{"id":64930,"date":"2017-07-05T15:51:53","date_gmt":"2017-07-05T13:51:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64930"},"modified":"2017-11-03T15:11:17","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:17","slug":"terrorismo-nuovi-nemici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/terrorismo-nuovi-nemici\/","title":{"rendered":"Terrorismo: chi sono i nuovi nemici"},"content":{"rendered":"<p>Gli attentati terroristici che stanno colpendo l&#8217;Europa fanno tanta pi\u00f9 paura perch\u00e9 sembrano, e in qualche misura sono, del tutto insensati. La storia moderna dell&#8217;Europa, dal XIX secolo ad oggi, \u00e8 scandita da numerosissimi attentati terroristici. Tuttavia negli ultimi anni sembra delinearsi un mutamento qualitativo importante.<\/p>\n<p><b>In principio fu Princip<\/b><br \/>\nGli attentati terroristici tradizionali, che l&#8217;Europa conosce bene, possono essere raccolti in un capitolo intitolato a Gavrilo Princip, che il 28 giugno 1914 uccise a Sarajevo l&#8217;arciduca Francesco Ferdinando di Asburgo-Este: un attentato che ebbe conseguenze spettacolari, dando il via alla Prima Guerra Mondiale, ma le cui motivazioni erano chiarissime a tutti, in linea con una lunga serie di precedenti.<br \/>\nIl terrorismo irredentista, cos\u00ec come quello indipendentista (anticoloniale o contro il governo centrale), il terrorismo anarchico, quello rivoluzionario, quello golpista, eccetera, hanno insanguinato l&#8217;Europa con pervicace regolarit\u00e0.<br \/>\nSe anche ci limitiamo al periodo dal 1970 ad oggi, a pi\u00f9 riprese, il &#8217;72, il &#8217;74, l&#8217; &#8217;80, l&#8217; &#8217;88, abbiamo avuto oltre 400 persone assassinate ogni anno, e in molti altri casi ci siamo attestati tra le 200 e le 300 vittime. I 147 morti di Parigi, nel 2015 o i 191 di Madrid nel 2004 non sono dunque una assoluta novit\u00e0. Ad oggi l&#8217;attentato pi\u00f9 sanguinoso che abbiamo avuto in Europa \u00e8 stato quello di Lockerbie nel 1988: l&#8217;esplosione del volo PanAm 103 provoc\u00f2 270 vittime.<\/p>\n<p><b>I terroristi del ciclo &#8216;11.9.2001&#8217;<\/b><br \/>\nIn realt\u00e0 per\u00f2 gli attentati classificabili sotto l&#8217;etichetta &#8216;Princip&#8217; sono andati diminuendo con l&#8217;esaurirsi del ciclo storico che, andando dalla Prima alla Seconda Guerra Mondiale, e poi alla Guerra Fredda, si \u00e8 grosso modo concluso il 9 novembre del 1989, con la caduta del muro di Berlino: in questi anni sono stati liquidati gli imperi coloniali europei, l&#8217;impero ottomano e il blocco sovietico, l&#8217;Europa nel suo complesso \u00e8 stata politicamente ridimensionata e ridotta e si \u00e8 delineata la necessit\u00e0 di nuovi equilibri internazionali. Tra gli ultimi esponenti del terrorismo alla &#8216;Princip&#8217; troviamo i baschi dell&#8217;Eta, gli irlandesi dell&#8217;Ira, gli estremisti delle Brigate rosse, e tanti altri analoghi.<br \/>\nIl nuovo terrorismo ha le sue origini in questa nuova fase storica. E cos\u00ec arriviamo al secondo capitolo della nostra classificazione, che potremmo intitolare &#8216;11.9.2001&#8217;, in ricordo dei 2.966 morti, 24 dispersi e 6.400 feriti dei quattro attacchi aerei condotti quel giorno dai terroristi di al-Qaida negli Stati Uniti. Anche questi attacchi, come quello di Sarajevo, hanno avuto importanti conseguenze internazionali, di cui per\u00f2 \u00e8 ancora impossibile predire gli sviluppi di lungo termine.<\/p>\n<p><b>Conseguenze internazionali ancora in divenire<\/b><br \/>\nL&#8217;attacco di al-Qaida, motivato da vaghe premesse antiamericane, aveva forse l&#8217;obiettivo di intimidire gli americani, indebolendo il loro legame con i sauditi. Colse di sorpresa gli Usa che in quel periodo pensavano di non avere praticamente pi\u00f9 grandi avversari ed ebbe la conseguenza immediata di spingerli in guerra contro i terroristi (obiettivo molto sfuggente) e soprattutto contro alcuni dei loro alleati (obiettivo molto pi\u00f9 facilmente identificabile).<br \/>\nSpecialmente durante il primo termine della presidenza di George W. Bush, Washington tent\u00f2 di dare al suo impegno militare il senso della costruzione di un nuovo ordine mondiale, a partire dal Medio Oriente, giustificandolo con la lotta al terrorismo, ma in realt\u00e0 modificando sensibilmente i suoi obiettivi.