{"id":64867,"date":"2017-01-17T14:09:58","date_gmt":"2017-01-17T13:09:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64867"},"modified":"2017-11-03T15:14:38","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:38","slug":"fine-sedicente-islamico-non-passa-raqqa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/fine-sedicente-islamico-non-passa-raqqa\/","title":{"rendered":"Fine sedicente stato islamico non passa per Raqqa"},"content":{"rendered":"<p>La \u201ccaduta\u201d di Aleppo e l\u2019attacco terroristico di Berlino sono coincisi con la pubblicazione di un ampio numero di articoli focalizzati principalmente sulla sicurezza dei paesi europei e sul futuro della guerra in Siria.<\/p>\n<p>Molti studiosi sostengono che la minaccia terroristica in Europa non cesser\u00e0 fino a quando non cadr\u00e0 Raqqa, la capitale de facto dell\u2019autoproclamato \u201cstato islamico\u201d.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.politico.eu\/article\/why-isil-fights-in-europe-berlin-paris-brussels-terror-attacks\/\" target=\"blank\"><b><u>Parafrasando<\/u><\/b><\/a>\u00a0lo storico francese Jean-Pierre Filiu, \u201cas long as Raqqa stands as the operational command center for ISIL terror attacks, Europe will be struck again and again\u201d.<\/p>\n<p>A quasi sei anni dallo scoppio della guerra civile siriana, sintomi, cause e soluzioni vengono ancora oggi sovente confusi. L\u2019evoluzione dello \u201cstato islamico\u201d ha in realt\u00e0 poco a che spartire con le sorti di Raqqa: il suo futuro si decider\u00e0 in larga parte a migliaia di chilometri di distanza dalla citt\u00e0 siriana.<\/p>\n<p><b>Da Al-Wahhab ad Al-Baghdadi<\/b><br \/>\nDa un punto di vista ideologico, non si potr\u00e0 dire di aver sconfitto i terroristi fedeli ad Abu Bakr Al-Baghdadi fino a quando non si assister\u00e0 a una presa di coscienza pi\u00f9 ampia riguardo l\u2019influenza che ancora oggi esercita il wahhabismo in relazione alla moderna identit\u00e0 saudita.<\/p>\n<p>\u00c8 significativo in questo senso che il \u201ccaliffato\u201d continui a distribuire copie dei testi del fondatore del wahhabismo, Ibn ?Abd al-Wahhab, nelle aree dell\u2019Iraq e della Siria sotto il suo controllo e che si rifaccia a molte delle sue tesi pi\u00f9 influenti.<\/p>\n<p>L\u2019identit\u00e0 saudita moderna \u00e8 legata a\u00a0<a href=\"https:\/\/www.opendemocracy.net\/arab-awakening\/lorenzo-kamel\/why-we-hate-our-reflections-saudi-arabia-and-islamic-state\" target=\"blank\"><b><u>due componenti<\/u><\/b><\/a>\u00a0di base. La prima \u00e8 ricollegabile a Ibn ?Abd al-Wahhab e alle dinamiche attraverso le quali il \u201cpuritanesimo\u201d di cui si fece portatore venne adottato da Muhammad ibn Saud nella met\u00e0 del Settecento. Le seconda \u00e8 riconducibile a re Abd-al Aziz, il quale negli anni \u201920 del Novecento istituzionalizz\u00f2 l\u2019originario impulso wahhabita attraverso la fondazione dello Stato.<\/p>\n<p>Per una percentuale non trascurabile di sauditi, l\u2019ascesa dello \u201cstato islamico\u201d rappresenta un ritorno alle\u00a0<a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.com\/alastair-crooke\/isis-wahhabism-saudi-arabia_b_5717157.html\" target=\"blank\"><b><u>origini del progetto saudita-wahhabita<\/u><\/b><\/a>. Ci\u00f2 contribuisce a spiegare la ragione per la quale un numero cos\u00ec ampio di sauditi abbia deciso di partire per la Siria e l\u2019Iraq, dove costituiscono il secondo maggior numero di combattenti stranieri.<\/p>\n<p><b>Kasserine, dove i jihadisti reclutano tra il disagio\u00a0<\/b><br \/>\nDa un punto di vista pi\u00f9 pratico e operativo, il futuro dello \u201cstato islamico\u201d verr\u00e0 in larga parte deciso nelle periferie tunisine (e in quelle di altri paesi nella regione), da dove proviene il pi\u00f9 ampio numero di combattenti stranieri (\u201cforeign fighters\u201d) attualmente presenti in Siria e Iraq.