{"id":64918,"date":"2017-01-24T15:45:26","date_gmt":"2017-01-24T14:45:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64918"},"modified":"2017-11-03T15:14:34","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:34","slug":"ue-cina-obiettivi-della-cooperazione-scientifica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/ue-cina-obiettivi-della-cooperazione-scientifica\/","title":{"rendered":"Ue-Cina: obiettivi della cooperazione scientifica"},"content":{"rendered":"<p>Il 2017 segna l\u2019ingresso nel quarto anno del progetto Horizon 2020, il programma europeo per la ricerca e l\u2019innovazione che punta a sviluppare una nuova eccellenza scientifica che garantisca ai Paesi membri e ai loro partner una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva.<\/p>\n<p>Dopo il successo del VII Programma Quadro per la ricerca, che aveva visto la partecipazione di ben 383 istituti cinesi e lo stanziamento di 55,8 milioni di euro, ad oggi sono state presentate 227 proposte di ricerca provenienti dalla Cina per la partecipazione a 187 diversi progetti.<\/p>\n<p>Per la Cina il partenariato scientifico-tecnologico con l\u2019Europa \u00e8 un obiettivo strategico di lungo corso. Le relazioni scientifico-tecnologiche tra i due partner, iniziate ufficialmente nel 1983, furono caratterizzate in principio da un rapporto unidirezionale in cui era unicamente l\u2019Europa a mettere a disposizione le proprie conoscenze.<\/p>\n<p>Il rapido sviluppo economico-industriale cinese, tuttavia, port\u00f2 ben presto alla necessit\u00e0 per l\u2019Unione di creare un quadro normativo che regolasse tale rapporto.<\/p>\n<p><b>Trent\u2019anni di cooperazione euro-cinese<\/b><br \/>\nVenne cos\u00ec siglato nel 1998 l\u2019Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica, rinnovato per la terza volta nel 2014, con lo scopo di favorire maggiormente l\u2019interazione tra centri di ricerca, industrie, universit\u00e0 e singoli ricercatori di entrambe le aree. A dimostrazione dell\u2019interesse reciproco infuso in questo tipo di collaborazione venne anche istituito un comitato guida congiunto il quale, riunendosi con cadenza annuale, avrebbe aiutato a sviluppare ulteriormente il programma.<\/p>\n<p>La creazione nel 2001 di un ufficio Ue-Cina per la ricerca scientifica con sede a Pechino favor\u00ec ulteriormente l\u2019accesso ai progetti di finanziamento europei da parte dei ricercatori cinesi.<\/p>\n<p>Nel processo di implementazione del partenariato venne siglata nel 2005 una dichiarazione congiunta che permise di individuare otto potenziali aree di comune interesse: protezione ambientale; informazione e comunicazioni; cibo, agricoltura e biotecnologie, trasporti e settore aerospaziale (incluso il programma Galileo, il programma di navigazione satellitare europeo alternativo al Gps americano); urbanizzazione; salute; scienze socio-economiche; database per la condivisione dei dati.<\/p>\n<p>Nel 2008 inoltre venne sottoscritto l\u2019Accordo tra la Comunit\u00e0 europea per l\u2019Energia atomica (Euratom) ed il governo della Repubblica popolare cinese per la cooperazione per l\u2019utilizzo pacifico dell\u2019 energia atomica.<\/p>\n<p><b>La ricerca scientifica in Cina<\/b><br \/>\nNel corso degli ultimi dieci anni la Cina ha pi\u00f9 che raddoppiato la propria spesa per la ricerca scientifica, investendo nel solo anno 2014 ben 186 miliardi di euro, il 2,05% del prodotto interno lordo del paese. Attualmente le imprese private contribuiscono per il 77,3% della spesa totale, mentre i finanziamenti da parte delle universit\u00e0 e degli istituti di ricerca governativi contano rispettivamente per il 6,9% ed il 14,8%.<\/p>\n<p>Nonostante la Cina sia oggi il secondo Paese per numero di pubblicazioni scientifiche dopo gli Stati Uniti sono ancora molti i problemi con cui la comunit\u00e0 scientifica cinese \u00e8 costretta a confrontarsi. Nel 2015 \u00e8 stata avviata dal governo la riforma del Programma nazionale per la ricerca e la tecnologia al fine di facilitare l\u2019accesso ai fondi statali e diminuire le rispettive procedure burocratiche.<\/p>\n<p>Il cambiamento pi\u00f9 significativo \u00e8 stato fino ad ora quello legato al ruolo riservato ai diversi ministeri governativi, i quali perdono il loro ruolo di controllo sui progetti.<\/p>\n<p>Nell\u2019ottobre 2016, inoltre, il Comitato centrale del Partito comunista cinese ed il Consiglio di Stato hanno presentato le linee guida per l\u2019implementazione del 13\u00b0 piano quinquennale (2016-2020), ponendo maggiore enfasi su quei campi di ricerca collegati ai problemi considerati contingenti nello sviluppo del Paese: agricoltura, urbanizzazione, ambiente ed invecchiamento della popolazione.<\/p>\n<p>I due nuovi programmi di ricerca promossi dal governo di Pechino, Manufacturing 2025 e Internet +, avranno in questo senso lo scopo di promuovere l\u2019integrazione delle nuove tecnologie all\u2019interno del sistema produttivo cinese.<\/p>\n<p><b>Il ruolo della cooperazione Italia-Cina<\/b><br \/>\nSotto l\u2019egida del progetto Horizon 2020 anche l\u2019Italia ha rafforzato le proprie iniziative di cooperazione con la Cina. Dal 25 al 27 ottobre si \u00e8 svolta nelle citt\u00e0 di Bergamo, Bologna e Napoli, la Italy-China Science Innovation Week, evento unico che ha riunito sotto di s\u00e9 la settima edizione del China-Italy Innovation Forum e la decima edizione del Sino-Italian Exchange Event.<\/p>\n<p>A conclusione dell\u2019evento, presieduto dall\u2019allora ministro dell\u2019Istruzione Stefania Giannini e dal suo omologo Wan Gang, \u00e8 stato inaugurato il Centro Italia-Cina di Trasferimento tecnologico, istituto che avr\u00e0 lo scopo di creare una piattaforma comune per la promozione della cooperazione tra centri di ricerca, universit\u00e0 e aziende di entrambi i paesi.<\/p>\n<p>Il crescente interesse mostrato verso il partenariato scientifico-tecnologico tra i Paesi dell\u2019Unione e la Cina \u00e8 sicuramente un passo avanti nell\u2019integrazione tra i due sistemi. La Cina rimane oggi un attore chiave per lo sviluppo ed il successo dei programma Horizon 2020. Tuttavia tale partnership rappresenta anche una grande sfida per l\u2019Europa, non solo in merito al futuro ruolo della Cina in ambito internazionale, ma soprattutto in relazione alla doppia natura, civile e militare, spesso legata al progresso scientifico.<\/p>\n<p>Il vecchio continente sta anche contribuendo &#8211; indirettamente &#8211; all\u2019ammodernamento militare della Cina ed in un momento come questo, caratterizzato da un clima di forte insicurezza sul futuro delle relazioni tra Pechino e Washington, la questione rischia di trasformarsi in un elemento di frizione nelle relazioni transatlantiche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2017 segna l\u2019ingresso nel quarto anno del progetto Horizon 2020, il programma europeo per la ricerca e l\u2019innovazione che punta a sviluppare una nuova eccellenza scientifica che garantisca ai Paesi membri e ai loro partner una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva. 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