{"id":64847,"date":"2017-01-11T12:20:27","date_gmt":"2017-01-11T11:20:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64847"},"modified":"2017-11-03T15:14:41","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:41","slug":"mari-crimea-ucraina-vs-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/mari-crimea-ucraina-vs-russia\/","title":{"rendered":"Mari di Crimea: Ucraina vs Russia"},"content":{"rendered":"<p>Kiev prova a sfidare Mosca avanti un tribunale arbitrale per reclamare, sulle acque della Crimea, i diritti esercitati prima dell\u2019annessione della penisola.<\/p>\n<p>Nonostante le previsioni che davano la Russia assente dal procedimento (indotte dallo svolgimento della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3541\" target=\"blank\"><b><u>disputa marittima Cina-Filippine<\/u><\/b><\/a>), il tribunale \u00e8 stato regolarmente costituito d\u2019accordo con Mosca che ha designato come proprio giudice Vladimir Golitsyn, presidente del Tribunale internazionale del diritto del mare.<\/p>\n<p>La contesa si svolger\u00e0 quindi ad armi pari, ma il terreno dello scontro &#8211; ove contenziosi territoriali condizionano quelli marittimi &#8211; \u00e8 insidioso per la Russia. Le tesi ucraine potrebbero anche agevolare l\u2019attivit\u00e0 navale Nato in Mar Nero.<\/p>\n<p><b>Bottino russo<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/IMAGE\/ukraina2.jpg\" border=\"0\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: xx-small;\">Spazi marittimi russo-ucraini; quelli susseguenti all\u2019annessione sono ipotetici (Fonte: NY Times 7.5.14)<\/span>.<\/p>\n<p>Il 17 marzo 2014 il Consiglio supremo della Repubblica autonoma di Crimea adott\u00f2 una risoluzione sull\u2019indipendenza dello Stato (approvata con referendum popolare) cui segu\u00ec un trattato con la Russia sull\u2019annessione alla Federazione. Apparve cos\u00ec chiaro che Mosca si era nuovamente guadagnata l\u2019affaccio al Mar Nero conseguito da Pietro il Grande a fine Seicento.<\/p>\n<p>Oltre alla base navale di Sebastopoli, la Russia otteneva un esteso litorale ed una zona economica esclusiva (Zee) ricca di risorse ittiche e di giacimenti di gas scoperti a sud della Crimea.<\/p>\n<p>Essa acquisiva anche il controllo dello Stretto di Kerch attraverso cui si accede al Mare di Azov, divenuto ancor pi\u00f9 un lago interno dopo che l\u2019Ucraina era stata costretta ad arroccarsi a settentrione nella regione di Mariupol.<\/p>\n<p><b>Rivendicazioni ucraine<\/b><br \/>\nKiev \u00e8 intenzionata a contestare, sulla base della Convenzione del diritto del mare, le violazioni russe ai propri diritti sulla Zee della Crimea (inclusa la posa di gasdotti) ed alla libert\u00e0 di navigazione nello Stretto di Kerch e nel Mare di Azov; nonch\u00e9 il progetto russo di costruire un ponte sullo Stretto avviato senza il suo consenso.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile che l\u2019Ucraina chieda al Tribunale arbitrale, oltre a varie garanzie e risarcimenti, misure provvisorie come il fermo di tale opera o il riconoscimento di un corridoio internazionale che colleghi le sue coste al Mar Nero lungo lo Stretto ed il Mare di Azov.<\/p>\n<p>Al centro del contenzioso ci sar\u00e0 comunque lo status di tale mare che gli Zar e l\u2019Unione Sovietica hanno sempre considerato acque interne possedute in via esclusiva per secolare dominio. Difficilmente l\u2019Ucraina potr\u00e0 contestare un tale regime accettato e condiviso con la Russia dopo il 1991, anche perch\u00e9 esso verte su materia (titoli storici), esclusa dalla competenza del Tribunale arbitrale secondo la dichiarazione fatta a suo tempo dalla Federazione Russa. Ma, come detto, l\u2019Ucraina far\u00e0 in modo che le sia garantita libert\u00e0 di navigazione.