{"id":64908,"date":"2017-01-24T15:36:35","date_gmt":"2017-01-24T14:36:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64908"},"modified":"2017-11-03T15:14:34","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:34","slug":"trumpnomics-crescita-rischi-lungo-termine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/trumpnomics-crescita-rischi-lungo-termine\/","title":{"rendered":"Trumpnomics, crescita e rischi di lungo termine"},"content":{"rendered":"<p>Con la mano sinistra posata sulla Bibbia, venerd\u00ec 20 gennaio Donald Trump ha prestato giuramento sulla scalinata ovest di Capitol Hill, la sede del Congresso, diventando il 45esimo presidente degli Stati Uniti d\u2019America. Uno scenario fino a qualche tempo fa imprevedibile. Altrettanto difficile \u00e8 immaginare oggi come saranno i prossimi quattro anni.<\/p>\n<p>L\u2019incertezza sulle mosse del neopresidente non ha precedenti. Alcune delle sue dichiarazioni &#8211; e molti dei suoi tweet &#8211; su questioni di politica estera, immigrazione, alleanze e accordi internazionali sono\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3769\" target=\"blank\"><b><u>fonte di ansia<\/u><\/b><\/a>, negli Stati Uniti e nel mondo. Sull\u2019economia, invece, prevale un certo ottimismo.<\/p>\n<p>Le aspettative positive sulla Trumpnomics sono essenzialmente dovute a tre motivi. La promessa di semplificare e ridurre le aliquote fiscali e, al tempo stesso, di fare forti investimenti in infrastrutture e difesa stimoler\u00e0 la crescita (si stima un incremento di ulteriori due punti di Pil).<\/p>\n<p>In secondo luogo, Trump \u00e8 nel complesso percepito come\u00a0<i>business-friendly<\/i>. Per diversi motivi. Un esempio significativo \u00e8 la probabile riduzione della tassazione d\u2019impresa che, tra l\u2019altro, dovrebbe favorire il rimpatrio negli Stati Uniti di circa 1,4 trilioni di profitti di multinazionali americane ora parcheggiati all\u2019estero.<\/p>\n<p>Un flusso di denaro importante che si tradurr\u00e0 in investimenti o dividendi. Infine, alcuni settori &#8211; energia, difesa, infrastrutture, in parte il farmaceutico &#8211; dovrebbero beneficiare del nuovo corso. Ci\u00f2 ha gi\u00e0 determinato rialzi in borsa e potrebbe tradursi in investimenti e occupazione.<\/p>\n<p><b>Timori di dazi e guerra commerciale<\/b><br \/>\nIl generale ottimismo sull\u2019economia \u00e8 solo in parte attenuato dalla possibilit\u00e0 che siano imposti dazi doganali. Tale promessa \u00e8 stata efficace in campagna elettorale ma \u00e8 complicata da realizzare perch\u00e9 una guerra commerciale danneggerebbe anche gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Basti pensare che, tra 2010 e 2014, General Motors ha venduto pi\u00f9 auto in Cina che negli Usa. Inoltre, in un mondo caratterizzato dalla divisione della produzione all\u2019interno delle catene globali del valore, molte importazioni provenienti da Cina e Messico &#8211; come acciaio, componenti automobilistiche, plastiche industriali &#8211; rappresentano materie prime o beni intermedi per gli esportatori americani.<\/p>\n<p>Paradossalmente, quindi, i dazi su certe importazioni si tradurrebbero in una tassa sull\u2019export americano. I consiglieri economici di Trump, e gran parte del Congresso, ne sono consapevoli e cercheranno di contenere l\u2019aggressivit\u00e0 della politica commerciale. Ci sar\u00e0 spazio per qualche schermaglia simbolica con Cina e Messico, per questioni d\u2019immagine, ma \u00e8 difficile che gli Stati Uniti scatenino guerre commerciali dalle conseguenze imprevedibili.<\/p>\n<p><b>Tassi d\u2019interesse e debito pubblico<\/b><br \/>\nTutto bene quindi? Nel breve termine, probabilmente s\u00ec. Si avranno benefici su crescita, profitti delle imprese e occupazione. Ma nel medio-lungo periodo la situazione \u00e8 pi\u00f9 complessa e presenta non pochi rischi.