{"id":64642,"date":"2009-01-30T17:11:48","date_gmt":"2009-01-30T16:11:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64642"},"modified":"2017-11-03T15:39:10","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:10","slug":"un-identikit-segretario-generale-della-nato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/01\/un-identikit-segretario-generale-della-nato\/","title":{"rendered":"Un identikit per il nuovo Segretario Generale della Nato"},"content":{"rendered":"<p>La Nato ha molti problemi di identit\u00e0, di strategia e di politica, in Europa e fuori. La questione di un suo nuovo \u201callargamento\u201d \u00e8 tutt\u2019altro che risolta, il suo nuovo \u201cconcetto strategico\u201d deve fare i conti con i radicali mutamenti del contesto operativo e delle missioni affidate alle forze alleate, la politica verso la Russia oscilla tra lo \u201cspirito di Pratica di Mare\u201d, caro al Presidente del Consiglio italiano, e un duro confronto pi\u00f9 vicino alle posizioni di alcuni paesi, che furono membri del Patto di Varsavia. Soprattutto l\u2019Alleanza, dopo otto anni di Bush, deve rapidamente riconvertirsi alle priorit\u00e0 e alle sensibilit\u00e0, molto diverse, del nuovo Presidente Obama. In tutto questo, fra pochi mesi, il Consiglio Atlantico dovr\u00e0 anche eleggere un nuovo Segretario Generale, capace di affrontare questa pesante agenda con successo.<\/p>\n<p>I nomi avanzati sinora non sono certo esaltanti. Al di l\u00e0 del lodevole intento di \u201caprire verso Est\u201d oppure \u201cverso Nord\u201d, nessuno di essi sembra all\u2019altezza delle nuove problematiche, tanto da suggerire che, invece di affrettarsi a scegliere un candidato purchessia, sarebbe opportuno riflettere meglio sui criteri da soddisfare.<\/p>\n<p><b>Criteri di scelta<\/b><br \/>\nUn primo criterio dovrebbe essere quello del <b>peso e della rilevanza della Nato<\/b>. L\u2019Alleanza sperimenta una grave perdita di velocit\u00e0. Il suo Comando Supremo operativo \u00e8 oggi costituito, di fatto, dal solo Comandante militare dell\u2019Alleanza in Europa (<i>Supreme Allied Commander, Europe<\/i> \u2013 Saceur), un generale americano che \u00e8 anche a capo del Comando europeo Usa. Quest\u2019ultimo \u00e8 stato fortemente ridimensionato all\u2019interno del Pentagono rispetto al Comando Centrale o a quello delle Forze Speciali, e ha anche perso le sue vecchie competenze sull\u2019Africa. Nel frattempo sono diminuite drasticamente le forze americane in Europa e si moltiplicano le voci di un ritiro definitivo anche delle poche testate nucleari americane rimaste sul Vecchio Continente. Il pesante ridimensionamento del Comando Europeo degli Usa non pu\u00f2 che riflettersi anche sul ruolo e sull\u2019autorit\u00e0 del comandante supremo della Nato. A maggior ragione l\u2019Alleanza avrebbe bisogno di un Segretario di grande prestigio, capace di dialogare alla pari con il maggiore alleato (e con la complicata burocrazia del Pentagono).<\/p>\n<p>Secondo criterio: questo Segretario avr\u00e0 a che fare con <b>il nuovo Presidente <\/b>americano, che sembra intenzionato a correggere vistosamente la politica del suo predecessore verso la Russia, il Vicino Oriente, l\u2019Iran, eccetera. Un Segretario in ritardo o peggio, che punti i piedi contro il mutamento, sarebbe anche un Segretario inutile, probabilmente incapace di farsi ascoltare a Washington (e in buona parte dell\u2019Europa).