{"id":64961,"date":"2017-06-29T16:38:42","date_gmt":"2017-06-29T14:38:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64961"},"modified":"2017-11-03T15:11:20","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:20","slug":"usa-great-again-grazie-alla-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/usa-great-again-grazie-alla-cina\/","title":{"rendered":"Usa: great again grazie alla Cina"},"content":{"rendered":"<p>Fin dalle prime battute della campagna elettorale statunitense, il rapporto tra Donald Trump e la Cina \u00e8 stato caratterizzato da toni molto accesi. Durante le presidenziali, Trump ha attaccato pi\u00f9 volte Pechino, colpevole di aver causato la perdita di posti di lavoro negli Stati Uniti e aver reso insostenibile il deficit commerciale statunitense.<\/p>\n<p>Il 2 dicembre 2016, con la telefonata tra Trump &#8211; all\u2019epoca gi\u00e0 presidente eletto &#8211; e la presidente di Taiwan TsaiIng-wen, le relazioni diplomatiche tra i due Paesi sono giunte a una fase di tensione tale da sembrare mettere in discussione la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3804\" target=\"blank\"><b><u>One-China Policy<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>Tuttavia, con il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3922\" target=\"blank\"><b><u>primo incontro<\/u><\/b><\/a>\u00a0ufficiale tra il presidente cinese Xi Jinping e Trump, avvenuto ad aprile in Florida, le relazioni tra Washington e Pechino hanno fatto registrare un punto di svolta. Trump \u00e8 passato dalle minacce di guerra commerciale a definire \u201cstraordinario\u201d il rapporto con la Cina, parlando di \u201cgrandi progressi nella cooperazione sino-americana\u201d. Ad avvicinare i due presidenti \u00e8 stata la necessit\u00e0 da parte di Washington di trovare la sponda di Pechino per la gestione della crisi nordcoreana, ma anche gli interessi economici che legano i due Paesi.<\/p>\n<p>La Cina \u00e8 oggi il primo acquirente del debito americano. Le multinazionali americane hanno aumentato i profitti &#8211; e le loro quotazioni in Borsa &#8211; in larga parte grazie all\u2019<i>outsourcing\u00a0<\/i>delle loro produzioni nell\u2019Impero di Mezzo. Gli investimenti cinesi in America stanno aumentando rapidamente: un trend facilitato dagli ingenti capitali messi a disposizione dal sistema bancario del Paese del Dragone per promuovere all\u2019estero la Nuova Via della Seta. E se fosse la Cina a rendere l\u2019America\u00a0<i>great again<\/i>?<\/p>\n<p><b><i>Belt Road Iniative<\/i>\u00a0a stelle e strisce<\/b><br \/>\nNel discorso fatto dal presidente Xi Jinping all\u2019apertura dei lavori del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3955\" target=\"blank\"><b><u>Belt and Road Forum for International Cooperation<\/u><\/b><\/a>, il vertice organizzato a Pechino per promuovere la Belt and Road Initiative (Bri) &#8211; la Nuova via della Seta cinese -, c\u2019\u00e8 un passaggio che apre prospettive interessanti per lo sviluppo delle relazioni sino-americane.<\/p>\n<p>Il leader cinese, dopo aver spiegato che la Belt and Road Initiative interesser\u00e0 il continente euroasiatico, ha poi precisato che tutte le nazioni &#8211; appartenenti all\u2019Asia, all\u2019Europa, all\u2019Africa e alle Americhe &#8211; potranno diventare partner internazionali del progetto.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti al momento non fanno parte della Nuova Via della Seta e dei progetti ad essa connessi, tra i quali figura la Asian Infrastructure Investment Bank (Aiib), la banca infrastrutturale per gli investimenti asiatici creata per promuovere la Bri.<\/p>\n<p>Tuttavia, l\u2019iniziativa cinese, dopo un\u2019iniziale diffidenza, sta generando negli Usa un crescente interesse e il desiderio di diventare parte attiva del progetto.<\/p>\n<p>Per questa ragione, una delegazione guidata da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3958\" target=\"blank\"><b><u>Matt Pottinger<\/u><\/b><\/a>, consigliere della Casa Bianca sulle questioni asiatiche, \u00e8 stata inviata al Forum di met\u00e0 maggio. Al termine del summit, Pottinger ha ricordato l\u2019esperienza delle aziende americane nello sviluppo delle infrastrutture e la loro disponibilit\u00e0 a partecipare al programma.