{"id":64790,"date":"2016-12-13T10:49:39","date_gmt":"2016-12-13T09:49:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64790"},"modified":"2017-11-03T15:14:51","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:51","slug":"hong-kong-washington-sfida-pechino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/12\/hong-kong-washington-sfida-pechino\/","title":{"rendered":"Hong Kong: Washington sfida Pechino"},"content":{"rendered":"<p>Non c\u2019\u00e8 solo la telefonata fra Donald Trump e la presidente taiwanese Tsai-Ing-wen a far storcere il naso a Xi Jinping. A complicare il dialogo fra gli Stati Uniti e la Cina \u00e8 anche una proposta di legge a sostegno dell\u2019autonomia di Hong Kong presentata dal senatore della Florida Marco Rubio (beniamino dell\u2019establishment repubblicano nelle primarie presidenziali del partito perse contro il tycoon newyorkese), che co-presiede la commissione congiunta Congresso\/Governo sulla Cina (Cecc), chiamata a monitorare la situazione dei diritti umani e dello stato di diritto a Pechino.<\/p>\n<p>Insieme al collega dell\u2019Arkansas Tom Cotton, Rubio ha presentato l\u2019<i>Hong Kong Human Rights and Democracy Act<\/i>, che rinnova lo storico impegno degli Stati Uniti per la libert\u00e0 e la democrazia ad Hong Kong, in un momento in cui l\u2019autonomia della citt\u00e0 portuale \u00e8 sempre pi\u00f9 sotto attacco.<\/p>\n<p>La proposta dei repubblicani punta a migliorare la libert\u00e0 di stampa, di religione e di manifestazione e reclama la garanzia e la tutela dei diritti civili e delle minoranze etniche nell\u2019ex colonia britannica, chiedendo che siano individuati e perseguiti i responsabili del rapimento dei cinque librai avvenuto nel gennaio scorso.<\/p>\n<p><b>Sotto l\u2019ombrello di Rubio<\/b><br \/>\nLa normativa rafforza anche le norme presenti nello\u00a0<i>United States-Hong Kong Policy Act\u00a0<\/i>del 1992, che consente agli Stati Uniti di intrattenere rapporti di natura commerciale ed economica con l\u2019ex colonia britannica, lontano dall\u2019ingombrante controllo di Pechino.<\/p>\n<p>Rubio ha anche incontrato Joshua Wong, il ventitreenne attivista e leader della frangia studentesca che partecip\u00f2 alle manifestazioni democratiche della rivoluzione degli ombrelli del 2014 ed \u00e8 oggi il pi\u00f9 giovane rappresentante del Parlamento di Hong Kong. Wong \u00e8 intervenuto ad un incontro organizzato dalla Cecc in cui ha esortato il presidente eletto Donald Trump a \u201csostenere pienamente i diritti umani ad Hong Kong\u201d.<\/p>\n<p>Attualmente la situazione dei diritti umani in Cina \u00e8 innegabilmente desolante, con gravi conseguenze soprattutto per la societ\u00e0 civile, i religiosi, gli attivisti e i sindacalisti.<\/p>\n<p><b>Il futuro dell\u2019ex colonia<\/b><br \/>\nLa dichiarazione congiunta sino-britannica del 1984 prevede le modalit\u00e0 di transizione di Hong Kong da colonia britannica a provincia cinese: dal 1\u00b0 luglio 1997, e per un arco temporale di cinquant\u2019anni, la citt\u00e0 portuale costituisce una regione amministrativa speciale, secondo il dettato dell\u2019articolo 31 della Costituzione cinese.<\/p>\n<p>Pechino controlla affari esteri e difesa, mentre al governo di Hong Kong sono riconosciuti il mantenimento del proprio impianto legislativo e l\u2019attuazione delle misure di politica sociale.