<br \/>\nIl rovinoso fallimento di questa strategia, accompagnato dal crescere di nuove potenze globali (Cina, forse Russia) e regionali (Giappone, Corea, Indonesia, India, Pakistan, Iran, Turchia, eccetera) sta alimentando una complicata serie di conflitti e guerre locali, variamente intrecciate tra loro, che sfruttano spesso e volentieri anche gli attacchi terroristici. Le vittime annuali del terrorismo nel mondo si sono cos\u00ec moltiplicate, da poche migliaia ad oltre 35.000, praticamente tutte in Asia ed Africa.<\/p>\n<p><b>Fenomeno in espansione senza progressi tecnologici<\/b><br \/>\nFortunatamente sono state disattese, fino ad ora, le aspettative degli analisti che, partendo dagli attacchi dell&#8217;11 Settembre 2001, avevano immaginato un aumento progressivo del livello di violenza e del numero delle vittime attraverso l&#8217;uso di sistemi pi\u00f9 sofisticati di distruzione: armi chimiche, agenti biologici, bombe radiologiche, bombe nucleari. Non possiamo naturalmente escludere che si arrivi anche a questo, ma sinora i pochi tentativi fatti con i gas letali e con gli agenti biologici hanno soprattutto evidenziato una quantit\u00e0 di difficolt\u00e0 che i terroristi non hanno saputo superare.<br \/>\nIl moltiplicarsi delle vittime \u00e8 quindi una conseguenza dell&#8217;espandersi dell&#8217;uso del terrorismo e non del suo progresso tecnologico. Ci\u00f2 \u00e8 in qualche modo rassicurante per l&#8217;Europa, poich\u00e9 le nostre societ\u00e0 sarebbero molto vulnerabili ad attacchi sofisticati, mentre sono pi\u00f9 in grado di controllare e reprimere l&#8217;ampliarsi del numero dei terroristi.<\/p>\n<p><b>Unico criterio, massimizzare il numero delle vittime<\/b><br \/>\nIl problema \u00e8 che la maggior parte di questi &#8216;nuovi&#8217; terroristi che per convenzione definiamo &#8216;jihadisti&#8217;, a differenza dei terroristi tradizionali, non sembrano avere alcuna rivendicazione, a parte un generico odio verso la nostra societ\u00e0. I loro obiettivi e le loro vittime non sono selezionati con cura, ma solo in modo opportunistico. Non fanno distinzione di ceto, et\u00e0, sesso, razza o religione (salvo rarissime eccezioni): il loro criterio principale sembra essere solo quello di massimizzare il numero delle vittime, e fortunatamente ci riescono solo raramente.<br \/>\nIn altri termini essi si ispirano alle indicazioni delle organizzazioni terroristiche che agiscono in Asia ed Africa, ma, mentre queste partecipano attivamente a concrete lotte di potere e a conflitti regionali, i terroristi europei agiscono senza scopo, salvo forse quello di propagandare il nome dei loro ispiratori. In altri termini sono quelli che Carlo Cipolla avrebbe definito degli &#8216;stupidi&#8217;: gente volta allo stesso tempo a fare del male a s\u00e9 e agli altri, senza obiettivi razionalmente percepibili. Essi sono a volte facilitati e guidati verso il loro assurdo suicidio da militanti pi\u00f9 addestrati che si mantengono in seconda fila, ma anche questi sembrano solo avere generici obiettivi mediatici.<br \/>\nEppure, in tutto questo, si delinea un messaggio per l&#8217;Europa. Stanno iniziando le nuove grandi guerre della globalizzazione, che dovranno definire i nuovi equilibri e il nuovo ordine internazionale. Esse svolgono la loro parte cruenta specialmente in Asia ed in Africa, ma tendono inevitabilmente ad allargarsi. In particolare il grande centro commerciale globale europeo non riuscir\u00e0 a restarne fuori, ma dovr\u00e0 decidere come giocare, con quali forze e con quali strategie.<br \/>\nCome disse molti anni or sono, a Seul, lo storico Michael Howard, aprendo una delle grandi conferenze annuali dell&#8217;International Institute for Strategic Studies, si avvicina il momento in cui l&#8217;Asia potrebbe restituire all&#8217;Europa il favore fattole in passato, coinvolgendola in due guerre mondiali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli attentati terroristici che stanno colpendo l&#8217;Europa fanno tanta pi\u00f9 paura perch\u00e9 sembrano, e in qualche misura sono, del tutto insensati. La storia moderna dell&#8217;Europa, dal XIX secolo ad oggi, \u00e8 scandita da numerosissimi attentati terroristici. Tuttavia negli ultimi anni sembra delinearsi un mutamento qualitativo importante. 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