{"id":64797,"date":"2016-12-14T11:00:19","date_gmt":"2016-12-14T10:00:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64797"},"modified":"2017-11-03T15:14:50","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:50","slug":"trump-mondo-arabo-vuol-lantiamericano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/12\/trump-mondo-arabo-vuol-lantiamericano\/","title":{"rendered":"Trump, se il mondo arabo vuol fare l&#8217;antiamericano"},"content":{"rendered":"<p>Per il mondo arabo, Usa 2016 \u00e8 stata la prima campagna presidenziale nel corso della quale l\u2019islamofobia &#8211; e con essa l\u2019hate speech &#8211; \u00e8 stata uno strumento strategico utilizzato per incassare consenso.<\/p>\n<p>Dopo che Donald Trump, nel dicembre 2015, ha proposto di vietare l\u2019ingresso dei musulmani negli Stati Uniti, l\u2019appuntamento elettorale \u00e8 diventato un test in cui alla prova, oltre ai due candidati, c\u2019era l\u2019intero elettorato statunitense chiamato a esprimersi anche sui toni apertamente razzisti del tycoon.<\/p>\n<p><b>La retorica islamofobiche e le audience arabe<\/b><br \/>\nUn sondaggio pre elettorale svolto da\u00a0<i>YouGov<\/i>\u00a0ed\u00a0<i>Arab News<\/i>\u00a0aveva infatti mostrato come la retorica islamofobica della campagna del tycoon stesse alienando le audience arabe: anche se sulle tematiche sensibili, come l\u2019aborto e la condizione femminile, oltre il 75% degli intervistati si sentiva pi\u00f9 vicino alle posizioni di Trump, solo il 9% avrebbe dato a lui la sua preferenza.<\/p>\n<p>In aggiunta, un\u2019indagine di opinione realizzata un mese prima dell\u2019election day dall\u2019Arab Center di Washington su un campione di 3600 persone residenti in nove Paesi arabi ha mostrato come oltre il 60% degli intervistati aveva gi\u00e0 allora un\u2019opinione negativa di Trump.<\/p>\n<p>Nonostante questo, meno del 20% credeva che il cambio di guardia alla Casa Bianca potesse avere un impatto significativo sulla politica estera globale e regionale degli Stati Uniti. E solo il 13% pensava che con Trump alla presidenza questo impatto potesse essere positivo.<\/p>\n<p>All\u2019indomani del risultato, Trump ha comunque ricevuto le congratulazioni di tutti i leader arabi, ma il pragmatismo dei governanti arabi non ha contagiato le societ\u00e0 arabe. Sono infatti rimasti critici sia la maggioranza dei cittadini che i rappresentanti dell\u2019Islam pi\u00f9 radicale.<\/p>\n<p>Basta pensare alle prime parole pronunciate da Abu Muhammad Al-Maqdisi, ideologo di Al-Qaeda, che non ha esitato a definire il successo di Trump l\u2019inizio del declino pi\u00f9 profondo e della disintegrazione degli Stati Uniti. Secondo Al-Maqdisi, infatti, l\u2019elezione di Trump ha messo a nudo, una volta per tutte, la mentalit\u00e0 razzista e islamofobica degli statunitensi. Questo potrebbe quindi motivare i musulmani nemici degli Stati Uniti a reagire.<\/p>\n<p>Reazioni immediate a parte, in pochi si sono sbilanciati nel fare previsioni sulla politica estera di Trump nella regione. Come gi\u00e0 scritto su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3687\" target=\"blank\"><b><u>questa rivista<\/u><\/b><\/a>, l\u2019approccio al mondo del neo eletto presidente \u00e8 infatti poco prevedibile.<\/p>\n<p>Per abbozzare qualche pronostico si pu\u00f2 al massimo riflettere su tre elementi che hanno caratterizzato la campagna elettorale di Trump: il nazionalismo estremamente realista; la preferenza per accordi bilaterali con le potenze regionali e la riluttanza a intervenire militarmente su larga scala. Anche questi per\u00f2 vanno presi con cautela, visto che le prime dichiarazioni del Trump presidente hanno in parte rinnegato gli annunci fatti durante la campagna elettorale.<\/p>\n<p>Molto dipender\u00e0 dai nomi degli uomini che andranno a comporre la sua squadra. E le prime nomine non fanno ben sperare. Anzi visti i profili, il timore \u00e8 che l\u2019islamofobia che Trump ha usato per fare campagna elettorale, diventi ora un pilastro della sua pratica politica che in Medio Oriente avr\u00e0 come priorit\u00e0 la lotta al terrorismo.