono del tutto diversi da quelli del passato. Il rischio di finire nell\u2019irrilevante e forse persino nel ridicolo sarebbe altissimo.<\/p>\n<p>\u00c8 un pericolo da evitare, soprattutto perch\u00e9, che lo si voglia o no, l\u2019Alleanza Atlantica \u00e8 tutt\u2019ora la principale connessione esistente tra Europa e Stati Uniti, in un periodo di grave turbamento internazionale e di forte incertezza sugli orientamenti politici futuri dell\u2019amministrazione americana. Nel momento in cui si parla di un possibile accordo a due tra Cina e Stati Uniti sulle grandi questioni della crisi economica e finanziaria e si delinea la necessit\u00e0 di rivedere gli equilibri esistenti all\u2019interno delle maggiori istituzioni internazionali per dare pi\u00f9 spazio e potere ai paesi emergenti, e in primo luogo alla Cina, all\u2019India, al Brasile e alla Russia, gli europei hanno tutto l\u2019interesse a consolidare al massimo i legami transatlantici, se non altro per guadagnare il tempo e lo spazio politico necessari per rafforzare la loro integrazione e le loro capacit\u00e0 di iniziativa sulla scena globale.<\/p>\n<p>Per riuscire in questo intento, per\u00f2, sar\u00e0 necessario che gli europei e l\u2019Alleanza sappiano superare gli attuali sbandamenti e la loro incertezza strategica, affrontando in primo luogo la questione chiave dei rapporti della Nato con la Russia e dimostrando in secondo luogo la loro disponibilit\u00e0 a ragionare ed agire in chiave globale al fianco dell\u2019alleato americano.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 certo questo Vertice, largamente cerimoniale e da cui nessuno sembra aspettarsi grandi novit\u00e0 politiche o strategiche, a risolvere questi dilemmi, ma sarebbe importante dimostrare sin d\u2019ora di essere consapevoli della reale posta in gioco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Alleanza Atlantica ha ormai sessant\u2019anni, e li dimostra. 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