{"id":64833,"date":"2017-01-03T11:58:59","date_gmt":"2017-01-03T10:58:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64833"},"modified":"2017-11-03T15:14:44","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:44","slug":"difficili-dilemmi-erdogan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/difficili-dilemmi-erdogan\/","title":{"rendered":"I difficili dilemmi di Erdogan"},"content":{"rendered":"<p>In Siria, il governo turco ha cambiato schieramento: da grande protettore dei \u201csunniti\u201d a compagno di strada della Russia e dell\u2019Iran. La nuova coalizione \u00e8 stata inaugurata al vertice fra Russia, Iran e Turchia che si \u00e8 svolto a Mosca il 27 dicembre 2016.<\/p>\n<p>Esso segna una vera svolta nella guerra civile siriana e, in attesa di Donald Trump, illumina la prospettiva di una Siria divisa in zone d\u2019influenza fra potenze esterne. L\u2019attacco di Istanbul, al nightclub Reyna, l\u2019ultimo dell\u2019anno, nella serie di atti terroristici che hanno insanguinato la Turchia sin dalla fine del 2015 va valutato anche in questa nuova prospettiva.<\/p>\n<p><b>Il peso dei curdi<\/b><br \/>\n\u00c8 la questione curda che ha spinto Racep Tayip Erdo?an a cambiare politica. Nell\u2019autunno scorso, i curdi siriani &#8211; in testa alla coalizione delle Forze democratiche siriane sostenuta dagli Stati Uniti in funzione anti autoproclamatosi \u201cstato islamico\u201d con l\u2019obbiettivo principale di conquistare Raqqa &#8211; hanno attraversato l\u2019Eufrate e conquistato la citt\u00e0 di Manbij con lo scopo di ripulire la zona a nord di Aleppo e ricongiungere il cantone curdo di Afrin (nel nord ovest della Siria) a quelli gi\u00e0 accorpati nel nord est.<\/p>\n<p>I curdi siriani mirano a costituire, fra Turchia e Siria, un territorio a guida curda (la Federazione del Nord della Siria &#8211; \u201cRojava\u201d) privo di soluzioni di continuit\u00e0. Per i turchi questo progetto, di per s\u00e9 inquietante, non pu\u00f2 che saldarsi con quello indipendentista dei curdi turchi e del Pkk che il governo di Ankara combatte con una feroce guerra interna.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, la guerra civile in atto in Turchia \u00e8 pi\u00f9 figlia della deriva autoritaria di Erdo?an che non dell\u2019indipendentismo dei curdi turchi. Ma, come che sia, nella logica del governo turco, l\u2019avanzata curdo-siriana e la sua saldatura con i curdi turchi costituiscono una seria minaccia nazionale assolutamente da fermare. Perci\u00f2, terzi in Siria dopo gli iraniani e i russi ad avere una presenza diretta nel conflitto, hanno invaso l\u2019area a nord di Aleppo.<\/p>\n<p>L\u2019hanno fatto impiegando alcune delle milizie siriane di loro ubbidienza e mettendo cos\u00ec in luce di avere una seria influenza sulle forze non jihadiste dell\u2019opposizione al regime di Damasco. Questa influenza non \u00e8 nuova, ma fino a non molto tempo fa il sostegno fornito ambiguamente dai turchi, non solo alle forze non jihadiste dell\u2019opposizione, ma anche a quelle jihadiste, ne aveva significativamente ridotto la portata.<\/p>\n<p>Dopo la stretta nei confronti dei jihadisti, specialmente dell\u2019autoproclamatosi \u201cstato islamico\u201d, la Turchia ha rafforzato i suoi legami e la sua influenza sulle forze non jihadiste dell\u2019opposizione. La scissione emersa nell\u2019ambito dell\u2019importante gruppo salafita di Ahrar al-Sham a met\u00e0 dello scorso dicembre fra un\u2019ala di piena ortodossia jihadista e una definibile come pragmatica (filo-turca) ha alla sua origine il lavoro dei servizi turchi e comporta un notevole spostamento negli equilibri dell\u2019opposizione a Damasco.<\/p>\n<p><b>Il ruolo della Turchia nel conflitto siriano<\/b><br \/>\nL\u2019influenza acquisita dai turchi nell\u2019opposizione non jihadista a Bashar al-Assad permette alla Turchia di sedere al tavolo della coalizione con Russia e Iran non &#8211; per propriet\u00e0 transitiva &#8211; come protettore del presidente siriano, bens\u00ec come protettore di una considerevole parte dell\u2019opposizione non jihadista al regime di Damasco, pronta, sotto la guida di Ankara, a trattare con Assad verso una transizione politica. \u00c8 del resto questo il fondamento politico del cessate il fuoco iniziato con apparente successo il 29 dicembre.