{"id":64928,"date":"2017-01-26T15:51:14","date_gmt":"2017-01-26T14:51:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64928"},"modified":"2017-11-03T15:14:33","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:33","slug":"messico-nuvole-alla-casa-bianca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/messico-nuvole-alla-casa-bianca\/","title":{"rendered":"Messico e nuvole alla Casa Bianca"},"content":{"rendered":"<p>Da mesi i messicani sanno che il 2017 non sar\u00e0 un anno facile. I motivi principali sono due. Il primo \u00e8 l&#8217;elezione di un presidente degli Stati Uniti che non si stanca di ripetere discorsi anti-messicani e bolla come \u201cdisastro\u201d (minacciando di porvi fine) il Nafta, il North American Free Trade Agreement che \u00e8, da alcuni decenni, il maggiore motore dell\u2019economia del Messico. Il secondo motivo \u00e8 il crescente malcontento interno provocato dal progressivo deterioramento della situazione economica.<\/p>\n<p>E se, da una parte, si attende per marted\u00ec 31 gennaio la visita del presidente messicano Enrique Pe\u00f1a Nieto alla Casa Bianca di Donald Trump (\u00e8 il secondo leader straniero dopo la britannica Theresa May), dall\u2019altra monta una crisi che da diverse settimane non fa altro che peggiorare. E che, purtroppo, \u00e8 gi\u00e0 costata diverse vite.<\/p>\n<p><b><i>Gasolinazo<\/i>\u00a0e disorientamento\u00a0<\/b><br \/>\nL\u2019improvviso annuncio da parte del governo di un aumento del 20% dei prezzi della benzina ha scatenato un\u2019ondata di malcontento, con proteste &#8211; spesso violente &#8211; che hanno invaso piazze e strade in quasi tutto il Messico. Finora, il cosiddetto &#8220;gasolinazo&#8221; ha causato sei morti, l&#8217;arresto di oltre mille persone e centinaia di saccheggi registrati in 27 dei 32 Stati del Paese.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che ha pi\u00f9 indignato la popolazione messicana, tuttavia, \u00e8 stata la reazione debole e irresoluta del loro presidente. Durante un comunicato televisivo ufficiale, cercando di mostrare fermezza, Pe\u00f1a Nieto ha dichiarato che i problemi del Paese sono di natura &#8220;esterna&#8221;, che un aumento di tali proporzioni della benzina era &#8220;l&#8217;unica alternativa per non tagliare piani sociali&#8221;, e che la colpa di questa situazione ricade sull&#8217;eredit\u00e0 lasciata dai governi precedenti.<\/p>\n<p>Il presidente messicano si \u00e8 per\u00f2 dimenticato di ricordare che \u00e8 in carica ormai da oltre quattro anni e che il costo dei programmi sociali incide solo in percentuali risibili sulla spesa pubblica messicana. Il passaggio che lascia maggiormente sconcertati \u00e8 tuttavia quello in cui chiede ai suoi connazionali: &#8220;Tu cosa avresti fatto al mio posto?&#8221;.<\/p>\n<p>Ora, \u00e8 comprensibile che Pe\u00f1a Nieto possa essere confuso dalla complessa situazione che ha davanti a s\u00e9, ma lanciare una domanda del genere al popolo che lo ha eletto non \u00e8 niente di meno che mettere in chiaro come lui, il capitano della nave, non abbia la minima idea di dove, n\u00e9 come, la sua imbarcazione navigher\u00e0 nei prossimi anni.<\/p>\n<p><b>Il rapporto con Trump<\/b><br \/>\nA riprova di ci\u00f2, \u00e8 sufficiente rivedere le sue decisioni pi\u00f9 recenti. Dopo aver rimosso Luis Videgaray, il collaboratore che gli aveva consigliato di invitare l\u2019allora candidato repubblicano Trump in visita ufficiale in Messico &#8211; scelta che ha generato roventi polemiche nazionali ed un certo scherno internazionale -, il presidente lo ha semplicemente richiamato, nominandolo addirittura ministro degli Esteri.<\/p>\n<p>E Videgaray, in una delle sue prime dichiarazioni, ha affermato che il rapporto con Washington &#8220;non sar\u00e0 di sottomissione&#8221;. Pe\u00f1a Nieto ha cercato di tappare la falla, esprimendosi sulla questione del muro alla frontiera che Trump vuole costruire e far pagare al Messico.