{"id":64964,"date":"2017-06-28T16:42:58","date_gmt":"2017-06-28T14:42:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64964"},"modified":"2017-11-03T15:11:22","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:22","slug":"litalia-caschi-blu-della-cultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/litalia-caschi-blu-della-cultura\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia e i caschi blu della cultura"},"content":{"rendered":"<p>La distruzione della Grande Moschea di al-Nuri a Mosul, dove Al Baghdadi aveva annunciato nel 2014 la nascita del Califfato, \u00e8 solo l\u2019ultimo episodio dell\u2019attacco sistematico e deliberato al patrimonio culturale della Mesopotamia, la \u2018culla della civilt\u00e0\u2019.<\/p>\n<p>In risposta alla furia iconoclasta del sedicente Stato islamico, l\u2019Isis, la comunit\u00e0 internazionale si \u00e8 mobilitata per mettere in campo nuovi e pi\u00f9 efficaci strumenti per rafforzare il regime internazionale di protezione del patrimonio culturale. Particolarmente rilevante \u00e8 il progetto, fortemente voluto dall\u2019Italia, di istituire i Caschi Blu della Cultura, una componente culturale da integrare nelle operazioni di supporto alla pace e alla sicurezza internazionale.<\/p>\n<p><b>Lotta di potere e\u00a0<i>damnatio memoriae<\/i><\/b><br \/>\nSebbene la storia dell\u2019iconoclastia si perda nella notte dei tempi, il fenomeno si \u00e8 intensificato negli ultimi decenni come risultato del mutamento della natura e delle modalit\u00e0 di conduzione delle \u2018nuove guerre\u2019 che proliferano nel contesto internazionale post-guerra fredda.<\/p>\n<p>Il tema dell\u2019identit\u00e0 \u00e8 al centro di questi conflitti e la dimensione dell\u2019appartenenza etnica o religiosa \u00e8 fondamentale nel definire le ragioni e gli obiettivi dei combattimenti. Se la cultura \u00e8 la visualizzazione dell\u2019identit\u00e0, non sorprende allora che il patrimonio culturale sia diventato l\u2019obiettivo diretto e deliberato di molte delle guerre recenti, dai Balcani alla Cambogia, dall\u2019Iraq all\u2019Afghanistan, dal Mali alla Siria, dalla Libia allo Yemen.<\/p>\n<p>L\u2019iconoclastia dell\u2019Isis non \u00e8 vandalismo cieco e irrazionale, ma risponde ad una precisa e sofisticata strategia che il gruppo terroristico persegue nell\u2019intento di creare, consolidare ed espandere il proprio potere, anche ai fini della jihad globale.<\/p>\n<p>Questo obiettivo pu\u00f2 essere raggiunto affermando la propria ideologia radicale (anche religiosa) ed imponendo una dominazione assoluta sulla popolazione del territorio di volta in volta conquistato, compreso il contesto culturale e sociale in cui tale popolazione vive.<\/p>\n<p>La strategia \u00e8 annientare fisicamente e culturalmente una comunit\u00e0 aliena o ostile, soggiogando i sopravvissuti dopo averli privati delle loro identit\u00e0 individuali e collettive. Si vuole sottrarre a una comunit\u00e0 il passato eliminando i simboli della sua cultura per negarle anche il futuro. La strategia \u00e8 quella della\u00a0<i>damnatio memoriae<\/i>: obliterando il passato, l\u2019Isis vuole resettare o riscrivere la storia da un nuovo inizio o \u2018anno zero\u2019, a partire dal quale solo la propria visione del modo ha diritto di esistere.<\/p>\n<p><b>Il peacekeeping culturale<\/b><br \/>\nLa protezione del patrimonio culturale, nelle parole del direttore generale dell\u2019Unesco Irina Bokova, \u00e8 \u2018non solo un\u2019emergenza culturale, ma anche una necessit\u00e0 politica e di sicurezza\u2019. Rispondendo all\u2019appello dell\u2019Onu, l\u2019Italia ha assunto una forte leadership mondiale per mobilitare e coordinare gli sforzi della comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>Su proposta italiana, nel 2015 l\u2019Unesco ha approvato una risoluzione per \u2018rafforzare la protezione della cultura e la promozione del pluralismo culturale in caso di conflitto armato\u2019. Tale risoluzione comprende una strategia che si basa su due elementi fondamentali: 1) l\u2019incorporazione di una componente culturale nelle attivit\u00e0 di peacekeeping; 2) la creazione di task force nazionali specificatamente dedicate alla salvaguardia del patrimonio culturale.<\/p>\n<p>In meno di un anno, il 16 febbraio del 2016, si \u00e8 arrivati alla firma di un accordo tra Unesco e governo italiano per la formazione della prima task force nazionale denominata \u2018Unite4 Heritage\u2019. Il recente G7 della Cultura di Firenze ha ribadito il ruolo distintivo della cultura come strumento di dialogo tra i popoli e la necessit\u00e0 di un mandato culturale nelle missioni di sicurezza e di mantenimento della pace. Infine, il 24 marzo 2017, il Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu ha approvato una\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3884\" target=\"blank\"><b><u>risoluzione italo-francese<\/u><\/b><\/a>\u00a0(2437) che prevede il possibile impiego di una componente culturale nelle missioni di peacekeeping.<\/p>\n<p>In attesa di un accordo operativo che precisi obiettivi e modalit\u00e0 di intervento, la task force italiana \u00e8 stata istituita e testata con successo nelle zone terremotate del centro Italia, dove ha messo in sicurezza migliaia di opere d\u2019arte. Il contributo pi\u00f9 rilevante alla forza d\u2019intervento \u00e8 dato dal Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio culturale, internazionalmente riconosciuto come la pi\u00f9 efficace polizia al mondo nella protezione del patrimonio artistico. Al suo fianco opera una componente civile costituita da archeologi, restauratori e storici dell\u2019arte del Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 culturali e del Turismo.<\/p>\n<p>Solo l\u2019effettivo schieramento sul campo della task force dir\u00e0 se l\u2019iniziativa promossa dall\u2019Italia risulter\u00e0 efficace. Tra aspettative e opportunit\u00e0, il peacekeeping culturale si apre infatti a scenari incerti e densi di pericoli e \u2018conseguenze inattese\u2019.<\/p>\n<p>Nel frattempo, va apprezzato e sostenuto il grande impegno e attivismo italiano. Lo slogan, a volte abusato, di Italia \u2018superpotenza culturale\u2019 in questo caso ben descrive l\u2019eccellenza e la leadership del Paese nel contrastare la barbarie e l\u2019oscurantismo di chi vuole distruggere i simboli dell\u2019arte, della cultura e della civilt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La distruzione della Grande Moschea di al-Nuri a Mosul, dove Al Baghdadi aveva annunciato nel 2014 la nascita del Califfato, \u00e8 solo l\u2019ultimo episodio dell\u2019attacco sistematico e deliberato al patrimonio culturale della Mesopotamia, la \u2018culla della civilt\u00e0\u2019. 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