{"id":64671,"date":"2009-06-05T17:55:17","date_gmt":"2009-06-05T15:55:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64671"},"modified":"2017-11-03T15:38:52","modified_gmt":"2017-11-03T14:38:52","slug":"conflitto-israelo-palestinese-lacquiescenza-delleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/06\/conflitto-israelo-palestinese-lacquiescenza-delleuropa\/","title":{"rendered":"Il conflitto israelo-palestinese e l\u2019acquiescenza dell\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019offensiva militare israeliana nella Striscia di Gaza del dicembre 2008-gennaio 2009, la chiusura, tuttora in corso, della Striscia e le continue violazioni del diritto internazionale in Cisgiordania e Gerusalemme Est, pongono serie domande sul ruolo dell\u2019Ue nella risposta internazionale al conflitto.<\/p>\n<p>Dal 2006, quando Hamas vinse le elezioni politiche palestinesi, l\u2019Unione ha condotto una serie di politiche che hanno di fatto favorito l\u2019escalation del conflitto. Il boicottaggio di Hamas e la politica di isolamento di Gaza, il finanziamento al governo (non-eletto) di Fayyad in Cisgiordania e l\u2019appoggio (quasi) incondizionato ad Israele, lungi dall\u2019aprire la strada a una soluzione basata sul principio dei due Stati e sul rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale, hanno ostacolato il raggiungimento di questi obiettivi. L\u2019offensiva di Gaza ne \u00e8 la tragica testimonianza.<\/p>\n<p><b>Ambiguit\u00e0 strategiche<\/b><br \/>\nNonostante la gravit\u00e0 dell\u2019assalto a Gaza e dei successivi sviluppi sul terreno, l\u2019Ue non ha cambiato strategia e alcuni dilemmi politici di fondo rimangono irrisolti. L\u2019azione diplomatica dell\u2019Ue \u00e8 stata inefficace. L\u2019Unione ha chiesto un immediato e permanente cessate-il-fuoco, senza per\u00f2 esercitare effettive pressioni su Israele, n\u00e9, in assenza di rapporti ufficiali, poterne esercitare su Hamas. Ha condannato gli attacchi ai civili e alle strutture dell\u2019Onu, senza per\u00f2 promuovere attivamente inchieste su queste violazioni. Ha chiesto la riapertura dei valichi di confine, ma si \u00e8 impegnata solo in negoziati di importanza marginale sulla precisa natura e quantit\u00e0 degli aiuti umanitari autorizzati ad entrare a Gaza. Ha proposto un aumento degli aiuti umanitari ai territori occupati senza chiedere a Israele nessuna compensazione per le strutture distrutte, nonostante la perdurante incapacit\u00e0 nel fare arrivare effettivamente i fondi a Gaza e senza tenere conto dell\u2019insostenibilit\u00e0 della politica di aiuti europei ai territori occupati. Ha infine dichiarato di voler rafforzare le relazioni bilaterali con Israele, nonostante le violazioni del diritto umanitario commesse da Israele durante e dopo l\u2019Operazione Piombo Fuso in contrasto anche con gli impegni previsti dagli accordi con l\u2019Ue.<\/p>\n<p>Sono inoltre emerse altre ambiguit\u00e0 della politica europea dovute a divergenze di non poco conto fra i paesi membri. La prima riguarda l\u2019attuale causa del conflitto: alcuni ne attribuiscono la sola responsabilit\u00e0 a Hamas, altri, invece, sottolineano anche quelle israeliane. La seconda concerne le proposte di monitoraggio dei confini di Gaza: mentre la maggior parte delle proposte Ue hanno lo scopo dichiarato di favorire l\u2019attuazione dell\u2019Accordo sul Movimento e l\u2019Accesso, in altre l\u2019accento \u00e8 posto sulla lotta al contrabbando, che potrebbe comportare un\u2019ulteriore chiusura dei confini di Gaza. A questo riguardo, un cospicuo numero di stati membri ha intrapreso attivit\u00e0 anti-contrabbando le quali, se estese ad operazioni per identificare e distruggere i tunnel tra Gaza ed Egitto prima di una vera apertura della Striscia, porterebbero ad un\u2019ulteriore chiusura della assediata Striscia di Gaza: \u00e8 quanto ha denunciato la stessa Onu. Un punto finale di ambiguit\u00e0 riguarda la formazione del governo palestinese di unit\u00e0 nazionale, e in particolare se la riconciliazione interna palestinese sia genuinamente favorita dall\u2019Ue o se quest\u2019ultima ritenga in definitiva che l\u2019unica opzione \u00e8 di reinsediare l\u2019Autorit\u00e0 Palestinese (sotto il controllo di Fatah) anche a Gaza date le difficolt\u00e0 di condurre operazioni di monitoraggio di confine, ricostruzione e aiuti nelle condizioni attuali.