{"id":64853,"date":"2017-01-13T12:27:12","date_gmt":"2017-01-13T11:27:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64853"},"modified":"2017-11-03T15:14:40","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:40","slug":"futuro-del-carbone-nellera-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/futuro-del-carbone-nellera-trump\/","title":{"rendered":"Il futuro del carbone nell\u2019era Trump"},"content":{"rendered":"<p>A lungo il carbone ha svolto un ruolo preminente nel comparto elettrico statunitense. Abbondante ed economico, ha rappresentato per decenni un\u2019opzione ideale tanto sotto il profilo economico quanto sotto quello strategico, soddisfacendo, attraverso l\u2019ampia disponibilit\u00e0 nazionale, un\u2019ampia fetta del fabbisogno energetico Usa e fornendo una preziosa integrazione alle crescenti importazioni di greggio e gas naturale dal Medio Oriente e dall\u2018America centro-settentrionale.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo decennio per\u00f2 tanto il comparto minerario quanto quello della trasformazione elettrica hanno patito crescenti difficolt\u00e0 che, con l\u2019introduzione della nuova normativa Epa (Enviromental Protection Agency) in materia di emissioni, si sono trasformate in una crisi generalizzata.<\/p>\n<p><b>Crollo della domanda di carbone<\/b><br \/>\nNel corso di un decennio (2006-2015) la potenza installata a carbone negli Usa \u00e8 diminuita di circa il 10% mentre la produzione di energia elettrica da carbone ha subito un tracollo di oltre il 30%. Il mercato spot, per la sua stessa natura piuttosto limitata (il carbone \u00e8 la materia prima di autoproduzione per eccellenza) non \u00e8 stato in grado di assorbire il surplus dell\u2019industria mineraria statunitense, causando violenti contraccolpi nel segmento estrattivo.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/IMAGE\/mariutti.jpg\" border=\"0\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/><\/p>\n<p>Tra il 2005 e il 2016 la produzione di carbone negli Usa \u00e8 declinata di circa il 20%, passando da 1,1 miliardi di tonnellate all\u2019anno a circa 900 milioni. La regione degli Appalachi, storico bacino carbonifero degli Stati orientali, \u00e8 stata quella che ha subito maggiormente l\u2019impatto della crisi, ma anche gli impianti a cielo aperto nella regione interna e in quella occidentale, tradizionalmente pi\u00f9 competitivi, hanno risentito del crollo della domanda.<\/p>\n<p>Nonostante il drastico ridimensionamento industriale, le ricadute occupazionali sono state piuttosto limitate. Nei passati decenni il settore ha infatti sperimentato una forte spinta all\u2019automazione dei processi industriali che si \u00e8 tradotta, tanto nel segmento minerario che, in misura minore, in quello della trasformazione elettrica, in una marcata diminuzione della\u00a0<i>labor intensity<\/i>.<\/p>\n<p>Di conseguenza, nonostante l\u2019impatto relativo sia stato consistente, stimabile in circa il 20% degli addetti del settore, in termini assoluti il fenomeno \u00e8 stato modesto, tra le 20 e le 25mila unit\u00e0, e circoscritto a pochi Stati. Le radici di questa crisi sono complesse e frutto tanto di dinamiche di lungo periodo quanto di recenti e improvvise singolarit\u00e0.<\/p>\n<p><b>L\u2019impatto della shale revolution<\/b><br \/>\nLa\u00a0<i>shale revolution<\/i>\u00a0\u00e8 stata certamente il fattore pi\u00f9 rilevante quantomeno nel determinare l\u2019acutizzazione del fenomeno. Lo sviluppo di nuove tecniche estrattive ha sbloccato l\u2019accesso a depositi non convenzionali di gas naturale, inondando il mercato Usa di\u00a0<i>shale gas<\/i>\u00a0(gas proveniente da giacimenti argillosi profondi) e in misura minore di\u00a0<i>tight gas<\/i>\u00a0(gas proveniente da depositi di roccia arenaria compatta).