{"id":64951,"date":"2017-06-30T16:26:43","date_gmt":"2017-06-30T14:26:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64951"},"modified":"2017-11-03T15:11:19","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:19","slug":"migranti-croce-rossa-speculazione-barbara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/migranti-croce-rossa-speculazione-barbara\/","title":{"rendered":"Migranti: Croce Rossa, \u201cSpeculazione barbara\u201d"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSenza entrare nel merito della presunta violazione delle acque territoriali libiche &#8211; sfido chiunque veda al confine qualcuno in pericolo a non intervenire -, posso solo dire che sul caso delle Ong la nostra politica ha davvero toccato il fondo. Con l\u2019obiettivo, io credo, di provare ancora una volta a bloccare gli arrivi, e con il risultato di danneggiare l\u2019intera categoria\u201d.<\/p>\n<p>Francesco Rocca, presidente nazionale della Croce Rossa, commenta cos\u00ec ad AffarInternazionali.it le\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3873\" target=\"blank\"><b><u>accuse<\/u><\/b><\/a>, rivolte alle organizzazioni non governative che prestano soccorso ai migranti nel Mediterraneo, di collaborare con scafisti e trafficanti, incoraggiando le partenze verso l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Dai fascicoli delle procure e dai rapporti di Frontex (l\u2019agenzia europea della guardia di frontiera e costiera), i sospetti &#8211; oggetto d\u2019indagini giudiziarie e parlamentari &#8211; sono divenuti notizia attraverso gli organi d\u2019informazione e le frettolose deduzioni di alcuni politici. \u201cUna speculazione che ha della barbarie\u201d, per la Croce Rossa italiana, che opera con i suoi volontari sulle navi del Moas, prima Ong della societ\u00e0 civile ad avere solcato il Mediterraneo nel 2014, e che dai suoi operatori non ha finora mai ricevuto alcuna segnalazione del genere.<\/p>\n<p>\u201cMentre trovo legittima l\u2019azione della magistratura &#8211; continua Rocca -, ci\u00f2 che mi ha davvero impressionato \u00e8 la caccia all\u2019uomo che si \u00e8 scatenata, senza voler attendere i risultati di un\u2019indagine cos\u00ec complessa. Si \u00e8 colpito alla cieca, facendo del male alla credibilit\u00e0 di chi opera con il giusto spirito di solidariet\u00e0 e di attenzione alla vita e alla dignit\u00e0 degli esseri umani\u201d. \u00c8 vero che la criminalit\u00e0 pu\u00f2 annidarsi ovunque, ma \u201cla nostra societ\u00e0 ha l\u2019abitudine di far discendere da ogni cosa dei teoremi, per cui ora sembra che chiunque operi nel Mediterraneo o nel sistema dell\u2019accoglienza faccia business\u201d.<\/p>\n<p><b>Tracciare una linea tra bene e male \u00e8 possibile<\/b><br \/>\nSulla possibilit\u00e0 di distinguere tra Ong \u201cbuone e cattive\u201d, tra chi si occupa esclusivamente di prestare soccorso e chi invece intreccia queste attivit\u00e0 con quelle delle organizzazioni criminali, interviene il direttore generale del Comitato Internazionale della Croce Rossa, Yves Daccord. \u201cLe\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=4019\" target=\"blank\"><b><u>leggi internazionali<\/u><\/b><\/a>\u00a0stabiliscono cosa \u00e8 legale e cosa non lo \u00e8, e le autorit\u00e0 hanno gli strumenti per individuare eventuali infrazioni\u201d. Ma prima di questo, per il direttore generale, \u00e8 fondamentale distinguere tra Ong competenti e organizzazioni improvvisate, quelle \u201cnaives, amatoriali\u201d come le definisce, per natura pi\u00f9 esposte al contatto con gli scafisti.<\/p>\n<p>\u201cNon far\u00f2 nomi, ma le organizzazioni poco responsabili esistono. Vedo operatori che inseguono il denaro, che si attivano solo dove sanno di essere pagati, senza interrogarsi troppo su quello che fanno. Ma se ricevi finanziamenti da qualcuno devi sapere di chi si tratta e perch\u00e9 ti finanzia. Qui si tratta di intervenire in situazioni di disagio e di conflitto: il Mediterraneo non \u00e8 un parcheggio o un asilo\u201d.