<\/p>\n<p>Terzo criterio: <b>l\u2019Afghanistan<\/b>. In questo teatro la Nato si sta giocando tutta la sua credibilit\u00e0 residua. \u00c8 ormai chiaro che Obama non solo intende rafforzare il contingente americano nel paese, ma \u00e8 anche alla ricerca di correzioni strategiche che gli consentano di sperare in una vittoria, o quanto meno in una normalizzazione della crisi. Al contrario, le prospettive della prossima tornata elettorale in Afghanistan non sono brillanti e la presenza e le iniziative degli alleati sul terreno invece di unificarsi ed integrarsi, tendono ad una crescente frammentazione (in linea con la frammentazione del controllo del paese da parte dei potentati locali). Il nuovo Segretario pu\u00f2 dormire da piedi, sperando in Washington, oppure pu\u00f2 affrontare in prima persona i gravi problemi di comando, di strategia e di politica, nonch\u00e9 di coordinamento internazionale, che sinora non sono stati risolti. Per far questo per\u00f2 dovr\u00e0 avere non solo buone idee, ma anche una forte autorit\u00e0 e credibilit\u00e0 politica personale (e forse anche nazionale, nel senso che potrebbe essere pi\u00f9 opportuno se provenisse da uno dei paesi maggiori).<\/p>\n<p>Quarto criterio: <b>la difesa e sicurezza europea<\/b>. Esso si divide in due parti. La prima: la Nato soffre per il crescente disimpegno europeo in materia di bilancio per la difesa. Premiare con il posto di Segretario un paese irrilevante dal punto di vista del bilancio, o addirittura un paese in perdita di velocit\u00e0, invierebbe il segnale sbagliato. La seconda: \u00e8 necessario superare gli ostacoli a una piena cooperazione e integrazione tra le due politiche difensive e militari europee, quella nella Nato e quella nell\u2019Ue. Sarebbe anche in questo caso un grave errore eleggere un Segretario che provenga da un paese rimasto al di fuori o marginale rispetto alla Politica Europea di Sicurezza e Difesa.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 naturalmente un\u2019alternativa a tutto questo. L\u2019Alleanza potrebbe tirare le debite conclusioni dal fatto che, oggi, il Saceur americano comanda essenzialmente forze europee, e invertire i ruoli, nominando un Saceur europeo e scegliendo un Segretario Generale americano, che divenga in modo pi\u00f9 chiaro ed esplicito il punto di raccordo tra Washington e Bruxelles a livello politico e strategico generale, e non solo a livello militare. In termini di politica americana ci\u00f2 avrebbe probabilmente la conseguenza che il Vertice dell\u2019Alleanza sarebbe pi\u00f9 collegato con il Dipartimento di Stato che con quello della Difesa, ma non \u00e8 forse questa la situazione reale gi\u00e0 oggi?<\/p>\n<p>Ma se una simile riforma sembrasse troppo audace, a maggior ragione bisognerebbe scegliere come nuovo Segretario Generale una personalit\u00e0 europea di altissimo livello che sappia farsi ascoltare sia dagli europei che dagli americani. Almeno se si pensa che la Nato abbia ancora un ruolo significativo da svolgere.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1011\" target=\"blank\"><b><u>Tanti punti interrogativi sulla torta di compleanno della Nato<\/u><\/b><\/a>, di Emiliano Alessandri<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=880\" target=\"blank\"><b><u>Le quattro sfide esistenziali della Nato<\/u><\/b><\/a>, di Julianne Smith, Michael Williams<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Nato ha molti problemi di identit\u00e0, di strategia e di politica, in Europa e fuori. La questione di un suo nuovo \u201callargamento\u201d \u00e8 tutt\u2019altro che risolta, il suo nuovo \u201cconcetto strategico\u201d deve fare i conti con i radicali mutamenti del contesto operativo e delle missioni affidate alle forze alleate, la politica verso la Russia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[100],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64642"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64642"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64642\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64643,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64642\/revisions\/64643"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64642"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64642"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64642"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}