{"id":64903,"date":"2017-01-23T15:31:05","date_gmt":"2017-01-23T14:31:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64903"},"modified":"2017-11-03T15:14:35","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:35","slug":"cina-paladino-della-globalizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/cina-paladino-della-globalizzazione\/","title":{"rendered":"Cina: il paladino della globalizzazione"},"content":{"rendered":"<p>Ha scomodato persino Charles Dickens durante il suo discorso a Davos, nelle Alpi svizzere, il presidente cinese Xi Jinping, nella sua prima apparizione al forum economico, dove si \u00e8 svestito dell\u2019eskimo di anni di comunismo per indossare il mantello del paladino della globalizzazione. &#8220;Erano i tempi migliori, erano i tempi peggiori&#8221; ha detto, citando l\u2019inizio di \u2018Una storia di due citt\u00e0\u2019 di Dickens, per sottolineare che viviamo in un\u2019epoca di forti contraddizioni.<\/p>\n<p>Quello che ha parlato a Davos, \u00e8 un politico misurato, che dosa bene le parole e che si rivolge al mondo globalizzato, nel quale la Cina, volenti o nolenti, ha un ruolo centrale e da protagonista.Era la prima volta che il segretario del partito comunista cinese e presidente della Cina partecipava al Forum svizzero. Non \u00e8 un caso che abbia deciso di farlo in un momento storico internazionale cruciale, alla vigilia dell\u2019inizio della nuova, discussa e controversa, presidenza Usa.<\/p>\n<p><b>Un discorso rivolto agli Usa e a Trump<\/b><br \/>\nAscoltandolo, non \u00e8 certo difficile capire che Xi Jinping si rivolga, in prevalenza, proprio agli Stati Uniti e al loro nuovo presidente. Il leader cinese non ha mai fatto il nome di Trump, ma in tutto ci\u00f2 che ha detto \u00e8 evidente il riferimento al nuovo corso politico ed economico degli Stati Uniti, almeno quello che il magnate di New York in mesi di campagna elettorale e dopo la vittoria ha annunciato, soprattutto via twitter, in termini di protezionismo economico.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un mistero del resto che la Cina sia preoccupata dagli eventuali cambiamenti che potrebbero scaturire dopo l\u2019insediamento ufficiale di Trump alla Casa Bianca. Trump infatti ha pubblicamente accusato la Cina di sottrarre posti di lavoro agli americani e di attuare una politica monetaria scorretta con la svalutazione della moneta cinese; ed ha annunciato provvedimenti per il contenimento cinese, in primis l\u2019aumento dei dazi. Una delle nomine di Trump \u00e8 stata quella di Peter Navarro a capo del Consiglio del Commercio, quel Navarro autore di \u201cDeath by China\u201d.<\/p>\n<p><b>\u201cUna guerra commerciale non ha vincitori\u201d<\/b><br \/>\n\u201cNon c\u2019\u00e8 nessun vincitore in una guerra commerciale\u201d ha detto dinanzi a una platea di oltre 1500 persone il massimo esponente del gigante asiatico. \u201cPer seguire il protezionismo &#8211; ha aggiunto Xi Jinping &#8211; \u00e8 come chiudersi in una stanza buia. Vento e pioggia vengono tenuti fuori, ma anche la luce e l\u2019aria\u201d.<\/p>\n<p>Il presidente cinese, a Davos, voleva impressionare il suo auditorium, facendosi paladino della globalizzazione in un mondo quasi rovesciato e, almeno in parte, c\u2019\u00e8 riuscito, strappando, con un discorso durato circa un\u2019ora, diversi applausi.<\/p>\n<p>\u201cC\u2019\u00e8 stato un tempo &#8211; ha aggiunto &#8211; in cui la Cina aveva dubbi sulla globalizzazione economica e noi non eravamo sicuri se aderire o meno al Wto. Ma siamo poi giunti alla conclusione che l\u2019integrazione nell\u2019economia globale \u00e8 un trend mondiale. Per fare crescere la sua economia, la Cina deve avere il coraggio di nuotare nel vasto oceano del mercato globale\u201d.<\/p>\n<p><b>Un attore corretto, ma inevitabile<\/b><br \/>\nXi Jinping vuole dare del suo Paese un\u2019immagine moderna, diversa da quella del passato, e promette di non svalutare la moneta, il renmibi per aumentare le esportazioni, cosa della quale il Paese del dragone \u00e8 stato accusato in passato. Promette insomma correttezza e trasparenza, ma si propone (e si impone) tra gli attori principali sulla scena economica internazionale. E tale vuole rimanere.<\/p>\n<p>Il suo \u00e8 un discorso chiaro, diretto, controllato, forse anche troppo. Che affascina gli ascoltatori, ma non convince del tutto gli analisti. Sembra tutto troppo studiato, un copione ben scritto e ben recitato. Come quando il presidente parla dell\u2019accordo di Parigi contro il riscaldamento globale, definendolo \u201cmagnifico\u201d (mentre Trump ha annunciato di volerne uscire).<\/p>\n<p>Parla infatti anche di ambiente Xi Jinping, della \u201cresponsabilit\u00e0 che ci dobbiamo assumere nei confronti dei nostri figli\u201d. Tutto molto condivisibile, se non fosse che la Cina resta uno dei Paesi pi\u00f9 inquinati al mondo.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle analisi, a parlare sono comunque i dati. La Cina, come sottolinea il presidente cinese nella parte finale del suo discorso, \u00e8 in continua crescita, nel 2016 la crescita \u00e8 stata confermata al 6,7% (al ritmo pi\u00f9 basso degli ultimi 26 anni, ma al top del mondo secondo il Fondo monetario internazionale) e il trend resta positivo, nonostante il crollo delle esportazioni registrato negli ultimi due anni consecutivi, e lo stesso Pil registrato al 6,9% l&#8217;anno precedente. Il tutto per\u00f2, sempre con il dubbio sulla veridicit\u00e0 dei dati economici che il governo cinese diffonde. \u201cLa Cina ha un enorme potenziale e in futuro intensificher\u00e0 le riforme\u201d ha detto ancora il presidente. Come a dire che, Trump o non Trump, ad essere tagliata fuori la Cina davvero non ci sta. Il mondo sa che con il Dragone deve fare i conti di continuo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ha scomodato persino Charles Dickens durante il suo discorso a Davos, nelle Alpi svizzere, il presidente cinese Xi Jinping, nella sua prima apparizione al forum economico, dove si \u00e8 svestito dell\u2019eskimo di anni di comunismo per indossare il mantello del paladino della globalizzazione. &#8220;Erano i tempi migliori, erano i tempi peggiori&#8221; ha detto, citando l\u2019inizio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[70,77,140,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64903"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64903"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64903\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64905,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64903\/revisions\/64905"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64903"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64903"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64903"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}