{"id":64795,"date":"2016-12-13T10:54:02","date_gmt":"2016-12-13T09:54:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64795"},"modified":"2017-11-03T15:14:50","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:50","slug":"consiglio-rimette-la-difesa-al-centro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/12\/consiglio-rimette-la-difesa-al-centro\/","title":{"rendered":"Il Consiglio rimette la Difesa al centro"},"content":{"rendered":"<p>Il Consiglio europeo del 15 dicembre 2016 \u00e8 chiamato a dare il via a tre iniziative in materia di sicurezza e difesa: piano d\u2019azione per la difesa europea, attuazione della strategia globale nell\u2019ambito della sicurezza e della difesa, attuazione della dichiarazione congiunta Ue-Nato di Varsavia.<\/p>\n<p>Se a queste si aggiungiamo il piano d\u2019azione per la difesa europea (Edap \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3726\" target=\"blank\"><b><u>European Defence Action Plan<\/u><\/b><\/a>), abbiamo la rappresentazione, se non completa, quanto meno coerente della politica europea. Sappiamo cosa l\u2019Unione pensa di fare in una materia a lungo negletta su cui, dal remoto 1954, \u00e8 calato il silenzio.<\/p>\n<p>Il Trattato di Lisbona aveva infatti illuminato il cono d\u2019ombra con disposizioni innovative riguardo alla politica comune di sicurezza e difesa. Solo che dal 2009 tali disposizioni sono rimaste allo stato virtuale. La prossima uscita del Regno Unito dall\u2019Ue incoraggia una discussione serrata sul \u201cche fare\u201d di leniniana memoria in materia di Psdc, proprio mentre le dichiarazioni del Presidente statunitense eletto mettono in discussione verit\u00e0 che sembravano acquisite una volta per tutte.<\/p>\n<p><b>In principio fu Jean Monnet<\/b><br \/>\nRiavvolgiamo il nastro della memoria per cercare di comprendere il perch\u00e9 dell\u2019oblio e partiamo dagli anni quaranta del XX secolo. Perch\u00e9 \u201cin principio \u00e8 Jean Monnet, un costruttore dell\u2019Europa unita\u201d (Cosimo Risi e Alfredo Rizzo, con Vincenzo Camporini, L\u2019Europa della sicurezza e della difesa, Napoli, 2016).<\/p>\n<p>Nel 1940, quando l\u2019avanzata tedesca in Europa pare incontenibile, Monnet pone il problema di difendere \u201cla giustizia e la libert\u00e0 contro l\u2019asservimento ad un sistema che riduce l\u2019umanit\u00e0 alla condizione di robot e schiavi\u201d (Pascal Fontaine, Jean Monnet, actualit\u00e9 d\u2019un b\u00e2tisseur de l\u2019Europe unie, Paris-Lausanne, 2013).<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 europea \u00e8 in pericolo e solo lo sforzo congiunto delle democrazie pu\u00f2 salvarla. Unirsi o perire, questo \u00e8 il dilemma che Monnet pensa di risolvere in positivo: propugnando la necessit\u00e0 di un\u2019Unione di Francia e Gran Bretagna, e cio\u00e8 dei paesi che, diversi politicamente, condividono il medesimo patrimonio ideale. Una volta debellata la minaccia nazi-fascista, l\u2019Unione franco-britannica \u00e8 destinata ad essere il prodromo di un\u2019unione talmente vasta da abbracciare buona parte del Continente. Tale \u00e8 la visione dell\u2019uomo di Cognac.<\/p>\n<p>Monnet lancia il progetto di Dichiarazione d\u2019Unione franco-britannica (Londra, 1940), in base alla quale: Francia e Gran Bretagna \u201cnon saranno pi\u00f9, all\u2019avvenire, due nazioni, ma una sola Unione\u201d; istituiranno organi comuni per la difesa e la direzione della politica estera; istituiranno un comune gabinetto di guerra; definiranno a termine l\u2019unione politica e l\u2019unione economica e finanziaria.<\/p>\n<p>La costruzione promana dall\u2019alto verso il basso, il processo \u00e8 il frutto di una visione elitaria e di emergenza, i popoli parteciperanno all\u2019Unione non direttamente ma tramite le rappresentanze dei rispettivi parlamenti nazionali. La cittadinanza comune sar\u00e0 riconosciuta ai popoli, talch\u00e9 \u201cogni cittadino francese godr\u00e0 immediatamente della cittadinanza in Gran Bretagna e ogni suddito britannico diverr\u00e0 cittadino di Francia\u201d.<\/p>\n<p><b>Ceca promossa, Ced bocciata<\/b><br \/>\nL\u2019Unione franco-britannica, che pure riceve il parere favorevole di Londra e Parigi, non decolla. La Francia corre verso la disfatta. Il Primo Ministro Paul Reynaud dovrebbe ricevere a Concarneau il collega britannico per siglare l\u2019intesa, ma alla vigilia \u00e8 messo in minoranza in seno al suo governo, si dimette dall\u2019incarico a favore di un nuovo Gabinetto che si appresta a trattare l\u2019armistizio con la Germania.<\/p>\n<p>Resta di quel periodo l\u2019idea che la costruzione europea si fonda sulla cooperazione (meglio: l\u2019unione) in materia di difesa e politica estera e che su questo pilastro si edifica l\u2019unione economica e finanziaria.<\/p>\n<p>La stessa visione porter\u00e0 Monnet a concepire, dopo la guerra, la creazione della Ceca (Comunit\u00e0 europea del carbone e dell\u2019acciaio) e della Ced (Comunit\u00e0 europea di difesa). La prima comunit\u00e0 ha successo ed i sei stati membri (Francia, Germania, Benelux, Italia) ratificano senza soverchie difficolt\u00e0, salvo che in Francia. La seconda finisce nelle secche del dibattito parlamentare francese e viene bocciata dalla convergenza di forze antitetiche (sinistra e destra) ma analogamente \u201csovraniste\u201d, come oggi si direbbe.<\/p>\n<p><b>L\u2019Europa della Difesa imboccher\u00e0 la pista giusta?<\/b><br \/>\nDal 1954, l\u2019anno della bocciatura della Ced, il percorso dell\u2019unione di sicurezza e difesa finisce sotto traccia per riaffiorare a varie riprese senza il reale convincimento di procedere. Resta da vedere se in questo scorcio del XXI secolo l\u2019Europa stia per imboccare la pista giusta.<\/p>\n<p>Il vertice del 15 dicembre non sar\u00e0 certamente l\u2019ultimo sull\u2019argomento, il dibattito in seno all\u2019Unione si trova alle battute poco che pi\u00f9 che preliminari. I nodi da sciogliere sono numerosi e complessi: il rapporto con la Nato dopo Brexit, il rapporto con la Russia, soprattutto l\u2019ammontare delle risorse da investire nella difesa. L\u2019ultimo punto \u00e8 rubricato sotto il nome asettico di\u00a0<i>burdensharing<\/i>, ma politicamente non \u00e8 asettico affatto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Consiglio europeo del 15 dicembre 2016 \u00e8 chiamato a dare il via a tre iniziative in materia di sicurezza e difesa: piano d\u2019azione per la difesa europea, attuazione della strategia globale nell\u2019ambito della sicurezza e della difesa, attuazione della dichiarazione congiunta Ue-Nato di Varsavia. 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