<\/p>\n<p><b>Il paradosso europeo <\/b><br \/>\nAnalizzando le politiche europee, si rimane colpiti dal crescente divario tra gli obiettivi politici e legali dell\u2019Ue e l\u2019assenza di misure concrete per conseguirli. C\u2019\u00e8 un\u2019evidente contraddizione tra l\u2019intento dichiarato di promuovere una soluzione basata sulla coesistenza di due Stati e la crescente acquiescenza alle violazioni del diritto umanitario. L\u2019Ue ha sostenuto la realizzazione di uno Stato palestinese impegnandosi in una serie di politiche che andavano dal supporto del processo diplomatico, alla fornitura di aiuti umanitari, al dispiegamento di missioni Pesd nei territori occupati. Tuttavia, non ha preso alcun iniziativa per ottenere lo smantellamento delle strutture dell\u2019occupazione.<\/p>\n<p>L\u2019approccio prevalente dell\u2019Ue \u00e8 stato di tenere separata la questione del rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale da tutti gli altri aspetti &#8211; tecnici, politici, economici e di sicurezza &#8211; delle sue politiche in Medioriente. Tuttavia, perseguendo queste politiche all\u2019interno di un contesto di occupazione, senza contribuire attivamente ad una modifica di quel contesto, l\u2019Ue non ha solo fallito nella loro attuazione, ma ha anche rafforzato le dinamiche del conflitto.<\/p>\n<p><b>Il momento della scelta<\/b><br \/>\nLa politica seguita dal\u2019Ue, che si potrebbe definire di attiva acquiescenza, \u00e8 caratterizzata sia da un\u2019incoerenza tra gli obiettivi e le azioni, sia, in realt\u00e0, da una crescente difficolt\u00e0 a definire gli obiettivi. Si rende quindi necessario un profondo ripensamento della politica Ue verso il conflitto israelo-palestinese. L\u2019Ue si trova ad un crocevia: o rivede i suoi obiettivi politici o ricorre ad altre strategie per raggiungerli. Un ripensamento degli obiettivi politici potrebbe, in teoria, comportare un abbandono della soluzione dei due Stati, che gli sviluppi sul terreno hanno reso sempre pi\u00f9 difficile da attuare. Tuttavia c\u2019\u00e8 un largo consenso sia in Europa che in America su questa soluzione. D\u2019altra parte, l\u2019Ue, sia politicamente sia legalmente, non pu\u00f2 rinunciare a chiedere il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale. Ne consegue che dovrebbe piuttosto rivedere le politiche che ha fin qui seguito per raggiungere i suoi obiettivi. A tal fine dovrebbe adottare un nuovo approccio basato su cinque elementi principali:<\/p>\n<p>&#8211; la promozione di inchieste internazionali sulle violazioni commesse durante il conflitto da parte di tutti gli attori coinvolti;<br \/>\n&#8211; uno sforzo costante per ottenere che l\u2019assistenza umanitaria rispetti i principi di neutralit\u00e0, imparzialit\u00e0 e indipendenza nel quadro di una politica degli aiuti che abbia un respiro di pi\u00f9 lungo termine;<br \/>\n&#8211; l\u2019elaborazione di una strategia di impegno attivo nei confronti di un nuovo governo palestinese che rappresenti il primo passo verso una vera riconciliazione interna;<br \/>\n&#8211; una revisione dell\u2019attivit\u00e0 di monitoraggio dei confini per far s\u00ec che le attivit\u00e0 di contrasto al contrabbando siano svolte unicamente in seguito alla regolare apertura di tutti i valichi per Gaza, ricevendo a tal fine garanzie da Israele che non impedir\u00e0 l\u2019accesso agli ispettori Ue a Rafah o, alternativamente, posizionando gli ispettori europei della missione Eubam in Egitto piuttosto che in Israele;<br \/>\n&#8211; una profonda revisione dei rapporti con Israele; \u00e8 tempo che l\u2019Ue abbandoni il suo atteggiamento passivo verso le azioni di Israele e faccia del rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale la pietra miliare del suo approccio al conflitto.<\/p>\n<p>Vedi anche:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.euromedrights.net\/usr\/00000026\/00000027\/00000028\/00000156\/00002935.pdf\" target=\"blank\"><b><u>Active but Acquiescent: The EU \u2019s Response to the Israeli Military Offensive in the Gaza Strip<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019offensiva militare israeliana nella Striscia di Gaza del dicembre 2008-gennaio 2009, la chiusura, tuttora in corso, della Striscia e le continue violazioni del diritto internazionale in Cisgiordania e Gerusalemme Est, pongono serie domande sul ruolo dell\u2019Ue nella risposta internazionale al conflitto. 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