{"id":6480,"date":"2007-10-30T00:00:00","date_gmt":"2007-10-29T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lenergia-e-anche-una-grande-opportunita\/"},"modified":"2017-11-03T15:41:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:41:15","slug":"lenergia-e-anche-una-grande-opportunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/10\/lenergia-e-anche-una-grande-opportunita\/","title":{"rendered":"L\u2019energia \u00e8 anche una grande opportunit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>La maggior parte delle analisi e degli studi condotti nel periodo pi\u00f9 recente convergono nel sostenere con forza che le tendenze energetiche globali in atto sono pressoch\u00e9 insostenibili a medio termine e andrebbero modificate mediante interventi efficaci e tempestivi volti sia a migliorare la sicurezza energetica sia a ridurre le emissioni di gas-serra. Ma su cosa fare e come farlo ci sono ancora molte incertezze e permangono divisioni profonde sia tra un paese e l\u2019altro, sia all\u2019interno dei singoli paesi. Tutto ci\u00f2 fa s\u00ec che i risultati finora raggiunti siano estremamente modesti e del tutto insoddisfacenti.<\/p>\n<p><b>Negoziati complessi<\/b><br \/>L\u2019ostacolo maggiore all\u2019adozione di politiche efficaci per la riduzione delle emissioni risiede nella loro natura di \u2018bene pubblico\u2019 globale: tutti i paesi possono godere dei loro benefici indipendentemente dall\u2019aver o meno contribuito a  scongiurare comportamenti da \u2018free rider\u2019 (come il passeggero clandestino che non vuole pagare il biglietto) tra e all\u2019interno dei paesi. Ed \u00e8 per questo che servono negoziati e accordi internazionali tra paesi, assai complessi e di difficile realizzazione, perch\u00e9 devono coinvolgere un numero di attori il pi\u00f9 rappresentativo possibile; prescrivere impegni precisi e chiaramente definiti; consentire un efficace monitoraggio nella fase di implementazione. <\/p>\n<p>Per quanto riguarda i contenuti di tali negoziati sarebbe certamente d\u2019aiuto adottare un approccio meno impregnato di catastrofismo e pi\u00f9 consapevole del fatto che la transizione verso un nuovo sistema di produzione dell\u2019energia non comporta solo un aggravio di costi &#8211; pur se questi ultimi rimangono rilevanti &#8211; ma \u00e8 in grado di aprire una vasta gamma di nuove opportunit\u00e0 per le imprese e le industrie di molti paesi. Al riguardo basta guardare alle esperienze dei paesi che pi\u00f9 hanno avuto successo in questi anni nell\u2019adozione di politiche innovative in campo energetico.<\/p>\n<p><b>Opportunit\u00e0 di sviluppo<\/b><br \/>I loro approcci, per quanto eterogenei e diversificati, mettono in risalto, tra le tante,  soprattutto due aree di intervento in grado di giocare un ruolo assai rilevante: l\u2019efficienza energetica mirata a determinare minori consumi di energia per unit\u00e0 di ricchezza prodotta; lo sviluppo di energie rinnovabili per la diversificazione delle fonti di offerta. <\/p>\n<p>In primo luogo, una domanda di energia pi\u00f9 efficiente ha voluto dire per alcuni paesi (ad esempio la Danimarca, che ha mantenuto i consumi costanti negli ultimi 25 anni ed \u00e8 divenuta un esportatore netto di energia) modificare i consumi di energia e quindi imporre standard minimi &#8211; naturalmente che vanno rispettati &#8211; diretti a favorire la maggiore efficienza di edifici, elettrodomestici, impianti industriali e mezzi di trasporto. Ci\u00f2 ha significato anche notevoli risparmi nei consumi finali di energia e nelle risorse investite nel settore elettrico. Un ritorno che \u00e8 divenuto ancora pi\u00f9 sostanzioso se si tiene conto delle nuove opportunit\u00e0 di produzione e occupazione che sono nate e si sono sviluppate in tutta una serie di attivit\u00e0 industriali e di servizi connesse al soddisfacimento dei nuovi standard di efficienza energetica. <\/p>\n<p>Per quanto riguarda la seconda area di intervento, in una strategia ampia e flessibile di diversificazione delle fonti di offerta, l\u2019utilizzo massiccio di fonti rinnovabili (eolico, solare, biomasse eccetera) appare una scelta obbligata oltre che conveniente, come dimostrano anche in questo caso le esperienze di alcuni paesi. E in Europa spiccano i casi della Germania e della Spagna.