<\/p>\n<p>In generale, per Daccord, chi sceglie di operare nel settore deve sempre avere chiaro l\u2019obiettivo, oltre a sapere lavorare in modo continuativo e conoscere i meccanismi della cooperazione. \u201cCompiere gesti umanitari senza avere una preparazione adeguata \u00e8 pi\u00f9 pericoloso che non fare nulla\u201d.<\/p>\n<p>Dal punto di vista umanitario, lo scenario libico \u00e8 poi tra i pi\u00f9 complessi in cui operare e tra quelli in cui \u00e8 pi\u00f9 difficile individuare cosa non funziona: \u201cPerch\u00e9 il Paese non ha un governo in grado di monitorare la situazione, perch\u00e9 il crimine \u00e8 diffuso e molto ben organizzato. E perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una grande affluenza di denaro, anche dall\u2019Europa\u201d.<\/p>\n<p><b>Capire le migrazioni. I Paesi da tenere d\u2019occhio<\/b><br \/>\nLa crisi libica non \u00e8 in via di soluzione, avvertono entrambi i rappresentanti della Croce Rossa. \u201cNon a caso &#8211; spiega Francesco Rocca &#8211; cominciamo a vedere i primi richiedenti protezione da questo Paese\u201d. Ma preoccupa anche la situazione in Afghanistan, che appare persino peggiorata rispetto a dieci anni fa, e nelle nazioni africane intorno al lago Ciad e nel Sahel. \u201cQuanti di noi &#8211; continua &#8211; sanno quanto accade in Eritrea, uno dei Paesi che produce il maggior numero di richiedenti protezione, o in Somalia, un territorio a cui la comunit\u00e0 internazionale &#8211; forse per assenza di petrolio? &#8211; non rivolge la sua attenzione?\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 \u201cl\u2019assenza di speranza\u201d, spiega ancora il presidente della Cri italiana, a generare migrazione. Come in Siria, dove la maggioranza della popolazione &#8211; a fronte di un conflitto iniziato nel 2011 &#8211; ha atteso fino all\u2019ultimo per scappare. Nel 2015 la Croce Rossa e l\u2019Unhcr avevano avvertito, da osservatori privilegiati dei conflitti quali sono, della portata del flusso migratorio in arrivo. \u201c\u00c8 nella prevenzione, nella capacit\u00e0 di risposta interna ed esterna, cio\u00e8 nella stabilizzazione dei Paesi di provenienza, che\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3936\" target=\"blank\"><b><u>la comunit\u00e0 internazionale e l\u2019Unione europea hanno fallito<\/u><\/b><\/a>\u201d.<\/p>\n<p><b>Citt\u00e0 che muoiono. Il report della Croce rossa<\/b><br \/>\nFrancesco Rocca e Yves Daccord erano insieme in Italia per la presentazione del\u00a0<a href=\"http:\/\/cityatwar.icrc.org\/\" target=\"blank\"><b><u>dossier<\/u><\/b><\/a>, a cura del Comitato Internazionale della Croce Rossa, sulle vittime delle \u201cguerre di citt\u00e0\u201d, cio\u00e8 combattute nei grandi centri urbani &#8211; non pi\u00f9 nei territori periferici &#8211; dei Paesi interessati da conflitti.<\/p>\n<p>Il documento fornisce ragioni per allarmarsi: negli ultimi tre anni, secondo il rapporto, il 70% dei civili morti in Iraq e Siria hanno perso la vita nella loro citt\u00e0, e ci sono 50 milioni di cittadini nel mondo che in questo momento vivono ogni giorno l\u2019esperienza della guerra urbana.<\/p>\n<p>Mosul, Aleppo, ma anche Taez in Yemen: sono le citt\u00e0 i luoghi in cui le guerre hanno il loro culmine, con cecchini sui tetti degli edifici, kamikaze per le strade, bombe che piovono su scuole o ospedali. \u201cQui non si tratter\u00e0, un giorno, di ricostruire solo case e infrastrutture &#8211; fa notare Yves Daccord -, ma di riconnettere il loro tessuto sociale, che specialmente in Medio Oriente non esiste pi\u00f9. Non baster\u00e0 una generazione\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSenza entrare nel merito della presunta violazione delle acque territoriali libiche &#8211; sfido chiunque veda al confine qualcuno in pericolo a non intervenire -, posso solo dire che sul caso delle Ong la nostra politica ha davvero toccato il fondo. 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