<\/p>\n<p>Le multinazionali Honeywell International e Caterpillar, che con la Cina hanno rapporti consolidati, hanno iniziato a muoversi per beneficiare degli effetti dell\u2019iniziativa, mentre il colosso General Electric \u00e8 gi\u00e0 coinvolto nel progetto. Se nel 2014 gli ordini di attrezzature da installare all\u2019estero da parte delle imprese cinesia General Electric erano stati di soli 400 milioni di dollari, lo scorso anno &#8211; come riportato dal\u00a0<i>The New York Times<\/i>\u00a0&#8211; hanno raggiunto invece i 2,3 miliardi di dollari, ai quali si somma un ordine di 7 miliardi di dollari per turbine a gas-naturale e altri macchinari, per progetti legati allo sviluppo della Bri.<\/p>\n<p><b>Vagoni cinesi<\/b><br \/>\nUn ulteriore punto di incontro tra Stati Uniti e Cina potrebbe trovarsi sul maxi-piano di infrastrutture, che sulla carta ha un budget di 1000 miliardi di dollari, presente nella piattaforma programmatica con cui Trump ha vinto le presidenziali.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 statale China Railway Rolling Stock Corporation Ltd. (Crrc), la pi\u00f9 grande azienda costruttrice di materiale rotabile al mondo, a partire dal 2014 \u00e8 diventata uno degli attori economici di punta per le metropolitane delle citt\u00e0 statunitensi. Dopo essersi aggiudicata la costruzione di 404 vagoni della metropolitana di Boston, nel quadro di un accordo da 566,6 milioni di dollari con la locale Autorit\u00e0 dei Trasporti, l\u2019industria cinese ha aperto un impianto da 95 milioni di dollari a Springfield (Massachusetts) che, a partire dal 2018, si occuper\u00e0 dell\u2019assemblaggio dei macchinari cinesi.<\/p>\n<p>E i numeri sono in crescita costante. Nel 2016, la Crrc si \u00e8 aggiudicata la costruzione di 400 veicoli per la Chicago Transit Authority per 632 milioni di dollari, con la possibilit\u00e0 di un incremento di 446 mezzi per un totale di 1,31 miliardi di dollari; nel marzo del 2017 \u00e8 poi stato firmato un contratto per la costruzione di 45 mezzi destinati al sistema ferroviario della Pennsylvania. Anche Los Angeles, in campo per ospitare le Olimpiadi del 2024, guarda alla Cina. La Crrc sar\u00e0 infatti coinvolta nella costruzione di 64 nuove treni per la metropolitana di Los Angeles, con un\u2019opzione per ulteriori 218 veicoli.<\/p>\n<p><b>Verso relazioni\u00a0<i>win-win<\/i><\/b><br \/>\nSe il maxi-piano infrastrutturale di Trump dovesse incontrare una seria opposizione trasversale del Congresso &#8211; a destra con i falchi del partito repubblicano, difensori del rigore nei conti pubblici, e a sinistra con i democratici, preoccupati sulle voci del bilancio che verranno tagliate per reperire il budget necessario a un progetto di tale portata -, cruciale a questo punto potrebbe diventare l\u2019intervento degli investimenti cinesi. Secondo il centro studi Rhodium Group, tra il 2000 e il 2016 i flussi cinesi negli Stati Uniti sono stati pari a 110,1 miliardi di dollari, per un totale di 1396 operazioni. Il dato \u00e8 in continua crescita: solo nell\u2019ultimo anno gli investimenti cinesi hanno toccato la cifra record di 46,2 miliardi di dollari.<\/p>\n<p>Potrebbe pertanto essere proprio il coinvolgimento degli Usa nella Belt and Road Initiative &#8211; con il corollario di ingenti investimenti cinesi nelle infrastrutture statunitensi &#8211; a fare l\u2019America\u00a0<i>great again<\/i>. Ribaltando alquanto l\u2019immagine che Trump aveva dato della Cina durante la campagna elettorale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fin dalle prime battute della campagna elettorale statunitense, il rapporto tra Donald Trump e la Cina \u00e8 stato caratterizzato da toni molto accesi. Durante le presidenziali, Trump ha attaccato pi\u00f9 volte Pechino, colpevole di aver causato la perdita di posti di lavoro negli Stati Uniti e aver reso insostenibile il deficit commerciale statunitense. 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