{"id":64947,"date":"2017-07-02T16:22:53","date_gmt":"2017-07-02T14:22:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64947"},"modified":"2017-11-03T15:11:19","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:19","slug":"clima-dal-senato-la-risposta-italiana-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/clima-dal-senato-la-risposta-italiana-trump\/","title":{"rendered":"Clima: dal Senato la risposta italiana a Trump"},"content":{"rendered":"<p>Gli accordi sul clima di Parigi, senza obblighi, n\u00e9 sanzioni, da un lato hanno fatto gioire prematuramente gli ambientalisti di tutto il mondo e, dall\u2019altro, dando l\u2019idea di un risultato ormai \u201cacquisito\u201d, hanno fatto addormentare totalmente l\u2019opinione pubblica sull\u2019argomento, al punto che non se ne parlava pi\u00f9 come se il problema non fosse pi\u00f9 esistito.<\/p>\n<p><b>Trump non parla francese<\/b><br \/>\nSar\u00e0 per questo che all\u2019improvviso il presidente Usa Donald Trump ha deciso di scaldare la questione ritirando gli Stati Uniti dall\u2019Accordo. Questa mossa non ha provocato alcuna sorpresa, essendo in perfetta coerenza con quanto affermato in campagna elettorale e con quanto fatto in questi mesi, a forza di decreti esecutivi, svuotando di ogni significato l\u2019adesione degli Usa agli accordi di Parigi.<br \/>\nIl risultato di Parigi era il minimo, ma davvero minimo. comune impegno per le future generazioni, ma era comunque un accordo importante, del quale non si pu\u00f2 che parlare al passato ora perch\u00e9, se gli impegni concreti della pur volenterosa Cina cominceranno solo dal 2030, con l\u2019abbandono degli Usa l\u2019unico soggetto politico, l\u2019Europa \u00e8 rimasta l\u2019unica area geo-energetica significativa ad assumersi impegni per la riduzione delle emissioni.<\/p>\n<p><b>L\u2019orgoglio ambientale europeo<\/b><br \/>\nIl problema climatico, cio\u00e8 delle emissioni di CO2, \u00e8 conseguenza dei vettori energetici utilizzati nella produzione industriale e dell\u2019efficienza con cui tali vettori si utilizzano.<br \/>\nL\u2019Europa ha pagato in questi anni un prezzo importante per dare l\u2019avvio a un\u2019economia sostenibile e per essere d\u2019esempio al resto del mondo sulle tematiche ambientali (1), ha investito centinaia di miliardi in fonti rinnovabili, efficienza energetica ed Ets per decarbonizzare il proprio tessuto energetico e industriale. Il rapporto dei prezzi energetici per l\u2019industria (tasse incluse) rasenta in Europa il doppio del costo in Usa e in Cina, che usano rispettivamente circa il 50% ed il 67% di fossili \u201ca basso costo\u201d (e alte emissioni) ossia carbone e metano (2). Ne derivano prezzi medi dell\u2019energia significativamente diversi tra l\u2019Europa e i suoi competitori economici.<\/p>\n<p><b>L\u2019Europa ci rimette e il Mondo pure<\/b><br \/>\nDunque, \u00e8 un impegno doloroso perch\u00e9 un mix energetico pulito ma costoso per l\u2019Ue ed emissivo ma economico per gli altri concorrenti internazionali non pu\u00f2 non avere effetti sulla competitivit\u00e0 europea e sulla crescita industriale e dell\u2019occupazione.<br \/>\nEd \u00e8 anche un impegno addirittura dannoso a livello mondiale, perch\u00e9 se anche l\u2019Europa dovesse abdicare dal settore manifatturiero e industriale a favore di un\u2019economia di servizi, non si emetter\u00e0 di meno al livello mondiale, ma anzi si emetter\u00e0 molto, molto di pi\u00f9: i cittadini europei consumeranno comunque beni della vita, auto, vestiti, giocattoli, etc. che verranno prodotti non dalla sostenibile industria europea alimentata a fonti rinnovabili, ma dalle emissive industrie cinesi e dell\u2019America di Trump.<br \/>\nStante il disimpegno delle altre aree geo-energetiche, ogni punto di mercato perso dalle industrie europee equivale a 2 punti di aumento delle emissioni globali. Dunque, se l\u2019Europa perde la battaglia industriale, il Mondo perder\u00e0 la guerra ai cambiamenti climatici.<\/p>\n<p><b>Il Senato non \u00e8 affatto morto<\/b><br \/>\nUna\u00a0<a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/RegData\/docs_autres_institutions\/parlements_nationaux\/com\/2016\/0759\/IT_SENATE_CONT1-COM(2016)0759_IT.