{"id":64845,"date":"2017-01-11T12:18:23","date_gmt":"2017-01-11T11:18:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64845"},"modified":"2017-11-03T15:14:41","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:41","slug":"haftar-cerca-acchiappare-la-mosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/haftar-cerca-acchiappare-la-mosca\/","title":{"rendered":"Haftar cerca di acchiappare (la) Mosca"},"content":{"rendered":"<p>La visita del generale Khalifa Haftar a Mosca ha fornito l\u2019occasione per fare il punto sulla cooperazione militare tra le due parti. Diverse fonti di stampa hanno speculato sulla possibilit\u00e0 dell\u2019invio di armi da parte di Mosca, valutando anche l\u2019ipotesi di una missione di addestramento per il Libyan National Army, Lna, guidato da Haftar.<\/p>\n<p><b>Haftar chiede armi alla Russia<\/b><br \/>\nQuella di fine novembre non \u00e8 la prima visita di un Comandante Supremo dell\u2019Lna a figure di spicco del governo russo; i primi contatti erano stati stabiliti gi\u00e0 a giugno. Anche in questo caso fonti russe hanno confermato una richiesta libica per l\u2019invio di armi.<\/p>\n<p>A fine settembre l\u2019ambasciatore libico in Arabia Saudita, Abdel Basset al-Badri (considerato molto vicino ad Haftar), \u00e8 giunto in Russia per incontrare il vice Ministro degli Esteri Mikhail Bogdanov, porgendogli la medesima richiesta.<\/p>\n<p>L\u2019offensiva diplomatica di Haftar ha finora prodotto scarsi risultati. A eccezione dell\u2019arrivo di una missione di esperti russi in Cirenaica a inizio novembre, finalizzata a riassemblare l\u2019Lna ed a rinnovare l\u2019arsenale ed i sistemi di difesa aerei e navali, il governo russo si \u00e8 dimostrato restio a impegnarsi direttamente nel complesso scenario libico.<\/p>\n<p>Tuttavia, i recenti sviluppi politici nel Paese e l\u2019evidente cambiamento delle dinamiche internazionali rendono la pi\u00f9 recente visita di Haftar a Mosca foriera di ulteriori sviluppi.<\/p>\n<p>Secondo le indiscrezioni del sito israeliano DEBKAfile, questa volta la Russia avrebbe mostrato ampia disponibilit\u00e0 a sostenere l\u2019Operazione Karama di Haftar, condizionando per\u00f2 il suo aiuto alla costruzione di una base militare vicino a Bengasi.<\/p>\n<p>In tale contesto, giova ricordare quanto gi\u00e0 ottenuto dagli Emirati Arabi Uniti, i principali sostenitori di Haftar assieme all\u2019Egitto: secondo quanto rilevato a fine ottobre da IHS Jane\u2019s, Abu Dhabi avrebbe ottenuto una base militare presso Marj (il quartier generale di Haftar), utilizzata anche dalle forze francesi.<\/p>\n<p>La creazione di una base militare russa vicino a Bengasi fornirebbe a Mosca un secondo punto di appoggio nel Mediterraneo dopo Latakia in Siria, confermando il crescente attivismo della Russia nella regione.<\/p>\n<p>Ovviamente, tali speculazioni non sono state confermate. Lo stesso Haftar si \u00e8 affrettato a smentire l\u2019invio di armi da parte della Russia, precisando che la richiesta verr\u00e0 presentata una volta sollevato l\u2019embargo sulle armi ancora in vigore nei confronti della Libia.<\/p>\n<p>Resta tuttavia altamente improbabile una revisione di tale politica. Spesso richiesta per combattere pi\u00f9 efficacemente il gruppo terrorista dell\u2019autoproclamatosi \u201cstato islamico\u201d, la fine dell\u2019embargo sarebbe difficilmente giustificabile a seguito della definitiva caduta di Sirte lo scorso 6 dicembre.