{"id":64934,"date":"2017-07-04T15:53:07","date_gmt":"2017-07-04T13:53:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64934"},"modified":"2017-11-03T15:11:17","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:17","slug":"balcani-tarlo-la-sicurezza-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/balcani-tarlo-la-sicurezza-europea\/","title":{"rendered":"Balcani, tarlo per la sicurezza europea"},"content":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 Trieste, citt\u00e0 da sempre ponte tra Europa occidentale e centro orientale, a ospitare, il 12 luglio, non solo i ministri degli esteri delle nazioni coinvolte nel processo di Berlino (Italia, Austria, Francia, Germania, Gran Bretagna e i sei Paesi dei Balcani Occidentali \u2013 i cosiddetti\u2013 WB6- Albania, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro e Serbia), ma anche i rappresentanti della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, la Banca europea per gli investimenti e l\u2019Alto Rappresentante dell\u2019Unione europea, Ue, Federica Mogherini.<\/p>\n<p><b>La Mogherini e i Balcani<\/b><br \/>\nIl sostegno di Mogherini e dell\u2019azione esterna dell\u2019Ue all\u2019integrazione dei Balcani occidentali \u00e8 ben noto; l\u2019Alto Rappresentante sta infatti progressivamente diventando una figura chiave nella mediazione tra i problemi politici e di sicurezza dell\u2019area. Dall\u2019organizzazione di un incontro d\u2019emergenza a gennaio per risolvere le tensioni al confine tra Serbia e Kosovo al forte impegno mostrato con continui incontri informali con i capi di Stato dei WB6, l\u2019ultimo dei quali lo scorso maggio, il Servizio europeo per l\u2019azione esterna \u2013 Seae &#8211; mantiene intatta la prospettiva di adesione e pare intenzionato a sostenere l\u2019accelerazione degli sforzi di avvicinamento all\u2019Ue. Un interrogativo comune che si pone spesso per\u00f2, nei riguardi della montuosa regione europea, \u00e8 se una futura integrazione possa portare problemi relativi alla sicurezza interna dell\u2019Unione. Sicurezza ed allargamento sono compatibili? L\u2019accesso dei Paesi dei Balcani all\u2019interno dell\u2019Ue sarebbe una preoccupazione o una risorsa cooperativa per l\u2019Europa?<\/p>\n<p>I Balcani sono stati per anni il fulcro della politica estera di difesa comune dell\u2019Ue, basti pensare che la prima missione della Politica di sicurezza e di difesa comune lanciata dall\u2019Unione fu quella di polizia europea in Bosnia Erzegovina il primo gennaio del 2003, mentre la prima missione militare si svolse in Macedonia, con inizio sempre nel 2003. Delle 15 operazioni al momento in corso fuori dai confini europei, due riguardano i Balcani, ma allargando l\u2019orizzonte al totale delle missioni svolte nella sua storia del Servizio esterno per l\u2019azione europea, sei su un totale di 30 si sono svolte nei Balcani, tra queste anche la pi\u00f9 ampia in termini di uomini e mezzi mai realizzata, la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3799\" target=\"_blank\"><b><u>missione European Union Rule of Law Mission in Kosovo &#8211; Eulex &#8211; in Kosovo<\/u><\/b><\/a>, ancora operativa e con un mandato fino al 2018. A queste si devono unire le molteplici missioni bilaterali di stati membri che hanno coinvolto polizie nazionali nel supporto delle forze di sicurezza di Albania, Montenegro e Serbia, in cui si \u00e8 distinta l\u2019Italia. Va sottolineato come i compiti delle missioni fossero, e tuttora sono, impegnativi e delicati; in Bosnia Erzegovina la missione militare European Union Force \u2013 Eufor &#8211; ha continuato il mandato della Stabilisation Force &#8211; Sfor &#8211; delle Nazioni Unite, con compiti di peacekeeping e prevenzione della pace. La missione European Union Police Mission &#8211; Eupm &#8211; al contrario, aveva sulla carta compiti di supporto nella riforma delle forze di polizia, che, visto che le stesse erano state dissolte durante la guerra, ha significato sostenere la creazione della stessa polizia bosniaca; in particolare Eupm ha contribuito alla formazione e all\u2019addestramento del reparto speciale antiterrorismo, le cui ultime operazioni hanno riguardato la cattura di affiliati dell\u2019autoproclamatosi \u201cstato islamico\u201d bosniaci. Eulex ha goduto addirittura del mandato esecutivo per condurre operazioni di polizia nel Paese, ci\u00f2 ha significato operarci con gli stessi compiti (e obblighi) di una polizia nazionale come attivit\u00e0 investigative, perquisizioni e esecuzione di mandati di cattura per la persecuzione dei responsabili di crimini di guerra.