{"id":64656,"date":"2008-07-28T17:22:14","date_gmt":"2008-07-28T15:22:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64656"},"modified":"2017-11-03T15:40:33","modified_gmt":"2017-11-03T14:40:33","slug":"citizen-of-the-world","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/07\/citizen-of-the-world\/","title":{"rendered":"Citizen of the world"},"content":{"rendered":"<p>Non sappiamo ancora se Barack Obama riuscir\u00e0 a farsi eleggere presidente, ma intanto la sua settimana di viaggio in Asia ed Europa \u00e8 stato un evento politico non indifferente, il cui impatto \u00e8 andato al di l\u00e0 della semplice campagna elettorale. Erano ormai anni che non si vedeva pi\u00f9 un uomo politico americano avere un simile successo di pubblico. \u00c8 sin troppo facile fare dell\u2019ironia e notare che non saranno certo gli europei a decidere l\u2019andamento delle elezioni americane: il fatto \u00e0 che il viaggio di Obama, particolarmente in Europa, ha dimostrato che gli Stati Uniti possono facilmente ritrovare la loro popolarit\u00e0 e forse anche il loro \u201csoft power\u201d. Cose che gli otto anni di presidenza di George W. Bush sembravano aver sepolto una volta per tutte.<\/p>\n<p>Gli osservatori americani sono naturalmente pi\u00f9 critici, e molti rilevano come Obama non abbia mostrato l\u2019appeal di un Ronald Reagan, e come il suo discorso a Berlino, ai piedi della Siegess\u00e4ule non abbia avuto (n\u00e9 in verit\u00e0 avrebbe potuto avere) l\u2019impatto storico di quello di John F. Kennedy davanti alla Brandenburger Tor (<i>Ich bin ein Berliner<\/i>), se non altro perch\u00e9 la situazione \u00e8 oggi molto diversa. Tuttavia Obama \u00e8 riuscito comunque a far vibrare le antiche note del sogno americano e della nuova frontiera, ed ha riproposto l\u2019immagine universale degli Stati Uniti, e non semplicemente quella della loro forza militare, raccogliendo facilmente il consenso dei suoi ascoltatori.<\/p>\n<p>Un\u2019analisi pi\u00f9 spassionata di questo fenomeno deve riconoscere che la sostanza politica del discorso di Obama non \u00e8 stata certo esaltante. Su questo piano si \u00e8 mantenuto su una linea di sostanziale ortodossia con i grandi orientamenti tradizionali della politica estera americana, come del resto ha fatto in tutte le altre tappe del suo viaggio, in Afghanistan come in Iraq, Giordania e Israele, a Parigi e a Londra. Abbondavano le formule retoriche: \u201cVi parlo come un orgoglioso cittadino degli Stati Uniti e un concittadino del mondo\u201d, \u201ccadono i Muri\u201d, \u201cuniti si vince\u201d, eccetera.<\/p>\n<p>Un concetto per\u00f2, variamente modulato, spiccava in modo significativo: \u00e8 necessario accrescere (o ricostruire) la \u201cfiducia\u201d tra gli alleati. Una affermazione spesso collegata con l\u2019altra sulla necessit\u00e0 di una migliore strategia \u201cpolitica\u201d oltre che militare, per riuscire a chiudere le troppe crisi aperte. Nulla di sostanziale dunque, e del resto non era questo il suo ruolo, ma una scelta netta a favore della politica sulla forza e dell\u2019azione multilaterale su quella unilaterale. In altri termini, il senatore e candidato presidenziale Obama risponde efficacemente ad un evidente bisogno di America, presente in giro per il mondo: di una certa America che a molti sembrava scomparsa.<\/p>\n<p>L\u2019operazione non \u00e8 priva di rischi. Un analogo approccio aperto e volontarista del presidente Kennedy, al suo primo incontro con i sovietici, convinse questi ultimi che avevano a che fare con un \u201cpeso leggero\u201d, e probabilmente li spinse sulla strada avventurosa della installazione di missili nucleari a Cuba. Kennedy ne usc\u00ec pi\u00f9 che bene, ma il mondo corse il rischio di una guerra nucleare. D\u2019altro lato Obama suscita anche importanti aspettative cui forse, se verr\u00e0 eletto, non potr\u00e0 sempre dare risposte positive, e corre quindi il rischio di deludere chi oggi lo applaude.<\/p>\n<p>Ma al di l\u00e0 della prudenza e dello scetticismo, vedere un possibile futuro presidente americano compiere un bagno di folla all\u2019estero, malgrado i molti timori di un possibile attentato alla sua persona, e ricevere le ovazioni della folla, \u00e8 comunque una svolta gigantesca, che ci riporta indietro nel tempo, a quando la fiducia nell\u2019America e il gradimento per la sua politica erano ancora altissimi. Il fatto che questo possa ancora avvenire, malgrado la fine della Guerra Fredda e la scomparsa della minaccia comunista, \u00e8 un segnale confortante della solidit\u00e0 dei legami transatlantici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non sappiamo ancora se Barack Obama riuscir\u00e0 a farsi eleggere presidente, ma intanto la sua settimana di viaggio in Asia ed Europa \u00e8 stato un evento politico non indifferente, il cui impatto \u00e8 andato al di l\u00e0 della semplice campagna elettorale. 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