{"id":64921,"date":"2017-01-25T15:47:06","date_gmt":"2017-01-25T14:47:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64921"},"modified":"2017-11-03T15:14:34","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:34","slug":"la-libia-fra-leuropa-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/la-libia-fra-leuropa-trump\/","title":{"rendered":"La Libia fra l\u2019Europa e Trump"},"content":{"rendered":"<p>In novembre la Brigata per la Difesa di Bengasi &#8211; una formazione islamista formata nel giugno 2016 e collegata agli estremisti di Tripoli del mufti al Gharayani e di Khalifa Ghweil &#8211; ha attaccato da Giufra, Libia centrale, le forze di Haftar &#8211; stanziate nella \u201cmezzaluna del petrolio\u201d gi\u00e0 dal settembre scorso &#8211; con il proposito di alleggerire la pressione dell\u2019Enl (Esercito nazionale libico) sugli islamisti di Bengasi e di Derna.<\/p>\n<p>L\u2019Enl li ha ributtati indietro e fra dicembre e gennaio ha continuato a tenerli sotto il tiro della sua aviazione. In queste missioni, tuttavia, sono stati colpiti uomini e materiali di Misurata presenti a Giufra, aprendo un duro contenzioso fra Misurata e Tobruk.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 intenzionalmente, le forze aeree e la 12\u00b0 brigata di fanteria dell\u2019Eln hanno attaccato a Sebha, Libia meridionale, una postazione della Terza Forza di Misurata riuscendo a togliergliela (1). La Terza Forza occupa i campi petroliferi del Fezzan dal 2014, escludendo i rivali dalla regione e assicurando la linea di rifornimenti che da Sebha arriva a Misurata attraverso Giufra.<\/p>\n<p><b>Rischi di nuova polarizzazione<\/b><br \/>\nQuesti sviluppi da un lato attestano il rafforzamento militare di Haftar, grazie all\u2019appoggio crescente che riceve da Egitto e Russia, e la sua espansione sul territorio; dall\u2019altro costituiscono per Misurata una non trascurabile minaccia logistica e militare (tanto pi\u00f9 che la Forza ha subito nel tempo non poche perdite ed \u00e8 attualmente troppo allungata e frammentata), alla quale la citt\u00e0 potrebbe decidere di rispondere riaprendo il conflitto civile.<\/p>\n<p>Alcuni osservatori sottolineano che nella missione in Libia centrale della Brigata per la Difesa di Bengasi c\u2019\u00e8 proprio l\u2019obbiettivo di spingere Misurata a rispondere all\u2019Enl.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 l\u2019interesse degli islamisti ad agire in questo senso? Se un nuovo scontro militare si aprisse, l\u2019area politica centrista e moderata che oggi bene o male Misurata rappresenta con il suo appoggio a Serraj potrebbe essere indotta ad allearsi di nuovo con l\u2019ala islamista estremista.<\/p>\n<p>Si tratterebbe di un\u2019alleanza tattica, ma, come si \u00e8 visto in Siria, di tali alleanze tattiche \u00e8 lastricato il fallimento politico dei moderati. Si pu\u00f2 aggiungere che i tentativi di putsch di Khalifa Ghweil a Tripoli sono una dimensione della stessa strategia. Il rischio di una nuova polarizzazione e di un nuovo scontro militare in Libia non \u00e8 da sottovalutare.<\/p>\n<p><b>Il fallimento dell\u2019accordo di Skhirat e il \u2018reset\u2019<\/b><br \/>\nSe le tendenze al cambiamento e al rovesciamento degli equilibri militari esistono, \u00e8 perch\u00e9 l\u2019Accordo di Skhirat e il Comitato presidenziale guidato da Sarraj hanno largamente fallito.<\/p>\n<p>Per evitare la ricaduta della Libia nella guerra civile, occorre rinegoziare l\u2019Accordo di Skhirat e integrare in esso le forze che se ne sono sentite o ne sono state escluse. Il \u2018reset\u2019 suggerito dall\u2019International Crisis Group in uno studio recente \u00e8 il tema all\u2019ordine del giorno (2).<\/p>\n<p>E in effetti, la rinegoziazione \u00e8 gi\u00e0 in corso nel quadro Onu. Nella Commissione per il dialogo politico (nata con gli Accordi di Skhirat) si discute di nuovi assetti, in particolare della riduzione a quattro o a cinque dei membri del Consiglio presidenziale e dell\u2019inserimento di un primo ministro per assolvere le funzioni di guida politica oggi svolte dal presidente del Consiglio.<\/p>\n<p>Una piattaforma complessiva \u00e8 emersa nella conferenza organizzata il 13-14 dicembre 2016 al Cairo con la partecipazione essenzialmente di esponenti delle opposizioni. Martin Kobler, il mediatore capo dell\u2019Onu in Libia, l\u2019ha apprezzata.<\/p>\n<p><b>Mediazione politica autorevole cercasi<\/b><br \/>\nMa l\u2019Onu, a causa del fallimento degli Accordi di Skhirat e dell\u2019insufficiente e talvolta ambiguo sostegno che ha ricevuto dai suoi fautori internazionali, difficilmente \u00e8 il luogo in cui oggi possa emergere un accordo politico effettivo.<\/p>\n<p>L\u2019accordo potr\u00e0 anche essere consacrato nel quadro Onu, ma deve emergere fra i libici, che al posto delle caselle e dei programmi devono trovare un equilibrio condiviso di obiettivi e di poteri.