{"id":64869,"date":"2017-01-18T14:11:57","date_gmt":"2017-01-18T13:11:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64869"},"modified":"2017-11-03T15:14:38","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:38","slug":"la-lunga-mano-al-sisi-sui-poteri-indipendenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/la-lunga-mano-al-sisi-sui-poteri-indipendenti\/","title":{"rendered":"La lunga mano di Al-Sisi sui poteri indipendenti"},"content":{"rendered":"<p>\u201cCi siamo preoccupati di controllare i mezzi di informazione sin dal primo giorno in cui noi (militari,\u00a0<i>ndr<\/i>) abbiamo ripreso il potere\u201d. Parola del presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi.<\/p>\n<p>Quando si \u00e8 fatto scappare queste dichiarazioni &#8211; era l\u2019ottobre 2013 -, come nelle migliori tradizioni egiziane il futuro ra\u00ecs indossava ancora la divisa da generale. Ecco perch\u00e9 all\u2019epoca le sue parole risuonavano solo come intimidatorie.<\/p>\n<p>Riascoltate tre anni dopo, alla fine di un\u2019annata in cui lungo il Nilo sono stati arrestati 25 giornalisti, quelle affermazioni sembrano piuttosto avere annunciato una profezia divenuta in fretta realt\u00e0. Nel 2016, infatti, l\u2019Egitto ha conquistato il gradino pi\u00f9 basso di un podio, quello di chi calpesta la libert\u00e0 di stampa, le cui posizioni pi\u00f9 alte sono gi\u00e0 occupate da Turchia e Cina.<\/p>\n<p><b>Libert\u00e0 di espressione e sfera pubblica\u00a0<\/b><br \/>\nNel tentativo di terrorizzare e mettere a tacere il maggior numero possibile di professionisti dell\u2019informazione critici nei confronti dei militari, Al-Sisi non si \u00e8 fatto scrupoli a utilizzare un apparato repressivo che ha fatto perno su censura e autocensura per garantire la tenuta del paese.<\/p>\n<p>Un meccanismo tutt\u2019altro che nuovo alla storia repubblicana egiziana. Gi\u00e0 il primo presidente, Gamal Abdel Nasser, cerc\u00f2 di nazionalizzare il sindacato della stampa, mentre il suo successore, Anwar al-Sadat, fece di tutto per trasformarlo in un club.<\/p>\n<p>Al resto pensarono Hosni Mubarak e, nel suo breve periodo al potere, l\u2019islamista Mohammed Morsi: entrambi fecero infatti il possibile per avere saldamente il controllo della testa e dei diversi organi del sindacato. Nessuno dei due, per\u00f2, riusc\u00ec a realizzare pienamente l\u2019obiettivo.<\/p>\n<p>Sul terreno della libert\u00e0 di stampa si \u00e8 quindi combattuta la battaglia della sfera pubblica egiziana, la cui sopravvivenza, qui minacciata, \u00e8 stata gi\u00e0 negata in altri ambiti. La resistenza \u00e8 continuata anche negli ultimi dodici mesi, in quella che diversi analisti descrivono come l\u2019epoca della pi\u00f9 nera repressione mediatica dell\u2019ultimo secolo di storia egiziana.<\/p>\n<p><b>Una legge per controllare i media\u00a0<\/b><br \/>\nA confermare questa preoccupante escalation sarebbe anche una recente legge che si propone di regolamentare, da un punto di vista istituzionale, i mezzi d\u2019informazione. Atteso da tempo e a lungo discusso, il nuovo testo di legge &#8211; approvato dal Parlamento prima di Natale &#8211; prevede la creazione di tre organismi destinati a supervisionare tutte le piattaforme mediatiche attive lungo il Nilo.<\/p>\n<p>Al primo organo spetta il compito di vigilare sulla stampa statale, anche al fine di selezionarne i vertici; al secondo quello di controllare tutti gli altri canali statali. Il terzo occhio del Grande Fratello del Cairo, l\u2019Alto consiglio per la regolamentazione dei media, dovrebbe invece estendere il suo sguardo sui restanti altri media, pubblici e privati.<\/p>\n<p>Questo accresciuto potere di controllo dello stato sul settore mediatico \u00e8 in linea con quanto gi\u00e0 previsto dalla legge anti-terrorismo approvata da Al-Sisi nell\u2019estate 2015. Questa, infatti, proibisce ai giornalisti di riportare statistiche e notizie false o non ufficiali, soprattutto se relative allo scottante tema della sicurezza e alle altre linee rosse tracciate &#8211; pi\u00f9 o meno nettamente &#8211; dal regime.