{"id":64893,"date":"2017-07-11T15:18:29","date_gmt":"2017-07-11T13:18:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64893"},"modified":"2018-02-12T21:46:54","modified_gmt":"2018-02-12T20:46:54","slug":"balcani-nellue-prospettive-dintegrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/balcani-nellue-prospettive-dintegrazione\/","title":{"rendered":"Balcani nell&#8217;Ue: prospettive d&#8217;integrazione"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Italia ospita a Trieste la conferenza intergovernativa sui Balcani occidentali, tappa del quadriennale processo di Berlino sull&#8217;integrazione europea della regione avviato nel 2014. Pochi giorni prima del summit, esperti e ricercatori affiliati a\u00a0<i>think tank<\/i>\u00a0e universit\u00e0 si sono riuniti a Trieste nell&#8217;ambito di un Forum di riflessione sulle prospettive di integrazione dei Balcani nell&#8217;Unione europea (Ue), iniziativa congiunta promossa dal\u00a0<i>Centre Franco-Autrichien pour le rapprochement en Europe<\/i>\u00a0(Cfa), dal\u00a0<i>Centre international de formation europ\u00e9enne<\/i>(Cife) e dall&#8217;Istituto Affari Internazionali (IAI), in collaborazione con la comunit\u00e0 di ricerca europea.<\/p>\n<p><b>Forum di riflessione di Trieste<\/b><br \/>\nIl messaggio centrale del Forum di riflessione di Trieste \u00e8 che l&#8217;Ue ha bisogno di chiarezza nel definire la natura delle sue relazioni con i Balcani occidentali, gli obiettivi che intende raggiungere e il livello di impegno che tali obiettivi richiedono. Ad oggi, i diversi quadri multilaterali e bilaterali che caratterizzano le relazioni Ue-Balcani &#8211; che includono l&#8217;agenda di adesione, il perseguimento della politica estera e di sicurezza, l&#8217;integrazione economica regionale, gli investimenti e la risoluzione delle controversie bilaterali -, rendono l&#8217;intero approccio europeo soggetto a malintesi, anzich\u00e9 costruire una sinergia verso obiettivi condivisi.<\/p>\n<p>Un anno prima della conclusione del processo di Berlino, il suo bilancio appare piuttosto positivo. In un quadro caratterizzato da crescenti incertezze, esso segnala che l&#8217;Ue rimane un attore strategico nei Balcani. La sfida \u00e8 ora quella di proseguire un tale processo e contribuire alla trasformazione della politica di allargamento per aumentarne credibilit\u00e0 ed efficacia. Il Forum ha dato un contributo in questa direzione portando avanti una discussione su tre aree tematiche chiave.<\/p>\n<p>Un esempio dell&#8217;attuale frammentazione della strategia dell&#8217;Ue \u00e8 l&#8217;approccio alle controversie bilaterali. Bruxelles ha concentrato gli sforzi sui potenziali membri, lasciando gli Stati membri confinanti al di fuori del quadro. Tuttavia, le tensioni regionali che coinvolgono anche Stati Ue hanno dimostrato di essere tanto dannose per la stabilit\u00e0 quanto le controversie tra i soli aspiranti, come illustrato dai rapporti tra Grecia e Macedonia e Croazia e Serbia. La presenza dell&#8217;Ue nella regione ha rafforzato le relazioni asimmetriche fra Stati, a volte sommandosi alle tensioni preesistenti, non promuovendo sufficientemente la risoluzione di controversie e la riconciliazione tra le popolazioni.<\/p>\n<p>Il fatto che nei Balcani stiano ritornando vecchie narrative non significa che queste tensioni porteranno a conflitti aperti, ma i rischi sono legati soprattutto al consolidamento di regimi non completamente democratici. A causa di continue elezioni e della mancanza di prospettive politiche e socioeconomiche, il ritorno a una retorica nazionalistica rappresenta spesso una scelta razionale per politici che possono utilizzare poco altro per fare appello agli elettori.<\/p>\n<p><b>Sicurezza interna e regionale<\/b><br \/>\nNegli ultimi 15 anni, l&#8217;Ue ha investito notevolmente nella sicurezza nei Balcani, in ambiti quali criminalit\u00e0 organizzata, corruzione, gestione integrata delle frontiere e migrazione irregolare. Progressi significativi sono stati registrati a seguito del processo di liberalizzazione dei visti e della gestione della cosiddetta \u201crotta balcanica\u201d durante la crisi migratoria del 2015-16. Tuttavia, il bilancio dell&#8217;agenda sicurezza sembra pendere verso il lato repressivo piuttosto che verso misure che promuovono lo Stato di diritto, la tutela dell&#8217;ambiente, la democrazia e i diritti individuali e sociali.