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><b><u>risoluzione del Senato italiano<\/u><\/b><\/a>\u00a0del 19\/4\/2017 va nella giusta direzione: \u201cIn generale, il sistema Ets non si \u00e8 dimostrato capace di saper orientare \u2013 in senso virtuoso ed ecocompatibile \u2013 i grandi emettitori europei di CO2 verso l\u2019efficienza energetica e un maggiore impiego di energie rinnovabili. La previsione di una riserva stabilizzatrice [\u2026] porter\u00e0 a un aumento del prezzo delle quote di emissione [\u2026] e avrebbe soltanto l\u2019effetto di rendere ancora pi\u00f9 competitivi i prodotti altamente emissivi dei Paesi extra Ue, con un ulteriore effetto delocalizzativo della produzione industriale al di fuori dei confini europei (Carbon Leakage). La soluzione potrebbe essere identificata applicando un sistema di tassazione diretta del carbonio presente nei prodotti, in modo da rendere chiara l\u2019applicazione di una fiscalit\u00e0 ecologica.\u201d<br \/>\nUna presa di posizione che parte da lontano ed ha una portata potenzialmente di grande impatto. Con lungimiranza il Senato e il relatore senatore Scalia \u2013 che gi\u00e0 un anno fa fu primo firmatario della\u00a0<a href=\"http:\/\/www.senato.it\/japp\/bgt\/showdoc\/showText?tipodoc=Sindisp&amp;leg=17&amp;id=979376\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><b><u>mozione n. 1-00593<\/u><\/b><\/a>, appoggiata trasversalmente \u2013 propongono di introdurre un&#8217;imposta da applicare in modo non discriminatorio sia ai prodotti interni che a quelli importati, sulla base del contenuto di anidride carbonica emesso per la produzione di tali beni, in modo da riconoscere i meriti ambientali delle produzioni manifatturiere Ue senza discriminare quelle extra Ue che rispettano gli stessi standard ambientali, innescando un meccanismo virtuoso di miglioramento della qualit\u00e0 ambientale dei prodotti e accelerando il raggiungimento degli obiettivi globali di decarbonizzazione.<br \/>\nI prodotti dell\u2019industria devono competere sul mercato europeo non solo come costo di produzione ma anche per come sono stati prodotti, in base alla intensit\u00e0 emissiva: se un prodotto \u00e8 stato fabbricato emettendo molto, allora dovr\u00e0 essere tassato adeguatamente sul mercato europeo, che sia stato fabbricato in Cina, in Usa o in Italia; se emette poco verr\u00e0 detassato proporzionalmente. Le emissioni industriali, puntualmente profilate, diventerebbero cos\u00ec uno dei parametri della competizione economica mondiale e contemporaneamente si valorizzerebbe \u2013 senza frontiere \u2013 quelle aziende che credono in uno sviluppo sostenibile, in un&#8217;economia a basse emissioni.<br \/>\nQuesta proposta, denominata ImEa (3) (Imposta sulle Emissioni Aggiunte) \u00e8 sostenuta dall\u2019<a href=\"http:\/\/www.enea.it\/it\/comunicare-la-ricerca\/sviluppo-sostenibile\/le-proposte\/climate-change-innovare-i-meccanismi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00a0<b><u>Enea<\/u><\/b><\/a>, da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.amicidellaterra.it\/images\/ottavaefficienza\/ImEAdef.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><b><u>associazioni ambientaliste<\/u><\/b><\/a>, da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.flaeicisl.org\/default.aspx?TabId=708&amp;key1=&amp;key2=10663\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><b><u>sindacati<\/u><\/b><\/a>. L\u2019Europa deve utilizzare la forza del proprio mercato per promuovere quelle produzioni che condividono i valori che si \u00e8 autoimposta, per premiare gli impegni reali delle imprese sostenibili. E nel frattempo proteggere la propria industria e la forza lavoro europea. Un nuovo capitolo della lotta ai cambiamenti climatici. Con o senza Trump.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli accordi sul clima di Parigi, senza obblighi, n\u00e9 sanzioni, da un lato hanno fatto gioire prematuramente gli ambientalisti di tutto il mondo e, dall\u2019altro, dando l\u2019idea di un risultato ormai \u201cacquisito\u201d, hanno fatto addormentare totalmente l\u2019opinione pubblica sull\u2019argomento, al punto che non se ne parlava pi\u00f9 come se il problema non fosse pi\u00f9 esistito. 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