<\/p>\n<p><b>Trump come Bush figlio\u00a0<\/b><br \/>\nL\u2019enfasi posto dal nuovo presidente su questo ultimo aspetto ha spinto molti analisti a paragonare Trump con Bush figlio e a prevedere che il pendolo che registra l\u2019andamento dell\u2019azione statunitense nel mondo subir\u00e0 una significativa oscillazione, tornando nella posizione gi\u00e0 occupata durante l\u2019epoca di Bush, ovvero l\u2019estremo opposto di quello nel quale si \u00e8 posizionato con l\u2019arrivo di Obama.<\/p>\n<p>Anche se sull\u2019interventismo Trump \u00e8 stato cauto, \u00e8 probabile che con il suo ingresso alla Casa Bianca gli Stati Uniti prenderanno le distanze dalle politiche della \u201cmano tesa\u201d volute (e spesso rimaste solo parole), da Obama.<\/p>\n<p>Come Bush, che voleva trasformare il Medio Oriente in una parte di mondo pi\u00f9 stabile, anche Trump potrebbe commettere una serie di errori che porterebbero al risultato opposto, al contempo nutrendo le istanze antiamericane. Quelle sempre esistite e congenite alla regione; ma anche quelle sopite dall\u2019avvento di Obama e dal restyling di immagine a cui questo ha costretto gli Stati Uniti appena entrato alla Casa Bianca.<\/p>\n<p><b>L\u2019antiamericanismo nell\u2019epoca Trump<\/b><br \/>\nAnche se la burocrazia di Washington riuscir\u00e0 ad imbrigliare il nuovo presidente, il suo arrivo alla Casa Bianca contribuir\u00e0 a delineare l\u2019immagine degli Stati Uniti nel mondo; tanto pi\u00f9 se Trump continuer\u00e0 a utilizzare i toni incendiari della sua campagna.<\/p>\n<p>In generale per\u00f2, la figura presidenziale ha un peso relativo sull\u2019evoluzione dell\u2019antiamericanismo. E questa \u00e8 probabilmente una buona notizia per gli osservatori preoccupati da un\u2019eventuale crescita dell\u2019antiamericanismo dovuta all\u2019arrivo alla Casa Bianca di un personaggio tutt\u2019altro che amato nel mondo arabo.<\/p>\n<p>Consapevole di non essere un uomo popolare in Medio Oriente, all\u2019indomani della vittoria, Trump \u00e8 sembrato pronto a ricorrere ai ripari. Per scongiurare il peggio \u00e8 andato a ripulire il suo programma elettorale, ritoccando la versione online dalla quale \u00e8 scomparso il punto relativo al divieto di ingresso dei musulmani nel Paese. Un aggiustamento fatto probabilmente pensando alle conseguenze, in primis per la sicurezza della nazione, di una politica dagli spiccati toni islamofobici.<\/p>\n<p>Se da un lato \u00e8 quindi prematuro prevedere un inasprimento sostanziale dell\u2019antiamericanismo arabo legato esclusivamente alla nuova figura presidenziale, dall\u2019altro si pu\u00f2 gi\u00e0 ipotizzare che se Trump si limiter\u00e0 a modifiche cosmetiche del suo programma, cercando nei fatti di realizzarlo, avr\u00e0 poche carte per contenere e combattere attivamente l\u2019antiamericanismo arabo &#8211; un fenomeno che pur avendo radici relativamente giovani nella regione necessita ricette elaborate e di lungo periodo per essere estirpato.<\/p>\n<p>N\u00e9\u00a0<i>media diplomacy<\/i>, n\u00e9\u00a0<i>soft power\u00a0<\/i>riusciranno a vincere, da soli, le menti e i cuori degli arabi che negli ultimi decenni hanno maturato, per svariate ragioni e in diversa misura, un risentimento pi\u00f9 o meno profondo nei confronti della Casa Bianca.<\/p>\n<p>Con l\u2019arrivo del neo eletto, il timore \u00e8 che la componente pi\u00f9 virulenta dell\u2019antiamericanismo possa, nel tempo, diffondersi e radicarsi in una fascia pi\u00f9 ampia della popolazione, trasformandosi da mentalit\u00e0 a ideologia.<\/p>\n<p>Qualora questo accadesse, i pericoli per la Casa Bianca sarebbero certamente maggiori: in un mondo sempre pi\u00f9 interconnesso, una volta cristallizzate, le ideologie sono pi\u00f9 complesse da estirpare rispetto a mentalit\u00e0 che non portano direttamente alla creazione di pregiudizi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per il mondo arabo, Usa 2016 \u00e8 stata la prima campagna presidenziale nel corso della quale l\u2019islamofobia &#8211; e con essa l\u2019hate speech &#8211; \u00e8 stata uno strumento strategico utilizzato per incassare consenso. 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