<\/p>\n<p>Il crescente afflusso di gas naturale nel mercato statunitense ha prodotto un violento ribasso delle quotazioni di riferimento presso l\u2019Henry Hub (<i>pricing point\u00a0<\/i>per il mercato spot e quello\u00a0<i>futures<\/i>\u00a0nordamericano), passate nel giro di pochi anni da 8 USD\/mmbtu a 3, innescando una riorganizzazione complessiva della\u00a0<i>powergrid<\/i>\u00a0americana.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, il crollo delle quotazioni del gas naturale non riesce a spiegare da solo la crisi dell\u2019industria del carbone. Nonostante il trend ribassista, difatti, le quotazioni del gas sul mercato dell\u2019elettricit\u00e0 rimangono mediamente superiori a quelle del carbone di oltre il 30%.<\/p>\n<p>Pur potendo contare su una materia prima pi\u00f9 economica, le centrali\u00a0<i>coal-fired\u00a0<\/i>patiscono una minore efficienza termica e una maggiore intensit\u00e0 di capitale, tanto nella fase di costruzione dell\u2019impianto quanto nel corso della sua vita operativa.<\/p>\n<p>Il recente sviluppo tecnologico ha ampliato questo divario, mettendo a disposizione del segmento della trasformazione elettrica del gas, centrali a ciclo combinato di nuova generazione, ancor pi\u00f9 efficienti e con costi ancor pi\u00f9 ridotti, amplificando l\u2019impatto della\u00a0<i>shale revolution<\/i>\u00a0e attirando massicci flussi di investimenti tanto sul comparto estrattivo quando su quello della trasformazione elettrica del gas naturale.<\/p>\n<p><b>Carbone, serve una ricetta per ripensare il settore<\/b><br \/>\nPer riuscire a rimanere competitiva nel lungo periodo, l\u2019industria del carbone necessiterebbe di notevoli investimenti. Modernizzare le centrali, che mediamente hanno pi\u00f9 di 40 anni, garantire un orizzonte di medio\/lungo periodo alla ricerca scientifica e tecnologica sui processi di trasformazione e di\u00a0<i>carbon capture and storage<\/i>, rendere pi\u00f9 efficiente la rete di trasporto e trasmissione sono solo alcune delle priorit\u00e0 strategiche per un settore industriale che se vuole sopravvivere deve ripensare il proprio modello di business e ristrutturare il proprio tessuto produttivo.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, gli investimenti nell\u2019industria del carbone languono, gran parte delle compagnie elettriche ha un portafoglio energetico diversificato e in questo momento preferisce investire nel segmento del gas naturale che offre maggiori garanzie e prospettive.<\/p>\n<p>Abbassando, seppur modestamente, la soglia massima di emissioni, la nuova normativa Epa non ha fatto altro che accelerare la chiusura di impianti dalle scarse prospettive, in gran parte risalenti agli anni \u201950 e \u201960. Ed \u00e8 difficile pensare che il Presidente eletto Donald Trump potr\u00e0 risollevare le sorti del settore senza riunire tutti i principali attori attorno a un tavolo, ma solo cancellando quanto fatto in materia ambientale dall\u2019amministrazione precedente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A lungo il carbone ha svolto un ruolo preminente nel comparto elettrico statunitense. Abbondante ed economico, ha rappresentato per decenni un\u2019opzione ideale tanto sotto il profilo economico quanto sotto quello strategico, soddisfacendo, attraverso l\u2019ampia disponibilit\u00e0 nazionale, un\u2019ampia fetta del fabbisogno energetico Usa e fornendo una preziosa integrazione alle crescenti importazioni di greggio e gas naturale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[70,86,140,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64853"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64853"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64853\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64854,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64853\/revisions\/64854"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64853"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64853"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64853"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}