{"id":64837,"date":"2017-01-05T12:02:14","date_gmt":"2017-01-05T11:02:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64837"},"modified":"2017-11-03T15:14:43","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:43","slug":"contributo-italiano-alla-lotta-la-minaccia-cibernetica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/contributo-italiano-alla-lotta-la-minaccia-cibernetica\/","title":{"rendered":"Il contributo italiano alla lotta contro la minaccia cibernetica"},"content":{"rendered":"<p>La diatriba circa le cyberinterferenze di Mosca nella campagna elettorale Usa costituisce un&#8217;ulteriore testimonianza della natura potenzialmente destabilizzante per la pace e la sicurezza internazionali dello strumento cibernetico.<\/p>\n<p><b>Cyber, ennesimo possibile terreno di conflitto<\/b><br \/>\nL&#8217;era cyber \u00e8iniziata da oltre trent&#8217;anni ed \u00e8 inutile elencarne gli enormi benefici. Da circa un decennio si sta tuttavia rivelando un&#8217;arma a doppio taglio, visto che dopo la terra, il mare, l&#8217;aria e lo spazio extra atmosferico il cyber \u00e8 divenuto il quinto possibile terreno di conflitto.<\/p>\n<p>Il primo episodio di un suo impiego\u00a0<i>offensive<\/i>\u00a0risale al 2007, quando le strutture vitali dell&#8217;Estonia vennero paralizzate per giorni da un attacco cyber che proveniva, secondo alcuni, dalla Russia. Un altro vistoso evento si verific\u00f2 nel 2010 con la messa fuori uso di numerose centrifughe dell&#8217;impianto di arricchimmento iraniano di Natanz da un &#8220;verme&#8221; cibernetico denominato &#8220;Stuxnet&#8221;.<\/p>\n<p>In questo caso l&#8217;iniziativa fu attribuita a Stati Uniti o a Israele. Nessuno ha mai rivendicato questi attacchi n\u00e8 i Paesi colpiti hanno messo in opera i meccanismi internazionali previsti per tali circostanze. L&#8217;Iran non fece ricorso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l&#8217;Estonia non attiv\u00f2 i meccanismi di difesa e sicurezza della Nato e dell&#8217;Unione europea, Ue.<\/p>\n<p><b>Impreparati davanti all\u2019arma cibernetica<\/b><br \/>\nLa comunit\u00e0 internazionale si trova impreparata sul piano normativo di fronte alle peculiarit\u00e0 della &#8220;arma&#8221; cibernetica ed \u00e8 problematica l&#8217;assimilazione di quest&#8217;ultima ad altri tipi di armamento. \u00c8 difficile, come si \u00e8 visto, individuarne i responsabili, siano essi gli stati, entit\u00e0 non statuali o privati cittadini.<\/p>\n<p>Il suo impiego non \u00e8 visibile, non fa scorrere il sangue ed \u00e8 difficilmente documentabile attraverso i mezzi di informazione. Gli addetti ai lavori sono sconosciuti e si trovano a volte a migliaia di chilometri da dove un attacco \u00e8 avvenuto: essi non possono essere quindi assimilati alla figura dei combattenti come contemplata dal diritto bellico e da quello umanitario. Nel mondo cyber, i confini tra gli stati diventano irrilevanti.<\/p>\n<p>Per disciplinare il possesso e l&#8217;uso di armi in terra, in mare e nell&#8217;aria esistono da anni norme specifiche. Anche nel caso dello spazio, che era sinora l&#8217;ultimo arrivato, si sono raggiunti, nel giro di appena un decennio dopo il lancio del primo Sputnik, accordi che vegliano all&#8217;uso pacifico dell&#8217;outer space.<\/p>\n<p>Cos\u00ec non \u00e8 stato per il settore cibernetico. Molti stati si sono affrettati a militarizzarlo creando strutture di comando per gestire sul piano della difesa e dell&#8217;offesa questa nuova realt\u00e0. Non sono stati altrettanto solerti nel ricercare norme volte ad impedire una spirale armamentistica.<\/p>\n<p><b>Il manuale di Tallin sul cyberwarfare<\/b><br \/>\nOccorre dare atto alla Nato di aver stabilito proprio a Tallin, all&#8217;indomani dell&#8217;attacco informatico subito dall&#8217;Estonia, un Centro cooperativo di eccellenza nel campo cibernetico che ha proceduto tra l&#8217;altro alla pregevole pubblicazione del &#8220;Manuale di Tallin&#8221;. Si tratta di un&#8217;utile ricognizione delle norme internazionali gi\u00e0 vigenti che sono applicabili alla cyberwarfare.