{"id":64820,"date":"2016-12-27T11:43:50","date_gmt":"2016-12-27T10:43:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64820"},"modified":"2017-11-03T15:14:46","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:46","slug":"2017-lipoteca-dei-populismi-sullanno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/12\/2017-lipoteca-dei-populismi-sullanno\/","title":{"rendered":"2017: l\u2019ipoteca dei populismi sull\u2019Anno Nuovo"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump il 20 gennaio e la serie scadenzata di voti politici in molti grandi Paesi europei, forse Italia compresa, mettono sul 2017 una sorta d\u2019ipoteca populista; e proprio l\u2019avanzata dell\u2019anti-politica dall\u2019Unione europea, Ue, agli Usa ravviva gli interrogativi sull\u2019asserita generale \u2018crisi strutturale\u2019 della democrazia rappresentativa in tutto l\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Il s\u00ec alla Brexit e l\u2019affermazione di Trump, due risultati appena attenuati dalla vittoria alle\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3728\" target=\"blank\"><b><u>presidenziali austriache<\/u><\/b><\/a>\u00a0dell\u2019europeista verde Alexander van der Bellen, lasciano temere successi dei\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3748\" target=\"blank\"><b><u>movimenti populisti<\/u><\/b><\/a>\u00a0e nazionalisti, xenofobi e anti-Islam, euro-scettici ed anti-euro, nella raffica di elezioni nell\u2019Ue dei prossimi nove mesi.<\/p>\n<p>Se le prime date in neretto sull\u2019agenda 2017 sono statunitensi &#8211; il 9 gennaio, l\u2019avallo del Congresso alla vittoria di Trump nelle presidenziali, nonostante la sua rivale Hillary Clinton abbia ottenuto oltre due milioni di voti popolari pi\u00f9 di lui, e il 20 gennaio l\u2019insediamento del nuovo presidente -, gli altri giorni da appuntare sono soprattutto europei.<\/p>\n<p>Va per\u00f2 ricordato che le crisi del mondo, di cui Papa Francesco ha fatto un\u2019agghiacciante sintesi, benedicendo l\u2019umanit\u00e0 a Natale, restano aperte, senza una data di scadenza: Siria e Iraq, Yemen e Afghanistan, le ricorrenti tensioni mediorientali tra israeliani e palestinesi, la Libia e l\u2019arco dell\u2019integralismo a sud del Sahara, la Corea del Nord; e, ovunque e sempre, l\u2019Idra dalle cento teste della minaccia terroristica. Tutte ombre con cui dovremo convivere ancora nel nuovo anno.<\/p>\n<p><b>Carrellata di elezioni nell\u2019Ue<\/b><br \/>\nLa carrellata d\u2019appuntamenti elettorali \u00e8 eccezionale: il 2017 dell\u2019Ue appare un percorso a ostacoli. A gennaio, il 22 e 29, ci sono le primarie della sinistra francese in vista delle presidenziali; il 15 marzo si vota in Olanda; il 26 marzo nella Saar in Germania; il 23 aprile c\u2019\u00e8 il primo turno delle presidenziali francesi; il 7 maggio, il ballottaggio francese e si vota nello Schleswig-Holstein ancora in Germania; il 14 maggio si vota nella Renania del Nord &#8211; Westfalia, sempre in Germania; il 24 settembre ci sono le politiche tedesche.<\/p>\n<p>A questi appuntamenti, potrebbero ancora aggiungersi le politiche italiane. E restano da definire tempi d\u2019avvio e ritmi del negoziato sulla Brexit, che, a oltre sei mesi dal referendum britannico, rimane un\u2019incognita: una spada di Damocle sul capo dell\u2019Ue e della Gran Bretagna.<\/p>\n<p>Di come \u201ccostruire l\u2019Europa federale nell\u2019era dei populismi\u201d si discute a Bruxelles e nelle capitali dei 28. Le famiglie politiche tradizionali europee cercano soprattutto di stornare l\u2019insidia populista e, talora, avvertono la tentazione di rincorrere gli antagonisti sul loro terreno.<\/p>\n<p>Dal dibattito fra europeisti, invece, emerge che chi ancora ci crede deve unire le energie per salvare e rilanciare il progetto d\u2019integrazione, che, nato oltre settant\u2019anni or sono nelle tenebre pi\u00f9 profonde della Seconda Guerra Mondiale, celebrer\u00e0 a Roma il 25 marzo 2017 il 60\u00b0 anniversario della firma dei Trattati istitutivi delle tre iniziali Comunit\u00e0 europee.<\/p>\n<p>L\u2019attuale processo ha perso slancio politico e appoggio da parte dei cittadini che, prostrati dalla crisi del 2008 e delusi dalle risposte dell\u2019Ue, rimproverano all\u2019Unione di non rappresentare, come sperato, un frangiflutti della globalizzazione e di non gestire il flusso dei migranti, garantendo la sicurezza.<\/p>\n<p>Un modo, forse l\u2019unico, per riscattare e fare ripartire l\u2019integrazione \u00e8 rinnovarla, dando maggiore legittimit\u00e0 democratica all\u2019azione politica europea e innestandovi una concreta prospettiva federale, nella convinzione che il vero \u2018sovranismo\u2019 non \u00e8 la restituzione di sovranit\u00e0 ai singoli Stati, progressivamente irrilevanti, ma il conferimento di maggiore sovranit\u00e0 all\u2019Unione europea, che pu\u00f2 avere voce in capitolo nei consessi e nei processi internazionali.<\/p>\n<p>La trasparenza e la democratizzazione sono una priorit\u00e0 della Commissione europea: il presidente Jean-Claude Juncker persegue, a tal fine, \u201cuna speciale partnership con il Parlamento europeo\u201d e \u201cun\u2019accresciuta trasparenza\u201d quando si tratta di contatti con gli stakeholders e i lobbisti.