<\/p>\n<p>Secondo questa formula, Hong Kong gode di un alto grado di autonomia e il governo centrale non interferisce nelle politiche interne della citt\u00e0. Nel periodo di interregno \u00e8 in vigore la\u00a0<i>Hong Kong Basic Law<\/i>, la carta costituzionale della citt\u00e0 portuale che si fonda sulla dichiarazione congiunta sino-britannica.<\/p>\n<p>Il 2047 segner\u00e0 la dissoluzione della formula \u201cun paese, due sistemi\u201d, catapultando Hong Kong in un futuro ancora incerto.<\/p>\n<p><b>Opposizione in crescita<\/b><br \/>\nL\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3598\" target=\"blank\"><b><u>ultima tornata elettorale<\/u><\/b><\/a>\u00a0per il rinnovo del Consiglio legislativo, il Parlamento della citt\u00e0 portuale, nel settembre scorso, \u00e8 stata un chiaro esempio di come Pechino stia gradualmente perdendo il consenso degli abitanti dell\u2019ex colonia britannica.<\/p>\n<p>L\u2019affluenza alle urne \u00e8 stata peraltro la pi\u00f9 alta di sempre, poco al di sotto del 60%: segno che gli hongkonghesi hanno a cuore la democrazia. Gli indipendentisti e gli oppositori di Pechino hanno conquistato pi\u00f9 dei 24 seggi necessari per bloccare le riforme costituzionali. Grazie alla sua nuova configurazione politica, l\u2019organo rappresentativo avr\u00e0 pi\u00f9 possibilit\u00e0 di bloccare un nuovo disegno di legge, anche se l\u2019esercizio di questo potere di veto sar\u00e0 tutt\u2019altro che semplice.<\/p>\n<p>Il risultato delle elezioni e l\u2019avvento degli ombrelli gialli in Parlamento \u00e8 stato un trionfo per il fronte filo-democratico nato durante il movimento degli ombrelli. Tuttavia, Xi Jinping, il presidente pi\u00f9 potente dai tempi di Mao Zedong, non sembra intenzionato a recepire i segnali di democratizzazione lanciati dai cittadini di Hong Kong. E risponde eliminando le voci di dissenso.<\/p>\n<p>A met\u00e0 novembre, l\u2019Alta Corte di Hong Kong, sotto pressione di Pechino, ha sollevato dall\u2019incarico Yau Wai-ching e Baggio Leung, eletti del partito Youngspiration.<\/p>\n<p>I due giovani parlamentari sono accusati di aver offeso il governo centrale durante il giuramento di insediamento del 12 ottobre, quando hanno usato l\u2019espressione Shina per indicare la Repubblica Popolare Cinese. Il termine &#8220;Chee-na&#8221; o &#8220;Shina&#8221; era infatti utilizzato dai giapponesi durante l\u2019invasione della Cina (1937-1945) per etichettare negativamente gli ex sudditi dell&#8217;impero celeste.<\/p>\n<p>All\u2019indomani della sentenza, Rubio si \u00e8 detto preoccupato per le costanti pressioni esercitate da Pechino su Hong Kong. Resta da vedere come l\u2019establishment cinese risponder\u00e0 alle iniziative del senatore della Florida. L\u2019approccio sino-centrico alla gestione della politica interna fa il paio con la richiesta di non ingerenza dall\u2019esterno.<\/p>\n<p>Allo scoppio delle proteste del movimento degli ombrelli, come accadde gi\u00e0 per il massacro di Tiananmen, Pechino ha invitato l\u2019opinione pubblica internazionale a non interferire con le dinamiche interne alla Muraglia. Una mossa, all\u2019epoca, per moderare le rivolte sociali di matrice indipendentista lontano dagli occhi del mondo e, soprattutto, dallo sguardo dell\u2019antagonista americano. Il Dragone si ripeter\u00e0?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c\u2019\u00e8 solo la telefonata fra Donald Trump e la presidente taiwanese Tsai-Ing-wen a far storcere il naso a Xi Jinping. 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