<\/p>\n<p>La questione cyber viene affrontata anche a livello europeo. Sinora l&#8217;attenzione dell&#8217;Ue si \u00e8 focalizzata principalmente sul versante civile attraverso la creazione dell&#8217;agenzia Enisa (European Network and Information Security Agency) mentre nella nuova\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3519\" target=\"blank\"><b><u>Strategia globale<\/u><\/b><\/a>\u00a0presentata da Federica Mogherini nel giugno scorso il paragrafo sul cyber \u00e8 improntato a un approccio prevalentemente difensivo volto a mitigare la minaccia e a raffozare la resilienza delle infrastrutture critiche. La strategia Ue pi\u00f9 focalizzata sulla non proliferazione e l&#8217;<i>arms control\u00a0<\/i>risale all&#8217;ormai lontano 2003 e non contempla evidentemente la questione cibernetica.<\/p>\n<p>Questo documento, approvato sotto presidenza italiana, merita di essere aggiornato. Sarebbe opportuno che in tale cornice l&#8217;Ue approfondisse gli aspetti polititico-militari della minaccia cyber. La sola individuazione della normativa generica gi\u00e0 in atto non \u00e8 sufficiente. Occorre stabilire una normativa ad hoc.<\/p>\n<p><b>Codici di condotta, primo passo per il controllo del cyber<\/b><br \/>\nIn tal senso, si va orientando lo sforzo effettuato dalle Nazioni Unite il cui Segretario Generale ha nominato un gruppo di esperti governativi per individuare disposizioni dedicate alla casistica cibernica. Si tratta essenzialmente di misure di fiducia e sicurezza, codici di condotta che potrebbero costituire, come spesso avviene, il primo passo verso un\u2019intesa nel campo del controllo degli armamenti vero e proprio.<\/p>\n<p>Anche il gruppo G7 si \u00e8 cimentato in questa problematica. L&#8217;anno scorso in Giappone i leader dei Sette approvarono un testo dal titolo &#8220;Promoting security and stability in cyberspace&#8221; in cui, oltre alla normativa generale gi\u00e0 applicabile, si vuole fare un passo in pi\u00f9 concependo nuove norme, ancorch\u00e8 per ora solo volontarie ed applicabili solamente in tempo di pace, tagliate specificamente per il cyber.<\/p>\n<p>I G7 preconizzano inoltre un approccio comprensivo (&#8220;multi-stakeholder approach&#8221;) che deve includere non solo gli stati, ma anche la societ\u00e0 civile, ivi compresa la &#8220;comunit\u00e0 tecnica&#8221;. Nel 2017, il gruppo dei Paesi pi\u00f9 industrializzati sar\u00e0 capeggiato proprio dall\u2019Italia e la palla si trover\u00e0 nel nostro campo anche per quanto riguarda il cyber.<\/p>\n<p>Tra gli stakeholders individuati dai Sette non pu\u00f2 mancare il mondo accademico che gi\u00e0 svolge un ruolo sia sotto il profilo didattico sia nel campo della ricerca. Alcuni studiosi hanno predisposto progetti di accordi internazionali che per\u00f2 non sono ancora approdati sui tavoli negoziali.<\/p>\n<p>\u00c8 una felice coincidenza che proprio in concomitanza con l&#8217;inizio della presidenza italiana si terr\u00e0 dall&#8217;8 gennaio 2017 ad Andalo nel Trentino un interessante convegno a sfondo educativo dedicato specificamente alla problematica cyber cui parteciperanno specialisti internazionali del mondo accademico e tecnico. \u00c8 organizzato da Isodarco (International School on Disarmament and Research on Conflicts) un ente non governativo italiano che dal 1966 promuovel&#8217;educazione e la ricerca nel campo del disarmo e che ha ricevuto in occasione del suo 50mo anniversario l&#8217;alto riconoscimento del Presidente degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Anche questo convegno potr\u00e0 dare un utile contributo di pensiero nella direzione di quel passo in pi\u00f9 sul fronte normativo che \u00e8 necessario per affrontare questa crescente minaccia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La diatriba circa le cyberinterferenze di Mosca nella campagna elettorale Usa costituisce un&#8217;ulteriore testimonianza della natura potenzialmente destabilizzante per la pace e la sicurezza internazionali dello strumento cibernetico. 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