<\/p>\n<p>Innanzitutto, \u00e8 possibile che lo stimolo alla crescita sia meno efficace e duraturo del previsto. Per due motivi. I tassi d\u2019interesse in aumento rafforzano il dollaro rendendo meno competitive le esportazioni americane nel mondo. Inoltre, con un tasso di disoccupazione gi\u00e0 molto basso &#8211; l\u2019attuale 4,9% \u00e8 considerato vicino alla piena occupazione &#8211; le manovre espansive hanno un impatto ridotto.<\/p>\n<p>Un serio rischio di medio-lungo termine \u00e8 dato dal fatto che tutte le manovre previste da Trump comportano un ulteriore aumento del gi\u00e0 enorme debito pubblico. Dimensioni del debito e tassi d\u2019interesse in aumento renderanno sempre pi\u00f9 oneroso servirlo e finanziarlo. Un\u2019altra bomba a orologeria \u00e8 il sistema di previdenza sociale &#8211; nel lungo periodo non sostenibile -, per il quale il Trump non prevede alcuna riforma.<\/p>\n<p>Altra incognita rilevante \u00e8 la gestione dell\u2019<i>exit strategy\u00a0<\/i>da parte della Fed, che dopo anni di politica monetaria espansiva ha invertito la tendenza. Una frenata troppo brusca potrebbe risvegliare la paura di recessione; una troppo blanda potrebbe alimentare timori d\u2019inflazione.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 poi il rischio che i molti capitali che stanno rientrando negli Stati Uniti attratti da tassi di interesse in aumento determinino la sopravvalutazione di alcuni asset o settori finanziari, formando nuove bolle speculative (di cui l\u2019ultima crisi finanziaria ha mostrato le possibili disastrose conseguenze).<\/p>\n<p><b>Sfide strategiche<\/b><br \/>\nIl vero punto debole della Trumpnomics \u00e8 la scarsa attenzione rispetto ad alcune questioni strategiche per l\u2019economia americana nel medio-lungo periodo. Il focus della nuova amministrazione repubblicana, in termini di stimolo a crescita e occupazione, sembra riguardare i settori tradizionali, come l\u2019<i>automotive\u00a0<\/i>e le altre produzioni manifatturiere. Il motivo \u00e8 evidente: molti lavoratori di questi settori hanno votato per Trump l\u20198 novembre.<\/p>\n<p>Ma sono questi i settori strategici su cui gli Stati Uniti devono puntare? I motori di crescita con maggiori prospettive nel lungo termine sono altri. Sono quelli caratterizzati da innovazione, creativit\u00e0 e conoscenza, quelli ad alta concentrazione di capitale umano, che investono in ricerca e attraggono persone con elevati livelli d\u2019istruzione. Tuttavia, al di l\u00e0 di una riunione con i vertici di alcune aziende della Silicon Valley, Trump non sembra avere un piano per questi settori.<\/p>\n<p>\u00c8 infine importante segnalare che l\u2019agenda di Trump non prevede alcuna misura per gestire l\u2019aumento delle disparit\u00e0 di reddito, ricchezza e istruzione. Un paradosso, perch\u00e9 proprio il malessere diffuso generato dall\u2019aumento della diseguaglianza \u00e8 stato un fattore decisivo nella vittoria elettorale del magnate.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile che, nel corso del suo mandato, il presidente aggiusti il tiro e introduca interventi in questo senso. Non affrontare questi fenomeni pu\u00f2 avere conseguenze molto negative, non solo sulle prossime elezioni ma pi\u00f9 in generale sull\u2019economia e la societ\u00e0 americane.<\/p>\n<p><b>Ottimismo sulle ricette economiche\u00a0<\/b><br \/>\nUn certo ottimismo di breve termine sulla Trumpnomics non \u00e8 infondato. I rialzi di borsa degli ultimi mesi sembrano confermarlo. \u00c8 probabile che la politica economica di Trump favorisca alcuni anni di crescita negli Stati Uniti. Sarebbe tuttavia miope sottovalutare alcuni importanti rischi di lungo termine. L\u2019economia americana, seppur in condizioni migliori di quella europea, mostra infatti preoccupanti fragilit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la mano sinistra posata sulla Bibbia, venerd\u00ec 20 gennaio Donald Trump ha prestato giuramento sulla scalinata ovest di Capitol Hill, la sede del Congresso, diventando il 45esimo presidente degli Stati Uniti d\u2019America. Uno scenario fino a qualche tempo fa imprevedibile. Altrettanto difficile \u00e8 immaginare oggi come saranno i prossimi quattro anni. 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