{"id":64938,"date":"2017-01-27T15:55:30","date_gmt":"2017-01-27T14:55:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64938"},"modified":"2017-11-03T15:14:33","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:33","slug":"unindustria-navale-europea-piu-forte-nel-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/unindustria-navale-europea-piu-forte-nel-mondo\/","title":{"rendered":"Un\u2019industria navale europea pi\u00f9 forte nel mondo"},"content":{"rendered":"<p>Il processo di concentrazione dell\u2019industria europea dell\u2019aerospazio, sicurezza e difesa, partito venti anni fa, non ha fino ad ora coinvolto il segmento navale.<\/p>\n<p>La frammentazione della base tecnologica e industriale europea \u00e8 stata ripetutamente indicata come un elemento di debolezza, sia perch\u00e9 spingeva inevitabilmente verso politiche di sostegno nazionale pi\u00f9 o meno mascherate e verso una competizione durissima sul mercato internazionale, sia perch\u00e9 la domanda militare europea era insufficiente per sostenere tutti i cantieri.<\/p>\n<p>\u00c8 emblematico che gli unici due programmi intergovernativi navali significativi siano stati fatti fra Italia e Francia per le unit\u00e0 anti-missili Orizzonte e per le fregate multiruolo Fremm, ma che poi proprio queste ultime siano state al centro di un\u2019accesa concorrenza italo-francese.<\/p>\n<p>Le due versioni sono notevolmente diverse, con costi conseguentemente differenti. La vicenda conferma che nell\u2019avviare una cooperazione intergovernativa bisogna definire fin dall\u2019inizio una comune politica di esportazione, nella consapevolezza che per mantenere le capacit\u00e0 tecnologiche e industriali \u00e8 indispensabile accedere al mercato internazionale.<\/p>\n<p><b>Verso un nuovo gruppo europeo<\/b><br \/>\nIn questo quadro va vista la proposta di Fincantieri di acquisire la maggioranza di STX France che opera nei Cantieri di Saint-Nazaire. Quest\u2019asset era controllato da un gruppo coreano concorrente di Fincantieri. Potrebbe quindi tornare all\u2019interno di un gruppo europeo.<\/p>\n<p>Il cantiere francese opera su mercati civili e militari. \u00c8 l\u2019unico in grado di costruire portaerei e ha realizzato diverse unit\u00e0 portaelicotteri d\u2019assalto della classe Mistral, di cui due vendute inizialmente alla Russia, ma poi in seguito all\u2019embargo cedute all\u2019Egitto. Questa valenza militare accentua da una parte il merito strategico dell\u2019operazione di Fincantieri, ma dall\u2019altra ne evidenzia inevitabilmente la sensibilit\u00e0 politica.<\/p>\n<p>Non a caso la Francia utilizza, per tutelare i suoi interessi nazionali, non solo il controllo degli investimenti esteri nei settori strategici, ma anche il mantenimento di una quota pubblica significativa (abitualmente un terzo) del capitale.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8, da questo punto di vista, il Paese europeo pi\u00f9 simile alla Francia nell\u2019utilizzare ambedue gli strumenti, anche se la presenza dello Stato italiano \u00e8 stata in questi ultimi decenni pi\u00f9 che altro di garanzia.<\/p>\n<p>Non deve quindi meravigliare che il governo francese stia guardando con attenzione alla proposta di Fincantieri sia come azionista sia come garante dei legittimi interessi nazionali francesi. Su questa strada non dovrebbe essere difficile definire gli impegni che il gruppo italiano potr\u00e0 assumere nei confronti delle Autorit\u00e0 francesi, analogamente a quanto avviene in casi analoghi anche in Italia.<\/p>\n<p><b>Mercato militare e mercato civile<\/b><br \/>\nMa il cantiere francese \u00e8 molto attivo anche sul mercato civile e, in particolare, crocieristico. Ed \u00e8 soprattutto a questa attivit\u00e0 che punta Fincantieri. Il gruppo italiano \u00e8 gi\u00e0 il leader mondiale del settore, ma vuole rafforzarsi ulteriormente.<\/p>\n<p>I cantieri francesi rappresentano un\u2019occasione unica per farlo e diventare allo stesso tempo un\u2019impresa transnazionale, mettendo a fattore comune competenze e capacit\u00e0 industriali con un modello di business fortemente proiettato verso una stretta collaborazione con i principali operatori nel settore delle crociere.