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 \u00e8 stata immediata l\u2019alzata di scudi del sindacato dei giornalisti, da mesi in aperto scontro con i militari e l\u2019apparato di sicurezza.<\/p>\n<p>Secondo Yehia Qallash &#8211; leader dell\u2019Unione che, pur avendo partecipato alle discussioni sulla legge, ha denunciato di essere stato ignorato nella stesura del testo definitivo -, il provvedimento contraddice l\u2019art. 72 della nuova Costituzione, che mira a proteggere l\u2019indipendenza dei media dallo stato, anche al fine di garantire, tramite l\u2019equo accesso ai diversi canali, la neutralit\u00e0 dell\u2019informazione.<\/p>\n<p><b>Magistratura e regime, vigilia dell\u2019ennesimo scontro\u00a0<\/b><br \/>\nL\u2019interferenza dello Stato sul quarto potere non \u00e8 l\u2019unica a fare discutere. A inizio gennaio, il dibattito si \u00e8 spostato anche sulla magistratura.<\/p>\n<p>Una bozza di legge depositata da un deputato appartenente alla coalizione che sostiene Al-Sisi ha infatti proposto che sia il presidente a scegliere e nominare i vertici delle quattro principali autorit\u00e0 giudiziarie del Paese. Attualmente, queste figure sono scelte dalle assemblee generali di ciascuna istituzione in base anche all\u2019anzianit\u00e0 di servizio.<\/p>\n<p>Secondo la nuova proposta di legge, dovrebbe invece spettare al presidente della Repubblica il potere di scegliere, senza alcun chiaro criterio, chi promuovere in una rosa di nomi proposti.<\/p>\n<p>Il primo a opporsi a questo disegno di legge \u00e8 stato il Consiglio supremo della magistratura, istituzione che, essendo direttamente toccata da questa eventuale modifica, ha espresso chiaramente le sue riserve. Nel dibattito \u00e8 poi intervenuto il Club dei giudici, gruppo che &#8211; sin dal massacro del 1969 &#8211; \u00e8 stato protagonista dei principali scontri della storia egiziana tra regime e togati.<\/p>\n<p>Dieci anni fa, il Club si espose apertamente contro il vecchio faraone, dando il via a una battaglia per la riforma del sistema giudiziario che rafforzasse l\u2019indipendenza dall\u2019esecutivo. Allora, questa \u2018rivolta dei giudici\u2019 fu sedata dal regime di Mubarak sempre con un misto di pratiche repressive e di cooptazione.<\/p>\n<p>Alle elezioni successive, nel 2009, nel Club si imposero giudici niente affatto disposti a contrastare il regime. Pur traducendosi in un nulla di fatto, l\u2019attivismo dei giudici riformisti (che anticip\u00f2, per alcuni aspetti, la rivoluzione del 2011), lasci\u00f2 tuttavia un\u2019eredit\u00e0 importante nei circoli dell\u2019opposizione al regime.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 durante la transizione, la magistratura venne vista come un\u2019isola di integrit\u00e0 nel nuovo stato. In poco tempo, per\u00f2, il regime di Al-Sisi \u00e8 riuscito nella sua operazione di pulizia e attualmente il Club dei giudici non \u00e8 cos\u00ec forte, arrabbiato e determinato come quello di dieci anni fa.<\/p>\n<p>Difficilmente riuscir\u00e0 quindi a mobilitare quelle masse di cittadini che lo avevano sostenuto nel passato pi\u00f9 recente. Lo stesso si pu\u00f2 dire del sindacato dei giornalisti che, pur essendo, dopo un momento di tregua, in aperto scontro con il regime, non ha per\u00f2 la forza di portare in strada milioni di persone. Anche se il livello di allarme \u00e8 ancora sotto controllo, minimizzare la portata dello scontro in atto tra poteri sarebbe tuttavia un errore.<\/p>\n<p>Il regime di Al-Sisi si regge sulla lealt\u00e0 dei suoi pilastri portanti. Qualora questi vacillassero, magari rivendicando quell\u2019autonomia formalmente riconosciuta ma nei fatti negata, l\u2019intera impalcatura rischierebbe il tracollo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cCi siamo preoccupati di controllare i mezzi di informazione sin dal primo giorno in cui noi (militari,\u00a0ndr) abbiamo ripreso il potere\u201d. Parola del presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi. Quando si \u00e8 fatto scappare queste dichiarazioni &#8211; era l\u2019ottobre 2013 -, come nelle migliori tradizioni egiziane il futuro ra\u00ecs indossava ancora la divisa da generale. 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