<\/p>\n<p>Quest\u2019accordo \u00e8 problematico perch\u00e9 Haftar ha acquisito un margine di prevalenza militare e ha gli elementi per credere di poter ampliare questo margine e vincere. Tuttavia, bench\u00e9 indebolita sul piano militare, Misurata resta per Haftar un rivale militare di primo piano.<\/p>\n<p>Se una mediazione politica autorevole non si far\u00e0 viva in tempi brevi, Misurata potrebbe decidere di sfidare militarmente Haftar piuttosto che negoziare con lui e i suoi alleati. Gli sviluppi sul terreno fra dicembre e gennaio di cui abbiamo parlato hanno gi\u00e0 riavvicinato le varie anime di Misurata di contro al campo avverso, facilitando un\u2019eventuale opzione militare.<\/p>\n<p>Esiste una mediazione autorevole che possa portare i libici all\u2019accordo politico che l\u2019Onu difficilmente pu\u00f2 oggi promuovere? Autorevoli commentatori dei fatti di Libia, come Mezran (3) e Pack (4), suggeriscono d\u2019aspettare che l\u2019amministrazione del Presidente Trump nomini, secondo quanto sembra di sapere, un inviato presidenziale speciale nella persona di Phillip Escaravage, un vecchio amico e collaboratore di Trump, buon conoscitore della Libia.<\/p>\n<p>Essi sviluppano degli argomenti per sottolineare che una stabilizzazione della Libia conviene agli Usa. Ma quali sono gli obiettivi del presidente Trump in realt\u00e0 non \u00e8 ancora chiaro. Essi comunque potrebbero divergere significativamente dagli interessi europei.<\/p>\n<p><b>Aspettando Trump e l\u2019Europa<\/b><br \/>\nIntanto la diplomazia dei maggiori Paesi europei ha gi\u00e0 integrato la nozione di un \u2018reset\u2019 degli Accordi di Skhirat, \u00e8 consapevole dei rischi in atto e sta esercitando pressioni soprattutto sui patroni regionali di Tobruk e Haftar perch\u00e9 si moderino militarmente e politicamente favorendo un compromesso.<\/p>\n<p>Gli ultimi passi che l\u2019Italia ha compiuto verso la Libia sono troppo vicini al governo Serraj e potrebbero risultare pi\u00f9 dannosi che utili nel tentativo di ricostituire le condizioni per un compromesso politico fra le parti libiche.<\/p>\n<p>Il lento ma evidente riemergere dalla crisi Regeni con l\u2019Egitto potrebbe invece mettere anche l\u2019Italia in grado di agire con efficacia nella direzione di una mediazione da parte europea.<\/p>\n<p>\u00c8 da dire che, mentre inizia la presidenza Trump, agli occhi dei libici e dei Paesi della regione gli europei appaiono anche pi\u00f9 deboli del consueto. Essi, del resto, non hanno fatto nulla per coordinarsi fra di loro e cercare cos\u00ec di accrescere la loro autorit\u00e0.<\/p>\n<p>Tuttavia, il tentativo di una mediazione come quella in corso va fatto, anche per cercare di preparare le condizioni per un\u2019autonomia europea nel Mediterraneo. All\u2019epoca della crisi di Suez, nel 1956, gli Usa negarono tale autonomia agli europei nel Mediterraneo, ma hanno poi protetto gli interessi europei nel quadro dell\u2019Alleanza. Oggi il rischio \u00e8 che quest\u2019autonomia venga negata ancora pi\u00f9 recisamente e senza nessuna contropartita.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: xx-small;\">(1) W. Pusztai and A. Delalande, \u201cA New Civil War Could Break Out in Libya\u201d,\u00a0<i>War Is Boring<\/i>, in https:\/\/warisboring.com\/a-new-civil-war-could-break-out-in-libya-1e0fa7c20cf0#.rl0p7auk9.<br \/>\n(2) International Crisis Group,\u00a0<i>The Libyan Political Agreement: Time for a Reset<\/i>, Brussels, 4 November 2016 in https:\/\/www.crisisgroup.org\/middle-east-north-africa\/north-africa\/libya\/libyan-political-agreement-time-reset.<br \/>\n(3) Karim Mezran,\u00a0<i>The Case for Wider US Engagement in Libya<\/i>, Atlantic Council, January 4, 2017, in http:\/\/www.atlanticcouncil.org\/blogs\/menasource\/the-case-for-wider-us-engagement-in-libya.<br \/>\n(4) J. Pack and N. Mason, A Trumpian Peace Deal in Libya?, Foreign Affairs, Snapshot, January 10, 2017 in https:\/\/www.foreignaffairs.com\/articles\/libya\/2017-01-10\/trumpian-peace-deal-libya<\/span>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In novembre la Brigata per la Difesa di Bengasi &#8211; una formazione islamista formata nel giugno 2016 e collegata agli estremisti di Tripoli del mufti al Gharayani e di Khalifa Ghweil &#8211; ha attaccato da Giufra, Libia centrale, le forze di Haftar &#8211; stanziate nella \u201cmezzaluna del petrolio\u201d gi\u00e0 dal settembre scorso &#8211; con il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[96,128,140,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64921"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64921"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64921\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64923,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64921\/revisions\/64923"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64921"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64921"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64921"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}