<\/p>\n<p>Su questa strada Fincantieri si sta muovendo da tempo, prima con l\u2019acquisizione nel 2009 dei cantieri Marietta negli Stati Uniti (unit\u00e0 militari) e poi, nel 2012, con quella dei cantieri Vardin Norvegia (piattaforme off-shore), per altro usciti da una negativa esperienza nel gruppo STX.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza americana rappresenta per Fincantieri un valido biglietto da visita per avere superato l\u2019attenta valutazione delle autorit\u00e0 statunitensi e acquisito, fornendo le necessarie garanzie, la capacit\u00e0 strategica per diventare un importante fornitore del Dipartimento della Difesa.<\/p>\n<p><b>Analogie socio-politiche tra Italia e Francia<\/b><br \/>\nLa gestione degli aspetti socio-politici rappresenta un\u2019altra analogia fra Italia e Francia. Il porto di Saint Nazaire rappresenta un bastione operaio ed \u00e8 quindi oggetto di attenzione da parte dei vari candidati alle presidenziali francesi. Questo legame del territorio con l\u2019azienda \u00e8 ben percepibile nella rivendicazione di tornare al vecchio nome dell\u2019azienda, \u2018Les Chantiers de l\u2019Atlantique\u2019.<\/p>\n<p>Anche da questo punto di vista Fincantieri pu\u00f2 rassicurare le Autorit\u00e0 e la stessa opinione pubblica francese, dimostrando come, ovunque operi, ha sempre perseguito una politica di mantenimento dell\u2019occupazione.<\/p>\n<p>Tra l\u2019altro per l\u2019azienda italiana la presenza di sindacati forti nonch\u00e9 il necessario accompagnamento politico dell\u2019operazione rappresentano un contesto normale, assolutamente paragonabile con quanto avviene in Italia. Da questo punto di vista il recente incontro fra sindacati francesi e italiani della cantieristica illustra le problematiche sociali legati a quest\u2019accordo.<\/p>\n<p>Il clima elettorale fa per\u00f2 pesare un rischio di strumentalizzazione e potrebbe ricordare la mancata Opa di Enel e Veolia su Suez nel 2006. Il fatto che Fran\u00e7ois Hollande non si ripresenti alla corsa per le presidenziali dovrebbe favorire una certa stabilit\u00e0 dell\u2019azione nelle prossime settimane.<\/p>\n<p>Va rilevato un chiaro impegno a favore di una soluzione europea da parte di Christophe Sirugue, sottosegretario all\u2019Industria, che segue il dossier incontrando le varie parti, dai sindacati ai rappresentanti di Fincantieri.<\/p>\n<p><b>Un segnale d\u2019integrazione europea<\/b><br \/>\nUn altro punto che viene spesso presentato come problematico da parte dei sindacati francesi \u00e8 il rischio che l\u2019accordo di Fincantieri con China State Shipbuilding possa pesare in termini di trasferimenti di tecnologia verso Oriente.<\/p>\n<p>Anche da questo punto di vista, non soltanto si possono utilizzare all\u2019interno di un accordo meccanismi di controllo delle tecnologie ritenute strategiche, ma Fincantieri pu\u00f2 anche fare valere la sua esperienza di produzione di tecnologia in Europa e di espansione commerciale su mercati nuovi come quello cinese. Si tratta di una logica ben presente nell\u2019insieme dei gruppi ad elevata tecnologia, come ad esempio Airbus.<\/p>\n<p>Per concludere, questa operazione potrebbe portare ad un rafforzamento delle capacit\u00e0 navali europee e rappresentare l\u2019avvio di un processo di ulteriore futuro consolidamento, dando un forte segnale di come l\u2019Europa abbia ripreso a muoversi verso una maggiore integrazione.<\/p>\n<p>Infine la riuscita di questa operazione potrebbe essere uno sprone significativo per le relazioni bilaterali fra Italia e Francia. Bisogna, infatti, risalire all\u2019ATR per trovare un esempio di programma tecnologico bilaterale di successo.<\/p>\n<p>Negli ultimi tempi, gli investimenti francesi in Italia sono stati spesso percepiti come aggressivi. L\u2019operazione Fincantieri STX rappresenta anche l\u2019opportunit\u00e0 di dare una lettura diversa, un fattore da non sottovalutare per rinforzare la cooperazione europea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il processo di concentrazione dell\u2019industria europea dell\u2019aerospazio, sicurezza e difesa, partito venti anni fa, non ha fino ad ora coinvolto il segmento navale. 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