<\/p>\n<p><b>Germania da imitare<\/b><br \/>La Germania \u00e8 passata in 15 anni da un mercato quasi inesistente a una posizione di leadership mondiale nella tecnologia e produzione di rinnovabili, con un\u2019industria da oltre 20 miliardi di euro in rapida crescita e oltre 214.000 nuovi posti di lavoro (pi\u00f9 che nel settore energetico tradizionale) che potrebbero diventare mezzo milione entro il 2020. Sempre in Germania gli incentivi creati attraverso il <i><a href= \"http:\/\/www.bmu.de\/english\/renewable_energy\/doc\/6465.php\" target= \"blank\"><b><u> Renewable Energy Sources Act <\/u><\/b><\/a><\/i> hanno assicurato a partire dal 2000 un raddoppio dei volumi di energia prodotta da rinnovabili (da 13,6 a 34,9 TWh nel 2004). L\u2019energia da sistemi fotovoltaici, a sua volta,  \u00e8 cresciuta di nove volte.<\/p>\n<p>Dopo un approccio graduale di prove e errori, lo strumento decisivo utilizzato dal governo tedesco \u00e8 stato uno schema di accesso garantito per ogni produttore di rinnovabili alla rete elettrica e un sistema di <i>feed-in tariff <\/i>esteso su un periodo di 20 anni. Queste misure sono state accompagnate da un programma di ricerca federale per tutte le tecnologie rinnovabili (1 miliardo di euro) e da programmi di prestiti agevolati per le installazioni, che hanno permesso negli anni Novanta pi\u00f9 di 3 miliardi di prestiti a interessi ridotti. Nello spazio di cinque anni i costi di installazione degli impianti fotovoltaici ed eolici sono diminuiti rispettivamente del 25% e 30%, grazie agli effetti cumulati dell\u2019attivit\u00e0 produttiva.<\/p>\n<p><b>Anche l\u2019Italia \u2026<\/b><br \/>I casi sin qui citati oltre che per un negoziato multilaterale hanno molto valore anche per il nostro paese che \u00e8 di fronte a scadenze importanti nei prossimi anni sul fronte dell\u2019energia e dell\u2019ambiente. Nella prima fase di attivit\u00e0 va riconosciuto al governo Prodi di aver promosso tutta una serie di iniziative sui temi dell\u2019energia. Ma sullo specifico tema dell\u2019emergenza climatica la sensazione \u00e8 che ancora molto resta da fare. Andrebbe dato un segnale forte, anche in vista degli appuntamenti importanti che ci attendono. <\/p>\n<p>Dal 1\u00b0 gennaio 2008 scatta il quinquennio durante il quale il nostro paese dovr\u00e0 ridurre le proprie emissioni di gas-serra  secondo l\u2019impegno assunto in base al Protocollo di Kyoto ratificato dal nostro Parlamento nel giugno 2002. Poi ci sono gli impegni assunti nel Consiglio europeo del marzo scorso, con il famoso &#8220;20-20-20&#8221; rispettivamente in tema di minori consumi energetici, riduzione di emissioni, sviluppo di energie rinnovabili che gi\u00e0 oggi molti ritengono assai difficili, se non addirittura impossibili, da mantenere.<\/p>\n<p>Alla luce di queste impegnative scadenze non si pu\u00f2 non rimanere delusi, ad esempio, dalla legge Finanziaria in discussione in queste settimane in Parlamento. Nella veste attuale essa contiene misure decisamente inadeguate soprattutto in tema di efficienza energetica e incentivi per la riduzione di gas-serra oltre che per l\u2019uso di fonti rinnovabili. Altri paesi europei hanno fatto e stanno facendo assai di pi\u00f9. \u00c8 evidente che il governo italiano dovrebbe mostrare &#8211; e al pi\u00f9 presto perch\u00e9 i tempi stringono &#8211; una ben pi\u00f9 forte determinazione nell\u2019affrontare questi  problemi, per evitare che alle fine si trasformino soltanto in onerosi fardelli a carico del bilancio pubblico e delle borse dei cittadini italiani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La maggior parte delle analisi e degli studi condotti nel periodo pi\u00f9 recente convergono nel sostenere con forza che le tendenze energetiche globali in atto sono pressoch\u00e9 insostenibili a medio termine e andrebbero modificate mediante interventi efficaci e tempestivi volti sia a migliorare la sicurezza energetica sia a ridurre le emissioni di gas-serra. 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