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro lato, per\u00f2, il presidente tenta timidamente di elaborare una controproposta alle critiche al Nafta mosse dal nuovo omologo statunitense, nel tentativo di non far soccombere del tutto l\u2019accordo. In tutte le opzioni avanzate finora, per\u00f2, il Messico perde sempre, bench\u00e9 meno di quanto piacerebbe a Trump.<\/p>\n<p>\u201cRivedere un trattato che ha gi\u00e0 vent\u2019anni di vita pu\u00f2 essere una buona idea\u201d, ha dichiarato Pe\u00f1a Nieto subito dopo il voto negli Usa. Un\u2019arguzia che non traspirava chiarezza di intenti, e che non ha sicuramente giovato al suo Paese.<\/p>\n<p>Tanto \u00e8 vero che ancora prima dell\u2019insediamento, Trump aveva gi\u00e0 incassato un successo, riuscendo &#8211; con la sola forza della pressione &#8211; a far\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3767\" target=\"blank\"><b><u>deviare gli investimenti<\/u><\/b><\/a>\u00a0delle case automobilistiche dal Paese latinoamericano al proprio territorio nazionale.<\/p>\n<p>Dal 2011 al 2014, il Messico ha attratto oltre 10 miliardi di dollari di investimenti da parte di multinazionali statunitensi, diventando il maggior produttore di autoveicoli dell&#8217;America latina. Se le aziende automobilistiche se ne dovessero andare, verrebbero cancellati milioni di posti di lavoro e la disoccupazione esploderebbe.<\/p>\n<p>Il governo ha risposto con l\u2019annuncio di tagli delle spese dell\u2019esecutivo e l\u2019adozione di misure di austerit\u00e0. Quanto di pi\u00f9 lontano si possa immaginare dal concetto di \u201creplica efficace ed orgogliosa\u201d.<\/p>\n<p><b>Pe\u00f1a Nieto a rischio\u00a0<\/b><br \/>\nL\u2019assenza di prospettive e di chiarezza sui progetti da parte del governo ha esasperato i messicani e li ha portati a riversarsi per le strade e a chiedere le dimissioni del presidente.<\/p>\n<p>\u00c8 vero che lo scenario internazionale non offre un panorama generoso, ma il fatto che sia Pe\u00f1a Nieto sia i suoi collaboratori non abbiano neanche elaborato preventivamente una strategia chiara per affrontare una prospettiva del genere non solo \u00e8 preoccupante, ma \u00e8 prova evidente del fatto che non si aspettassero minimamente la vittoria di Trump.<\/p>\n<p>Peggio ancora, la scommessa del governo su una politica di tagli di bilancio e sull&#8217;aumento dei prezzi del carburante, in un momento cos\u00ec delicato in cui c\u2019\u00e8 bisogno di conquistare &#8211; e non perdere &#8211; il sostegno popolare, \u00e8 stata un vero e proprio suicidio politico. Non a caso, oggi meno del 25% dei messicani appoggia il presidente.<\/p>\n<p>Per le strade, grida e slogan presentano i temi che Pe\u00f1a Nieto non ha menzionano nei suoi discorsi: gli scandali di corruzione in cui sono coinvolti diversi suoi collaboratori (compresa sua moglie), gli omicidi in aumento di oltre il 15% negli ultimi mesi, l&#8217;assenza dello Stato in diverse regioni, la latitanza di un ex governatore dello stesso partito del presidente, il crollo del cambio del peso con il dollaro.<\/p>\n<p>Tutti fattori che preoccupavano i messicani molto tempo prima che Trump fosse eletto, e ai quali si sommano adesso i timori per una nuova recessione provocata dall\u2019insediamento del quarantacinquesimo presidente Usa.<\/p>\n<p>Con la situazione che diventa ogni giorno pi\u00f9 difficile, i due anni di mandato presidenziale che restano iniziano a sembrare un&#8217;eternit\u00e0, sia per Pe\u00f1a Nieto che per i messicani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da mesi i messicani sanno che il 2017 non sar\u00e0 un anno facile. 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