<\/p>\n<p>Molto si \u00e8 scritto e detto sull\u2019efficacia di tali missioni, e pi\u00f9 volte si \u00e8 teso a screditarle, ma se ad oggi in Bosnia ed Erzegovina, Kosovo e Macedonia sono presenti forze di polizia multietniche, con alle spalle una formazione di livello europeo, questo si deve all\u2019opera di queste missioni. Agli scettici bisogna rammentare che il processo di riforma delle forze dell\u2019ordine di un Paese non \u00e8 semplice, se poi le forze dell\u2019ordine non sono mai esistite, o sono state ad appannaggio per decenni di una sola etnia il lavoro diventa ciclopico.<\/p>\n<p><b>Foreign fighters balcanici<\/b><br \/>\nChiaramente, come sostenuto dai report periodici della Commissione sullo stato degli accordi di stabilizzazione e associazione degli stati candidati all\u2019accesso, ancora molto c\u2019\u00e8 da lavorare nel settore dell\u2019anticorruzione e nella lotta alla criminalit\u00e0 organizzata. Tali battaglie sono difficili da combattere, anche all\u2019interno dell\u2019Europa unita, ma i progressi fatti negli ultimi 15 anni nella gestione della sicurezza interna da parte di tutti gli stati coinvolti sono evidenti e gli standard delle polizie locali non sono molto lontani da polizie europee. Ai problemi della corruzione e della criminalit\u00e0 organizzata si \u00e8 aggiunto negli ultimi anni il rischio terrorismo, con Bosnia Erzegovina e Kosovo al secondo e terzo posto, dietro il Belgio, per numero di foreign fighters attivi per abitante.<\/p>\n<p>La cooperazione tra le forze di polizia, intelligence europee, in particolare Europol, contingenti Nato (Kosovo Force \u2013 Kfor &#8211; in Kosovo) e le polizie nazionali sembra funzionare egregiamente, numerose sono le attivit\u00e0 congiunte che hanno scoperto e disciolto organizzazioni a fini terroristici nei Balcani. Inoltre, dallo scorso anno la Commissione ha esteso il network anti-radicalizzazione, progetto del Fondo Police del DG HOME, ai Paesi dell\u2019area balcanica.<\/p>\n<p><b>Integrazione come arma contro i conflitti etnici<\/b><br \/>\nIl rischio di diminuzione della sicurezza per i cittadini europei in caso di ingresso dei Paesi balcanici non pare argomento sufficiente per negarne l\u2019accesso. Il punto focale di incognita invece \u00e8 da ricercare nelle fratture etniche presenti nei sei stati balcanici. La Bosnia Erzegovina resta ad oggi un Paese diviso, con legami tra diverse etnie praticamente inesistenti e politici locali sempre pronti a innescare micce di conflitto per manciate di voti.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3076\" target=\"_blank\"><b><u>In Macedonia lo stallo elettorale ha assunto caratteristiche settarie<\/u><\/b><\/a>, con l\u2019etnia albanese sempre pi\u00f9 in conflitto con la controparte di lingua serba. Linea di conflitto che si ritrova nella perdurante\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=4003\" target=\"_blank\"><b><u>situazione kosovara<\/u><\/b><\/a>\u00a0e anche nel sud della Serbia, con la valle del Presevo sempre agli onori della cronaca interna per instabilit\u00e0 e tensioni interetniche. Montenegro e Albania, anche grazie a presenza di etnie pi\u00f9 omogenee, sembrano estranee a queste vicende, ma sono le pi\u00f9 toccate dai problemi di corruzione e criminalit\u00e0 organizzata.<\/p>\n<p>Il conflitto etnico non \u00e8 superabile se non attraverso una forte azione di concerto politicamente rilevante. Incontri intergovernativi ciclici come il Processo di Berlino possono essere l\u2019occasione per la formulazione di politiche cruciali per l\u2019integrazione dei Balcani occidentali in Europa; unione doganale, miglioramento delle infrastrutture, lotta alla corruzione e alla disoccupazione saranno i temi caldi di Trieste. Non bisogna tuttavia trascurare la sfera della sicurezza della regione, esempio positivo ai fini dell\u2019integrazione negli ultimi anni, ma argomento sempre pronto a tornare caldo per via delle delicate questioni etniche. L\u2019Europa non pu\u00f2 permettersi di dilapidare ci\u00f2 che ha duramente costruito in anni di sostegno e cooperazione con la regione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 Trieste, citt\u00e0 da sempre ponte tra Europa occidentale e centro orientale, a ospitare, il 12 luglio, non solo i ministri degli esteri delle nazioni coinvolte nel processo di Berlino (Italia, Austria, Francia, Germania, Gran Bretagna e i sei Paesi dei Balcani Occidentali \u2013 i cosiddetti\u2013 WB6- Albania, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro e Serbia), [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[75,140,399],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64934"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64934"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64934\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64936,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64934\/revisions\/64936"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64934"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64934"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64934"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}