<\/p>\n<p>Non si tratta di un rovesciamento delle alleanze da parte della Turchia, ma di una leadership turca sull\u2019opposizione siriana che consente l\u2019avvio di un processo politico. Tuttavia, occorre chiedersi quanto sia salda questa leadership. Dobbiamo pensare che questa transizione politica sponsorizzata dalla Turchia sia pi\u00f9 fattibile di quella che hanno invano cercato di costruire negli anni passati l\u2019Onu e il Gruppo di sostegno alla Siria &#8211; comunque naufragata nella mancata elezione di Hillary Clinton?<\/p>\n<p><b>Tanti ostacoli, forse troppi<\/b><br \/>\nStando a quanto abbiamo appreso dalle vicende diplomatiche precedenti, le milizie non jihadiste dovrebbero continuare a opporsi strenuamente alle condizioni che Russia e Iran hanno posto fin qui: una transizione guidata da Assad e &#8211; almeno secondo le preferenze di Teheran &#8211; una permanenza dello stesso Assad a conclusione della transizione piuttosto che un allargamento della leadership, come intendono i russi. Il nuovo processo politico potrebbe perci\u00f2 ben presto arenarsi, come i precedenti.<\/p>\n<p>Questa, del resto, non \u00e8 che la pi\u00f9 evidente delle pietre di inciampo del progetto del vertice di Mosca e dei negoziati fra le parti che esso ha previsto ad Astana. Altre pietre d\u2019inciampo sono il deflusso che avverr\u00e0 a favore dei jihadisti, che restano anti-Assad, dalle file di quelli che, seguendo la Turchia, s\u2019imbarcherebbero ora in un?ambigua transizione politica.<\/p>\n<p>Reazioni ci saranno anche da parte dei Paesi arabi del Golfo, che per\u00f2 si trovano oggettivamente indeboliti. Sar\u00e0 in particolare delusa la dirigenza qatariota. Inoltre, da parte russa le intese moscovite non sono un favore ai curdi, con i quali hanno peraltro un rapporto piuttosto amichevole. Per cui sar\u00e0 anche questa un\u2019evoluzione da osservare. Tutto ci\u00f2 dovr\u00e0 infine quadrare con l\u2019arrivo di Trump, la cui politica resta poco chiara malgrado le dichiarazioni e le interpretazioni. Non \u00e8 noto se a Mosca si sia parlato anche dell\u2019Iraq, un tassello chiave di qualsiasi prospettiva di sistemazione dell\u2019area.<\/p>\n<p><b>Una Turchia pi\u00f9 importante, ma pi\u00f9 vulnerabile?<\/b><br \/>\nLa direzione che chiaramente emerge \u00e8, almeno per ora, quella di una divisione della Siria in zone d\u2019influenza. Il nord sembrerebbe dover diventare di spettanza turca. L\u2019est cadrebbe sotto l\u2019influenza della Russia e dell\u2019Iran e il sud, per il tramite della Giordania, verrebbe in sostanza lasciato agli Usa.<\/p>\n<p>Questo regolamento dovr\u00e0 per\u00f2 fare i conti con quello che resta dell\u2019autoproclamatosi \u201cstato islamico\u201d e con le ridotte dei jihadisti, specialmente nell\u2019Edlib. Il progetto era quello di una conquista di Raqqa da parte delle Forze democratiche siriane a guida curda, con l\u2019appoggio degli Stati Uniti. Nel nuovo assetto non \u00e8 per\u00f2 davvero chiaro quale posto avranno i curdi siriani e se, messo in discussione il loro progetto al nord, essi avranno un qualche interesse a conquistare Raqqa o a trattare con Assad e su quale base.<\/p>\n<p>Infine, se i jihadisti siriani verranno davvero messi all\u2019angolo, si potrebbe aprire una nuova filiera terroristica in Turchia. La politica estera della Turchia, da quando Erdo?an ha deciso diventarne il \u201csultano\u201d, non ha fatto che moltiplicare i nemici. Ammesso che l\u2019attacco al Reyna sia dello \u201cstato islamico\u201d, quelli a seguire potrebbero acquistare anche un sapore qaedista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Siria, il governo turco ha cambiato schieramento: da grande protettore dei \u201csunniti\u201d a compagno di strada della Russia e dell\u2019Iran. La nuova coalizione \u00e8 stata inaugurata al vertice fra Russia, Iran e Turchia che si \u00e8 svolto a Mosca il 27 dicembre 2016. Esso segna una vera svolta nella guerra civile siriana e, in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[99,108,114,110,130],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64833"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64833"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64833\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64834,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64833\/revisions\/64834"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64833"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64833"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64833"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}