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 riporta l&#8217;attenzione su ci\u00f2 che l&#8217;Ue vuole raggiungere nei Balcani. Essa mira a preparare futuri Stati membri o sta cercando di esternalizzare gli oneri dei propri problemi di sicurezza in Paesi terzi? Se la crisi istituzionale e di valori all&#8217;interno dell&#8217;Ue non ha contribuito a dissipare le ambiguit\u00e0 in questo ambito, il rinnovato slancio nell&#8217;Unione verso il superamento di tali difficolt\u00e0 dovrebbe portare a posizioni pi\u00f9 chiare anche per i Balcani.<\/p>\n<p>La necessit\u00e0 che l&#8217;Ue faccia propria una nozione di sicurezza che vada al di l\u00e0 del suo lato repressivo \u00e8 resa particolarmente cogente dai crescenti interessi nei Balcani di altri attori geopolitici, a partire da Russia e Turchia, e dalle opzioni non liberali che essi potrebbero offrire.<\/p>\n<p><b>Investire in infrastrutture e conoscenza<\/b><br \/>\nUn punto cruciale della discussione ha riguardato l&#8217;agenda di connettivit\u00e0 come modo per rafforzare la resistenza sociale. Da una prospettiva economica, i Balcani appaiono gi\u00e0 parte dell&#8217;Ue, con il 76% del commercio con l&#8217;Unione e il 90% dei sistemi bancari internazionali, principalmente in mani europee. Tuttavia, tali stretti legami non hanno facilitato la necessaria modernizzazione, ma sembrano piuttosto aver riprodotto l&#8217;incapacit\u00e0 di sviluppo, con un deficit commerciale con l&#8217;Ue di 98 miliardi di euro nel periodo 2005-2016 e un crescente indebitamento estero. Negli ultimi trent&#8217;anni, in quasi tutti i Paesi della regione \u00e8 cresciuta la povert\u00e0 e sono peggiorate le condizioni di vita.<\/p>\n<p>In tale contesto, la razionalizzazione di risorse per lo sviluppo infrastrutturale non sembra sufficiente per rilanciare la competitivit\u00e0. Come mostrato di recente della<u><b><a href=\"https:\/\/openknowledge.worldbank.org\/handle\/10986\/23684\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Banca mondiale<\/a><\/b><\/u>, i Paesi dei Balcani occidentali dovranno crescere a tassi del 6% annuo (quasi il doppio di quelli attuali) per poter raggiungere la media Ue per la fine del 2030. A questo proposito, i piani infrastrutturali dovrebbero essere integrati da ulteriori investimenti in servizi pubblici, quali salute, assistenza sociale, istruzione e ricerca, che potrebbero facilitare l&#8217;istituzione di economie pi\u00f9 intelligenti basate sulla conoscenza, nonch\u00e9 un migliore accesso alle risorse, in particolare per le piccole e medie imprese.<\/p>\n<p><b>La sfida del vertice<\/b><br \/>\nDopo 20 anni di intensa europeizzazione, i Balcani occidentali stanno divergendo dall&#8217;Ue in ambito politico e socioeconomico. Se l&#8217;Ue non pu\u00f2 accelerare il processo di allargamento senza diminuire la spinta per le riforme, diventa essenziale un avanzamento in campo socioeconomico. A questo proposito, il vertice di Trieste pu\u00f2 essere un bivio. Se il risultato sar\u00e0 ambiguo, indicher\u00e0 che ci sono pochi sviluppi positivi da aspettarsi in futuro.<\/p>\n<p>L&#8217;indebolimento della credibilit\u00e0 delle prospettive di adesione per i Balcani richiede misure urgenti d&#8217;intervento. Il rischio che l&#8217;Ue perda influenza nella regione \u00e8 persistente, come recentemente denunciato dall&#8217;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune Federica Mogherini.<br \/>\nIl vuoto lasciato dalla diminuita credibilit\u00e0 della prospettiva europea sta innescando crescenti tensioni interne, consentendo un facile accesso nei Balcani di altri attori politici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Italia ospita a Trieste la conferenza intergovernativa sui Balcani occidentali, tappa del quadriennale processo di Berlino sull&#8217;integrazione europea della regione avviato nel 2014. 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