<\/p>\n<p>Come\u00a0<a href=\"http:\/\/muftah.org\/radical-militant-groups-are-feeding-off-of-tunisias-marginalized-youth\/#.WGLXhpL1ab8\" target=\"blank\"><b><u>spieg\u00f2<\/u><\/b><\/a>\u00a0Shams Talbi, un 55enne di Kasserine, \u201cmolti giovani della nostra zona considerano l\u2019Isis come un mezzo utile a riconquistare la loro dignit\u00e0\u201d. Fino a quando l\u2019integrazione economica e sociale di aree marginalizzate come Kasserine non sar\u00e0 percepita come una priorit\u00e0, un numero crescente di giovani tunisini (e non solo) vedranno in gruppi criminali come l\u2019Isis degli \u201cequalizzatori socioeconomici\u201d.<\/p>\n<p><b>Banlieues e secolarismo\u00a0<\/b><br \/>\nIl futuro dello \u201cstato islamico\u201d continuer\u00e0 ad avere molto a che fare anche con le banlieues in Francia, un Paese in cui il 70% della popolazione carceraria \u00e8 musulmana (sebbene solo l\u20198% del totale dei francesi sia musulmano) e da dove viene il pi\u00f9 ampio contingente di combattenti stranieri provenienti dall\u2019Europa.<\/p>\n<p>Come notato da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.foreignaffairs.com\/articles\/2016-03-24\/french-connection\" target=\"blank\"><b><u>William McCants e Christopher Meserole<\/u><\/b><\/a>, la Francia \u00e8 il solo Paese in Europa, insieme al Belgio, a vietare il velo integrale nelle scuole pubbliche ed \u00e8 l\u2019unico Paese nell\u2019Europa occidentale (insieme al Belgio) a non ottenere il voto pi\u00f9 alto per la sezione democrazia nei punteggi del \u201cPolity score\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019approccio oltremodo aggressivo della Francia nei riguardi della\u00a0<i>la\u00efcit\u00e9<\/i>, che ha trasformato la \u201cfrancit\u00e9\u201d in una sorta di religione post-religiosa basata sul presupposto che una persona non possa essere parte integrante della societ\u00e0 senza essere laica, contribuisce a spingere i musulmani meno integrati verso l\u2019isolamento:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.haaretz.com\/misc\/iphone-article\/.premium-1.719124\" target=\"blank\"><b><u>un assist prezioso<\/u><\/b><\/a>\u00a0alle politiche di reclutamento portate avanti da estremisti di varia provenienza sul suolo europeo.<\/p>\n<p><b>Regimi come parte del problema<\/b><br \/>\nUltimo ma non meno importante, la caduta di Raqqa non decreter\u00e0 la fine delle criminali strategie dello \u201cstato islamico\u201d, in quanto quest\u2019ultimo seguiter\u00e0 ad alimentarsi (probabilmente assumendo nuove forme nuove) dei risvolti delle politiche attuate da numerosi Paesi &#8211; Russia inclusa &#8211; che continuano a considerare regimi oppressivi come l\u2019Arabia Saudita o l\u2019Egitto come\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/URL\" target=\"blank\"><b><u>parte della \u201csoluzione\u201d<\/u><\/b><\/a>, piuttosto che una componente del \u201cproblema\u201d.<\/p>\n<p>Parafrasando quanto\u00a0<a href=\"https:\/\/books.google.de\/books?id=CuGsCAAAQBAJ&amp;printsec=frontcover&amp;dq=my+journey+across+the+american-israeli+divide&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwj2sZORuZbRAhXed1AKHUuWBBYQ6AEIGjAA#v=onepage&amp;q=%22eastern%20tiranny%22&amp;f=false\" target=\"blank\"><b><u>riferito<\/u><\/b><\/a>\u00a0da un ex generale israeliano all\u2019ex ambasciatore israeliano a Washington Michael Oren (2015), \u201cWhy won\u2019t Americans face the truth? To defend Western freedom, they must preserve Middle Eastern tyranny\u201d.<\/p>\n<p>La caduta di Raqqa segner\u00e0 un importante successo, ma non sar\u00e0 sufficiente a rovesciare il paradigma che sta alla base di questo modo di ragionare, n\u00e9 a minare il retroterra ideologico che continua ad alimentare lo \u201cstato islamico\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La \u201ccaduta\u201d di Aleppo e l\u2019attacco terroristico di Berlino sono coincisi con la pubblicazione di un ampio numero di articoli focalizzati principalmente sulla sicurezza dei paesi europei e sul futuro della guerra in Siria. 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