<\/p>\n<p><b>Gentiloni-Kerry, il tandem dell\u2019accordo di Skhirat in via di disfacimento<\/b><br \/>\nMolto pi\u00f9 interessanti risultano le considerazioni politiche sulla vicenda. Nonostante l\u2019evidente affinit\u00e0 tra Haftar e la linea di politica estera adottata dall\u2019attuale governo russo, ufficialmente Mosca continua a sostenere l\u2019accordo di Skhirat del dicembre 2015 e sostenuto dalla comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>Tuttavia, a distanza di un anno dalla sua firma, l\u2019accordo politico libico denota evidenti segnali di logoramento. Il principale sostegno all\u2019accordo, rappresentato dal tandem Gentiloni-Kerry, \u00e8 in via di disfacimento sia per evidenti avvicendamenti elettorali negli Stati Uniti sia per crisi politiche interne in Italia.<\/p>\n<p>Soprattuto, sussistono numerosi dubbi sulla volont\u00e0 di Donald J. Trump di seguire il solco tracciato dall\u2019amministrazione precedente sul dossier libico.<\/p>\n<p>Tali prevedibili sviluppi privano il governo di unit\u00e0 nazionale dei principali garanti politici esterni, mentre dal punto di vista interno la legittimit\u00e0 del Primo Ministro Fayez al-Sarraj \u00e8 costantemente erosa da numerosi fattori, quali instabilit\u00e0, insicurezza e una profonda crisi economica che hanno alienato le iniziali simpatie con le quali il suo esecutivo era stato accolto a Tripoli.<\/p>\n<p>Il corto circuito politico tra la Camera dei Rappresentanti a Tobruk e il governo di Sarraj ha persusaso anche i pi\u00f9 convinti sostenitori dell\u2019accordo di Skhirat, in primis l\u2019inviato Onu Martin Kobler, della necessit\u00e0 di qualche ritocco.<\/p>\n<p><b>L\u2019Algeria si offre come nuovo mediatore sulla Libia<\/b><br \/>\nLo scopo dichiarato \u00e8 quello di rendere l\u2019accordo pi\u00f9 inclusivo. Implicitamente ci\u00f2 vuole dire trovare un\u2019allocazione adeguata ad Haftar, recentemente nominato Maresciallo a seguito della vittoriosa offensiva nel crescente petrolifero lo scorso settembre.<\/p>\n<p>La ripresa dell\u2019export petrolifero e la decisione di versare i relativi introiti nelle casse della Banca centrale di Tripoli hanno aumentato la popolarit\u00e0 di Haftar, rendendolo una figura imprescindibile per ogni soluzione politica della crisi.<\/p>\n<p>Gli incontri si susseguono a un ritmo frenetico, al fine di convincere le principali fazioni libiche ad accettare un\u2019interpretazione pi\u00f9 inclusiva dell\u2019accordo di Skhirat. Ad emergere chiaramente \u00e8 un asse ben definito tra Mosca ed Algeri, entrambe visitate a pi\u00f9 riprese dai vari protagonisti.<\/p>\n<p>Il 14 dicembre \u00e8 stato il Presidente del Parlamento di Tobruk Agila Saleh a far visita a Mosca, da dove ha annunciato una nuova road map per la soluzione della crisi libica, oltre a sondare il terreno per eventuali accordi di cooperazione economica e finanziaria.<\/p>\n<p>A fine novembre Saleh era stato ricevuto ad Algeri, dove il 18 dicembre \u00e8 invece arrivato Haftar per un incontro con il Primo Ministro Abdelamlek Sellal e il Ministro per gli Affari del Maghreb, dell\u2019Unione africana e della Lega araba Abdelkader Messahel.<\/p>\n<p>L\u2019Algeria, in particolare, si \u00e8 a pi\u00f9 riprese offerta di mediare nella crisi libica, offrendo alle controparti il proprio modello di riconciliazione nazionale dopo i difficili anni \u201990.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La visita del generale Khalifa Haftar a Mosca ha fornito l\u2019occasione per fare il punto sulla cooperazione militare tra le due parti. 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