<\/p>\n<p><b>Mosse e contromosse<\/b><br \/>\nL\u2019iniziativa dell\u2019Ucraina riporta sulla scena internazionale l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2553\" target=\"blank\"><b><u>annessione della Crimea<\/u><\/b><\/a>: illegittima alla luce della Risoluzione 68\/262 dell\u2019Assemblea Generale delle NU sul mantenimento dello status quo, e pregiudiziale al riconoscimento dei diritti marittimi dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Il tribunale arbitrale non dovrebbe pronunciarsi sulla validit\u00e0 dell\u2019annessione, essendo materia sottratta alla sua competenza, come da giurisprudenza dello stesso tribunale in precedenti controversie. Una scappatoia potrebbe essere rappresentata dalla possibilit\u00e0 che il tribunale argomenti come se i diritti ucraini sulla preesistente Zee non siano mai venuti meno.<\/p>\n<p>La Russia, partecipando all\u2019arbitrato, potr\u00e0 rigettare la tesi dell\u2019usurpazione delle risorse marine ucraine, esprimendo magari disponibilit\u00e0 ad accordare garanzie e concessioni. Ad esempio potrebbe affermare di agire nell\u2019interesse del popolo della Crimea cui apparterrebbero i giacimenti offshore stimati in circa 1.000 miliardi di mc. di gas (le compagnie straniere interessate erano al 2013 Shell, Exxon Mobil ed Eni).<\/p>\n<p>Un\u2019eventualit\u00e0 teorica \u00e8 che una loro quota venga riservata a Kiev, in conto di un\u2019ipotetica Zee ucraina oltre lo Stretto di Kerch adiacente all\u2019istituendo corridoio internazionale di accesso alle sue coste (1). Ma occorre anche tener presente che la Russia potrebbe denunciare la competenza del tribunale ad occuparsi della questione. Tra l\u2019altro, secondo la dichiarazione effettuata al momento della ratifica della Convenzione sul diritto del mare, sono sottratte alla competenza del tribunale le controversie in materia di delimitazione della Zee con stati adiacenti e frontisti.<\/p>\n<p>L\u2019illecito del tracciato del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2892\" target=\"blank\"><b><u>gasdotto del Mar Nero<\/u><\/b><\/a>, effettuato senza il consenso ucraino, non \u00e8 stato, a quanto sembra, portato a compimento: South Stream sarebbe dovuto stare nella Zee ucraina, ma il progetto \u00e8 stato abbandonato in favore del Turkish Stream da posare nella Zee turca.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/IMAGE\/ukraina3.jpg\" border=\"0\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: xx-small;\">Progetti gasdotti Mar Nero (Fonte RUSI).\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Centralit\u00e0 strategica Mar Nero\u00a0<\/b><br \/>\nSullo sfondo della controversia s\u2019intravede l\u2019eterna questione del Mar Nero e delle limitazioni alla presenza numerica e temporale di Unit\u00e0 navali appartenenti a Paesi non rivieraschi, imposte dalla Convenzione di Montreux del 1936 sul regime degli Stretti.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile che il Mar di Azov venga considerato dal tribunale arbitrale, a supporre che ne abbia la competenza, come un normale spazio marittimo con acque territoriali e acque internazionali in cui possano svolgersi attivit\u00e0 militari straniere.<\/p>\n<p>\u00c8 tuttavia ipotizzabile che la Nato, su invito dell\u2019Ucraina, voglia mostrare la bandiera all\u2019interno del mare di Azov nelle acque di pertinenza di Kiev, nonch\u00e9, in Mar Nero, nella Zee della Crimea ove potrebbero eseguirsi manovre, anche contro la volont\u00e0 della Russia ma nel rispetto della Convenzione di Montreux.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: xx-small;\">(1) Una simile Zee \u00e8 stata istituita dalla Slovenia oltre il Golfo di Trieste in previsione della creazione di un corridoio di acque internazionali con la baia di Pirano<\/span>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Kiev prova a sfidare Mosca avanti un tribunale arbitrale per reclamare, sulle acque della Crimea, i diritti esercitati prima dell\u2019annessione della penisola. 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