<\/p>\n<p><b>I viottoli della speranza<\/b><br \/>\nC\u2019\u00e8 poco da sperare che i leader dei Grandi dell\u2019Ue abbiano colpi d\u2019ala europei in un contesto di sfide nazionali incerte e aperte com\u2019\u00e8 quello del 2017. Tanto pi\u00f9 che le presidenze di turno del Consiglio dell\u2019Ue sono sulla carta deboli: Malta nel primo semestre e l\u2019Estonia nel secondo, due piccoli Paesi, entrambi esordienti nel ruolo.<\/p>\n<p>Eppure, sarebbe l\u2019ora d\u2019aprire viottoli di speranza e ambizione tra le rovine di un\u2019Unione sbriciolata nei suoi valori fondamentali &#8211; lo Stato di diritto e la solidariet\u00e0 &#8211; e marginale nelle crisi mondiali, anche sull\u2019uscio di casa, come la vicenda siriana dimostra.<\/p>\n<p>Bisogna ridare ai cittadini il senso d\u2019utilit\u00e0 di un progetto e l\u2019orgoglio di appartenervi. E bisogna rispondere alle domande dei cittadini con azioni federali: gestire il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/archivio_articoli.asp?TagID=141\" target=\"blank\"><b><u>flusso dei migranti\u00a0<\/u><\/b><\/a>e la riforma del diritto d\u2019asilo che diventi europeo; concedere ai migranti che ne hanno diritto la cittadinanza europea piuttosto che quelle nazionali; e, ancora, affidare il controllo delle frontiere esterne all\u2019Unione, neutralizzando le reciproche diffidenze; accelerare la promozione e la creazione d\u2019una difesa europea, sfruttando come opportunit\u00e0 le sfide lanciate da Trump ancor prima d\u2019insediarsi.<\/p>\n<p>Infine, dare all\u2019Europa una voce unica e forte nei consessi internazionali, dal Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu al Fondo monetario internazionale, dal G8 al G20. E migliorare la conoscenza di quanto esiste, estendendo la pratica dell\u2019Erasmus a licei e realt\u00e0 professionali &#8211; una \u2018Erasmus dei giornalisti\u2019 contribuirebbe, ad esempio, a un\u2019informazione senza frontiere e senza pregiudizi.<\/p>\n<p><b>Italia in prima fila sulla scena internazionale<\/b><br \/>\nIl Governo italiano del dopo Referendum e del dopo Matteo Renzi ha l\u2019agenda zeppa di questioni politiche, a partire dalla legge elettorale, e di problemi economico-finanziari, a partire dalle angustie di Monte dei Paschi. Ma il premier Paolo Gentiloni e i suoi ministri dovranno subito confrontarsi con scadenze internazionali che fanno dell\u2019Italia una protagonista del 2017.<\/p>\n<p>Con Bruxelles, Roma deve affrontare il negoziato sulla legge finanziaria, senza potersi aspettare, nella fase attuale, e dopo una stagione di pugni sul tavolo e toni guasconi, particolare bonomia, nonostante che la trattativa sia affidata a un ministro, Pier Carlo Padoan, che gode di credito presso i suoi interlocutori e la cui competenza \u00e8 riconosciuta.<\/p>\n<p>Il fronte europeo \u00e8, per\u00f2, solo uno di quelli che vedranno l\u2019Italia impegnata: il 2017 \u00e8 molto denso di responsabilit\u00e0 internazionali. Dal 1\u00b0 gennaio, l\u2019Italia assume la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3678\" target=\"blank\"><b><u>presidenza del G7<\/u><\/b><\/a>, che culminer\u00e0 il 26 e 27 maggio nel Vertice di Taormina &#8211; dove almeno quattro leader saranno esordienti -, senza contare le riunioni settoriali nel nostro Paese; e sempre dal 1\u00b0 gennaio l\u2019Italia ritorna nel Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu sia pure solo per un anno, avendo spartito il biennio con l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3523\" target=\"blank\"><b><u>Olanda<\/u><\/b><\/a>; e, ancora, deve preparare le celebrazioni a Roma il 25 marzo per il 60o anniversario della Cee.<\/p>\n<p>Alla guida del G7, l\u2019Italia dovr\u00e0 coordinarsi con la presidenza di turno tedesca del G20 &#8211; il Vertice sar\u00e0 ad Amburgo il 7 e 8 luglio. Nel 2018, poi, l\u2019Italia avr\u00e0 la presidenza dell\u2019Osce, raccogliendo l\u2019impegnativa eredit\u00e0 di Germania e Austria e dando seguito alla sua presidenza, nel 2017, del Gruppo Mediterraneo.<\/p>\n<p>L\u2019attuale delicata situazione politica e la prospettiva di elezioni anticipate potrebbero anche indurre il governo Gentiloni a fare cabotaggio in acque internazionali; ma la densit\u00e0 delle responsabilit\u00e0 lo sconsiglia. Anche se la designazione agli Esteri d\u2019un ministro senza n\u00e9 esperienza n\u00e9 vocazione internazionale come Angelino Alfano non garantisce la conoscenza dei dossier necessaria per agire in tempi brevi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump il 20 gennaio e la serie scadenzata di voti politici in molti grandi Paesi europei, forse Italia compresa, mettono sul 2017 una sorta d\u2019ipoteca populista; e proprio l\u2019avanzata dell\u2019anti-politica dall\u2019Unione europea, Ue, agli Usa ravviva gli interrogativi sull\u2019asserita generale \u2018crisi strutturale\u2019 della democrazia rappresentativa in tutto l\u2019Occidente. 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